NUTRIZIONE Lezione 1
Principi nutritivi : I principi nutritivi sono composti chimici (organici e
inorganici) di cui l’organismo umano ha bisogno e sono 6:
proteine¸vitamine, minerali, lipidi, glucidi e acqua e si possono
classificare in 3 gruppi:
1) Energetici (lipidi, glucidi)
2) Plastici (Proteine)
3) Bioregolatori (Vitamine, oligominerali)
bisogni nutritivi
Le funzioni vitali dipendono dai (quantità necessaria di
principi nutritivi) e dalla trasformazione di questi composti chimici
(reazioni metaboliche).
I bisogni nutritivi rappresentano la necessità degli organismi viventi di
disporre in continuazione di quantità sufficienti di principi nutritivi al fine
di garantire e regolare le reazioni metaboliche che rendono possibili il
massimo accrescimento, il rinnovo delle strutture usurate, la riproduzione
e l’attività nell’ambiente; si suddividono in:
1) Bisogni energetici: il minimo indispensabile di energia affinché
lavoro.
l’organismo riesca a compiere il Gli organismi eterotrofi sono
organismi
degli che assumono composti chimici complessi
lavoro,
dall’esterno producendo per poi restituire all’ambiente
composti più semplici e calore come risultato di scarto, mentre gli
organismi autotrofi sono organismi viventi in grado di sintetizzare le
composti inorganici
proprie molecole organiche a partire da (come
acqua, anidride carbonica, ecc..).
Si può dire che per quanto detto valgono i due principi della
termodinamica:
1) L’energia non si crea e non si distrugge
2) E’ impossibile realizzare una trasformazione il cui unico risultato
sia il passaggio di calore da un corpo più freddo ad un copro più
caldo senza l’apporto di un lavoro esterno.
L’energia chimica presente negli alimenti è sfruttata per la sintesi
dell’ATP, molecola che è poi utilizzata dall’organismo per compiere
meccanico chimico
il lavoro di tipo (contrazione muscolare) o
(sintesi e catabolismo di molecole organiche)
L’energia espressa
contenuta nei cibi viene e misurata in termini di
calorie (Cal): 1 caloria non è altro che la quantità di energia
necessaria per innalzare la temperatura di 1 grammo di acqua di 1°
quantità di calore
centigrado. (in altri termini, la Kcal è la
necessaria a innalzare di un grado centigrado, da 14,5°C a 15,5°C,
la massa di un kg di acqua)
Il comitato per la Nomenclatura ha raccomandato l’adozione del
caloria
Joule in sostituzione della (cal) come unità di energia.
- 1 cal = 4,2 J
- 1 J = 0,2 cal
Bomba Calorimetrica: La bomba calorimetrica misura direttamente
il valore energetico dell’alimenti; si basa sul principio della
calorimetria diretta, che misura il calore rilasciato da un alimento
quando brucia completamente.
combustione istantanea
La di glucidi, lipidi, proteine e alcol
dell’energia chimica di legame
permette la trasformazione in calore
di combustione (Caloria).
Glucidi: 4,1 kcal/g
Lipidi: 9,3 kcal/g fisico)
Proteine: 5,65 kcal/g (valore
fisiologico,
(Proteine: 4,4 kcal/g valore ovvero il valore all’interno
del nostro corpo, in quanto quando vengono utilizzate non vengono
degradate del tutto ma hanno ancora la possibilità di fornire
energia: ad esempio l’urea e l’ammoniaca che noi eliminiamo con le
urine e che proviene dalla degradazione delle proteine, nella bomba
calorimetrica possiedono un potere calorico)
Alcol: 7,1 kcal/g
Le uniche ad avere un valore fisiologico differente da quello fisico
sono le proteine in quanto le altre biomolecole vengono
metabolizzate completamente Dispendio
Apporto energetico (bisogno energetico) =
energetico (DE) + Variazioni delle riserve (VR)
DE Metabolismo basale + Termogenesi indotta dalla dieta +
Attività Fisica + Termogenesi da altre cause
In uno stato di equilibrio, entra in gioco il metabolismo basale, e qui
l’energia spesa da un organismo deve essere rimpiazzata da un
equivalente quantità di energia introdotta con gli alimenti.
spesa energetica,
Dispendio energetico : Rappresenta la dipende
dalle condizioni antropometriche, dallo stress, dalla temperatura
corporea ed esterna, dall’accrescimento, da situazioni particolari
(gravidanza) ed è la somma di diversi componenti tra cui il
metabolismo basale, il dispendio energetico da attività fisica (DE-
AF), dalla termogenesi indotta dalla dieta e da altre cause.
Metabolismo Basale: è la quantità di energia utilizzata da un
riposo
individuo a per compiere le attività vitali e si esprime come
quantità di energia (o lavoro) ; si può valutare in 3 condizioni:
1) A riposo
2) A digiuno (da almeno 12 ore)
3) Sveglio, ma in condizioni di rilassamento psicologico e fisico.
Il MB però varia a seconda delle condizioni fisiologiche del soggetto,
dall’attività massa muscolare:
ma soprattutto e dalla negli atleti il
dispendio energetico (40/50%) da attribuire al metabolismo basale
è inferiore rispetto a quello del sedentario (60/70%) per un
adattamento dell’organismo umano che tende ad abbassare il
consumo energetico di base per non innalzare la spesa energetica
giornaliera e determinare bisogni energetici eccessivi
sportivi
I valori di MB di (3 allenamenti settimanali) sono più elevati
rispetto a quelli del sedentario, poiché c’è un aumento della massa
magra con conseguente aumento della spesa energetica di base.
C’è da dire, che quando l’apporto energetico supera il bisogno
energetico, appare la massa grassa. stima
Del metabolismo basale, si può fare una (non esiste un
risultato specifico) che rappresenta l’energia dovuta al metabolismo
del cervello e di altri organi.
Assimilazione: Si parla di assimilazione quando il muscolo assume
le proteine, ovvero rende le proteine uguali al tessuto muscolare
(sintesi proteica). ES: Le proteine che derivano dalla carne ingerita
idrosolubili
arrivano all’apparato digerente, diventano composti e
arrivano al fegato, per poi essere distribuite alle cellule.
2) Bisogni materiali: L’uomo necessita di ogni singolo principio
nutritivo per sopravvivere nonostante, secondo la legge
dell’isodinamia formulata da Rubner il quale stabilisce che glucidi,
lipidi e proteine possono sostituirsi l’uno all’altro entro limiti ben
precisi, in ognuno di questi sono contenute tracce degli altri.
Bioenergetica: Per mantenere l’omeostasi (stabilità vitale) delle
funzioni fisiologiche nelle diverse attività, il corpo umano ha bisogno in
dall’ossidazione
continuazione di energia proveniente dei glucidi, dei
lipidi e delle proteine, essenziali all’uomo. L’energia prodotta sarà
utilizzata per:
Biosintesi
- di glicogeno, proteine, trigliceridi, ecc..
Contrazione muscolare,
- durante l’esercizio fisico (lavoro
meccanico)
Mantenere i gradienti chimici
- attraverso le membrane cellulari
(lavoro chimico)
Valore Energetico Dei Nutrienti: In relazione alla dieta vanno
definiti i concetti di energia, e ce ne sono 3:
1) Energia Propria: L’energia propria degli alimenti corrisponde
all’energia presente nella matrice alimentare (dovuta al tipo, alla
disposizione e ai legami chimici fra gli atomi in essa presenti)
potenzialmente utilizzabile per la sintesi di ATP.
2) Energia Digeribile: è quella inerente all’assorbimento delle
macromolecole a livello intestinale (con una perdita fecale minima
per i lipidi e carboidrati, ma maggiore per le proteine). La
digeribilità dipende dalla composizione del cibo, e da componenti
indigeribili (Fibra alimentare) che possono limitare l’intervento degli
enzimi digestivi e influenzare l’assorbimento dei macronutrienti.
3) Energia Metabolizzabile: è il rapporto di energia sfruttata
dall’organismo per la sintesi di ATP dopo i processi di digestione,
assorbimento e metabolismo.
*** Termogenesi: è un particolare processo metabolico che consiste nella
produzione di calore da parte dell’organismo, soprattutto nel sistema
adiposo e muscolare.
Termogenesi indotta dalla dieta è l’aumento della spesa energetica
dovuta all’incremento del dispendio energetico conseguente
all’assunzione di alimenti: rappresenta l’energia spesa per digerire,
assorbire, metabolizzare e raffigura il 7-13% del dispendio energetico
totale, nei lipidi l’energia apportata è la più bassa, nei glucidi è
praticamente il doppio mentre nelle proteine l’energia apportata equivale
al doppio/triplo dei glucidi. La presenza di
fibra alimentare nella dieta riduce la Termogenesi indotta dalla dieta a
causa del rallentato assorbimento. C’è da dire che inoltre esiste una
termogenesi dovuta alle sostanze nervine (caffè, the) che assume una
relativa importanza proporzionale alla quantità assunta.
Termogenesi indotta dalla dieta
La si suddivide in:
- Obbligatoria (75%) legata ai processi fisiologici e metabolici
(masticazione, transito, digestione, assorbimento, trasporto,
metabolismo, deposito)
- Facoltativa (25%) legata ad un ulteriore calore prodotto dal
tessuto adiposo bruno (tipo di tessuto connettivo che ha come
compito di produrre calore in risposta a basse temperature) e
sistema nervoso simpatico
dall’attività del (parte del sistema
nervoso autonomo, ha diverse funzioni tutte legate in reazioni di
“attacco” o “fuga”).
Dispendio energetico da attività fisica (DE – AF): è definito come
dispendio energetico
l’aumento del secondario a una qualsiasi forma di
contrazione muscolare e il costo energetico dell’attività fisica dipende dal
tipo, dalla frequenza e intensità delle attività svolte.
metabolismo basale,
Per quanto riguarda il in linea generale si può
affermare che il suo incremento “post esercizio” varia del 4-16% rispetto
al valore “pre-attività”. Secondo un’altra
prospettiva l’energia spesa durante l’attività fisica può essere suddivisa
in termogenesi associata all’esercizio (EAT)(rappresenta l’energia spesa
durante l’esercizio fisico volontario) e l’attività fisica spontanea (NEAT)
(comprende tutti quei movimenti connessi all’attività svolta
quotidianamente).
Con la sintesi di nuovi tessuti, l’organismo richiede una quantità di
proteine
energia superiore di rispetto ai lipidi. Nella crescita, l’uomo
richiederà un apporto energetico per la sintesi e la disposizione di nuovi
tessuti sempre più elevato, nell’età infantile il dispendio energetico è di
30/60 kcal/die mentre nel periodo adolescenziale si arriva a 60/90
kcal/die.
Nel DE-AF si considerano le attività fisiche spontanee (vita quotidiana) e
gli esercizi fisici intenzionali (allenamento).
Termogenesi da altre cause: Ad esempio, la termogenesi indotta dal
pacchetto di sigarette
fumo di un è mediamente i 150/200 kcal, o anche i
nervini e alcune spezie; infine anche il freddo rappresenta un importante
stimolo termogenetico ceduta assorbita
Calorimetria: La misurazione della quantità di calore o
da una sostanza o un corpo durante processi chimici o fisici.
Calorimetria diretta: Sono le misure dirette del calore rilasciato
dell’organismo e si basa sul principio secondo il quale tutti i processi
metabolici che avvengono nell’organismo contribuiscono alla produzione
di calore (ovvero l’uomo consuma energia per compiere lavoro, che in
questo caso sono i processi metabolici, e quest’energia viene ceduta
sotto forma di calore), per cui misurando le perdite di calore (tramite
calorimetro o camera metabolica) che includono le perdite per
evaporazione, per radiazione, per convenzione, si può risalire al consumo
di energia.
Quindi la calorimetria diretta consente il calcolo del metabolismo basale
attraverso la misurazione del calore dispero da un soggetto che si trova
in una stanza idonea alla rilevazione.
Un problema della calorimetria diretta dipende dalla capacità del corpo di
brevi intervalli di tempo perdite
accumulare o perdere calore; per le di
equivalenti produzione.
calore non sono alla sua
principio di Lavoisier
La calorimetria diretta si basa sul in quanto riuscì a
dimostrare che la presenza di un animale all’interno del calorimetro
scioglieva il ghiaccio più velocemente rispetto al calorimetro con il
ghiaccio senza animale. ossidando
Calorimetria indiretta: l’organismo ricava energia i nutrienti
energetici (proteine, lipidi, glucidi) contenuti negli alimenti. Si tratta di
ossido-riduzione
reazioni di (reazioni chimiche in cui cambia il numero di
ossidazione degli atomi e si ha uno scambio di elettroni da una specie
chimica ad un’altra) dei substrati energetici contenuti negli alimenti che
richiedono liberano
ossigeno e CO2 in proporzione all’energia liberata. La
spesa energetica è calcolabile conoscendo i consumi dell’ossigeno
(VCO2) e la produzione di anidride carbonica (VCCO2) e dall’escrezione
urinaria dell’azoto(N). *** VC=Valore Calorico
Il VCO2 e il VCCO2 possono essere misurati conoscendo il volume di aria
espirata dal soggetto (ventilazione polmonare). Il QR (quoziente
respiratorio) non è altro che il rapporto tra i due valori calorici (VCO” e
VCCO2) e fornisce indicazioni circa il valore della “miscela metabolica”
utilizzata dal soggetto. (CO2 / O2)
La calorimetria indiretta quindi misura lo scambio gassoso a livello
polmonare di soggetti a riposo e i gas misurati appunto sono l’ossigeno e
l’anidride carbonica. Per
la determinazione del dispendio energetico di attività mediante
calorimetria indiretta si possono utilizzare diversi metodi (sacco di
Douglas, calottina metabolica, ecc..). Di norma, il QR è
maggiore nei glucidi, mediocre nelle proteine e inferiore nei lipidi (in
glucidi proteine lipidi
condizioni di riposo, 1,0, 0,8, 0,7); con un digiuno di
12 ore il QR è sempre inferiore rispetto al valore del QR dopo un pasto.
Fattori fisiologici in grado di modificare il quoziente respiratorio
(QR):
(Solo i processi di ossidazione che liberano CO2 provocano una
variazione del QR)
a) Produzione di acido lattico: La sintesi di acido lattico provoca un
ioni idrogeno
aumento della concentrazione di (H+) che modifica
si libera
l’equilibrio tra CO2 e bicarbonato poiché CO2; ma
quest’ultima non provenendo dai processi ossidativi, determina un
falso aumento del QR.
b) Ossidazione dell’acido lattico: SI verifica alla fine di un esercizio
acido lattico ossidato
fisico intenso con accumulo di che verrà
utilizzando H+ e provocando il trasferimento della CO2 con
conseguente diminuzione del QR.
maggiore
c) Iperventilazione: Provoca una eliminazione di CO2 dagli
alveoli con conseguente falso aumento del QR
minore
d) Ipoventilazione: Provoca una eliminazione di CO2 dagli
alveoli con conseguente diminuzione del QR.
e) Lipogenesi: Quando un substrato relativamente ricco di O2 perde
ossidativi.
molta O2 per i processi Ciò determina un innalzamento
del QR
f) Chetogenesi: (Quando un substrato relativamente povero di O2 è
carenza di
trasformato in uno ricco, si verifica una O2)
corpi chetonici
Durante la produzione di (derivati dal metabolismo
dei lipidi, più precisamente vengono sintetizzati dall’Acetil-CoA che
deriva dal metabolismo degli acidi grassi) una parte dell’O2 non
viene utilizzata per l’ossidazione di altri substrati ma viene
incorporata proprio da questi copri chetonici causando un
abbassamento del QR.
g) Gluconeogenesi: Questo evento si verifica a digiuno, quando si
glucosio
libera dalle riserve di glicogeno muscolare e viene
ossidato;
immediatamente ha effetti simili a quelli della
chetogenesi ma meno evidenti, per cui il QR si abbassa in maniera
irrilevante.
Metodi non calorimetrici: Esistono inoltre altri metodi non
dispendio energetico:
calorimetrici per misurare indicativamente il Uno
tra questi è la misura continua della frequenza cardiaca e il metodo si
lavoro fisico
basa sul fatto che il richiede una maggiore utilizzazione di
ossigeno da parte dei tessuti che si riflette appunto in un aumento della
frequenza cardiaca; ciò però è metodo abbastanza insolito in quanto
esistono diversi fattori come la temperatura, lo stato emozionale, il fumo
che influenzano la frequenza cardiaca.
Valutazione del bisogno di energia: Il bisogno di energia è definito
compensare
come l’apporto di energia di origine alimentare necessario a attività
il dispendio energetico di individui che mantengono un livello di
fisica sedentario con un buono stato di salute. Per gli individui in fase di
accrescimento si deve tener conto della quota energetica finalizzata nella
formazione di nuovi tessuti, in sostanza per la crescita e per lo sviluppo.
Il calcolo del bisogno energetico prevede l’utilizzo di equazioni, ma
bisogna conoscere alcuni parametri: genere, età, peso, statura, stato
fisiologico, indicazioni sull’uso del tempo e sul livello di attività fisica.
Bisogno energetico = MB x DE-AF
LG MB = metabolismo basale
DE-AF = Dispendio energetico da attività fisica
P = Peso corporeo
MB = Parametro1 x Peso corporeo + Parametro2
LEZIONE 2 – PRODUZIONE ENERGIA
Carboidrati: Denominati glucidi o zuccheri, sono sostanze
carbonio, idrogeno ossigeno
composte da e e possono essere
suddivisi in monosaccaridi, disaccaridi, oligosaccaridi e polisaccaridi
idrolisi
(con il processo di in questi ultimi 3, otteniamo diversi
monosaccarid
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