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Dopamina tonica e dopamina fasica rilascio tonico e rilascio fasico di un neurotrasmettitore il rilascio
fasico di dopamina per definizione è transitorio perché è collegato a un potenziale d’azione invece il rilascio
tonico equivale a un rilascio di background di dopamina che, a sua volta, è collegato al fatto che i nostri
neuroni non sono mai in una condizione di assenza di attività quindi un minimo di attività elettrica
determina un cosiddetto rilascio background di dopamina questo rilascio tonico di dopamina (a livello di
una zona dopaminergica sottocorticale, quale il nucleo accumbens), questo rilascio tonico va bene che è
background, però è comunque un rilascio tonico di un livello basale che oscilla in un certo range (può essere
ad esempio 5 molecole o 10 molecole o 20 molecole) e dipende dagli input glutammatergici (in figura) che
arrivano dalla corteccia prefrontale (DA transmissione – PFC in figura) questi input glutammatergici che
arrivano dalla corteccia prefrontale sono le proiezioni che partono dai neuroni piramidali, che stanno
soprattutto a livello dello strato terzo della corteccia prefrontale questi terminali glutammatergici rilasciano
glutammato che viene riconosciuto da recettori di tipo NMDA, che sono localizzati sulla membrana in
prossimità dei terminali dopaminergici quindi l’attivazione, mediante glutammato, di questi recettori
determina un ingresso di calcio e quest’ingresso di calcio, attraverso gli NMDA (che sono dei recettori canali
ionici per il glutammato, permeabili a sodio, potassio e calcio), determina l’esocitosi calcio-dipendente
quindi a seconda della forza di questi input glutammatergici avremo un livello basale di rilascio di dopamina
che dipende da questi input glutammatergici cosa diversa invece è il rilascio fasico il rilascio fasico, che è
tipicamente associato a “burst firing” (5 burst firing in figura), e lo vediamo dalla forma dei potenziali
d’azione, quindi potenziali d’azione di notevole ampiezza e di elevata frequenza (la frequenza è molto elevata
e i picchi sono molto vicini uno all’altro) la freccia (freccia in phasic in figura) indica questo “burst firing” e
input glutammatergici questo è associato a un rilascio fasico di dopamina, che per definizione è transitorio
perché è collegato all’arrivo di un potenziale d’azione Il rilascio tonico e il rilascio fasico, a livello delle aree
dopaminergiche sottocorticali, sono inversamente correlati perché sul terminale pre-sinaptico dei neuroni
dopaminergici è presente l’autorecettore l’autorecettore sente il livello basale di dopamina e, sulla base
del livello basale di dopamina, regola la sintesi di dopamina e il rilascio di dopamina l’autorecettore è
sempre associato a un’alfa inibitoria dell’adenilato ciclasi quindi quando in questo caso la dopamina stimola
l’autorecettore c’è un’inibizione della sintesi di adenilato ciclasi, un’inibizione della PKA, un’inibizione della
conduttanza al calcio e un aumento della conduttanza al potassio e questi sono eventi collegati a questa
specifica via di trasduzione del segnale dell’autorecettore e questi eventi vanno a deprimere la sintesi e
deprimere il rilascio di dopamina quindi più alto è il tono dopaminergico più la sintesi di dopamina è inibita
più il rilascio di dopamina è inibito e quindi se un livello tonico di dopamina è elevato avremo un rilascio
fasico più attenuato quindi più alto è il tonico più basso è il fasico A livello della corteccia prefrontale
immaginiamo che i dopaminergici del nucleo accumbens proiettano alla corteccia prefrontale e rilasciano
dopamina a livello della corteccia prefrontale e questa dopamina viene intercettata dai recettori
dopaminergici localizzati sui neuroni piramidali Quindi più alto è il tonico più basso è il fasico (quindi
quest’equilibrio che ha luogo a livello delle aree dopaminergiche sottocorticali) determina l’intensità del
rilascio di dopamina in corteccia quindi è un circolo cioè la corteccia influenza le aree dopaminergiche
sottocorticali e a livello di aree dopaminergiche sottocorticali, in termini di equilibrio tonico/equilibrio fasico,
determina l’intensità degli input dopaminergici che arrivano in corteccia prefrontale Tutto questo è associato
al polimorfismo COMT perché questi input glutammatergici che hanno luogo in corteccia prefrontale e che
vanno a stimolare le aree dopaminergiche sottocorticali dipendono dal polimorfismo COMT Perché
dipendono dal polimorfismo COMT? vi è un neurone piramidale (in figura) della corteccia prefrontale (PFC)
questo neurone piramidale rilascia glutammato (glu in figura) a livello del nucleo accumbens e il
glutammato viene riconosciuto dagli NMDA e, attraverso l’ingresso di calcio, va a regolare quest’equilibrio
tonico/fasico questi piramidali ricevono input dopaminergici dalle regioni sottocorticali e, a livello della
corteccia prefrontale, il principale meccanismo di degradazione della dopamina è costituito dalla COMT ed
esistono fisiologicamente 2 isoforme della COMT, che sono collegate a un polimorfismo genico e quindi un
cambiamento di un singolo nucleotide nel gene codificante per la COMT fa sì che nella popolazione umana
alcuni individui siano provvisti di una COMT che è nella posizione 158, quindi l’amminoacido 158° è costituito
da una valina e di un’altra isoforma in cui l’amminoacido 158° è costituito da una metionina queste 2
isoforme della COMT hanno una diversa efficienza nel degradare la dopamina l’allele cosiddetto val (val
allele in figura) è più efficace e questo si traduce in una serie di implicazioni a livello della corteccia
prefrontale perché la più elevata efficienza di degradazione della COMT determina una minore attivazione
per esempio dei recettori di tipo D1, e quindi un pattern di attivazione dopaminergica della corteccia
prefrontale che è sicuramente differente rispetto a quello che si osserva negli individui che invece sono
portatori dell’allele met (met allele in figura), quindi che hanno l’isoforma COMT provvista di un’efficacia più
debole I soggetti che sono portatori dell’allele met (met allele in figura), quindi i soggetti provvisti
dell’isoforma della COMT che ha una ridotta efficacia in termini di input glutammatergici alle regioni
sottocorticali (vi è la linea che è marcata in figura dove sta glu) hanno degli input glutammatergici più solidi
e neurone piramidale quindi questi input glutammatergici più solidi si accompagnano a un maggiore rilascio
tonico e di conseguenza a un minore rilascio fasico mentre i soggetti che hanno l’allele val (val allele in
figura) qui invece la linea degli input glutammatergici è tratteggiata (linea tratteggiata in figura dove sta
glu) e sta ad indicare una trasmissione glutammatergica più debole e questo si accompagna a un minore
rilascio tonico e a un maggiore rilascio fasico quindi i soggetti val-val e i soggetti met-met la facciamo sugli
omozigoti perché gli eterozigoti hanno un fenotipo intermedio Il rilascio tonico di dopamina consiste nel
rilascio di dopamina dai terminali presinaptici a seguito della stimolazione glutammatergica proveniente dalla
corteccia. Le afferenze cortico-striatali rilasciano glutammato che, legandosi e attivando i recettori NMDA,
determina un ingresso di calcio nei terminali pre-sinaptici dei neuroni dopaminergici. Perché la dopamina
tonica e la dopamina fasica sono inversamente correlati? l’autorecettore è localizzato a livello del terminale
pre-sinptico per sentire il livello di un neurotrasmettitore (in questo caso di dopamina) l’autorecettore se
sente che ci stanno 20 molecole di dopamina informa il pre-sinaptico che ci stanno appunto 20 molecole di
dopamina (quindi ce n’è poca, non ce ne sono 2.000, ma un po’ di dopamina c’è) se sente che ci stanno 2
molecole di dopamina la possibilità che l’autorecettore venga stimolato è molto bassa quindi se
l’autorecettore non viene stimolato non si attiva la via di inibizione dell’adenilato ciclasi, e quindi il terminale
è predisposto a sintetizzare dopamina e va per conto suo però se ci sono 20 molecole o ancora meglio 200
molecole di dopamina (sempre in termini di rilascio basale) l’autorecettore viene stimolato se viene
stimolato l’autorecettore si inibisce la sintesi di AMP ciclico, si inibisce la conduttanza al calcio, si aumenta al
conduttanza al potassio (e quindi 3 meccanismi che insieme vanno a deprimere la sintesi e il rilascio di
dopamina) se il tonico è elevato, l’autorecettore è attivato, quindi la sintesi e il rilascio di dopamina sono
depressi per cui, anche in presenza di un potenziale d’azione (“burst firing”), la quantità di dopamina che
quel terminale ha sintetizzato e la condizione della membrana, in termini di conduttanza al calcio e di
conduttanza al potassio, è tale da non ottimizzare il rilascio di dopamina se l’autorecettore è inibito, la
sintesi di dopamina è implementata, i canali per il calcio non sono inibiti, i canali per il potassio non sono
attivati, quindi la membrana è pronta a depolarizzarsi, e c’è un rilascio fasico altamente efficace di dopamina
Questi input glutammatergici che arrivano dalla corteccia prefrontale vi è un piramidale (in figura) che sta
in corteccia prefrontale invia input glutammatergici alle regioni dopaminergiche sottocorticali e sulla
membrana dei pre-sinaptici dopaminergici sono localizzati dei recettori per il glutammato di tipo NMDA
questi recettori di tipo NMDA per il glutammato sono piramidale recettori canali ionici permeabili a sodio,
potassio e calcio quindi ci troviamo di fronte a una stimolazione di canali ionici permeabili al calcio e ci
troviamo di fronte a una condizione in cui il calcio entra in prossimità di un terminale presinaptico e quindi
entrando a livello di un terminale pre-sinaptico stimola l’esocitosi calcio-dipendente e quindi questo è un
terminale dopaminergico in cui la dopamina è disponibile, è immagazzinata all’interno delle vescicole, un
terminale dopaminergico pronto a rilasciare dopamina in presenza di un “burst firing” oppure di un’attività
elettrica basale e quindi quanto calcio entra: più calcio entra più l’esocitosi è stimolata quindi più forti
sono gli input glutammatergici più calcio entra più è stimolata l’esocitosi calcio-dipendente della dopamina
quindi più forti sono gli input glutammatergici più elevato è il rilascio tonico di dopamina quindi più
elevato è il rilascio tonico di dopamina più la possibilità che l’autorecettore venga stimolato è verosimile e
quindi più è elevato il tonico più è basso il fasico Nelle nostre aree dopaminergiche sottocorticali, quando
arrivano degli stimoli che, dal punto di vista comportamentale, sono considerati stimoli salienti (che
determinano un’attivazione) per esempio noi abbiamo esperienza di una situazione in cui potremmo, di lì
a poco, ricevere una gratificazione quindi stimoli significanti, dal punto di vista comportamentale, causano
un’attivazione del firing dei neuroni dopaminergici e quindi uno stimolo, che attiva i nostri neuroni
dopaminergici, determina un rilascio fasico In mentre, il rilascio tonico di dopamina si ritiene regolare
l’intensità del rilascio fasico attraverso il suo effetto sulla regolazione della dopamina extracellulare, che è
quella da cui dipende la stimolazione o meno dell’autorecettore. In questa maniera, il rilascio tonico di
dopamina (quindi il livello basale di dopamina) setta una sorta di background da cui dipende l’intensità di
stimolazione dei recettori dopaminergici (sia l’autorecettore che il postsinaptico) e, attraverso meccanismi
omeostatici, la risposta di questo sistema alla stimolazione dopaminergica quindi c’è un rilascio basale di
dopamina che dipende da questi input glutammatergici e questo livello basale di dopamina determina, a
sua volta, la risposta individuale agli stimoli che vanno ad attivare i nostri neuroni dopaminergici cioè i
nostri neuroni dopaminergici (delle aree dopaminergiche sottocorticali) sono lì pronti a mettere in atto un
“burst firing”, quando sono stimolati da un qualche stimolo l’intensità di questo “burst firing” (di questo
rilascio fasico di dopamina) dipende da quanta dopamina è presente a livello delle sinapsi dopaminergiche
delle aree sottocorticali che, a loro volta, dipendono dagli input che arrivano dalla corteccia prefrontale, cioè
per via dell’autorecettore quindi l’autorecettore percepisce i livelli extracellulari di dopamina
l’autorecettore si trova non proprio a livello della fessura sinaptica, ma un po’ più distalmente rispetto alla
fessura sinaptica quindi la possibilità dell’autorecettore di essere stimolato dalla dopamina: la dopamina
viene rilasciata, quella che presenta le sinapsi oppure quella che diffonde nello spazio intersinaptico dipende
da quanta dopamina viene rilasciata e da quanto efficacemente viene ricaptata a livello delle regioni
dopaminergiche sottocorticali, la ricaptazione è mediata dal DAT Perché noi rispondiamo in maniera diversa
a uno stimolo gratificante? rispondiamo in maniera diversa grazie ai polimorfismi genici i polimorfismi
genici sono il sale della nostra vita quindi rispondiamo in maniera diversa perché siamo diversi per il
polimorfismo COMT, ma non siamo diversi solo per il polimorfismo COMT, siamo esistono anche dei
polimorfismi per il DAT quindi ci sono alcuni di noi che, a livello delle aree dopaminergiche sottocorticali,
ricaptano il DAT più efficacemente e questo va ad impattare sulla quota di dopamina extracellulare, e quindi
sul rilascio tonico e rilascio fasico quello che noi facciamo coinvolge la corteccia prefrontale perché
pianifichiamo un’azione quindi il nostro modo di funzionamento (e il fatto che siamo diversi gli uni dagli
altri) dipende dai polimorfismi genici e i polimorfismi genici impattano perché basta un piccolo
cambiamento in un singolo nucleotide per far in modo che una proteina funzioni altrettanto bene, sia
assolutamente funzionale, ma funzioni con una modalità leggermente diversa, più o meno efficiente
oppure altri polimorfismi sono dei polimorfismi che vanno ad influenzare i livelli di espressione delle nostre
proteine quindi ad esempio un soggetto esprime più DAT o ne esprime di meno rispetto a me, e quindi
questo fa la differenza in termini di dopamina sottocorticale, cioè di quanta dopamina extracellulare
Dopamina tonica/dopamina fasica autorecettore l’autorecettore è associato a un’alfa inibitoria cosa
vuol dire quando si attiva la via di trasduzione del segnale mediata da un’alfa inibitoria? inibizione
dell’adenilato ciclasi, aumento della conduttanza al potassio e diminuzione della conduttanza al calcio che
vuol dire aumento della conduttanza al potassio? Perché quest’aumento della conduttanza al potassio incide
sul rilascio del neurotrasmettitore? Perché un aumento della conduttanza al potassio influenza il rilascio di
neurotrasmettitore (in questo caso di dopamina)? un aumento della conduttanza al potassio vuol dire che
i canali per il potassio si attivano il potassio fuoriesce perché l’iperpolarizzazione è mediata quasi sempre
da fuoriuscita del potassio quindi un aumento della conduttanza al potassio, attraverso la fuoriuscita del
potassio, iperpolarizza la membrana del presinaptico e ipepolarizzando la membrana del pre-sinaptico
contrasta l’esocitosi del neurotrasmettitore che dipende dalla depolarizzazione la depolarizzazione serve
ad aprire i canali voltaggio-dipendenti per il calcio quindi canali per il calcio e per il potassio (conduttanza
al calcio e al potassio) sono antitetici, nel senso che c’è un aumento della conduttanza al calcio e quindi se
c’è un aumento della conduttanza al calcio, il calcio ha un gradiente in entrata quindi il calcio entra e stimola
l’esocitosi calcio-dipendente l’aumento della conduttanza al potassio: il potassio fuoriesce perché il
gradiente per il potassio è in uscita, e questo iperpolarizza Perché si chiama autorecettore? si chiama
autorecettore perché è localizzato sulla membrana del pre-sinaptico ed è associato a un’alfa inibitoria Qual
è la funzione dell’autorecettore? è quella di regolare la sintesi e il rilascio del neurotrasmettitore Come
influenzano la conduttanza dei canali ionici? Dipende da una proteina, da una conformazione proteica?
nella scaletta di cosa succede quando si attiva un autorecettore, in prima posizione c’è inibizione della via
dell’adenilato ciclasi quindi se c’è inibizione della via dell’adenilato ciclasi non si attiva la PKA (la proteina
chinasi A) e il grado di permeabilità dei canali agli ioni a cui sono permeabili è influenzato da fosforilazione
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