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confronti del creditore per realizzare un suo interesse. Essa può

consistere in un:

fare: obbligo di svolgere una determinata attività in favore del

creditore( costruire una casa).

non fare: obbligo del creditore di astenersi dal tenere un determinato

comportamento(non sopraelevare un edificio).

dare: obbligo di consegnare al creditore una o più cose( trasferimento della

proprietà di un bene).

L’INTERESSE: la prestazione deve corrispondere ad un interesse del

creditore che non deve sussistere solo al momento in cui nasce

l’obbligazione ma che deve continuare anche durante l’intero sviluppo del

rapporto obbligatorio ed in particolare al momento dell’adempimento.

L’interesse oltre ad essere a carattere economico, può anche essere a

carattere morale o culturale( in questo caso non vi è giuridicità). L’interesse

deve comunque essere meritevole di tutela. Esiste anche un interesse del

debitore ad adempiere. Da un punto di vista più generale è tutelato

l’interesse a far venir meno il vincolo del rapporto obbligatorio. D’altra

parte l’interesse va a salvaguardia dell’onere e del prestigio del debitore

interessato.

VINCOLI NON GIURIDICI: molto spesso non è facile distinguere se

l’obbligo sia a carattere sociale o giuridico. La distinzione vi è quando

l’obbligo è frutto di una norma sociale imposta dall’intera collettività.

Discorso più complicato se l’obbligo nasce tra soggetti individuati ( accordo

tra soggetti). Un es è il cosiddetto patto tra gentiluomini in cui vi è un

contenuto a carattere patrimoniale e un interesse economico del creditore

che potrà avere comunque delle sanzioni extra-giuridiche( cessazione dei

rapporti di affare).

L’OBBLIGAZIONE NATURALE: è il carattere della coercibilità a

distinguere le obbligazioni civili da quelle naturali. Le obbligazioni naturali

sono quei doveri a carattere morale e sociale che un soggetto compie a

favore di un altro( non generato da un obbligo giuridico). Il soggetto che

deve compiere l’azione non è tenuta a svolgerla e colui a favore del quale

doveva essere compiuta non può agire in giudizio in caso di

inadempimento. Ne fanno parte il pagamento di gioco o l’assistenza

familiare.

L’OBBLIGAZIONE CIVILE: per le quali il creditore può agire in giudizio

per fare valere il proprio diritto costringendo il debitore all’adempimento.

VICENDE DELL’OBBLIGAZIONE

LE FONTI: secondo l’art 1173, l’obbligazione nasce da contratto fatto

illecito o ogni altro atto o fatto idoneo a produrle in conformità con

l’ordinamento giuridico. È un sistema aperto e non chiuso. Aperto in

quanto vi è una atipicità delle fonti nel senso che possono essere fonti

delle obbligazioni anche atti o fatti non previsti dall’ordinamento ma nei

limiti di conformità. Più in generale, è fatto o atto illecito ogni fatto che

lede un diritto altrui. Sono fonti previste dalla legge: le promesse

unilaterali, gestione di affari altrui, pagamento indebito, arricchimento

senza causa.

ADEMPIMENTO: secondo l’art 1176, nell’adempiere l’obbligazione, il

debitore deve usare la diligenza del buon padre di famiglia.

Nell’adempimento delle obbligazioni inerenti l’esercizio di una attività

professionale, la diligenza deve valutarsi con riguardo alla natura

dell’attività esercitata. L’adempimento(pagamento) dell’obbligazione

consiste nell’esecuzione della prestazione da parte del debitore. Così

facendo, egli soddisfa l’interesse del creditore liberandosi dal suo

obbligo ed estinguendo l’obbligazione. Di regola quindi, l’adempimento

è la causa di estinzione naturale del rapporto obbligatorio. Il

comportamento del debitore deve essere corretto. Si discute se

l’adempimento sia un atto negoziale o non negoziale. È innegabile la

rilevanza dell’animus solvendi anche se l’estinzione di un’obbligazione

non è nient’altro che la realizzazione di un diritto-dovere imposto dalla

legge e nel quale quindi la volontà delle parti è irrilevante.

L’adempimento ha dei presupposti. Deve essere:

esatto, nel senso che vi deve essere corrispondenza tra l’oggetto

dell’obbligazione e quello della prestazione.

integrale, potendo il creditore rifiutare l’adempimento parziale anche se la

prestazione è divisibile.

LUOGO DELL’ADEMPIMENTO: Secondo l’art 1182, se il luogo nel

quale la prestazione deve essere eseguita non è determinato dalla

convenzione o dagli usi e non può desumersi dalla natura della

prestazione, si osservano le norme che seguono:

l’obbligazione di una cosa certa e determinata deve essere adempiuta nel

luogo in cui si trovava la cosa quando l’obbligazione è sorta.

l’obbligazione avente per oggetto una somma di danaro deve essere

adempiuta a domicilio che il creditore ha al tempo della scadenza. Se il

domicilio è diverso da quello che il creditore aveva al tempo dell’inizio

dell’obbligazione, il debitore, con dichiarazione del creditore, ha il diritto

di eseguire l’adempimento al proprio domicilio.

Il luogo dell’adempimento generalmente è rimesso alla volontà delle

parti. In mancanza di questa può essere rimessa alla volontà del

giudice.

TEMPO DELL’ADEMPIMENTO: secondo l’art 1183, se non è

determinato il tempo in cui la prestazione deve essere eseguita, il creditore

può esigerla subito. Se in virtù della natura della prestazione o del luogo

dell’esecuzione sia necessario un termine, questo, in mancanza di un

accordo tra le parti, è stabilito dal giudice. Se il termine per l’adempimento

è rimesso alla volontà del debitore, spetta comunque al giudice stabilirlo in

base alle circostanze; se è rimessa alla volontà del creditore, esso potrà

essere fissato su istanza del debitore che intende liberarsene.

Secondo l’art 1184, se per l’adempimento è fissato un termine questo si

presume a favore del debitore qualora non risulti stabilito a favore del

creditore o di entrambi. Se il termine è stabilito a favore del debitore, il

creditore non potrà pretendere l’adempimento prima della scadenza ma il

debitore potrà liberarsi anche prima della scadenza. Se è stabilita a favore

del creditore, questi potrà pretendere l’adempimento anche prima della

scadenza, ma la debitore è preclusa l’esecuzione anticipata rispetto alla

scadenza. Se è stabilita a favore di entrambi le parti, il creditore non potrà

esigerla prima e il debitore non potrà eseguirla prima.

Secondo l’art 1186, il creditore può esigere immediatamente la prestazione

anche quando sia stabilito un termine nell’interesse del debitore nei seguenti

casi: il debitore sia divenuto insolvente, il debitore abbia diminuito le

garanzie, il debitore non abbia dato le garanzie promesse. Il termine di

efficacia fissa il momento sino a cui vige tra le parti un rapporto

contrattuale.

DESTINATARIO DEL PAGAMENTO: Secondo l’art 1188, il pagamento

deve essere fatto al creditore o al suo rappresentante o dalla persona indicata

dal creditore, autorizzata dalla legge o dal giudice. Nel caso in cui il

debitore effettui il pagamento a persona diversa dal creditore, il codice

stabilisce che: il debitore non è liberato dall’obbligazione, il vero creditore

può sempre richiedere l’adempimento da parte del debitore, il debitore può

esigere la restituzione dal finto creditore. Esistono però delle eccezioni a tali

regole: se il creditore ne ha approfittato, se il pagamento è stato effettuato

al creditore apparente, se il creditore ha ratificato l’operato del terzo che ha

ricevuto la prestazione.

Secondo l’art 1180, l’adempimento può essere eseguito da un terzo anche

contro la volontà del creditore se questi non ha interesse a che il debitore

esegua personalmente la prestazione. Tuttavia il creditore può rifiutare

l’adempimento offertogli dal terzo se il debitore gli ha manifestato la sua

opposizione.

Secondo l’art 1189, il debitore che esegue il pagamento a chi appare

legittimato a riceverlo, è liberato se prova di essere stato in buona fede. Chi

ha ricevuto il pagamento, è tenuto alla restituzione verso il vero creditore

secondo le regole stabilite dalla legge.

Secondo l’art 1190, il pagamento fatto al creditore incapace di riceverlo,

non libera il debitore se questi non prova che ciò che fu pagato, fu rivolto a

vantaggio dell’incapace.

Secondo l’art 1191, l’adempimento effettuato dal debitore incapace è valido

e non può essere rifiutato dal creditore.

Secondo l’art 1192 il debitore non può impugnare il pagamento eseguito

con cose di cui non poteva disporre salvo che non offra di eseguirla con

cose di cui può disporre.

Secondo l’art 1196, le spese del pagamento sono a carico del debitore.

MORA DEL CREDITORE: per l’adempimento della prestazione da parte

del debitore, il creditore deve collaborare, trovandosi in una situazione di

onere e tenendo un comportamento necessario per la realizzazione

dell’interesse.

Secondo l’art 1206, il creditore è in mora quando senza motivo legittimo

non riceve il pagamento offertogli o non compie quanto necessario affinché

il debitore possa adempiere l’obbligazione.

Secondo l’art 1207, quando il creditore è in mora, è a suo carico

l’impossibilità della prestazione sopravvenuta per causa non imputabile al

debitore. Il creditore deve quindi rimborsare le eventuali spese sostenute dal

debitore, è obbligato a risarcire gli eventuali danni cagionati al debitore a

causa del suo rifiuto.

Secondo l’art 1208, affinché l’offerta sia valida, è necessario che:

sia fatta al creditore capace di riceverla o a chi ha la facoltà di

riceverla per lui

sia fatta da persona che possa realmente adempiere

che comprenda la totalità della somma

che il termine sia scaduto, se stipulato a favore del creditore

che si sia verificata la condizione dalla quale dipendeva

l’obbligazione

che l’offerta sia stata fatta al domicilio del creditore

Secondo l’art 1209 il debitore, al fine di costituire in mora il creditore,

deve avanzare l’offerta di adempimento la quale può essere reale o per

intimazione: Offerta reale:ha per oggetto denaro, titoli di credito, cose

mobili da consegnare al domicilio del creditore. È compiuta da

un notaio o da un ufficiale giudiziario che redigeranno un

verbale con dichiarazione del creditore.

Offerta per intimazione: si tratta di cose mobili da consegnare

in domicilio diverso, di cose immobili o quando l’obbligazione

consiste in un facere. L’offerta avviene in due fasi: 1) il

debitore deve intimare il creditore a ricevere il bene, in caso di

immobile ad immettersi nel possesso, in caso di prestazione di

facere a ricevere la prestazione. L’intimazione sarà contenuta

in un atto notificato dall’ufficiale giudiziario comprendente

data, luogo ed ora in cui il debitore intende procedere alla

consegna. Se il creditore non si presenterà, il debitore potrà

richiedere il risarcimento.

Secondo l’art 1210, se il creditore rifiuta di accettare l’offerta reale o

per intimazione, il debitore può eseguire il deposito. Il deposito si

configura come contratto a favore di terzo.

Secondo l’art 1211 se le cose non possono essere conservate o sono

deteriorabili, o la spesa della custodia sia eccessiva, il debitore dopo

l’offerta reale o di intimazione, potrà richiedere al tribunale di

poterle vendere nei modi previsti dalle norme sul pignoramento.

Secondo l’art 1212 per la validità del deposito è necessario che:

sia stato preceduto da una notificazione fatta al creditore

che il debitore abbia consegnato la cosa con i dovuti frutti

che sia redatto dal pubblico ufficiale un processo verbale dal

quale risulti l’offerta fatta ed il rifiuto da parte del creditore.

Se si tratta di denaro, titoli di credito, o cose mobili, il debitore potrà

depositarli verso una banca mentre se si tratta di cose immobili, il giudice

nominerà un sequestratario che li custodirà. (articoli 1216 e 1217).

MODI DI ESTINZIONE DIVERSI

DALL’ADEMPIMENTO

GENEREALE: di regola l’obbligazione si estingue per adempimento ma

esistono altri modi di estinzione, distinti a seconda che le pretese del

creditore siano soddisfatti o meno.

Modi satisfattori: estinguono l’obbligazione soddisfacendo il

creditore: a)adempimento b) prestazione in luogo dell’adempimento

c) compensazione d)confusione.

Modi non satisfattori: estinguono l’obbligazione senza soddisfare il

creditore a)novazione b)remissione c)impossibilità sopravvenuta della

prestazione per causa non imputabile al debitore d)prescrizione

estintiva

MODI NON SATISFATTORI

NOVAZIONE OGGETTIVA: L’art 1230 stabilisce che l’obbligazione si

estingue quando le parti sostituiscono all’obbligazione originaria una nuova

obbligazione con oggetto o titolo diverso. La volontà di sostituire

l’obbligazione precedente deve risultare in modo chiaro. È quindi

caratterizzata dall’animus novandi e dall’aliquid novi, inteso come

mutamento della prestazione. Dal punto di vista oggettivo, non consiste

solamente nella modifica di un documento ma in un mutamento del titolo.

Secondo l’art 1234, la novazione è senza effetto se non esisteva

l’obbligazione originaria. Se invece l’obbligazione è viziata ed il debitore è

a conoscenza dl vizio, la novazione risulta valida e la nuova obbligazione

sorge esente da vizi.

NOVAZIONE SOGGETTIVA: secondo l’art 1235, a differenza della

novazione oggettiva nella quale muta l’oggetto dell’obbligazione, nella

novazione soggettiva muta la persona del debitore.

REMISSIONE DEL DEBITO: secondo l’art 1236 la dichiarazione del

debitore di rimettere il debito estingue l’obbligazione quando è comunicata

al debitore salvo che questi comunichi anticipatamente di non volerne

approfittare. La remissione non è un contratto ma un negozio unilaterale

con cui il creditore rinunzia al proprio diritto di credito. Non è richiesta una

manifestazione di volontà da parte del debitore in quanto è un negozio a lui

favorevole. La remissione oltre che espressa (dichiarazione) può essere

tacita (comportamento del creditore incompatibile con la volontà di far

valere il credito.

IMPOSSIBILITA’ SOPRAVVENUTA PER CAUSA NON IMPUTABILE

AL DEBITORE: secondo l’art 1256 la obbligazione si estingue quando per

una causa non imputabile al debitore la prestazione diventa impossibile. Se

l’impossibilità è temporanea, il debitore, finchè essa perdura, non è

responsabile del ritardo dell’adempimento. L’obbligazione si estingue se

l’impossibilità perdura così tanto da rendere non eseguibile la prestazione da

parte del debitore o il creditore non abbia più interesse a conseguirla.

L’impossibilità può essere:

totale: un evento impedisce l’adempimento ed il debitore ne è liberato

parziale: quando resta ancora la possibilità di adempiere anche

parzialmente all’obbligazione ed il debitore è ancora tenuto ad

adempiere. Il creditore può comunque non avere più interesse a

riceverla. Art 1258

definitiva: per cui l’obbligazione si estingue

temporanea: l’obbligazione non si estingue ed il debitore non è

responsabile del ritardo.

PRESCRIZIONE ESTINTIVA: Secondo l’art 2934 la prescrizione estintiva

consiste nella perdita di un diritto il cui titolare non lo esercita per un

determinato periodo determinato dalla legge

MODI SATISFATTORI

COMPENSAZIONE: secondo l’art 1241 quando due persone sono

obbligate l’una verso l’altra, i due debiti si estinguono per le quantità

corrispondenti. In tal modo si estinguono le obbligazioni e si realizzando i

crediti. La compensazione non opera automaticamente ma secondo le

modalità fissate dalla legge in relazione a tre diverse ipotesi: legale-

giudiziale- volontaria.

Secondo l’art 1243 la compensazione legale è un tipo di compensazione

che avviene per legge quando i crediti risultino:

omogenei: abbiano ad oggetto una somma di denaro o una

quantità di cose fungibili del medesimo genere

certi o liquidi. Esistenti e determinati esattamente nel loro

ammontare

esigibili: entrambi non sottoposti a termine iniziale o condizione

sospensiva

In caso di compensazione legale, l’estinzione dei due debiti opera sin dal

giorno della coesistenza. La prescrizione non impedisce la

compensazione

La compensazione giudiziale ha effetto con sentenza del giudice ed opera

ex-nunc ed opera quindi quando quella legale non è stata efficace.

Secondo l’art 1246 la compensazione non si verifica quando:

credito per la restituzione di cose di cui il proprietario sia stato

ingiustamente spogliato

di credito per la restituzione di cose depositate

di credito dichiarato impignorabile

di rinunzia alla compensazione fatta dal debitore in maniera tempestiva

di divieto stabilito dalla legge

Secondo l’art 1252 la compensazione volontaria è un tipo di compensazione

che avviene in base ad un accordo tra le parti (negozio bilaterale) anche se

non ricorrono le condizioni previste dalle precedenti compensazioni. Le

parti possono anche fissare preventivamente le condizioni di tale

compensazione.

CONFUSIONE: Secondo l’art 1253 quando la qualità di creditore e di

debitore si riuniscono nella stessa persona, l’obbligazione si estingue ed i

terzi che hanno prestato garanzia per il debitore sono liberati.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti del corso in obbligazioni del prof.Gazzoni.
Argomenti: dovere di correttezza; carattere patrimoniale della prestazione; l’interesse; vincoli non giuridici; l’obbligazione naturale e civile; vicende dell’obbligazione; modi di estinzione diversi dall’adempimento; inadempimento; modificazioni del rapporto obbligatorio; specie tipiche di obbligazioni.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2005-2006

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Gazzoni Francesco.

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