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“NEUROSCIENZE CLINICHE APPUNTI”

8/10/14

Nel corso dell’evoluzione il cervello umano è notevolmente aumentato in termini di dimensioni e

complessità. Queste caratteristiche hanno permesso un migliore adattamento all’ambiente esterno.

Le risposte agli stimoli ambientali sono passate da automatiche e riflesse ad intelligenti e plasmabili

dall’esperienza. “Il gene IMAO è quel gene deputato al controllo degli impulsi”. Si pensa che sia il

gene deputato al discontrollo degli impulsi (impulsività) e all’aggressività.

Principali strutture del cervello:

1) mielencefalo: è imp0rtante perché p direttamente connesso al midollo spinale;

2) metencefalo: presenta due strutture fondamentali: il ponte ed il cervelletto (importantissimo

nel comportamento motorio);

3) mesencefalo: collicoli (inferiori uditiva, superiori visive). Ha altre 3 strutture fondamentali:

sostanza grigia pariaqueduttale, substantia nigra e nucleo rosso (strutture importanti a livello

sensomotorio);

4) diencefalo: 2 strutture principali: talamo ed ipotalamo;

5) telencefalo: è la parte più sviluppata del cervello umano.

La corteccia cerebrale svolge 3 funzioni del sistema nervoso:

- funzione sensitiva;

- funzione motoria;

- funzione di integrazione.

Il sistema limbico è importante per la gestione delle informaizoni. È un gruppo di strutture

appartenenti al telencefaki. I soggetti a cui viene rimossa l’amigdala sono soggetti che non sono più

indipendenti, non riescono più a stare nel contesto. I gangli della base sono legati al controllo

motorio. I lobi frontali e la corteccia ci danno informazioni sul nostro comportamento. L’attivazione

dei circuiti fronto-sottocorticali è necessario per sentire ed esprimere le emozioni. La corteccia

prefrontale riceve ed integra informazioni dalle altre aree corticali relative a varie modalità

sensoriali (uditive, visive ecc.).

Insula: è deputata alla comprensione delle emozioni.

Sindromi prefrontali:

- tipo dissecutivo: diminuite capacità di giudizio, di pianificazione e di insight;

I soggetti con lesioni all’amigdala prendono decisioni pericolose per cui sono costretti a vivere sotto

sorveglianza, non sentono più la paura.

L’essere portatore dell’allele MAO (MAO-L) può indurre ad azioni aggressive se si è esclusi

socialmente. Una procedura usata dal tribunale che si è ritenuta molto buona e che riduce il rischio

di falsi positivi è la seguente: i possibili colpevoli entrano nella sala 1 alla volta. Al soggetto che

deve riconoscere il colpevole tramite il ricordo che ha della persona in memoria e la persona che

effettivamente ha di fronte.

9/10/14

i “neuroni specchio” hanno un attivazione automatica, non è mediata dall’esperienza.

L’identificazione proiettiva mantiene un legame con quei frammenti dell’altro. Proietto sull’altra

persona quelle sensazioni che ho dentro di me. Per esempio se io sono una persona aggressiva,

tramite l’identificazione proiettiva proietto la mia rabbia/aggressività sull’altro e faccio in modo che

l’altro veramente diventi cattivo. È importante che il terapeuta restituisca al paziente le sue

proiezioni disfunzionali non diverse, ma un pochino migliorate. Noi capiamo gli altri perché noi ci

immedesimiamo negli altri. Quando il neurone mirror si attiva mette in moto un processo che dallo

stimolo visivo aziona u pattern motorio. Non attiva l’azione, ma attiva il ricordo delle azioni

motorie. Dal punto di vista visivo, non si può rappresentare sullo stesso neurone la stessa scena.

Una volta che il neurone ha l’informazione sufficiente, il neurone spara. Una volta che il neurone

spara è collegato con gli altri neuroni visivi e li attiva. L’emisfero di sinistra è quello che descrive le

emozioni. L’attivazione dei neuroni specchio nei casi di comprensione dell’altro spiega l’empatia.

Si attivano li stessi neuroni specchio sia quando vediamo a distanza che si compie un’azione sia

quando vogliamo compiere un’azione. L’empatia e l’identificazione proiettiva sono due meccanismi

che riescono ad essere spiegati tramite i neuroni specchio (neuroni mirror).

22/10/!4

La PET è una metodica di visualizzazione indiretta dell’attività cerebrale (come la fMRI), in grado

di misurare l’attività ematica nel cervello.

Lo IAT (implicit associatio test) è uno strumento di misura indiretta che in base alla latenza delle

risposte stabilisce l’associazione tra concetti.

Con l’autobiografical IAT invece di identificare il livello di associazione fra concetti nella memoria

semantica si valuta il livello di associazione fra concetti nella memoria autobiografica-episodica

rendendo lo strumento idoneo in ambito forense.

Le onde cerebrali permettono di individuare il crimine: linee rosse, verdi e blu. I limiti di questa

tecnica sono: il soggetto sta dicendo la verità, il soggetto sta mentendo.

“Il giudice deve verificare la stessa validità scientifica dei criteri e dei metodi utilizzati dal perito. Il

giudice deve verificare unicamente la corretta applicazione”.

Regola 702: il testimone esperto deve presentare fatti e dati sufficienti; fondarsi su principi e metodi

affidabili; applicare in modo affidabile i principi e i metodi del caso. I giudici hanno ribadito che

spetta a loro avere l’ultima parola sulla validità delle conoscenze prese in giudizio.

Tasso di scientitficità:

1) criterio Fry= la verificabilità dell’ammissibilità di una prova scientifica era concordata alla

generale accettazione di quest’ultima

2) criterio Doubert=

le aree attivate durante la menzogna sono: giro cingolato anteriore, corteccia anteriore cingolata

(ACC), corteccia prefrontale dorsolaterale (dIPFC), corteccia prefrontale ventromediale (vmPFC).

Pseudologia fantastica: si intende un'elaborazione intenzionale e dimostrativa di esperienze o eventi

.

molto poco probabili e facilmente confutabili

Quando un soggetto ha un danno all’area prefrontale può mentire a livello inconsapevole. Ciò che

controlla la bugia è a livello frontale e non subcorticale.

23/10/14

COCAINA

La cocaina è una sostanza psicoattiva. La cocaina agisce sul re-putake della dopamina a livello di

SNC. Praticamente aumenta il rilascio della dopamina e del sistema di reward. Fa male sia al

cervello che al sistema cardiovascolare. Inoltre, può portare alla distruzione del setto nasale.

Praticamente questi soggetti sviluppano delle croste nelle narici che non li fanno dormire e quando

si soffiano il naso escono dei pezzi di naso. La cocaina va proprio a bloccare il riassorbimento della

cocaina a livello pre-sinaptico. La dopamina va ad interferire sui lobi frontali, sul controllo

dell’umore, sul controllo dell’inibizione dei comportamenti impulsivi.

Effetti psicologici a breve termine della cocaina: stato di euforia e sensazioni di aumentata energia

psicofisica; stato di allerta; diminuzione del bisogno di sonno e di cibo; aumento della velocità del

tono dell’eloquio con miglioramento delle prestazioni psicomotorie; aumento della lucidità del

pensiero; miglioramento della concentrazione e dell’attenzione; riduzione del senso di fatica;

aumento della libido (tutto questo a bassi dosaggi, massimo 100mg).

Effetti fisici a breve termine della cocaina: aumento della frequenza cardiaca; aumento della

pressione arteriosa e della temperatura corporea; aumento del ritmo respiratorio; midriasi

(dilatazione delle pupille); calo dell’appetito.

Effetti psicologici a lungo termine della cocaina: aumento della tolleranza soprattutto per gli effetti

euforici; generale decadimento delle condizioni fisiche e psicologiche del soggetto con comparsa di

irritabilità, disturbi dell’umore, irrequietezza psicomotoria e paranoia.

Effetti fisici a lungo termine della cocaina: perdita di peso, perforazione del setto nasale e del

palato, infezioni e trasmissione di patologie (come HIV e epatite).

Astinenza:

- fase precoce (da alcune ore a diversi giorni): agitazione, depressione e craving;

- fase media (1-10 settimane): affaticamento, depressione e forte desiderio di dormire;

- terza fase: forte craving di cocaina e forte esaurimento nervoso.

Con la cocaina si ha una dilatazione delle pupille mentre con l’eroina si ha una riduzione delle

pupille. “Nell’amigdala abbiamo la nostra memoria emozionale”. Se la cocaina viene fumata o

iniettata gli effetti sono diretti mentre, se viene sniffata gli effetti si manifestano dopo alcuni minuti.

Maggiore è la dose assunta e la continuità di utilizzo della stessa è più è probabile che il soggetto

sviluppi un quadro psicopatologico più vicino alla psicosi (anche con ansia). Gli effetti tossici della

cocaina durano circa 2 ore. Dopo la fase euforizzante ed energizzante della cocaina segue nel

soggetto una fase di “crush” con sintomi depressivi. Con l’utilizzo della cocaina, in casi estremi, si

arriva anche a sviluppare una depressione psicotica, deliri; crea un decadimento degli stati

psicofisici del soggetto.

La memoria=nucleus accumbens (sottocorticale); Livello corticale=problema attenzione

(orbitofrontale)

Corteccia frontale=discontrollo degli impulsi (impulsività), attenzione.

Con l’abuso di sostanze si sviluppano un maggior numero di recettori a livello post-sinaptico.

quindi ci sarà un maggior numero di dopamina per l’utilizzo dei compiti. L’insula, insieme

all’amigdala ma in particolare l’insula, è deputata alla valutazione delle emozioni negative, quindi il

soggetto ha difficoltà ad elaborare le emozioni negative (diventa paranoico, aggressivo). Nei

soggetti ch

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/02 Psicobiologia e psicologia fisiologica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Edo1511 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Neuroscienze cliniche e forensi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università Maria SS.Assunta - (LUMSA) di Roma o del prof De Marchi Barbara.
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