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Obbligazioni e tutela del credito, Diritto privato Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto privato. Il documento affronta in modo dettagliato i seguenti argomenti:
- Le Nozione ed Elementi delle Obbligazioni; - Adempimento e Inadempimento delle Obbligazioni; - Modi di Estinzione delle Obbligazioni; - Specie di Obbligazioni; - La Tutela del Credito

Esame di Diritto Privato docente Prof. P. Scienze giuridiche

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ESTRATTO DOCUMENTO

dell’obbligazione e sorge per lui, in caso di inadempimento, la Responsabilità con 2

l’assoggettamento dei suoi beni al potere coattivo del creditore.

L’obbligazione dà luogo, dunque, ad un RAPPORTO GIURIDICO, che si risolve in due aspetti,

complementari ed inscindibili tra loro, quello del DEBITO e quello del CREDITO.

Guardata dal punto di vista del credito l’obbligazione ci appare come un DIRITTO

SOGGETTIVO PATRIMONIALE, che appartiene alla categoria dei DIRITTI RELATIVI.

Il carattere PATRIMONIALE accomuna il DIRITTO di CREDITO al DIRITTO REALE, ma essi si

contrappongono.

Il diritto di credito è un DIRITTO RELATIVO, in quanto si può far valere solo nei confronti di

uno o più persone determinate, mentre il diritto reale è un DIRITTO ASSOLUTO perché si può

far valere verso tutti.

Il diritto di credito ha come contenuto la PRETESA che altri tengano un dato comportamento;

mentre il diritto reale ha come contenuto una SIGNORIA ossia potere immediato sopra una

cosa.

Il parallelo fra diritto di credito e diritto reale va istituito anche dal lato passivo, con

riferimento al correlativo DOVERE.

Al diritto di credito corrisponde, infatti, un DOVERE PARTICOLARE OD OBBLIGO che incombe

su più persone determinate; al diritto reale corrisponde, invece, un DOVERE GENERALE di

astensione, che incombe su tutti.

L E F

O N T

I D E L L E O

B B

L I

G A Z I

O N I.

Tutti i rapporti giuridici, e quindi anche i rapporti di obbligazione, sorgono, si modificano, si

estinguono per delle CAUSE previste e regolate dalle norme giuridiche: tali cause vengono

chiamate “FATTI GIURIDICI”.

I fatti giuridici idonei a far sorgere le obbligazioni si dicono “FONTI DELLE OBBLIOGAZIONI”.

Secondo l’enumerazione fatta dall’art. 1173 del cod. civ. le obbligazioni possono derivare da:

 CONTRATTO = atto con cui si programma la realizzazione di un interesse a cui

l’ordinamento giuridico riconnette effetti;

 FATTO ILLECITO = comportamento che un soggetto tiene determinando la lesione di un

interesse altrui;

 ogni altro FATTO/ATTO idoneo a produrle in conformità dell’ordinamento giuridico:

sono tali

 LA PROMESSA UNILATERALE;

 LA GESTIONE D’AFFARI;

 IL PAGAMENTO DELL’INDEBITO;

 L’ARRICCHIMENTO SENZA CAUSA.

Importanza predominante ha, fra tutte, il CONTRATTO, la più frequente il FATTO ILLECITO,

da cui sorge l’obbligazione del risarcimento dei danni.

Il rapporto obbligatorio (così come accade per il rapporto contrattuale) è governato dalla

regola fondamentale espressa nell’art. 1175 del cod. civ. e cioè: il DOVERE DI CORRETTEZZA

che si viene a intrecciare con un altro principio cardine quello della BUONA FEDE c.d.

OGGETTIVA. Appunti di Diritto Privato II - Le Obbligazioni

L’art. 1175 del cod. civ., infatti, impone alle parti un comportamento da persone oneste e leali. 3

La correttezza e la buona fede sono obblighi aggiuntivi che sono funzionali a realizzare al

meglio gli interessi.

L ’ A D E M

P I

M

E N T

O D E L L

E O B

B L I

G

A Z I

O

N I

.

L’obbligazione impone al debitore il dovere di eseguire una prestazione (dare, fare, non

fare) a favore del creditore: eseguendo la prestazione cui è tenuto, il debitore ADEMPIE

l’obbligazione e ne resta così LIBERATO.

ADEMPIMENTO DELL’OBBLIGAZIONE è quindi L’ESECUZIONE DELLA PRESTAZIONE

DOVUTA.

EFFETTO dell’obbligazione è l’ESTINZIONE DELLA OBBLIGAZIONE, con la conseguente,

LIBERAZIONE DEL DEBITORE.

La legge stabilisce i requisiti dell’adempimento che riguardano:

 I SOGGETTI DELL’ADEMPIMENTO: distinguiamo:

- L’AUTORE DELL’ADEMPIMENTO è normalmente il DEBITORE; l’obbligazione può, tuttavia,

essere adempiuta da un TERZO, anche contro la volontà del creditore, se questi non ha

interesse a che il debitore esegua personalmente la prestazione (art. 1180 del cod. civ.)

Ad es. se Tizio ha comprato una cosa da Caio, nulla importa che questa gli venga consegnata

da Sempronio o dallo stesso Caio: perciò un eventuale rifiuto di Tizio di ricevere la

prestazione da Sempronio sarebbe ingiustificato, senza alcun senso.

Viceversa Tizio potrà legittimamente rifiutare che gli venga prestato da Sempronio un

determinato servizio, per il quale si è impegnato Caio, se questi è stato da lui prescelto in vista

di particolari sue attitudini o abilità nell’adempimento.

Se il debitore manifesta la sua opposizione nell’adempimento da parte del TERZO, che si offre

spontaneamente di pagare (ad esempio, il padre intende pagare i debiti del figlio) il creditore

è libero di rifiutare l’adempimento oppure ancora di riceverlo.

N.b.: l’opposizione del debitore non è decisiva: il suo effetto è quello di consentire al creditore

di RIFIUTARE l’adempimento del terzo.

: non è necessario che il debitore sia capace di agire al momento

PROFILO DEL DEBITORE

dell’adempimento perchè è sufficiente che lo sia al tempo in cui ha assunto l’obbligazione.

Infatti, nel momento in cui assume l’obbligo il soggetto deve valutare la portata dell’atto che

compie e dal quale potrebbe anche derivargli del pregiudizio

- DESINATARIO DELLA PRESTAZIONE a norma dell’art. 1188, co. 1 del cod. civ. è il creditore

in persona o il suo rappresentante o la persona da lui designata (un esattore) o autorizzata a

ricevere dalla legge (un curatore del fallimento) o dal giudice .

Il pagamento di fatto a chi non era legittimato a riceverlo libera il debitore solamente se il

creditore, lo ratifica o se ne ha approfittato.

Un caso particolare è quello del pagamento al “CREDITORE APPARENTE” previsto dall’art.

1189 del cod. civ. nel quale è detto: “il debitore che esegue il pagamento a chi APPARE

legittimato a riceverlo in base a CIRCOSTANZE UNIVOCHE, è liberato se prova di essere

stato in BUONA FEDE”.

N.b.: il creditore apparente non è chiunque possa essere scambiato per il creditore vero e

proprio del pagamento (es. omonimo, truffatore) ma colui che appare tale in base a CRITERI

Appunti di Diritto Privato II - Le Obbligazioni

OBBIETTIVI (circostanze univoche) un esempio di “pagamento a creditore apparente” si può 4

avere nell’ipotesi in cui il debitore paghi a chi risulta erede del creditore defunto, in forza di

un testamento del quale non si è ancora scoperta la nullità.

P : il creditore deve essere capace al tempo dell’adempimento perché

ROFILO DEL CREDITORE

diversamente potrebbe disperdere il vantaggio che gli deriva dall’adempimento da parte del

debitore, tutto questo per ragioni di tutela del creditore stesso. L’art. 1190 del cod. civ.

stabilisce che “se il debitore adempie al creditore incapace non è liberato

dall’obbligazione a meno che non dimostra che ciò che ha adempiuto è stato rivolto a

vantaggio del creditore “.

Il debitore, quindi, prima di adempiere deve accertarsi di pagare ad un creditore capace

perché diversamente sarà costretto a ripetere la prestazione.

 IL MODO DELL’ADEMPIMENTO: l’art. 1176 del cod. civ. enuncia questa regola

generale: “nell’adempiere la obbligazione il debitore deve usare la DILIGENZA DEL

BUON PADRE DI FAMIGLIA”.

Per stabilire, quindi, se il debitore si sia comportato come era suo dovere, si prende come

termine di paragone, la figura del BONUS PATER FAMILIAS, cioè dell’UOMO MEDIO, che non

eccelle in diligenza, ma neppure è trascurato nei propri affari.

“Nell’adempimento delle obbligazioni inerenti all’esercizio di un’attività professionale, la

diligenza deve valutarsi, inoltre, con riguardo alla natura dell’attività esercitata” (art.

1176, co. 2 del cod. civ.).

 L’OGGETTO DELL’ADEMPIMENTO: è la prestazione a cui il debitore è tenuto, la quale

deve essere eseguita “ESATTAMENTE” (art. 1218 del cod. civ.).

Da ciò deriva come conseguenza, che:

- Il creditore può rifiutare un ADEMPIMENTO PARZIALE, salvo che la legge o gli usi non

dispongono diversamente (art. 1181del cod. civ.);

- Il creditore può rifiutare una PRESTAZIONE DIVERSA da quella dovuta, anche se di maggiore

valore; qualora il creditore accetta la sostituzione, l’obbligazione si estingue quando la diversa

prestazione è ESEGUITA; in tale ipotesi si dice che vi è stata “PRESTAZIONE IN LUOGO

DELL’ADEMPOMENTO” tradizionalmente chiamata “DATIO SOLUTUM” (art. 1197 del cod.

civ.).

 IL LUOGO DELL’ADEMPIMENTO: è riconosciuto valore prevalente alla volontà delle

parti, le quali possono, nell’atto col quale danno vita all’obbligazione stabilire dove la

prestazione debba venire eseguita.

L’art. 1182 del cod. civ. è una NORMA SUPPLETIVA in quanto le regole che essa comprende si

osservano se ed in quanto nel titolo non sia stato previsto il luogo dell’adempimento, o esso

possa desumersi,dalla natura della prestazione o da altre circostanze. Perché un

adempimento possa essere esatto deve avvenire nel luogo previsto anzitutto nel titolo.

N.b.: le modalità fissate per il tempo dell’adempimento ci fanno capire quando il debitore si

trova, effettivamente in MORA. Appunti di Diritto Privato II - Le Obbligazioni

Se il luogo dell’obbligazione non è determinato dall’accordo delle parti, né dagli usi, né dalla 5

circostanze del rapporto, si applicano le norme del Codice Civile (art. 1182 c.c.). Le quali

stabiliscono che:

- Le OBBLIGAZIONI di consegnare una COSA CERTA E DETERMINATA devono essere

adempiute nel luogo in cui si trovava la cosa, quando l’obbligazione è sorta;

- Le OBBLIGAZIONI PECUNARIE devono essere adempiute al DOMICILIO DEL CREDITORE

(esse si dicono PORTABILI) se il domicilio del creditore al momento della scadenza è diverso

da quello che egli aveva quando è sorta l’obbligazione e ciò rende più gravoso l’adempimento,

il debitore, previa dichiarazione al creditore, ha diritto di eseguire il pagamento al proprio

domicilio;

- TUTTE LE OBBLIGAZIONI DI ALTRA SPECIE devono essere adempiute al DOMICILIO DEL

DEBITORE (tali debiti si dicono CHIEDIBILI).

 IL TEMPO DELL’ADEMPIMENTO: l’art. 1183 del cod. civ. stabilisce che

L’OBBLIGAZIONE DEVE ESSERE ADEMPIUTA ALLA SCADENZA, SE VI è UN TERMINE;

DIVERSAMENETE il creditore può esigere che la prestazione venga eseguita

IMMEDIATAMENTE.

Qualora, tuttavia, in virtù degli usi o per la natura della prestazione o per altre circostanze,

non si possa pretendere l’esecuzione immediata, il termine, in mancanza di accordo delle

parti, sarà stabilito dal GIUDICE (art. 1184 c.c.). Quando per l’adempimento è fissato un

termine, se non risulta diversamente, questo SI PRESUME stabilito a FAVORE DEL

DEBITORE, per lasciargli cioè un lasso di tempo sufficiente a predisporre quanto occorre

per l’adempimento; e in tal caso, egli PUO’, se vuole, adempiere anche prima della

scadenza.

Non è raro il caso, tuttavia, che il termine sia stabilito a FAVORE DEL CREDITORE come

quando la prestazione consiste nella custodia della cosa: in tale ipotesi il creditore può

rifiutare l’adempimento anticipato così come esigere la prestazione prima della scadenza

(artt. 1184-1185 del cod. civ.).

Può darsi, infine, che il termine sia stabilito a FAVORE DI ENTRAMBI LE PARTI (come

nel prestito di denaro ad interesse): in questo caso, né il debitore ha facoltà di

adempiere prima della scadenza, né il creditore può esigerlo (art. 1184 del cod. civ.).

Quantunque il termine sia stabilito a favore del debitore, il creditore può esigere

immediatamente la prestazione , ai sensi dell’art. 1186 del cod. civ. se il debitore:

- è divenuto insolvente;

- ha diminuito, per fatto proprio, le garanzie che aveva dato;

- non ha dato le garanzie che aveva promesso.

P : il debitore può chiedere al creditore la restituzione di ciò che ha dato in

ROBLEMA

adempimento affermando che preferisce pagare alla scadenza? La risposta è negativa perché

l’adempimento era dovuto ed avendo il debitore il termine a proprio favore poteva decidere di

adempiere in qualunque momento sino alla scadenza.

Ma chi riceve anticipatamente un adempimento ne trae vantaggio nel senso che può sfruttarlo

per trarne altri vantaggi ed allora? Qui l’ordinamento giuridico si schiera a favore del debitore

prevedendo, cioè, che egli ottenga la restituzione di ciò di cui il creditore si è arricchito per

effetto del pagamento anticipato. Appunti di Diritto Privato II - Le Obbligazioni

N.b.: il termine del quale si parla è detto <<TERMINE DI ADEMPIMENTO>> in quanto 6

riguarda il tempo in cui l’obbligazione deve essere adempiuta; esso non deve essere confuso

col <<TERMINE DEL NEGOZIO GIURIDICO>> che stabilisce il momento dal quale e sino al

quale il negozio giuridico produce i suoi normali effetti.

 OBBLIGHI E DIRITTI CONNESSI ALL’ADEMPIMENTO: l’art. 1196 del cod. civ.

stabilisce che “le spese di trasporto sono a carico del debitore”.

Il debitore ha diritto ad ottenere, a sue spese, una quietanza che attesti l’avvenuto

pagamento, inoltre ha diritto che il creditore consenti alla liberazione dei beni dalle

eventuali garanzie date per il credito.

L ’ I

N A D E M P I

M

E N T

O

.

L’inadempimento delle obbligazioni ha luogo quando il debitore non esegue la

prestazione o non la esegue esattamente. Ogni difformità della prestazione dovuta, se

essenziale, è equiparata dalla legge ad una forma d’inadempimento; diversamente il ritardo

nell’adempimento assume il nome di <<Mora del Debitore>>.

La legge prende in considerazione la causa dell’inadempimento o del ritardo per farne

derivare effetti diversi a seconda che questa sia imputabile o meno al debitore.

INADEMPIMENTO PER CAUSA NON IMPUTABILE AL DEBITORE INADEMPIMENTO

O

INVOLONTARIO: si ha, quando l’impossibilità di dare esecuzione alla prestazione è estranea al

volere del debitore. Tale impossibilità può dipendere da:

 CASO FORTUITO, derivante da un impedimento accidentale o frapposto da terzi;

 FORZA MAGGIORE, derivante da un divieto dell’autorità;

 MORA DEL CREDITORE, derivante da un rifiuto ingiustificato del creditore di ricevere

la prestazione che spontaneamente gli viene offerta dal debitore.

L’inadempimento per causa non imputabile al debitore non produce alcuna conseguenza

a suo carico; anzi quando l’impossibilità è totale e definitiva ne derivano gli stessi effetti

dell’adempimento vale a dire l’estinzione dell’obbligazione e la completa liberazione del

debitore.

INADEMPIMENTO PER CAUSA IMPUTABILE AL DEBITORE o INADEMPIMENTO

VOLONTARIO : si ha quando l’impossibilità di dare esecuzione alla prestazione dipende dalla

volontà del debitore ed in particolare è dovuta a:

 DOLO, consistente in un comportamento volutamente preordinato del debitore al fine

di non adempiere all’obbligazione;

 COLPA, consistente nell’omissione del dovere di diligenza nell’adempimento.

La colpa o il dolo che produce l’inadempimento delle obbligazioni, è chiamata “COLPA

CONTRATTUALE ” e si contrappone alla “COLPA EXTRACONTRATTUALE ”.

L’espressione “Contrattuale” non deve però trarci in inganno, infatti, la colpa è contrattuale,

quando da luogo ad un inadempimento delle obbligazioni qualunque sia la fonte di questa, cioè

sia che derivi da un contratto sia che derivi da una promessa unilaterale ecc…

La colpa e il dolo extracontrattuale, invece, non danno luogo ad un inadempimento delle

obbligazioni ma più correttamente ad una violazione del generale principio di non arrecare

danno. Appunti di Diritto Privato II - Le Obbligazioni

Dall’inadempimento per causa imputabile al debitore ne deriva non l’estinzione 7

dell’obbligazione bensì la c.d. “PERPETUATIO OBBLIGATIONIS ”ossia la non liberazione del

debitore il quale è altresì tenuto al RISARCIMENTO DEL DANNO derivante

dall’inadempimento, ossia è tenuto a pagare a favore del creditore una somma di danaro che

lo compensi della perdita di utilità sofferta per la mancata prestazione che gli era dovuta.

Per quanto concerne l’onere della prova, cioè l’onere di provare la causa dell’inadempimento

l’art. 1128 del cod. civ. dispone che: ” Il debitore che non esegue esattamente la

prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l’inadempimento

o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a

lui non imputabile ”.

La legge, quindi, stabilisce una presunzione di colpa a carico del debitore; ciò significa che

l’onere di provare che l’inadempimento o il ritardo è stato causato da caso fortuito o forza

maggiore spetta al debitore stesso se vuole sottrarsi all’obbligazione del risarcimento del

danno.

Viceversa se l’inadempimento dipende da dolo del debitore la circostanza da provarsi, è a

carico del creditore il quale intende conseguire quel maggior risarcimento che gli spetta per

legge. LA MORA DEL DEBITORE.

La Mora del Debitore costituisce un aspetto particolare d’inadempimento e consiste in un

ritardo nell’esecuzione della prestazione dovuta da parte del debitore nei confronti del

creditore.

Si tratta, tuttavia, di una forma d’inadempimento “relativo ” il quale cioè non esclude che

possa ancora esser soddisfatto l’interesse del creditore alla prestazione.

Perché ricorra la figura della Mora del Debitore debbono sussistere due presupposti

fondamentali, ossia:

 che vi sia colpa o dolo del debitore; diversamente, infatti, non si potrà parlare di mora

ma di temporanea impossibilità ad adempiere per causa non imputabile al debitore;

 che la prestazione, sebbene eseguita tardivamente, risulti ancora utile al creditore,

in quanto il termine dell’obbligazione non era essenziale.

Altri presupposti riguardano le caratteristiche del credito, quest’ultimo, infatti, deve essere:

 CERTO nella sua esistenza;

 LIQUIDO, cioè determinato nel suo ammontare poiché non si può fare colpa del ritardo

al debitore che non paga adducendo l’incertezza sull’ammontare del debito;

 ESIGIBILE, nel senso che il termine d’adempimento dell’obbligazione, ove sussista, sia

già scaduto e, quindi, il credito sia immediatamente riscuotibile.

Per ciò che concerne gli EFFETTI della Mora del Debitore, essi non sono diversi da quelli

prodotti dell’inadempimento c.d. Assoluto, infatti, anche in questo caso vi è per il debitore

l’obbligo del risarcimento del danno a favore del creditore per il ritardo nell’esecuzione della

prestazione.

Un effetto particolare si produce sul RISCHIO di una sopravvenuta impossibilità della

prestazione, infatti, mentre di regola l’impossibilità sopravvenuta a adempiere per causa non

imputabile al debitore estingue l’obbligazione, se l’impossibilità ha luogo durante la mora il

Appunti di Diritto Privato II - Le Obbligazioni

debitore non resta liberato dall’obbligazione ma è tenuto al risarcimento dei danni per la 8

mancata esecuzione della prestazione.

Tuttavia, la legge dispone che il debitore potrebbe liberarsi da questa responsabilità

solamente riuscendo a provare che l’oggetto della prestazione sarebbe perito ugualmente

presso il creditore.

Il debitore è in mora solo da quando è stato “Costituito in Mora” dal creditore il quale ha

dimostrato la sua volontà di esigere la prestazione mediante un’intimazione ad adempiere per

iscritto.

La Mora del Debitore può, tuttavia, avere inizio anche automaticamente (MORA EX RE) in tre

ipotesi previste dal cod. civ. vale a dire quando:

 l’obbligazione è a termine e deve essere adempiuta al domicilio del creditore;

 il debitore ha dichiarato per iscritto di non voler adempiere;

 l’obbligazione deriva da un fatto illecito.

La Mora del Debitore può venire in considerazione solamente nelle obbligazioni positive, cioè

in quelle obbligazioni che contengono un obbligo di dare o di fare, mentre se l’ obbligazione ha

carattere negativo nel senso che consiste in un obbligo a non fare non si può parlare di ritardo

in quanto ogni fatto compiuto in violazione di esse “costituisce di per sé inadempimento”.

L’ adempimento dell’obbligazione produce la PURGAZIONE della mora ossia la fine della

situazione di ritardo con la conseguente eliminazione dei suoi effetti.

LA MORA DEL CREDITORE.

La Mora del Creditore non è una forma di inadempimento ma una causa di impossibilità ad

adempiere imputabile al creditore. L’art. 1206 del cod. civ. dispone, infatti, che “Il creditore è

in mora, quando, senza giustificato motivo, non riceve il pagamento offertogli nei modi

indicati dalla legge o non compie quanto è necessario affinché il debitore possa

adempiere l’obbligazione”.

Un siffatto contegno del creditore potrebbe avere origine da varie ragioni come una errata

convinzione ad avere diritto ad una prestazione diversa da quella offertagli dal debitore o la

trascuratezza nei propri affari.

Per quel concerne gli EFFETTI della Mora del Creditore questi sono ben diversi da quelli

prodotti dalla Mora del Debitore, infatti, nel caso in specie è il creditore che deve risarcire il

debitore dei danni causati dal suo indugio a ricevere la prestazione nonché a sostenere le

spese per la custodia e la conservazione della cosa.

A carico del creditore è anche il RISCHIO della sopravvenuta impossibilità della

prestazione, si pensi ad esempio al caso di un contratto a prestazioni corrispettive qui, infatti,

il debitore che non può consegnare la cosa perché perita per colpa del creditore avrà

ugualmente diritto alla controprestazione ossia al pagamento del prezzo della cosa.

Se poi il credito era fruttifero questo cessa di produrre interessi ovvero non sono più dovuti i

frutti e gli interessi che il debitore non abbia percepito; ad esempio se per l’obbligazione era

stato pattuito un interesse del 5% il debitore dovrà tale interesse sino al momento della

Costituzione in mora del creditore, dopo se versando la somma in banca percepisce un

interesse del 2% sarà tenuto nei limiti dell’interesse percepito.

Perché questi effetti si producano è necessario che sia accertato in modo legale che il ritardo

nell’esecuzione della prestazione derivi effettivamente da un fatto del creditore, pertanto non

Appunti di Diritto Privato II - Le Obbligazioni

si ha MORA CREDENDI se non dopo l’offerta (SOLENNE) della prestazione a mezzo di un 9

pubblico ufficiale a ciò autorizzato dalla legge e con l’osservanza dei requisiti indicati

all’art. 1208-1209 del cod. civ. diretti ad assicurare la corrispondenza tra la prestazione

offerta e quella dovuta , nonché il rispetto delle regole in materia di adempimento

dell’obbligazione.

L’offerta del debitore della prestazione, allo scopo di costituire il creditore in mora, può essere

fatta in vario modo, in particolare il cod. civ. distingue tra un’offerta formale e un’offerta

secondo gli usi.

L’OFFERTA FORMALE o SOLENNE è quella eseguita a mezzo di un pubblico ufficiale a ciò

autorizzato dalla legge. L’art. 1209 del cod. civ. nell’ambito dell’offerta formale distingue a sua

volta tra:

 OFFERTA REALE: quando la prestazione dell’obbligazione consiste nella consegna di

titoli di credito o di altri beni mobili fungibili al domicilio del creditore;

 OFFERTA PER INTIMAZIONE: quando la prestazione dell’obbligazione consiste nella

consegna di beni mobili o immobili in un luogo diverso dal domicilio del creditore.

Nell’ipotesi dell’Offerta Reale il pubblico ufficiale ha il compito di recarsi al domicilio del

creditore per offrirgli i beni oggetto della prestazione da parte del debitore. Qui il creditore

può decidere o di accettare l’offerta del debitore fatta a mezzo del pubblico ufficiale a ciò

autorizzato dalla legge (ed in tal caso la procedura qui si conclude), oppure rifiutare l’offerta

del debitore. In questa seconda eventualità il pubblico ufficiale dovrà redigere un processo

verbale dal quale dovrà risultare il rifiuto del creditore di accettare la prestazione (e gli

eventuali accessori) offertagli dal debitore.

Se però la prestazione oggetto dell’obbligazione non consiste in beni mobili fungibili da

consegnare al domicilio del creditore allora il pubblico ufficiale dovrà trasmettere mediante

notifica al creditore un atto con il quale il debitore lo invita a presentarsi in un dato luogo, in

un dato giorno, e ad una data ora per ricevere la prestazione.

Una volta eseguita l’offerta della prestazione da parte del debitore a mezzo del pubblico

ufficiale a ciò autorizzato dalla legge senza che il creditore l’accetti quest’ultimo è costituito in

mora.

 L’OFFERTA SECONDO GLI USI è quella in cui per costituire il creditore in mora è

necessario insieme all’offerta della prestazione aggiungervi anche il deposito della

stessa.

Ad esempio se la prestazione oggetto dell’obbligazione consiste in una somma di danaro

questa deve essere depositata in un conto corrente a disposizione del creditore il quale

risulterà in mora dal giorno stesso del deposito.

Con il deposito della prestazione, il debitore consegue altresì la liberazione

dall’obbligazione. Ma il deposito si può eseguire solo in determinate ipotesi vale a dire

quando si tratta di titoli di credito o di beni mobili fungibili; quando, invece la prestazione

oggetto dell’obbligazione consiste in un bene immobile il debitore per conseguire la

liberazione dall’ obbligazione dopo aver eseguito l’offerta per intimazione dovrà anche

rivolgersi al giudice perché questi nomini un Sequestratario cioè una persona alla quale

consegnare le chiavi dell’immobile . Infine a questi atti è necessario far seguire un “Giudizio di

Convalida dell’offerta e del deposito” per accertare che, nonostante il creditore non abbia

accettato l’offerta o partecipato alla procedura, tutto si è svolto regolarmente.

Appunti di Diritto Privato II - Le Obbligazioni

Non per tutte le obbligazioni è necessaria la cooperazione del creditore, infatti, quest’ultima 10

non è richiesta nelle obbligazioni che consistono in un non facere dove, cioè il debitore

realizza l’interesse del creditore con un comportamento puramente omissivo (ad esempio

nell’obbligazione i non sopraelevare).

Diversa natura ha l’OFFERTA NON FORMALE sancita all’art. 1220 del cod. civ. quest’ultima,

infatti, ha lo scopo non di costituire in mora il creditore bensì di eludere gli effetti della

Mora Debendi e può consistere in una semplice lettera con cui il debitore dichiara di esser

pronto ad adempiere in qualunque momento alla prestazione nei confronti del creditore.

L E S

A N Z I

O N I D E L L

’ I

N A D E M

P I

M

E N T

O .

A norma dell’art. 1218 del cod. civ. ” Il debitore che non esegue esattamente la prestazione

dovuta, è tenuto al , se non prova che l’inadempimento o il ritardo è

RISARCIMENTO DEL DANNO

stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non

imputabile ”.

Due sono le sanzioni alle quali la legge assoggetta il debitore in caso d’inadempimento per

causa a lui imputabile.

IL RISARCIMENTO DEL DANNO: esso consiste in una somma di danaro che il debitore

inadempiente deve versare a favore del creditore per compensarlo della sofferta perdita di

utilità nell’esecuzione della prestazione. La determinazione dell’ammontare della somma

dovuta prende il nome di “liquidità del danno”.

La legge distingue tra:

- LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE, è quella predisposta dal giudice su azione promossa dal

creditore nei confronti del debitore. L’esistenza del danno deve essere provata dal creditore,

come pure il suo ammontare; tuttavia, se l’ammontare del danno subito non può essere

provato con precisione allora esso dovrà essere stabilito dal giudice sulla base del Principio

di Equità. La legge, cioè, individua i criteri ai quali il giudice deve attenersi nel procedere alla

liquidazione del danno. In particolare:

1. il risarcimento del danno deve comprendere sia il DANNO EMERGENTE, ossia la

perdita subita dal creditore per effetto della mancata o ritardata esecuzione della prestazione;

sia il LUCRO CESSANTE, vale a dire il mancato guadagno. L’uno e l’altro sono, infatti, una

conseguenza immediata e diretta dell’inadempimento.

2. se l’inadempimento o il ritardo nell’esecuzione della prestazione dipende da colpa

del debitore, il risarcimento è limitato al danno che poteva prevedersi al tempo in cui

l’obbligazione è sorta, diversamente se dipende da un comportamento doloso del debitore

allora esso comprenderà sia il danno prevedibile sia quello imprevedibile ossia, quello che il

debitore non avrebbe potuto evitare utilizzando l’ordinaria diligenza.

- LIQIUDAZIONE LGALE, è quella disposta dalla legge nelle obbligazioni pecuniarie. Qui dal

giorno in cui il debitore è in mora sono dovuti gli interessi (detti appunto MORATORI) al tasso

legale del 5% anche se non erano dovuti precedentemente ed anche se il creditore non prova

di aver sofferto il danno. Se prima della mora le parti del rapporto si erano accordate per degli

interessi in misura superiori a quelli legali gli interessi moratori saranno dovuti dal debitore

nella stessa misura convenuta. La liquidazione legale non esclude che il creditore, il quale

riesce a dimostrare di aver subito un danno maggiore, possa ottenere un ulteriore

Appunti di Diritto Privato II - Le Obbligazioni

risarcimento in via giudiziale, salvo che in precedenza non era stata convenuta la misura degli 11

interessi moratori.

- LIQUIDAZIONE CONVENZIONALE, è quella prestabilita dalle parti al momento del sorgere

dell’obbligazione allo scopo di evitare una possibile e futura controversia giudiziale. Essa può

avvenire mediante CLAUSOLA PENALE o CAPARRA.

L’ADEMPIMENTO COATTIVO IN FORMA SPECIFICA: disciplinata agli artt. 3930 e ss.. essa è un

rimedio offerto dalla legge al creditore nell’ipotesi in cui il debitore non adempia

all’obbligazione. La sua particolarità consiste nel far conseguire al creditore il risultato dovuto

come se il debitore avesse adempiuto. La legge in particolare distingue tra:

- ESECUZIONE FORZATA IN FORMA SPECIFICA DI UN OBBLLIGO DI DARE una cosa certa e

determinata esistente nel patrimonio del debitore ad esempio il rilascio di un’immobile o la

consegna di mobili. In questo caso se il debitore è inadempiente il creditore, può rivolgersi ad

un pubblico ufficiale perché questi si rechi al domicilio del debitore per prendere in consegna

l’oggetto della prestazione dovuta e consegnarle allo stesso creditore. Qui il comportamento

che doveva esser tenuto dal debitore, è attuato dal pubblico ufficiale.

- ESECUZIONE FORZATA IN FORMA SPECIFICA DI UN OBBLIGO DI FARE di cose fungibili,

ossia per le quali non è essenziale la qualità personale del debitore, perché altrimenti si

avrebbe la prestazione ma non il risultato. In questo caso, qualora il debitore dovesse essere

inadempiente, il creditore dovrà rivolgersi all’autorità giudiziaria affinché questa individui

una persona che faccia ciò che non è stato fatto dal debitore. Anche qui la realizzazione

dell’interesse del creditore dipende da un comportamento posto in essere da un soggetto

terzo e diverso dal debitore.

- ESECUZIONE FORZATA IN FORMA SPECIFICA DI UN OBBLIGO DI NON FARE, cioè nel caso

che il debitore sia inadempiente ed abbia tenuto un comportamento positivo e lesivo degli

interessi del creditore quest’ultimo potrà rivolgersi all’autorità giudiziaria affinché questa

individui una persona che provveda alla demolizione di ciò che è stato fatto in violazione

dell’obbligo di non fare. Ancora una volta l’interesse del creditore è realizzato dal

comportamento di un soggetto terzo il quale ha il compito di ripristinare la situazione quo

ante. Tuttavia la legge dispone che demolizione di ciò che è stato fatto in violazione

dell’obbligo di non fare non è ammessa se la stessa può costituire un pregiudizio all’economia

nazionale.

- ESECUZIONE FORZATA IN FORMA SPECIFICA DELL’OBBLIGO DI CONCLUDERE UN

CONTRATTO PRELIMINARE. Se una parte la quale aveva l’obbligo di concludere un

contratto non vi adempie l’altra parte potrà rivolgersi al giudice affinché questi pronunci una

sentenza con la quale si producano gli stessi effetti del contratto non concluso. La legge

prevede in tutti i casi che tale esecuzione non sia però esclusa dal titolo e che sia possibile, nel

senso che deve esistere il bene che doveva essere trasferito con il contratto definitivo. Qui il

risultato dipende da un comportamento ravvisabile nella sentenza del giudice piuttosto che

nel contratto. Appunti di Diritto Privato II - Le Obbligazioni

M

O D I D I E S

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I

N Z I

O N E D E L L E O B

B L I

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A Z I

O N I 12

Come tutti i rapporti giuridici i rapporti di obbligazione sorgono per effetto di determinati

Fatti Giuridici definiti come “FONTI DELLE OBBLIGAZIONI ” e cessano per effetto di

altrettanti Fatti Giuridici che sono detti “MODI DI ESTINZIONE DELLE OBBLIGAZIONI ”.

A differenza dei diritti reali che sono tendenzialmente duraturi, le obbligazioni sono destinate

ad esaurirsi con l’adempimento che ne costituisce il modo di estinzione normale.

I modi di estinzione delle obbligazioni si distinguono in SATISFATTORI e NON

SATISFATTORI a seconda che essi soddisfino l’interesse del creditore.

LA CONFUSIONE: si ha quando le qualità del debitore e del creditore si riuniscono nella

stessa persona (art. 1253 cod. civ.). Essa può verificarsi in seguito a successione ereditaria,

quando, cioè, il debitore diventa erede del creditore o viceversa. Tuttavia la legge prevede che

in caso di successione ereditaria non si ha confusione se l’erede accetta l’eredità con beneficio

d’inventario, in tal modo se questi non dovesse trovare nulla nel patrimonio del de cuis allora

in qualità di creditore può partecipare con gli altri creditori al riparto dell’attivo ereditario. La

Confusione può avvenire, anche a seguito di una fusione tra due società dove, cioè, una è

creditrice dell’altra.

La Confusione ha carattere satisfattorio in quanto per effetto di essa il Creditore-Debitore non

consegue la prestazione ma resta ugualmente liberato da un debito equivalente.

LA COMPENSAZIONE: consiste nell’estinzione di due debiti che due persone hanno

contratto l’una verso l’altra. Essa, quindi, presuppone che ciascuna delle parti sia al

tempo stesso debitore e creditore dell’altra. La sua utilità sta nel fatto che essa evita un

duplice pagamento in senso inverso per cui ad esempio se Tizio deve 100 a Caio e Caio deve

100 a Tizio le loro obbligazioni si estinguono senza che nessuna delle due parti debba

eseguire la prestazione. Con la Compensazione allora il creditore non riceve la prestazione,

ma consegue un vantaggio equivalente in quanto si libera di un debito di medesimo

ammontare.

La legge distingue tre tipologie di Compensazione:

 COMPENSAZIONE LEGALE: è quella che avviene per legge fra due debiti che sono:

OMOGENEI, ossia aventi per oggetto una somma di danaro o una quantità di beni fungibili

- dello stesso genere:

LIQUIDI, ossia certi nella loro esistenza e nel loro ammontare;

- ESIGIBILI, ossia non sottoposti a termine iniziale né a condizione sospensiva.

-

 COMPENSAZIONE GIUDIZIALE: è quella dichiarata dal giudice quando il credito pur non

essendo liquido è di pronta e facile liquidazione,

 COMPENSAZIONE VOLONTARIA: è quella stabilita dalle parti con accordo anche quando

non esistono i requisiti prima detti della omogeneità – liquidità – esigibilità.

LA NOVAZIONE: consiste in un accordo con il quale le parti sostituiscono una nuova

obbligazione a quella originaria che, quindi, si estingue. Poiché la Novazione può risultare

pregiudizievole per il creditore la legge prescrive che la volontà di estinguere l’obbligazione

precedente deve risultare in modo chiaro e non equivoco. La Novazione può essere:

Appunti di Diritto Privato II - Le Obbligazioni

 NOVAZIONE OGGETTIVA, quando l’obbligazione nuova è diversa da quella originaria 13

nell’Oggetto e nel Titolo;

 NOVAZIONE SOGGETTIVA, quando l’obbligazione nuova è diversa da quella originaria

nella persona del debitore o del creditore.

N.b.: bisogna stare attenti a non confondere la Novazione Oggettiva con la Dazione in

Pagamento, infatti, la prima estingue l’obbligazione facendone sorgere una nuova mentre la

seconda estingue l’obbligazione con una prestazione diversa da quella dovuta.

È importante notare che estinguendosi l’obbligazione originaria per effetto della novazione si

estinguono, anche, i privilegi, i pegni, e le ipoteche che eventualmente assistevano il credito

salvo che le parti non abbiano convenuto diversamente ossia abbiano convenuto di volerli

mantenere in vita anche per il nuovo credito.

Se l’obbligazione originaria era inesistente la Novazione è senza effetto; inoltre se era viziata

ed il debitore ne conosceva il vizio allora la Novazione è valida e la nuova obbligazione nasce

sana.

L’IMPOSSIBILITA’ SOPRAVVENUTA PER CAUSA NON IMPUTABILE AL DEBITORE essa

estingue l’obbligazione quando la prestazione è divenuta impossibile per causa non

imputabile al debitore, ossia per un fatto che non è riconducibile né a dolo né a colpa del

debitore ma deve dipendere da caso fortuito o forza maggiore. Deve in tutti i casi trattarsi di

una impossibilità

- OGGETTIVA, nel senso che l’adempimento deve essere impossibile per se stesso

indipendentemente dalle condizioni personali o patrimoniali del debitore;

- SOPRAVVENUTA, cioè, deve essersi verificata dopo che è sorta l’obbligazione perché

diversamente l’obbligazione sarebbe inesistente;

- TOTALE, se è parziale il debitore, è tenuto alla parte che è ancora possibile ma se il creditore

non ha più interesse ad esigere la prestazione allora l’obbligazione si estingue;

- DEFINITIVA, l’ordinamento giuridico stabilisce che il debitore non deve la prestazione se

l’impossibilità perdura sino a quando il debitore non può più essere obbligato ad eseguire la

prestazione o il creditore non ha più alcun interesse a riceverla . Se l’impossibilità è

temporanea la temporaneità è causa giustificativa del ritardo e il debitore non sarà tenuto a

risarcire gli eventuali danni causati con il ritardo nell’adempimento.

LA REMISSIONE: è una dichiarazione unilaterale espressa con cui il creditore dichiara di

voler rimettere o estinguere il debito del proprio debitore estinguendo così l’obbligazione.

La Remissione del credito è differente dalla Rinunzia al credito sotto il profilo degli effetti che

determina: mentre, infatti, la Remissione ha un effetto estintivo che dipende da una

dichiarazione del creditore, la Rinunzia ha un effetto dichiarativo del diritto da parte di un

soggetto, diritto che rimane in vita e può essere acquistato da altri. Un tipico esempio di

Rinunzia è quello all’eredità dove, cioè, il chiamato all’eredità rinunzia ad un proprio diritto a

succedere ed un altro soggetto può accettare al suo posto; in tal caso si ha un effetto

abdicativi che in alcune ipotesi può anche venire meno per effetto di una revoca della rinunzia

consistente nell’accettazione dell’eredità. Appunti di Diritto Privato II - Le Obbligazioni

La dichiarazione di Remissione è un Negozio giuridico Unilaterale Recettizio in quanto 14

deve essere portato a conoscenza del destinatario, ossia del debitore, a cui l’ordinamento

giuridico accorda la possibilità di rifiutare la Remissione..

LA TRSMISSIONE DELL’OBBLIGAZIONE.

Le obbligazioni si possono trasmettete sia nel lato attivo ( ) sia nel

TRASMISSIONE DEL CREDITO

lato passivo ( ). In entrambe le ipotesi si verifica un mutamento

TRASMISSIONE DEL DEBITO

soggettivo del rapporto (debitore o creditore) mentre resta immutato il vicolo nella sua

sostanza oggettiva. La trasmissione delle obbligazioni può avvenire tanto per atto tra vivi

quanto per successione per mortis causa.

G << >>

LI ATTI GIURIDICI INTER VIVOS IDONEI A PRODURRE LA TRASMISSIONE DELLE OBBLIGAZIONI NEL LATO

:

ATTIVO SONO

 IL PAGAMENTO CON SURROGAZIONE. Essa presuppone che un terzo, avendo

pagato per il debitore, oppure avendo prestato al debitore il danaro occorrente

per il pagamento dei suoi debiti, si sostituisce al creditore originario nei diritti, e

dunque, anche nelle garanzie, lui spettanti verso il debitore.

La surrogazione può avvenire:

- . Si ha quando il creditore, ricevendo il pagamento da parte del

PER VOLONTÀ DEL CREDITORE

terzo, dichiara espressamente di volerlo far subentrare nei propri diritti verso il

debitore. Come si può notare, qui la surrogazione avviene per un’iniziativa del creditore che

sostituisce alla sua persona il terzo nel rapporto obbligatorio, il quale rimane in vita tra il

terzo che ha adempiuto, per l’appunto, e il debitore che deve, adesso, eseguire la prestazione

nei confronti di costui.

- . Si ha quando il debitore prendendo a mutuo una somma di

PER VOLONTÀ DEL DEBITORE

danaro da un soggetto terzo (intermediario finanziario) al fine di pagare un suo debito

e soddisfare la ragioni del suo creditore dichiara espressamente di voler far subentrare

il mutuante nella posizione del creditore. La legge, in particolare, subordina la

surrogazione per volontà del debitore all’esistenza di determinati presupposti:

- che nell’atto di mutuo sia indicata la destinazione della somma presa in prestito;

- che nella quietanza, vale a dire nell’atto che deve essere rilasciato dal creditore

originario e nel quale questi dichiara di aver ricevuto quanto gli spettava, sia

indicata la provenienza della somma presa a prestito;

- che il mutuo e la quietanza abbiano data certa.

- P . Si ha quando è la legge ad autorizzare il terzo che esegue la

ER VOLONTÀ DELLA LEGGE

prestazione a favore del creditore a sostituirsi ad esso nei suoi diritti ed eventuali

garanzie, senza, cioè, che sia richiesta la volontà o dell’una o dell’altra parte del

rapporto obbligatorio. Essa è predisposta dalla legge nei casi tassativamente indicati

all’art. 1203 del cod. civ. Per esempio, l’erede che ha accettato con beneficio d’inventario, di

regola, non risponde con il suo patrimonio dei debiti contratti dal de cuis ma soltanto con il

patrimonio di quest’ultimo. Supponiamo, tuttavia, che per motivi di celerità questo decida di

far fronte ai debiti del de cuis utilizzando il proprio patrimonio; a tal punto, per legge, egli è

surrogato (cioè, si sostituisce) ai creditori del de cuis nei diritti e nelle azioni che essi avevano

sul patrimonio del defunto debitore. Così come un creditore chirografaro che paga con danaro

Appunti di Diritto Privato II - Le Obbligazioni


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melyssa-votailprof di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze giuridiche Prof.

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