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In linea di principio il nostro ordinamento vieta l’anatocismo, ovvero la

capitalizzazione degli interesse dovuti affinché questi producano ulteriori interessi. Gli

interessi possono essere capitalizzati solo qualora siano scaduti da più di sei mesi ed

intervenga, al riguardo, o una convenzione tra le parti o una domanda giudiziale del

creditore volta ad ottenere il pagamento sia degli interessi scaduti che di quelli computati

sugli interessi scaduti. Capitolo 34

Modificazione dei soggetti dell’obbligazione

Modificazioni dal lato attivo

1 – La cessione

Si parla di cessione del credito sia per indicare il contratto con il quale il creditore

(cedente) pattuisce con un terzo (cessionario) il trasferimento in capo a quest’ultimo del suo

diritto verso il debitore (ceduto), sia per indicare l’effetto di tale contratto.

Qualunque credito può formare oggetto di cessione a meno che non abbia carattere

strettamente personale o la cessione sia stata convenzionalmente esclusa dalle parti.

Non è necessario, per il perfezionamento della cessione, del consenso del debitore

ma a questi tale contratto deve essergli notificato per avere efficacia nei suoi confronti.

Se la cessione viene effettuata per estinguere un debito del cedente nei confronti del

cessionario tale cessione può avvenire pro solvendo o pro soluto. Nel primo caso la

liberazione del cedente dalla sua obbligazione con il cessionario avverrà solo nel momento

in cui il debitore ceduto adempia alla propria obbligazione. Nel secondo caso il cessionario

libera immediatamente il cedente dalla propria obbligazione accollandosi il rischio di

insolvenza del debitore ceduto. Salvo diversa pattuizione la cessione si presume contratta

pro solvendo.

2 – La surrogazione

La surrogazione è una figura particolare di sostituzione dal lato attivo in quanto

questa avviene con l’esecuzione della prestazione in favore del creditore originario e con il

sorgere dell’obbligazione nei confronti di un altro soggetto attivo. La differenza con la

cessione sta proprio nel fatto che in questa la prestazione non è ancora stata adempiuta.

La surrogazione può avvenire per volontà del creditore (quando questi, ricevuto il

pagamento da un terzo dichiara espressamente di farlo subentrare nei suoi diritti nei

confronti del debitore), per volontà del debitore (ad esempio quando questi per adempiere

all’obbligazione prende a mutuo una somma di denaro vincolandosi con un altro soggetto)

o nelle ipotesi previste dall’art. 1203 c.c.

Modificazioni dal lato passivo

La sostituzione del soggetto passivo del rapporto obbligatorio può realizzarsi

mediante le figure della delegazione passiva, dell’espromissione e dell’accollo. A differenza

delle modificazioni dal lato passivo, per il debitore non è indifferente la persona del

debitore, sicché la sostituzione del debitore non è possibile senza l’espressa volontà del

creditore. In mancanza di questa il precedente debitore non viene liberato ed il nuovo

soggetto passivo si aggiunge ad esso.

1 – La delegazione passiva

Si ha delegazione quando una persona (delegante) ordina o invita un’altra persona

(delegato) ad eseguire o a promettere un determinato pagamento a favore di un terzo

soggetto (delegatario).

Si distinguono la delegazione di pagamento (delegatio solvendi) dalla delegazione a

promettere (delegatio promittendi). La prima si ha quando il delegante invita il delegato ad

effettuare senz’altro un pagamento al delegatario (es. l’assegno bancario). Nella seconda il

delegante ordina al delegato di assumersi l’obbligo di effettuare successivamente un

determinato pagamento al delegatario.

2 – L’espromissione

Con tale termine si indica quel contratto con il quale un soggetto si obbliga

spontaneamente nei confronti del creditore promettendo l’adempimento, da parte sua, della

prestazione cui è obbligato il debitore. L’elemento differenziale tra l’espromissione e la

delegazione sta appunto nella spontaneità dell’iniziativa del terzo. Come la delegazione,

anche l’espromissione può essere cumulativa (adpromissio) nel senso che il terzo ed il

debitore rimangono vincolati in solido, o liberatoria o privati-va nel caso in cui, dichiarando

espressamente il terzo di voler liberare il debitore originario, il terzo rimane l’unico soggetto

obbligato nei confronti del creditore.

3 – L’accollo

L’accollo è un contratto tra il debitore (accollato) ed un terzo (accollante) con il

quale quest’ultimo assume a proprio carico l’onere di procurare il pagamento al creditore

(accollatario). Si distinguono due specie di accollo:

l’accollo semplice o interno, che si ha quando le parti non intendono attribuire al creditore

alcun diritto verso l’accollante; in questo caso questi si impegna esclusivamente nei

confronti dell’accollato;

l’accollo esterno, si ha invece quando l’accordo tra accollante ed accollato si presenta come

un contratto a favore del creditore; in questo caso il creditore può, con atto unilaterale

aderire al contratto e pretendere direttamente dall’accollante l’adempimento del suo credito.

Questo tipo di accollo può essere a sua volta cumulativo, quando il debitore originario resta

obbligato in solido con l’accollante, e liberatorio o privativo, quando il debitore viene

liberato e rimane obbligato esclusivamente l’accollante. In questo caso occorre una

dichiarazione espressa del creditore o che tale liberazione sia condizione espressa

dell’accordo tra questi e l’accollante. Capitolo 35

L’estinzione dell’obbligazione

Il tipico fatto estintivo dell’obbligazione è l’adempimento. In alcuni casi però il

legislatore ha previsto che, nonostante l’obbligazione non sia stata adempiuta, non si

configuri l’inadempimento (per il quale l’ordinamento prevede alcuni meccanismi di tutela

del diritto del creditore, meccanismi che saranno esaminati più avanti) bensì si verifica

l’estinzione dell’obbligazione. Ciò si verifica innanzitutto in caso di morte del debitore,

quando si tratti di prestazioni infungibili (ovvero quelle prestazioni per le quali quando è

rilevante la persona del debitore che è obbligato ad eseguirla). Ma esistono altre ipotesi di

estinzione diversi dall’adempimento (compensazione, confusione, novazione, remissione ed

impossibilità sopravvenuta) che saranno esaminati più avanti.

L’adempimento

L’adempimento o pagamento consiste nell’esatta realizzazione della prestazione

dovuta. Nell’adempiere l’obbligazione il debitore deve usare la diligenza del buon padre di

famiglia. Il debitore può adempiere personalmente o a mezzo di dipendenti o ausiliari del cui

comportamento è sempre personalmente responsabile di fronte al creditore.

Per valutare la regolarità dell’adempimento occorre prestare attenzione al

destinatario del pagamento, al luogo e al tempo dell’adempimento.

Destinatario del pagamento: in linea di principio, nel caso di obbligazioni di dare, il

debitore deve eseguire il pagamento nelle mani del creditore (o del suo rappresentante legale

nel caso in cui il creditore non sia capace) Nel caso in cui il debitore paghi a chi non era

legittimato a ricevere la prestazione non si libera dall’obbligazione a meno che il creditore

non ratifichi il pagamento o non dimostri di aver pagato in buona fede ad una persona che

appariva creditore.

Luogo dell’adempimento: il luogo dell’adempimento è di solito indicato nel titolo

costitutivo del rapporto obbligatorio o determinato dagli usi o dalla natura stessa della

prestazione. Nel caso in cui questi criteri non siano adeguato ad individuare il luogo della

prestazione l’ordinamento prevede dei criteri suppletivi e cioè: nel caso di obbligazione di

dare una determinata cosa, la prestazione va adempiuta nel luogo in cui si trovava la cosa al

momento del sorgere dell’obbligazione; l’obbligazione di pagare una somma di denaro va

adempiuta al domicilio del creditore; in tutti gli altri casi luogo dell’adempimento è il

domicilio del debitore.

Tempo dell’adempimento: se l’obbligazione ha carattere di durata occorre

determinare il momento iniziale ed il momento finale della prestazione dovuta; se

l’obbligazione ha carattere istantaneo il tempo dell’adempimento è di regola indicato nel

titolo costitutivo dell’obbligazione (se manca di tale indicazione, l’ordinamento autorizza il

creditore a pretendere immediatamente il paga-mento). Se per il pagamento viene fissato un

termine questo si presume a favore del debitore nel senso che il creditore non può

pretendere il pagamento prima della scadenza di tale termine ma il debitore può pretendere

di adempiere anche prima. Se invece il termine risulta espressamente fissato a favore del

creditore questi può pretendere l’adempimento anche prima della scadenza del termine

mentre il debitore non può validamente offrirsi di adempiere in anticipo. Infine può

verificarsi l’ipotesi in cui si pattuisca un termina a favore di entrambi: in questo caso né il

creditore può pretendere il pagamento né il debitore può pretendere di adempiere prima della

scadenza.

Il creditore ha diritto all’esatta esecuzione della prestazione dovuta. Può perciò

legittimamente rifiutarsi di accettare una prestazione diversa da quella pattuita, cos’ come

può decidere il contrario. In questo caso il debitore dovrà, per liberarsi dalla sua

obbligazione, eseguire la prestazione pattuita in luogo di quella originale (prestazione in

luogo di adempimento).

In alcuni casi affinché il debitore possa correttamente adempiere la propria

obbligazione è necessaria la cooperazione del creditore. Nel caso in cui il creditore senza

legittimo motivo non presti la propria cooperazione o si rifiuti di compiere gli atti

preparatori al ricevimento della prestazione si configura la mora del creditore (mora

credendi o accipiendi). Affinché la mora del creditore si configuri è necessario anche che il

debitore faccia offerta della prestazione al creditore. Tale offerta può essere: solenne o

formale, se compiuta dinanzi ad un pubblico ufficiale; secondo gli usi, depositando le cose

dovute al creditore; non formale (ad es. mediante lettera) che, dimostrando la volontà di

adempiere del debitore, vale ad escludere la mora del debitore ma non produce gli effetti

della mora credendi (per la mora del debitore e gli HYPERLINK \l

"effetti_mora_credendi" effetti della mora credendi v. più avanti al cap. 36 relativo

all’inadempimento).

I modi di estinzione diversi dall’adempimento

1 – La compensazione

Quando tra due persone intercorrono rapporti obbligatori reciproci tali rapporti

possono estinguersi, totalmente o parzialmente, mediante compensazione dei rispettivi

crediti. Esistono tre diversi tipi di compensazione:

la compensazione legale: essa richiede: omogeneità delle prestazioni dovute; liquidità di

entrambi i crediti, cioè il loro ammontare deve essere determinato; esigibilità dei crediti

stessi. Affinché la compensazione legale operi è necessario che la parte la eccepisca in

giudizio;

compensazione giudiziale: questa si ha quando ad una parte che, in giudizio, invoca un

credito liquido ed esigibile, la controparte oppone in compensazione un credito esigibile ma

non ancora liquido. In questo caso il giudice può dichiarare la compensazione dei due

crediti a condizione che il credito opposto in compensazione sia di facile e pronta

liquidazione;

compensazione volontaria: se non ricorrono i presupposti per una compensazione legale o

giudiziale i crediti possono essere compensati in virtù di un contratto tra le parti.

2 – La confusione

Qualora le qualità di creditore e di debitore vengano a trovarsi riunite nella stessa

persona l’obbligazione si estingue per confusione.

3 – La novazione

La novazione è un contratto con il quale i soggetti di un rapporto obbligatorio

sostituiscono a questo un nuovo rapporto. Se la sostituzione riguarda la persona del

debitore la novazione si dice soggettiva. Se viene modificato l’oggetto o il titolo si dice,

invece, oggettiva. Se l’obbligazione originaria era inesistente o nulla la novazione manca di

causa e perciò è senza effetto.

4 – La remissione

La remissione è la rinuncia del creditore al credito. E’ un negozio unilaterale

ricettizio che produce effetto dal momento della comunicazione ad debitore. Questi può


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto civile sulle obbligazioni tratto dal Manuale di Diritto Privato di Andrea Torrente. Argomenti trattati: il rapporto obbligatorio, gli elementi del rapporto obbligatorio, la prestazione, modificazione dei soggetti dell’obbligazione, modificazioni dal lato passivo, l'estinzione dell’obbligazione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze storiche e politiche
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto civile II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Mirone Antonino.

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