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I sistemi di neurotrasmissione: le catecolamine, il glutammato, il GABA, gli endocannabinoidi e gli oppioidi
endogeni. Le catecolamine sono la dopamina, la noradrenalina, la serotonina. La dopamina, come tutti i
neurotrasmettitori, esercita la sua azione perché è riconosciuta dai recettori. La dopamina non ha i recettori
canali ionici, cioè c’è un recettore per un neurotrasmettitore (ad esempio GABA o glutammato) che
interagisce con un recettore che ha la struttura di un canale ionico. Quando il ligando (ad esempio il
glutammato) interagisce con questo recettore, che ha le caratteristiche tipiche di un canale ionico, determina
un cambiamento conformazionale, e il canale da chiuso si apre e questo rende possibile il passaggio di ioni.
Il canale ionico cambia conformazione e diventa permeabile agli ioni. Trasduzione del segnale: recettori
metabotropi, secondi messaggeri, fattori neurotrofici. La maggior parte dei sistemi di neurotrasmissione,
partendo dalle catecolamine (dopamina, noradrenalina e serotonina), segnalano attraverso i recettori
metabotropi. I recettori metabotropi (o recettori accoppiati a proteine G) hanno una modalità di
funzionamento complessa, e quindi non abbiamo a che fare con un canale ionico che si apre, poi subito si
chiude, e quindi vi è un passaggio temporaneo di ioni, ecc. Il termine “metabotropo”, “meta” in greco significa
“attraverso”, quindi “attraverso varie tappe” (accezione funzionale di recettore metabotropo). Quindi
quando un ligando legi neurotrasmettitore legi dopamina interagisce con il recettore metabotropo, il
recettore va incontro a un processo di attivazione che consiste in una cascata di eventi. Quindi il recettore si
attiva, questa sua attivazione attiva qualcos’altro a valle, questo qualcos’altro attiva qualcos’altro a valle. Ciò
significa che quando un neurotrasmettitore si lega a un recettore metabotropo la risposta è complessa e
articolata in cui più componenti vengono coinvolti. Per la dopamina esistono più recettori (infatti ad esempio
la dopamina può legarsi al recettore X). Al concetto di recettore metabotropo è strettamente associato il
concetto di secondo messaggero (quindi si tratta di fenomeni associati) perché quando un recettore
metabotropo si attiva, il processo di attivazione di un recettore metabotropo serve a generare dei secondi
messaggeri. I fattori neurotrofici (le neurotrofine) sono molto importanti per i nostri neuroni. La plasticità
neuronale (o sinaptica) è un cambiamento nella forza di una sinapsi, e quindi vi è un cambiamento nella
quantità del neurotrasmettitore che viene rilasciato. Cambiamento nella forza di una sinapsi rimanda a un
coinvolgimento dei recettori post-sinaptici. Neurosviluppo: il nostro cervello viene costruito attraverso il
neurosviluppo (il neurosviluppo non ha dei limiti temporali così circoscritti). Nel neurosviluppo c’è la fase
prenatale: 1. la fase embrionale; 2. la fase fetale. Entrambe queste due fasi sono prenatali, cioè avvengono
durante la gestazione. Poi c’è il periodo di sviluppo del nostro Sistema Nervoso che è post-natale e ci sono
alcuni aspetti del neurosviluppo che scavallano ampiamente il periodo post-natale perché ad esempio alcune
aree della nostra corteccia raggiungono la piena maturità intorno ai 20 anni. Le cellule di Purkinje (albero
dendritico), che sono quelle grosse cellule piramidali della nostra corteccia cerebellare, nella nostra specie
raggiunge la piena maturità tra i 7 e i 9 anni. Il neurosviluppo, cioè la costruzione del nostro cervello, a partire
dal tubo neurale, è l’esecuzione di un programma genetico che procede secondo una scaletta spazio-
temporale ben definita, e questa scaletta spazio-temporale ben definita significa che alcuni geni si devono
attivare al momento giusto e al posto giusto. Alterazioni del neurosviluppo: ad esempio l’autismo è una
malattia del neurosviluppo. Nell’alterazione del neurosviluppo vi può essere un insulto, un errore (ad
esempio la mutazione in un gene). Neurodegenerazione: Alzheimer, Parkinson, còrea di Huntington
(patologie neurodegenerative). Neurosviluppo: se vi è un errore (come una mutazione), l’individuo nasce con
la mutazione (quindi dalla nascita ha quel difetto). Infatti le alterazioni del neurosviluppo hanno una certa
variabilità in termini di manifestazione della malattia (si manifestano o subito dalla nascita o durante
l’infanzia) la genetica è coinvolta Invece le malattie neurodegenerative si manifestano dopo i 65 anni la
genetica non è coinvolta Però ci sono alcune forme di Alzheimer e di Parkinson che sono a manifestazione
precoce (cioè intorno ai 40 anni). Queste forme di Alzheimer e Parkinson familiari, quindi che hanno
un’ereditarietà e una manifestazione anticipata di circa 30 anni rispetto alla maggior parte delle forme di
neurodegenerazione, hanno delle alterazioni genetiche. Queste mutazioni vanno ad incidere su alcune
funzioni, svolte dalle proteine codificate da questi geni, che diventano critiche. Il genoma e l’epigenoma:
epigenetica Questa è una sinapsi: esistono le sinapsi dopaminergiche, le sinapsi noradrenergiche, le sinapsi
glutammatergiche, ecc. Ad esempio, il sistema noradrenergico è associato in minima parte alla regolazione
della risposta allo stress. Ad esempio, la sinapsi dopaminergica è localizzata nell’area tegmentale ventrale in
cui arrivano degli input glutammatergici dalla corteccia. vescicole sinaptiche esocitosi calciodipendente Nella
sinapsi vi sono le vescicole sinaptiche (in figura), i pallini verdi in figura sono il neurotrasmettitore e in figura
vi è l’esocitosi calcio-dipendente (che è il rilascio del neurotrasmettitore). Nella vescicola sinaptica la
membrana plasmatica (che ha un doppio strato fosfolipidico) delimita tutte le cellule (inclusi i neuroni).
All’interno della vescicola sinaptica vi è il lume, cioè la cavità della vescicola, e il neurotrasmettitore. Sulla
membrana che delimita la vescicola sinaptica ci sono le proteine , che sono le molecole più versatili in
assoluto delle nostre cellule, che sono le molecole incaricate di svolgere tutte le funzioni, e inoltre ci sono
anche proteine che stanno vicino al terminale pre-sinaptico. La vescicola sinaptica è una struttura abbastanza
complessa che sulla sua superficie ha un corredo di proteine. La vescicola sinaptica sta nello spazio del pre-
sinaptico, si deve avvicinare alla membrana del pre-sinaptico, la sua membrana si deve fondere con la
membrana del pre-sinaptico e il neurotrasmettitore deve essere rilasciato. All’interno delle vescicole
sinaptiche c’è il neurotrasmettitore che è arrivato nelle vescicole sinaptiche attraverso dei processi
biosintetici (che sono dei processi attivi). Di conseguenza la vescicola sinaptica si avvicina. Le proteine che
stanno sulla vescicola sinaptica e sul pre-sinaptico si avvicinano e questo avvicinarsi delle proteine (vi sono
due pannelli che si avvicinano tra loro) tira la vescicola sinaptica verso il pre-sinaptico, e facilita questo
processo che si chiama “esocitosi calcio-dipendente”. vescicola sinaptica membrana plasmatica lume
proteine pannelli Nella vescicola sinaptica queste proteine sono sensibili al calcio (il calcio è un secondo
messaggero). Molte proteine nelle nostre cellule sono sensibili al calcio, cioè hanno sulla loro superficie delle
porzioni che riconoscono gli ioni calcio. Il calcio è uno ione che ha due cariche positive. Quando questa carica
positiva si avvicina a una proteina, la proteina sente che è arrivata carica positiva e cambia conformazione
(le proteine si avvicinano e “camminano” perché cambiano conformazione). Viene chiamata “esocitosi calcio-
dipendente” perché gli ioni calcio che entrano nel terminale pre-sinaptico servono ad attivare queste
proteine, che sono le proteine coinvolte nell’esocitosi calcio-dipendente. Il calcio entra nel terminale pre-
sinaptico della membrana plasmatica perché esiste un gradiente in ingresso del calcio perché il calcio
nell’ambiente extracellulare (quindi nello spazio esterno al terminale pre-sinaptico) sarà più concentrato
rispetto all’interno (quindi si apre il canale ionico) e dato che gli ioni si muovono secondo il proprio gradiente
elettrochimico ci sarà un gradiente in ingresso del calcio. Pompa sodio-potassio i segnali elettrici dei neuroni
dipendono da 2 componenti (che stanno opposti l’una dall’altra): 1. le pompe ioniche: consumano energia in
maniera attiva e generano dei gradienti di ioni, cioè fanno sì che il sodio sia più concentrato all’esterno e il
potassio sia più concentrato all’interno dei nostri neuroni, che il cloro sia più concentrato all’esterno rispetto
all’interno, che il calcio sia più concentrato all’esterno rispetto all’interno. Quindi le pompe ioniche generano
in maniera attiva consumando energia e generano questi gradienti di ioni. 2. i canali ionici: invece nel giro di
qualche millisecondo annullano tutto questo perché quando un canale ionico si apre lo ione si distribuisce
fra i due versanti della membrana raggiungendo il proprio equilibrio. Quindi il calcio entra perché nel
terminale pre-sinaptico c’è un gradiente in ingresso del calcio (quindi il calcio è più concentrato all’esterno),
per cui quando si apre un canale voltaggio-dipendente c’è un gradiente che spinge il calcio ad entrare (infatti
se non ci fossero le pompe per il calcio che pompano continuamente gli ioni calcio fuori non avremmo
nessuna risposta). Il rilascio di neurotrasmettitori è un evento “quantico”: ogni impulso nervoso rilascia un
numero fisso di vescicole. Questo processo (in figura) viene definito “kiss and run”, cioè la vescicola sinaptica
si avvicina al terminale pre-sinaptico, attraverso un contatto membrana-membrana, quindi le membrane si
danno un bacio, si fondono, la vescicola si apre e il contenuto (cioè il neurotrasmettitore) viene “esocitato”.
Nella sinapsi, oltre le vescicole sinaptiche, troviamo anche il granulo secretore, che è quella vescicola
sinaptica del diametro di circa il doppio rispetto alle vescicole, che contengono i neurotrasmettitori a
molecole piccole. Le nostre sinapsi GABAergiche, oltre ad avere vescicole sinaptiche che contengono il GABA
(neurotrasmettitore), posseggono anche delle vescicole sinaptiche, dette anche “granuli secretori”, che
contengono un altro neurotrasmettitore, in genere un cosiddetto neuropeptide (ad esempio, encefalina,
dinorfina, ecc.). Quindi quando un potenziale d’azione invade un terminale sinaptico viene rilasciato il
neurotrasmettitore a molecole piccole e viene rilasciato anche un altro neurotrasmettitore (quindi le nostre
sinapsi sono promiscue). Le nostre sinapsi hanno delle vescicole sinaptiche che contengono un
neurotrasmettitore a molecole piccole e hanno delle vescicole sinaptiche più grandi, detto “granulo
secretore”, che ha un diametro di circa il doppio rispetto alle vescicole sinaptiche e contiene un altro tipo di
neurotrasmettitore che appartiene alla famiglia dei cosiddetti neuropeptidi (tra i neuropeptidi ci sono gli
oppioidi endogeni, che funzionano ad esempio come antidolorifici). Una sinapsi può essere ad esempio
dopaminergica, glutammatergica o GABAergica. La dopamina viene sintetizzata da un amminoacido che si
chiama tirosina, da una tappa enzimatica che è la tirosina idrossilasi, viene immagazzinata da un vescicole
sinaptiche granulo secretore trasportatore vescicolare e viene rilasciata secondo un meccanismo esocitosi
calcio-dipendente. Una volta rilasciata a livello della fessura sinaptica trova dei recettori sul postsinaptico,
attiva questi recettori e viene rimossa dalla fessura sinaptica attraverso un trasportatore retrogrado per la
dopamina. Trasportatore retrogrado per la serotonina (SERt) se è presente un deficit serotoninergico
intervengo su questo trasportatore e blocco la ricaptazione del neurotrasmettitore (quindi il recettore è lì, i
recettori continuano ad essere stimolati e potenzio la forza della sinapsi). Una proteina che è localizzata sulla
membrana del pre-sinaptico ricapta il neurotrasmettitore, quindi lo riporta nel terminale pre-sinaptico e qui
viene riutilizzato. Se io voglio potenziare la neurotrasmissione blocco questo trasportatore retrogrado, il
neurotrasmettitore rimane a livello della fessura sinaptica e il neurotrasmettitore viene rilasciato, trova i
recettori, interagisce con i recettori e si stacca, interagisce e si stacca, ecc., (quindi se il neurotrasmettitore
rimane lì continua ad essere stimolato). Molecole o tossine che aumentano la trasmissione sinaptica: La
Fluoxetina è il principio attivo del Prozac, essa è una molecola che blocca il trasportatore retrogrado della
serotonina, quindi in presenza del Prozac la ricaptazione della serotonina è bloccata e c’è un
depotenziamento della trasmissione serotoninergica. La cocaina si lega al trasportatore retrogrado della
dopamina (che si chiama DAT – dopamine transporter) e blocca la ricaptazione di dopamina. Bloccando la
ricaptazione di dopamina potenzia la trasmissione dopaminergica perché la dopamina non viene ricaptata
ma rimane a livello della fessura sinaptica e continua a stimolare il post-sinaptico (quindi vi è un
potenziamento della trasmissione dopaminergica). Invece le anfetamine sono molecole che vengono
riconosciute dal trasportatore retrogrado della dopamina e lo fanno funzionare al contrario, cioè invece di
ricaptare, questo trasportatore fa uscire dopamina dalla fessura sinaptica. Il terminale pre-sinaptico
dopaminergico ha tutta una serie di attività biosintetiche che servono a sintetizzare la dopamina, cioè ci sono
attività enzimatiche che trasformano la tirosina in L-DOPA, qui interviene l’attività enzimatica che trasforma
l’L-DOPA in dopamina e la dopamina viene immagazzinata nelle vescicole sinaptiche. Le anfetamine fanno
funzionare il trasportatore retrogrado della dopamina al contrario, quindi in presenza di anfetamine questo
trasportatore invece che ricaptare la dopamina, laddove la dopamina sia disponibile nel pre-sinaptico (perché
è qui che viene sintetizzata per essere immagazzinata), attraverso il trasportatore retrogrado fuoriesce.
Quindi è un meccanismo di fuoriuscita di dopamina dal terminale pre-sinaptico svincolato da ogni esocitosi
calcio-dipendente, e questo potenzia la trasmissione dopaminergica. Le Benzodiazepine (cioè gli ansiolitici)
gli ansiolitici agiscono sul recettore canale ionico del GABA (chiamato recettore GABA A) e aumentano la
conduttanza agli ioni cloro a cui questo recettore canale ionico è permeabile. I Barbiturici sono molto più
pericolosi rispetto alle Benzodiazepine Molecole o tossine che deprimono la forza di una sinapsi: La
Fenciclidina è una molecola (chiamata “polvere d’angelo”) e agisce sui recettori glutammatergici (che sono i
recettori NMDA). La Stricnina è una molecola che blocca alcuni canali permeabili al cloro, dei canali che sono
dei recettori per la glicina (che è un neurotrasmettitore). L’Aloperidolo è una molecola che agisce su alcuni
recettori dopaminergici e viene usato come una molecola antipsicotica. La serotonina è sintetizzata dal
triptofàno il triptofàno è un amminoacido che assumiamo con la dieta (ad esempio la cioccolata fa bene e
migliora l’umore perché contiene il triptofàno) il triptofàno è il precursore per la sintesi della serotonina.
Come viene sintetizzata la dopamina c’è un amminoacido, che si chiama tirosina (uno dei 20 amminoacidi),
che viene trasformato per degradazione enzimatiche e la dopamina viene sintetizzata. Tutte le catecolamine
vengono sintetizzate dallo stesso precursore quindi dalla tirosina viene sintetizzata la dopamina, la
noradrenalina e l’adrenalina. Nella neurotrasmissione un aspetto importante è la cosiddetta clearance del
neurotrasmettitore, cioè in che modo il neurotrasmettitore viene rimosso dalla fessura sinaptica infatti se
il neurotrasmettitore non venisse rimosso continuerebbe a stimolare i recettori post-sinaptici in maniera
indefinita, generando dei fenomeni tossici per i nostri neuroni, come ad esempio l’eccitotossicità (quindi un
fenomeno che porterebbe i neuroni a morte per sovra-stimolazione). Il nostro cervello, per quanto riguarda
la neurotrasmissione chimica, è essenzialmente un “hardware” glutammatergico e GABAergico, cioè è una
macchina che è basata su un corretto equilibrio tra eccitazione (mediata dal glutammato) e inibizione
(mediata dal GABA). Quindi il nostro cervello è una macchina eccitatoria e inibitoria in cui c’è un corretto
equilibrio cioè il buon funzionamento del nostro cervello è basato in gran parte su un perfetto equilibrio di
questa eccitazione e inibizione quindi il grosso di questa macchina è questo “hardware” (GABA e
glutammato) su questa macchina (“hardware”) semplice intervengono questi sistemi neuromodulatori
questa macchina (“hardware”) eccitatoria e inibitoria è regolata da un numero relativamente basso di
neuroni che rilasciano questi neurotrasmettitori (che hanno un’accezione neuromodulatoria). I
neurotrasmettitori (come ad esempio le catecolamine) noradrenalina, adrenalina, dopamina, acetilcolina
e serotonina. Questi pannelli (A, B, C e D) mostra una sezione, una fettina di cervello di topo il pannello A
mostra le vie noradrenergiche il pannello B le vie dopaminergiche il pannello C le vie colinergiche il
pannello D le vie serotoninergiche. I neuroni noradrenergici (A) sono relativamente pochi rispetto ai
glutammatergici e ai GABAergici, hanno una localizzazione anatomica ben definita, cioè i corpi cellulari di
questi neuroni formano degli aggregati, questi aggregati ve
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