Le obbligazioni
Perché ci sia un’obbligazione occorre che un determinato soggetto, chiamato debitore, sia tenuto a adottare un determinato comportamento, chiamato prestazione, al fine di soddisfare l’interesse di un’altra persona, il creditore, che ha diritto di ottenere/ricevere tale prestazione. Questo in genere è il diritto di credito.
Requisiti del rapporto obbligatorio
La presenza di soggetti, di almeno due, per un verso rappresenta un requisito del rapporto obbligatorio. Dire che in un’obbligazione ci deve essere un debitore e un creditore significa trovare il primo requisito per far sì che ci sia un’obbligazione. In quanto un contratto con una sola persona, ove creditore e debitore sono la stessa persona, non si può rendere giuridico. L’assenza della dualità ne fa venire meno la contrapposizione tra i due soggetti per il conseguimento di un dato interesse. Ecco perché l’ordinamento dice che l’obbligazione esiste solo se ci sono due persone.
L'obbligazione è un vincolo giuridico che si crea tra due o più soggetti, creditore e debitore, in base al quale il debitore s'impegna a compiere una prestazione, suscettibile di valutazione economica, a favore del creditore, secondo le regole dell'ordinamento giuridico. Il Codice Civile non definisce le obbligazioni, se ne occupano, invece, le istituzioni di Giustiniano. La dualità è un requisito molto importante per le obbligazioni!
Esempi di obbligazioni
Talvolta accade che il soggetto, persona fisica, sia uno ma tenga su di sé due soggetti giuridici diversi (creditore e debitore). Esempio: andiamo in un negozio di scarpe e paghiamo con assegno, trasferibile. Il negoziante può dare questo assegno a chi vuole, come a un dentista per pagare una cura. Se poi il dentista mette in incasso l’assegno risulta che ho pagato io la cura mentre in verità ho pagato le scarpe. Quindi possiamo dire che il traente e il prenditore coincidono, e l’obbligazione si estingue per conclusione. Ma se il dentista non incassa e viene da me (che ho comprato le scarpe) che ho un negozio di libri e mi paga con quell’assegno e io a mia volta non lo incasso e ricompro un paio di scarpe, l’obbligazione non si estingue, in quanto creditore e debitore sono la stessa persona.
Se i soggetti sono più di due, ciò determina l'applicazione di norme speciali ogni volta che il rapporto obbligatorio ha patologie. La presenza di più soggetti complica gli effetti. Quando si va a studiare un contratto ove ci sono più parti, la disciplina di quel contratto sarà speciale.
Determinazione e modificazione delle obbligazioni
Talvolta le obbligazioni nascono con un solo soggetto determinato e l’altro determinabile. Esempio: se andiamo a fare un contratto di compravendita di un appartamento, dobbiamo fare un preliminare di persona da determinare (chi compra). Dico al venditore se sono io che rimango come altro soggetto o se è un altro soggetto che sarà il titolare e si deve inserire una specifica clausola (riserva di nomina) che mi permette di farlo, altrimenti la modifica del soggetto non può essere determinata. Questa clausola richiede molta attenzione.
Il debitore risponde delle obbligazioni con tutto il suo patrimonio. Ci sono poi una serie di obbligazioni determinabili, dove la determinabilità non è data dai soggetti che stipulano il contratto. Talvolta la sua determinabilità è data dalla circolazione del bene, obbligazioni di carattere ambulatorio. Esempio: ho una casa e ho una strada di campagna da passare per arrivarci; se la casa viene venduta, automaticamente l’altro soggetto diventa anche titolare del permesso di passo nella strada.
Principi delle obbligazioni
Nelle obbligazioni vengono in rilevo dei principi che regolano i rapporti tra questi soggetti. Questo debitore e creditore come si devono comportare? Il codice non ci dice soltanto che ci devono essere almeno due soggetti ma ci dice anche come si devono comportare secondo le regole della correttezza articolo 1.175.
Cosa vuol dire “secondo correttezza”? Uno ha il diritto di avere e l’altro ha l’obbligo di fare, ma ciò non toglie che i principi della correttezza debbano ispirare la condotta del creditore che deve adempiere e la condotta del debitore che deve “evitare” conseguenze dannose a sé stesso. Il non comportarsi secondo correttezza può determinare conseguenze risarcitorie non interamente risarcibili.
Carattere patrimoniale della prestazione
Articolo 1.174 (carattere patrimoniale della prestazione) la prestazione è ciò che forma l’oggetto dell’obbligazione quindi c’è che deve essere suscettibile di valutazione economica, prestazione all’interno di un rapporto obbligatorio nel limite in cui la prestazione sia suscettibile di valutazione economica. E deve corrispondere ad un interesse del creditore, non ci basta che ci sia un comportamento dovuto, ma ci serve anche che quel comportamento sia economicamente valutabile (patrimonialità) e deve corrispondere ad un interesse del creditore.
Si pensi all’impegno di restituire una somma di denaro, di consegnare un bene venduto etc. al contrario, l’impegno di due innamorati a rimanere reciprocamente fedeli non dà luogo a un’obbligazione, in quanto la fedeltà in amore non è valutabile in denaro. La prestazione deve inoltre corrispondere sempre a un interesse del creditore, interesse che può anche essere di carattere non patrimoniale. Esempio: se io decido di acquistare un biglietto per andare a un concerto del mio cantante preferito, la prestazione è economicamente valutabile (io ho pagato in denaro il biglietto), ma sono animato (come creditore rispetto alla prestazione canora) da un interesse non patrimoniale.
- Possibile (materialmente e giuridicamente);
- Lecita (non in contrasto con la legge);
- Determinata;
- Determinabile
Obbligazioni naturali
Sono obbligazioni imperfette (non obbligazioni giuridicamente vincolanti) che, una volta adempiute, non consentono a chi le ha eseguite di richiederne la restituzione. Tra i vincoli giuridici e non, molto spesso è difficile distinguere e capire quando ci si trovi o meno.
Esempio: se si prende il trasporto, che è un contratto semplice apparentemente, si annidano invece vicende complesse. Può essere un contratto giuridicamente vincolante quando il trasporto è a fronte di corrispettivo, gratuito quando è tipo l’autostop e si colloca nei rapporti a titolo di cortesia non c’è una remunerazione ma ciò non vuol dire che dato contratto non sia a fonte di obbligazioni. Tra il trasporto tradizionale (taxi) e autostop si collocano i trasporti gratuiti, come il test drive in concessionaria, c’è un interesse economico in questo atto.
Pagamento e debito
Secondo i principi generali ogni pagamento presuppone un debito, e quindi un rapporto obbligatorio valido intercorrente tra le parti; se viene effettuato un pagamento senza che vi sia un debito, allora colui che ha pagato può chiedere la restituzione della prestazione (articolo 2033 e 2036). Un'eccezione alla regola enunciata nelle norme della ripetizione dell'indebito è prevista all'articolo 2034:
"Non è ammessa la ripetizione di quanto è stato spontaneamente prestato in esecuzione di doveri morali o sociali, salvo che la prestazione sia stata eseguita da un incapace. I doveri indicati dal comma precedente, e ogni altro per cui la legge non accorda azione ma esclude la ripetizione di ciò che è stato spontaneamente pagato, non producono altri effetti".
Caratteristica dell'obbligazione naturale è quella della variabilità. Le obbligazioni naturali, cioè, non sono istituti fissi e immutabili di cui siano preordinati i tipi. Tale figura è una vera e propria "valvola di sicurezza dell'ordinamento giuridico", o come è stato detto, "organo respiratore dell'intero ordinamento". L'obbligazione naturale, infatti, ha l'importantissima funzione di aprirsi alle nuove esigenze sociali e di dare un valore giuridico a certi comportamenti che sono ignorati dal diritto ma che sono sentiti vincolanti dalla collettività.
La legge ci chiede che ci sia: spontaneità (comportamento non sforzo, senza che però uno abbia consapevolezza degli effetti) e dovere morale sociale (salvo che non sia stato eseguito da un incapace).
Rapporto obbligatorio
Interesse, dualità e patrimonialità della prestazione! → Obbligazione Rapporto giuridico in virtù del quale un soggetto, detto debitore, deve tenere un dato comportamento nell’interesse di un altro soggetto, detto creditore. Tale comportamento è chiamato prestazione. → Articolo 1.173 Le obbligazioni derivano da contratto da fatto illecito e/o ogni altro fatto o atto idoneo a produrle in conformità all’ordinamento giuridico.
Fonti delle obbligazioni
Le fonti delle obbligazioni sono tre:
- Base volontaria - Atto negoziale, rappresentato dal contratto (accordo di due o più soggetti diretto a costituire, modificare o estinguere un rapporto giuridico patrimoniale), che è la fonte volontaria del rapporto obbligatorio. Le parti possono stipulare un contratto, dando vita alle tipologie contrattuali, le quali determinano il nascere di un’obbligazione. Quanti sono i contratti nel nostro ordinamento? Sono tipici e atipici, ma potenzialmente sono indefiniti; → presuppone l’inesistenza di un contratto.
- Fatto illecito - Comportamento doloso o colposo di un soggetto che causa danno ingiusto a un altro.
- Residuale - Perché il nostro codice ha abbracciato il sistema delle fonti aperto, ovvero ogni altro fatto o atto idoneo a produrle in conformità all’ordinamento giuridico. Obbligazione che non trova né nel contratto né nel fatto illecito la propria fonte?
Obbligazioni da quasi contratto
Ci sono delle vicende che non hanno un vero e proprio contratto e non è nemmeno nel fatto illecito.
- Articolo 2.028 Chi, senza esservi obbligato, assume scientemente la gestione di un affare altrui, è tenuto a continuarla e a condurla a termine finché l'interessato non sia in grado di provvedervi da se stesso. In diritto la generosità diventa assunzione di responsabilità indipendentemente dal fatto che ciò avvenga senza un corrispettivo, ma solo per ragioni di carattere generale. Se l’attività è remunerata rende la prestazione patrimoniale, ma tale attività potrebbe essere resa anche a nostra insaputa dal nostro amico e in sua vece egli fa tale azione per me, mi assumo anche se non ripagato di portare fino alla fine tale azione. Lui può chiederci anche i danni se noi non la eseguiamo correttamente, in quanto genera un’ingerenza nel patrimonio altrui. Anche se agiamo in amicizia non vuol dire che siamo “fuori dagli obblighi”.
- Articolo 2.030 Il gestore è soggetto alle stesse obbligazioni che deriverebbero da un mandato. Tuttavia, il giudice, in considerazione delle circostanze che hanno indotto il gestore ad assumere la gestione, può moderare il risarcimento dei danni ai quali questi sarebbe tenuto per effetto della sua colpa.
Adempimento delle obbligazioni
- Articolo 1.180 L'obbligazione può essere adempiuta da un terzo, anche contro la volontà del creditore, se questi non ha interesse a che il debitore esegua personalmente la prestazione. Tuttavia, il creditore può rifiutare l'adempimento offertogli dal terzo, se il debitore gli ha manifestato la sua opposizione. Quando però, la prestazione sia infungibile, il creditore può rifiutare la prestazione che il debitore gli proponga di far eseguire da un suo sostituto (attore scritturato per una parte teatrale, fa eseguire la sua parte da una persona che non sa recitare). Se invece, la prestazione è fungibile (pagamento di una somma di denaro) il creditore può rifiutare la prestazione che gli venga offerta da un terzo. E il suo eventuale rifiuto potrebbe comportare la mora. Se il debitore gli ha comunicato la sua opposizione, il creditore può rifiutare l’adempimento dal terzo pur essendo libero di accettare, se vuole, la prestazione nonostante l’opposizione del debitore.
- Articolo 1.189 (Pagamento al creditore apparente) Il debitore che esegue il pagamento a chi appare legittimato a riceverlo in base a circostanze univoche, è liberato se prova di essere stato in buona fede. Chi ha ricevuto il pagamento è tenuto alla restituzione verso il vero creditore secondo le regole stabilite per la ripetizione dell'indebito.
Prestazione e tempo
- Articolo 1.197 il debitore non può liberarsi eseguendo una prestazione diversa da quella dovuta anche se il valore è uguale o maggiore, salvo che il creditore consenta. In questo caso l’obbligazione si estingue quando la diversa prestazione è eseguita.
Esempio: Ove la prestazione sia la vendita di un bene, la displica del datio in solutium, prevede che il debitore sia tenuto alla garanzia per i vizi e per l’evizione e che il creditore, possa pretendere la prestazione ed il risarcimento del danno. Prestazione sia la concessione di un credito, l’obbligazione originaria si estingue con il pagamento in quanto la cessione si intende effettuata pro solvendo. Il creditore può legittimamente rifiutare una prestazione diversa da quella dedotta in obbligazione, anche qualora si tratti di una prestazione avente valore eguale o superiore. Egli può tuttavia accettare che il debitore si liberi eseguendo una prestazione diversa da quella dovuta.
Tempo di adempimento: Se ci dovessimo sposare questa settimana, la consegna dell’abito nuziale, laddove avvenga anche con un giorno di ritardo, la prestazione sarebbe inutile in quanto non potremmo indossare l’abito nel giorno del nostro matrimonio. Per questo è fondamentale. Incide addirittura sulla perdita di interesse da parte del creditore.
- Articolo 1.183 Se non è determinato il tempo in cui la prestazione deve essere eseguita, il creditore può esigerla immediatamente. Qualora tuttavia, in virtù degli usi o per la natura della prestazione ovvero per il modo o il luogo dell’esecuzione, sia necessario un termine, questo, in mancanza di accordo delle parti, è stabilito dal giudice. Se il termine per l’adempimento è rimesso alla volontà del debitore, spetta ugualmente al giudice di stabilirlo secondo le circostanze; se è rimesso alla volontà del creditore, il termine può essere fissato su istanza del debitore che intende liberarsi. Il tempo ha un valore economico, in quanto adempiere la prestazione prima o dopo incide sulla nascita o meno di interessi. Per questo stabilire a favore di chi è il termine.