Nuove tecnologie in educazione
Professoressa Maria Ranieri
Testi di riferimento:
- Tecnologie per educatori socio-pedagogici -> Carocci Roma 2020
- I social network in educazione, Trento 2013 Maria Ranieri e Stefania Manca
- Cristina Gaggioli, La classe oltre le mura, Gamificare per includere, Franco Angeli, 2022
Tecnologie educative
Si parla di tecnologie educative come strumenti che amplificano le nostre capacità umane. La tecnologia arriva dove non arriva il nostro corpo (tecnologie della mobilità, non solo computer e tablet). Queste tecnologie, se educative, possono ampliare le nostre capacità cognitive. Lettura consigliata di “Le non cose”.
Origini delle tecnologie educative
Si parla di impiego educativo dei media dalla fine dell'800 e i primi del 900, in particolare il movimento per l'istruzione visiva: cinema scientifico negli anni '30, promuovere l'utilizzo audio-visivo a scopi istruttivi ed educativi nei primi anni '50 (es. come riparare un'auto).
Le Tecnologie Educative come scienza dei mezzi partono dal cinema e la radio (una persona parla e centinaia si istruiscono) fino alla TV. In Italia, tra gli anni '50 e '60, si diffonde il programma “Non è mai troppo tardi” dove un insegnante faceva lezione a tutti coloro che non avevano ricevuto i giusti insegnamenti, con lo scopo di aumentare l'alfabetizzazione e formare cittadini partecipi attivamente alla vita sociale. Nell'educazione a distanza si porta l'educazione dove non sarebbe arrivata, come la DAD durante la pandemia. Ovviamente serve una formazione per insegnare (sia in presenza che a distanza) e non basta un computer per educare. Dagli anni '70 arriva anche il computer come strumento per imparare. Si parla di computer-tutor che proponevano domande a risposta multipla precedentemente impostate. Seguono poi programmi di scrittura come Word.
Visione di un video sulla scuola (TG1) in cui viene posta la domanda della reale importanza delle classi differenziali rispetto a quelle “normali” ai bambini delle classi differenziali -> Anni '60.
Storia dell'inclusione scolastica
Ieri: Da esclusione (riforma Casati 1849, i soggetti con disabilità erano considerati ineducabili) segue la separazione (riforma Gentile 1923, nascono le scuole speciali per i bambini con disabilità psico-motori, ipodotati e disadattati). Con la legge 104 viene introdotto il concetto di inclusione che porta all'inserimento (legge 118/1971 l'istruzione dell'obbligo deve avvenire nelle classi normali) e all'integrazione.
Oggi: Nel 2010 nasce l'Associazione Italiana della Dislessia (legge 170) che si batte per avere il diritto di corsi specializzati pur non essendo bambini con disabilità. Successivamente, con la normativa del 2012, vediamo i bisogni educativi speciali (svantaggi economici, svantaggi nell'apprendimento), le classi hanno varietà di alunni con varie caratteristiche. Il bisogno dell'educazione è comune a tutti, l'intervento risulta speciale in quanto risponde in base ai bisogni specifici di cui la persona ha più bisogno. “Speciale normalità”: disabilità, disturbi evolutivi specifici, svantaggio socioeconomico-linguistico e culturale. Nel 2019 sono stati introdotti i bambini ad alto potenziale, i bambini gifted -> QI molto alto, hanno anche loro bisogni specifici, speciali.
Domani: Nella progettazione didattica si inizia a tenere conto delle esigenze di tutti per impedire le esclusioni. “L'educazione è per tutti e di ciascuno”. I principi per una corretta progettazione didattica sono:
- Allineare gli scopi con le attività e le valutazioni
- Assegnare obiettivi alla portata dell'alunno
- Chiarire i concetti da insegnare
- Costruire un setting adeguato
- Monitoraggio durante lo studio da parte degli alunni e richiesta di feedback per valutare il lavoro svolto
Unità Didattiche di Apprendimento (UDA)
Nel linguaggio scolastico, le UDA sono le caratteristiche dei progetti scolastici, composte da:
- Struttura molare: una visione globale del raggiungimento dei traguardi di competenze raggiunte
- Strategia induttiva: contenuti di esperienze e di sapere
Nell'UDA è possibile modificarne le caratteristiche al fine di adattarlo alle esigenze specifiche di un alunno (ad esempio per un bambino con dislessia) creando così il “piano didattica personalizzato” (PDP) istituito con la legge 170 per migliorare l'apprendimento ad alunni DSA o con disabilità. Per quanto riguarda invece gli alunni con disabilità esiste il Piano Educativo Individualizzato (PEI) istituito con la legge 104. (Informazioni integrate con il volume “La classe oltre le mura”).
DSA: sono i disturbi specifici di apprendimento che comprendono: dislessia, discalculia, disgrafia, disortografia.
Tecnologie per educatori pedagogici
(Informazioni dal volume 1)
Con la nascita del web sempre più diffuso ed accessibile, troviamo i concetti di multimedialità (più mezzi) e di ipertestualità (connessione con parole fatte -> link, rimanda a più testi, concetto di “rete”) attorno agli anni '90. Successivamente, dagli anni 2000, nascono i corsi universitari online per la formazione e l'educazione soprattutto negli Stati Uniti (lezioni registrate per un pubblico ampio).
Svolta sistemica: Dagli anni '60 parliamo di Tecnologie Educative come “scienza dell'istruzione”, si parla di approccio sistemico: analizzare e migliorare le aree che presentano criticità nella formazione con le tecnologie. Non c'è più il focus sul mezzo, ma sulle teorie e metodi per il corretto funzionamento.
Teorie di riferimento delle Tecnologie Educative
- Comportamentismo 50/60: Si valuta solo il comportamento visibile, l'elemento più importante nell'apprendimento è il rinforzo -> tecnologia come strumento per potenziare il feedback, si fa riferimento alle teorie di Skinner dove la macchina può compensare le mancanze dell'insegnante. La macchina potenzia l'insegnante.
- Cognitivismo anni 70/80: I processi mentali sono rappresentabili (mente = calcolatore) abbiamo macchine che “pensano” ovvero capaci di fare calcoli elaborati ed ampliare le nostre capacità, ad esempio simulatori di volo. La macchina potenzia lo studente.
- Costruttivismo anni 90: La conoscenza è il prodotto di una negoziazione sociale, la macchina è un amplificatore sociale e collaborativo.
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Mercati e nuove tecnologie
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Appunti Nuove tecnologie per la comunicazione
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Nuove tecnologie per l'educazione e la formazione
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Riassunto esame geomatica e nuove tecnologie, prof. Amaduzzi