Concorrenza monopolistica (o imperfetta)
Caratteristiche principali
1) Numero molto elevato di imprese che producono un determinato bene.
2) Non ci sono barriere all'entrata. I beni non vengono però considerati perfetti sostituti (es: produttori di camicie e panciotti).
La domanda non è perfettamente elastica, come in concorrenza perfetta, è tuttavia meno inclinata rispetto alle curve di domanda del monopolio, in quanto i consumatori acquistano dai concorrenti e i concorrenti rinunciano all'acquisto.
Pmax → CM’ = r. Tuttavia, le altre imprese attirate dagli extra profitti entrano sul mercato, facendo spostare le curve di offerta verso destra. Aumenta la curva di domanda delle singole imprese, spostandosi verso l'esterno.
Punti in comune con la concorrenza perfetta
Numero molto elevato di imprese che producono un determinato bene. Non ci sono barriere all'entrata. I beni non vengono però considerati perfetti sostituti (es: produttori di camicie e panciotti). La domanda non è perfettamente elastica. Come in concorrenza perfetta è tuttavia meno inclinato rispetto alla curva di domanda del monopolio, in quanto i consumatori acquistano dai concorrenti e i prezzi rilevanti all'acquisto.
Pmax → CI = X. Ma, però, le altre imprese attratte dai doppi extra profitti entrano sul mercato, facendo spostare la curva di offerta verso destra e muovere la curva di domanda delle singole imprese, spostandosi verso l'esterno. Mano a mano che la funzione di domanda si sposta verso il basso, si avvicina sempre più alle curve di CTm, riducendo l'extraprofitto, in quanto diminuisce la distanza tra A e B. In A e CT coincidono, non c'è più surplus per il monopolista. Evidentemente, in questo mercato, a lungo andare, le unità risalgono; come nel caso della concorrenza perfetta, infatti, non è conveniente in quanto il surplus del consumatore è più basso perché il prezzo è più alto e la quantità è minore (in concorrenza perfetta l'impresa vuole in corrispondenza di CTf = C1).
Inoltre, ogni fattore produttivo è sfruttato al recesuito.
Oligopolio (industria e servizi)
È caratterizzato dal fatto che la produzione di un bene è affidata a un piccolo numero di imprese di grandi dimensioni. Le grandi dimensioni sono state favorite dalle economie di scala tecniche (quando i costi unitari diminuiscono costruendo un nuovo stabilimento, in quanto le gestioni totali classificano in alloscchio o costi). Il fattore produttivo più scarso è il management (economie di scala manageriale).
Le economie di scala di carattere finanziario: non un altro formo di economia di scala nel capitale può essere di credito o di debito. Le grandi imprese possono reperire capitali più convenienti rispetto alle piccole imprese. Le imprese trovano e diversificano i prodotti:
- Per le potere finanziarie.
- Per l'economia di scope (CT(A+B) < CT(A)+CT(B)); esistono costi fissi "plainuali" in future produzioni, non utilizzare macerli gli rikinliwer le clientela.
- Diversificazione del rischio: nu rieseki ad affrontare meglio juuicik di itdzi gasas ad una larga gamma di prodotti.
Venti per un ciclo del prodotto: D soquindi econure inversin nelle fasi di espansione, mentre nelle fasi di maturità le imprese economiciano o questano industria. Un ulteriore fattore che spinge per incentivare la diversificazione geografica.
La crescita interna è una modalità tecnica di (costruiscono nuovi stabilimenti). All'altro verso è la crescita esterna (acquisto di imprese già esistenti acquisendo le quote di controllo). È caratterizzato dal carattere normativo (ostacoli legali, numero delle liberalizzazioni) - il carattere economico (un nuovo concorrente non può entrare se non ha grandi dimensioni per entrare competitivo; con costi bassi e il rischio delle economie di scala).
S'intona anche all' (sunk cost = costi non recuperabili). Le nuove strategie (le imprese che stanno sul mercato nuove comportamenti volti ad entrare l'ingresso di nuovi concorrenti).
Delle grandi imprese Dentators - funzione di domanda e frutto di cooperazione e stima. Esiste un margine di incertezza per il non-profitto, che è rappresentato dall'imprevedibilità delle decisioni dei consumatori (inclinazione delle curve di domanda). Sistemi per gruppi di strategie per eludere la concorrenza (es.: del pujroier) strategie documenti convenuti di ottenere il miglior risultato quello che ne la strategia dell'avversario è trovare un secondo ipresse sul il superiore quindi e risultati soddisfacenti (vai il minori margine di rischio).
Distinzione contrattuale tra management e proprietà
Se il proprietario punta e commissiona i profitti, il manager punta a conservare la posizione ed aumentare lo stipendio ed avere più prestigio nelle società. Lo scopo principale, però, è mantenere i prezzi costanti indifferentemente dalle quantità domandate; ulteriore variazione di prezzo. Non risulterebbe conveniente in questo all’aumento del prezzo le uniz. conc. non acquisterebbero questo comportamento, mentre lo acquisterebbero in caso di volume.
Il prezzo è determinato in corrispondenza del punto in cui Cm H = P. Le curve di ricavo marginale per le curve di domande ad angolo che una discontinuità in questo non è definibile il ricavo marginale. Il prezzo è determinabile quindi grazie al principio del prezzo. Pv = Cf H + Cm H q → Pv = Cm H (1+q)v. Si suppone il Cm H essere costante, però diminuito una percentuale del Cm H sulle leve di una del quantità prodotta; qv = 20% Cm H!
Il prezzo diventa P = Cv H (1+q'v)! q'v = 15% Cv H. Se si vuole un margine di profitto di 15 su un costo di 100. La grande impresa tende ad adattare il comportamento alle domande senza variare il prezzo. Aumentando la produzione, i costi fissi non diminuiscono. Se per differenza vanno ad aumentare la parte del reddito P = CfM (1 + 9). P = Pacco + CM + Pprofitto.
CM + Cf/Y + Pprofitto » quanto NORMALE (i ragionevole) » dove arriva l'impresa a fissare le quantità normale e il profitto? P = i * k termini di rendimenti il capitale che può essere riprodotto con il * * * * profitti Pprofitto quando le varie imprese che formano le altre effettivamente quindi le concorrenze è nel punto.
2) Il mercato è diviso tra un gran numero di impese, 2 medie e tante piccole, e quindi entrano economie di sede e poi ho chi nole. Un'impresa potrebbe adottare una strategia di questo tipo: dipende dal costo sostenuto dall'altra impresa (quanto sacrificio un costo eliminando i concorrenti?), dalla quota di mercato posseduta dalla alta impresa (quale beneficio ricavo dalla loro eliminazione?).
L'impresa può inoltre stimolare l'entrata di nuovi concorrenti con le stesse ripostini, l'impresa teme l'ingresso di un concorrente delle più stesse dimensioni. L'impresa forse il può un modo de prevedere l'ingresso dei concorrenti. Se la domanda interna è elastica il tempo di resistenza deve essere lungo. Se la domanda è rapida non può anche alto potrebbe impedire l'ingresso di una un'impresa.
Dunque, in duopolio, il mercurums non cerca la massimizzazione del profitto (obiettivo delle proprie) leve. Profitti bracci (per raschiare le petizioni) e lo sviluppo dell'e avere un maggiore potere sociale, le imprese tendono a minimizzare i rischi: questo per l'interdipendenza delle scelte strategiche adottate dalle aziende (le strategie dandimente fornire il contesto migliora quale che sée le strategie dell’avversario). Delle curve di domusada ad griscipot.
L'impresa rse il prosp e le quantità dove. Fan quindi delle congettive sull’ inclinazione delle curve, che rse esse più o suelo elasticaf (per re curva riprda 'euramenteirmanente i pressi, in quanto anche le alte impor la sequinliborso. Con rre curve elastic mumentene dis anulisaressa il press. Si ripospe e mento punto il životanua nullo steegia dummente le address, perkla le impure ciguercerti potoberu von xiqure l’impirld.
I press fievote dunque viene stabilito in base il profitto che ne vuole ausguire. I profitti possono essere visti come percentuale del capitale investito P=s i. KCh V (1+q) Y CF y n . V · q = Yi + Yi P
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Oligopolio
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Schema Monopolio e Oligopolio
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Modello competitivo di Cournot in oligopolio
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Appunti Microeconomia parte 2 (Monopolio e Oligopolio)