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Negozio giuridico, Diritto privato Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto privato. Il documento affronta in modo dettagliato i seguenti argomenti: - Definizioni & Classificazioni del negozio giuridico; - Elementi del negozio giuridico; - La Manifestazione di Volontà; - Mancanza di Volontà e contrasto tra Dichiarazione e Volontà; - I Vizi della Volontà; - La Causa del negozio giuridico; - L'oggetto del negozio giuridico;... Vedi di più

Esame di Diritto Privato docente Prof. P. Scienze giuridiche

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ESTRATTO DOCUMENTO

Appunti di Diritto Privato I - Il Negozio Giuridico

GLI ELEMENTI ESSENZIALI DEL NEGOZIO GIURIDICO

 3

1. LA MANIFESTAZIONE DI VOLONTÀ.

È il primo elemento essenziale del negozio giuridico perché è dalla volontà del soggetto che il

negozio giuridico prende vita e tale volontà non deve rimanere interna ma deve manifestarsi

in modo tale che altri possano recepirla ed averne conoscenza.

La volontà negoziale può manifestarsi:

 E , quando è fatto con atti scritti, parole o gesti, insomma con qualsiasi

SPRESSAMENTE

mezzo idoneo a far palesi ad altri il proprio pensiero;

 T , quando l’esistenza della volontà dipende dal comportamento del

ACITAMENTE

soggetto che, secondo il comune modo di pensare e di agire, risulta incompatibile con

la volontà contraria.

Il semplice S non costituisce una manifestazione di volontà: il detto comune “chi tace

ILENZIO

acconsente” è falso per il diritto dove vige, anzi, il principio contrario, secondo cui “chi tace

non dice niente”.

Eccezionalmente il Silenzio può valere come manifestazione tacita di volontà soltanto in

presenza di determinate circostanze, e cioè a dire quando il soggetto aveva per legge, per

contratto o per consuetudine l’onere di fare una dichiarazione; oppure quando, dati i

rapporti intercorrenti fra le parti al silenzio debba attribuirsi il valore di consenso in

base ai principi di Correttezza e Buona Fede. Ad esempio nel contratto di locazione, se le

parti, prima della scadenza, non dichiarano apertamente di volerlo interrompere si ritiene che

il loro silenzio corrisponda al manifesto volere di rinnovarlo.

Oppure, nel caso di un abbonamento ad un periodico, il silenzio dell’abbonato in base ai

principi di Correttezza e Buona Fede viene interpretato come intenzione di rinnovarlo.

MANCANZA DI VOLONTÀ E CONTRASTO TRA DICHIARAZIONE E

 VOLONTÀ.

Come già chiarito affinché il negozio giuridico esista non basta che vi sia la volontà di

compierlo ma occorre altresì che questa volontà sia manifestata.

Normalmente tutto ciò che il soggetto del negozio giuridico dichiara è l’espressione di

una volontà in lui esistente: in questo caso diciamo che volontà è dichiarazione

coincidono.

Ma può anche accadere che alla dichiarazione del soggetto non corrisponda il suo interno

volere e, pertanto, sussista una divergenza tra volontà e dichiarazione.

Per conseguenza logica, nel caso di una dichiarazione che non riflette il reale volere del

soggetto il negozio giuridico dovrebbe essere nullo.

Tuttavia, l’ordinamento giuridico si preoccupa di assicurare una adeguata tutela nei

confronti di colui a cui la dichiarazione è rivolta e che ha fatto affidamento su di essa.

Secondo la teoria dell’affidamento se la dichiarazione diverge dal volere ma colui cui essa

era destinata non era in grado di conoscere la divergenza il negozio giuridico è valido.

Diversamente è invalido il negozio giuridico qualora il destinatario di esso sapeva o era

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Appunti di Diritto Privato I - Il Negozio Giuridico

in grado di conoscere e di accorgersi che la dichiarazione non corrispondeva alla volontà 4

del soggetto dichiarante.

Questa teoria vale per i negozi giuridici patrimoniali inter vivos a titolo oneroso ma non per

quelli mortis causa e per i negozi giuridici di diritto personale e familiare e quelli patrimoniali

a titolo gratuito nei quali occorre avere riguardo alla volontà effettiva del dichiarante.

Sempre in considerazione della divergenza tra volontà e dichiarazione individuiamo 4 ipotesi

diverse:

V A ( F ), consiste in una forma di costrizione fisica per effetto della

IOLENZA SSOLUTA O ISICA

quale il soggetto dichiara una volontà che non ha.

In casi del genere la dichiarazione del soggetto non ha alcun valore giuridico e, per

conseguenza, il negozio giuridico è nullo.

Essa si differenzia, tuttavia, dalla , che consiste in una minaccia che fa deviare

VIOLENZA PSICHICA

la volontà del soggetto inducendolo ad emettere una dichiarazione che senza la minaccia non

avrebbe emesso. Nell’ipotesi di violenza psichica la volontà non manca ma è viziata.

Il negozio giuridico concluso per effetto di violenza psichica è annullabile.

E O , consiste nel dichiarare, per distrazione o inesatta conoscenza dei

RRORE STATIVO

vocaboli, una cosa diversa da quella realmente voluta.

L’errore ostativo, in quanto determina la mancanza di volontà, come la violenza assoluta,

produce la nullità del negozio giuridico.

R M , consiste nel dichiarare intenzionalmente cosa diversa da quella

ISERVA ENTALE

realmente voluta, senza intesa con l’atra parte e senza che questa sia in grado di

riconoscere la discordanza.

E siccome chi riceve la dichiarazione non è tenuto ad indagare sulle reali intenzioni del

dichiarante questo rimane vincolato alla stessa per cui il negozio giuridico è pianamente

valido. S , si ha quando le parti, di comune accordo fingono di concludere un negozio

IMULAZIONE

giuridico che in realtà non è da esse voluto (infatti, non produce alcuno effetto) se non

per creare una situazione giuridica documentata di fronte ai terzi (sebbene

sostanzialmente apparente).

La simulazione è la più importante e frequente tra le ipotesi di divergenza tra volontà e

dichiarazione del soggetto dichiarante.

Ciò che caratterizza la simulazione è, dunque, l’accordo interno tra gli stipulanti, detto

accordo simulatorio, diretto a stabilire che il contratto, apparentemente, ufficiale tra essi

concluso è fittizio ed inidoneo a produrre gli effetti giuridici che dovrebbero derivarne.

La divergenza tra volontà e dichiarazione, perciò, è nel caso della simulazione non

soltanto consapevole, come accade nell’ipotesi della riserva mentale ma anche

concordata.

Le parti, quindi, al momento della conclusione del negozio giuridico apparente, si rilasciano

una contro-dichiarazione dalla quale risulta la vera situazione giuridica.

L’intento della simulazione può anche essere lecito ma spesso è quello di ingannare i terzi

(creditori, successori legittimi, fisco) o comunque di eludere divieti di legge. Quando, quindi,

lo scopo della simulazione è illecito si parla di S F .

IMULAZIONE RAUDOLENTA

La simulazione può assumere due aspetti:

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Appunti di Diritto Privato I - Il Negozio Giuridico

 A , se le parti fingono di porre in essere un negozio giuridico mentre in

SSOLUTA 5

realtà non vogliono concluderne alcuno; ad esempio, Tizio, di comune accordo con

Caio, finge di vendergli i propri beni per sottrarli all’azione esecutiva dei suoi creditori;

 R , se le parti fingono di porre in essere un negozio giuridico diverso da

ELATIVA

quello che effettivamente vogliono (negozio dissimulato); ad esempio Tizio da in

locazione a Caio un appartamento di sua proprietà ma per sottrarlo all’azione

esecutiva dei suoi creditori finge di venderglielo. In questo caso il negozio giuridico

simulato e la vendita mentre il negozio giuridico dissimulato è la locazione.

La simulazione relativa può essere oggettiva o soggettiva a seconda che il negozio

giuridico dissimulato differisca da quello simulato per quanto riguarda l’oggetto

dell’atto o i soggetti.

Esempio frequente di simulazione oggettiva relativa negli atti assoggettati ad imposta di

registro è quello di dichiarare nell’atto ufficiale un prezzo inferiore a quello effettivamente

pattuito, al fine di pagare un’imposta di registro minore di quella che sarebbe dovuta

Esempio frequente di simulazione soggettiva è dato dalla cosiddetta “I

NTERPOSIZIONE

” che ricorre quando il negozio giuridico simulato viene stipulato tra

FITTIZIA DI PERSONA

Tizio e Caio ma entrambi sono d’accordo con Sempronio nei confronti del quale gli effetti

dell’atto si verificheranno.

Ad esempio, Sempronio intende nascondere ai suoi creditori di essere l’acquirente di un

immobile, perciò si mette d’accordo con Tizio (venditore), affinché nell’atto di acquisto figuri

Caio (persona interposta o prestanome). In tale ipotesi chi acquista effettivamente il bene e si

impegna a pagarne il prezzo è Sempronio così tutti gli effetti del negozio giuridico ricadono su

di lui.

L’interposizione fittizia si distingue dall’ (fattispecie quest’ultima che si

INTERPOSIZIONE REALE

inquadra nella figura della cosiddetta Rappresentanza Indiretta).

In questo caso l’alienante non partecipa agli accordi tra l’acquirente (persona interposta) e il

terzo; cosicché l’alienazione non è simulata ma realmente voluta e gli effetti del negozio

giuridico si producono regolarmente in capo all’acquirente, restando indifferente all’alienante

che quest’ultimo non intende acquistare per sé ma per conto di un terzo con cui l’alienante

non entra in rapporto e verso il quale né assume obblighi né acquista diritti.

Gli E S sono diversi a seconda che si considerano tra le parti o rispetto

FFETTI DELLA IMULAZIONE

ai terzi.

Per quanto concerne gli deduciamo che il negozio giuridico simulato è

EFFETTI TRA LE PARTI

nullo, ossia giuridicamente inesistente sia nel caso di simulazione assoluta che relativa.

Per conseguenza, qualora Tizio abbia simulato la vendita di un immobile a Caio, e questi, in

seguito a ciò, pretendesse di esercitare realmente i diritti di proprietario, Tizio potrebbe agire

in giudizio contro di lui e far dichiarare dal giudice la nullità del negozio giuridico simulato.

Ha, invece, effetto, almeno in linea di principio, il negozio giuridico dissimulato sempre

che ne sussistono i requisiti di sostanza e di forma previsti dalla legge.

Per quanto riguarda gli E S F T la prima situazione da

FFETTI DELLA IMULAZIONE DI RONTE AI ERZI

esaminare è quella dei terzi interessati a dedurre la simulazione.

Questi se, infatti, sono pregiudicati dal negozio giuridico simulato possono farne accertare la

nullità. Ad esempio, qualora Tizio simuli una vendita per sottrarsi all’azione forzata dei suoi

creditori questi ultimi possono agire in giudizio per far dichiarare la nullità della vendita

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Appunti di Diritto Privato I - Il Negozio Giuridico

simulata ed aggredire così il bene del loro debitore, che apparentemente era uscito dal 6

patrimonio di quest’ultimo.

Diverso è il discorso per quanto riguarda i cosiddetti i quali hanno

TERZI SUBACQUIRENTI

acquistato diritti dal titolare apparente.

Di regola se Tizio simula la vendita di un dato bene a Caio e questo esercitando un diritto di

proprietà che non ha lo aliena a Sempronio l’atto di disposizione posto in essere da Caio nei

confronti di Sempronio dovrebbe risultare inefficace.

Una simile conseguenza è però in contrasto con il principio dell’affidamento in virtù del quale

il terzi che agisce in buona fede al momento dell’acquisto del bene o del diritto ne acquista la

proprietà.

E’ così, di regola, accade anche nel negozio giuridico simulato per cui non può essere fatta

valere dalle parti, né dagli aventi causa né dai creditori del simulato alienante la

simulazione nei confronti dei terzi subacquirenti in buona fede che avendo fatto

affidamento sulla dichiarazione hanno acquistato diritti dal titolare apparente, e ciò sia

a titolo oneroso che a titolo gratuito, salvi gli effetti della trascrizione della domanda di

simulazione in riferimento ai beni immobili.

Dal giorno in cui la domanda è trascritta nei pubblici registri i terzi ne sono messi a

conoscenza per cui se questi non hanno trascritto l’atto di acquisto del bene prima della

trascrizione della domanda la sentenza che dichiara la simulazione è opponibile nei loro

confronti.

Rispetto ai creditori si riscontra una situazione analoga a quella già prevista nell’ipotesi dei

terzi interessati a dedurre la simulazione.

Per quanto riguarda i creditori di colui che appare acquirente bisogna distinguere tra:

 C

REDITORI GARANTITI DA PEGNO ED IPOTECA SUI BENI CHE FORMANO OGGETTO DELLA SIMULATA

, in tal caso la simulazione è in opponibile nei loro confronti perché vantano

ALIENAZIONE

un diritto reale sui beni stessi.

Ad esempio, Tizio simula la vendita di un bene a Caio, questo pur non essendone proprietario

lo ipoteca a favore del suo creditore (Sempronio); Tizio se Sempronio era in buona fede, non

può far dichiarare la nullità dell’ipoteca in conseguenza della nullità del negozio giuridico di

alienazione a Caio.

 C , ossia non garantiti, poiché essi non vantano un diritto

REDITORI CHIROGRAFARI

specifico sui beni la simulazione è loro opponibile, a meno ché non abbiano già

compiuto, in buona fede atti di esecuzione sui beni stessi.

In riferimento al conflitto tra i creditori delle parti del negozio giuridico simulato (creditori

del simulato alienante, creditori del simulato acquirente) la legge, in ultimo caso, tutela:

 I , quando il loro credito è anteriore all’atto simulato.

CREDITORI DEL SIMULATO ALIENANTE

Infatti, i creditori del simulato alienante hanno concesso il credito prima che il debitore

si spogliasse dei beni ed è, perciò, da ritenere che essi hanno fatto affidamento su quei

beni che sono usciti dal patrimonio solo apparentemente;

 I , quando il credito dei creditori del simulato

CREDITORI DEL SIMULATO ACQUIRENTE

alienante è successivo all’atto simulato; manca, infatti, in tal caso il motivo per tutelare

tali beni. universitaria.me@libero.it

Appunti di Diritto Privato I - Il Negozio Giuridico

I VIZI DELLA VOLONTÀ.

 7

Avvolte accade che il soggetto del negozio giuridico dichiara cosa che realmente non

corrisponde alla sua volontà, ma tale volontà si è formata per influenza di elementi

perturbatori senza i quali il negozio giuridico non sarebbe stato da lui voluto.

Queste anomalie del processo formativo della volontà vengono tradizionalmente qualificate

come “vizi della volontà” e sono anch’esse causa di divergenze che non sono però tra

volontà e dichiarazione ma tra la volontà quale si è formata e la volontà ipotetica che si

sarebbe avuta senza il loro influsso.

Il diritto occupandosi di tali anomalie ha stabilito che quando il vizio presenta determinate

caratteristiche si può procedere all’annullamento del negozio giuridico che ne è conseguito.

I vizi della volontà che il diritto prende in considerazione sono:

E , consiste in una falsa conoscenza della realtà che induce a volere un

 RRORE

negozio giuridico.

Il precedente codice abrogato faceva la distinzione tra:

E , incidente sul processo interno di formazione della volontà;

o RRORE VIZIO

E , consistente nella divergenza tra volontà e dichiarazione.

o RRORE OSTATIVO

La Dottrina e la Giurisprudenza ritenevano, quindi, che l’errore ostativo in quanto elimina

tutta la volontà producesse la nullità del negozio giuridico; mentre l’errore vizio desse luogo

all’annullabilità.

Il nuovo e vigente codice, invece, ha equiparato gli effetti prodotti dei due tipi di vizi

stabilendo che entrambi determinano la annullabilità del negozio giuridico.

L’errore può essere:

 D , quando consiste nella falsa conoscenza di una circostanza o di un

I FATTO

avvenimento; ad esempio, acquisto un oggetto di metallo ritenendolo oro;

 D , quando consiste nell’ignoranza o nella inesatta interpretazione di una

I DIRITTO

norma giuridica; ad esempio, acquisto un quadro di valore per rivenderlo all’estero,

ignorando che ciò sia vietato dalla legge.

L’errore può essere invocato per ottenere l’annullamento del negozio giuridico che ne è stato

la conseguenza, ma non per sottrarsi al comando della norma giuridica, rispetto al quale vige

il principio per cui “ignorantia iuris non excusat”.

Ma non sempre l’errore è causa di annullamento. Perché venga considerato tale è

necessario che esso sia:

 E , nel senso che è tale da aver indotto la parte a concludere il negozio

SSENZIALE

giuridico; in altri termini, se l’errore non ci fosse stato la persona non avrebbe stipulato

il negozio giuridico.

L’art. 1429 c.c. elenca una serie di casi nei quali l’errore ritenuto essenziale in quanto

cade: S , ad esempio, credo di dare una cosa

o ULLA NATURA O OGGETTO DEL NEGOZIO GIURIDICO

in locazione mentre il contratto è di enfiteusi;

S ’ ’ , ad esempio, credo che sia lana

o ULL IDENTITÀ O SULLA QUALITÀ DELL OGGETTO

naturale invece è lana sintetica;

S ’ ’ .

o ULL IDENTITÀ O SULLA QUALITÀ DELL ALTRO CONTRAENTE

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Appunti di Diritto Privato I - Il Negozio Giuridico

 R , quando la controparte, facendo uso della normale diligenza, avrebbe

ICONOSCIBILE 8

potuto rilevarlo.

Ad esempio, riferisco al negoziante che intendo acquistare un taglio di stoffa per farne un

abito e gli indico una misura sproporzionata. Ovviamente questo errore è riconoscibile.

Se, invece, mi comporto in modo da non mettere l’altra parte in grado i di accorgersene del

mio errore non posso pretenderne di farne ricadere le conseguenze su di essa.

Il requisito della riconoscibilità non è richiesto per i negozi giuridici mortis causa come il

Testamento.

L’errore di calcolo non dà luogo ad annullabilità del negozio giuridico perché può essere

rettificato.

Dolo, consiste in un raggiro, inganno che traendo in errore la persona la induce a

 stipulare un negozio giuridico che se fosse mancata l’azione ingannatrice egli non

avrebbe posto in essere.

Nell’ipotesi in questione si tratta di un errore non spontaneo ma provocato.

Non vi è dolo quando ad esempio il negoziante si limita a quella esaltazione della qualità della

merce nello svolgersi delle trattative per indurre l’atra parte a contrarre. Si parla in tal caso di

D B a meno che non si tratta di pubblicità menzognera.

OLUS ONUS

Il dolo può consistere nella reticenza a tacere circostanze che avrebbero fatto desistere l’altra

parte a concludere il negozio giuridico.

Il dolo che consiste nell’uso di raggiri, artifizi menzogne si chiama , quello posto in

COMMISSIVO

essere mediante reticenze si chiama .

OMISSIVO

Il dolo produce l’annullabilità del negozio giuridico se è determinante ossia tale che senza di

esso il negozio giuridico non sarebbe stato concluso.

Il dolo si dice se il negozio giuridico sarebbe stato concluso egualmente, ma a

INCIDENTALE

condizioni diverse.

Ad esempio, se non mi avessi fatto credere che questo quadro è di grande valore lo avrei

pagato ad un prezzo inferiore.

Nel caso di dolo incidentale il contratto è valido, ma l’autore del raggiro è responsabile

dei danni provocati dal suo comportamento illecito.

V , consiste nella minaccia di un male ingiusto e notevole rivolta ad

 IOLENZA MORALE

una persona allo specifico scopo di estorcerle il consenso alla stipulazione di un

negozio giuridico ovvero di indurla, mediante il timore, a porre in essere un altro

tipo di negozio giuridico.

La violenza morale pone il soggetto, che la subisce, davanti ad una alternativa: o concludere il

negozio giuridico oppure affrontare la minaccia.

Se egli sceglie, come minore tra i due mali, la conclusione del negozio giuridico non si può

negare che egli abbia voluto il negozio giuridico solo che la sua volontà è stata viziata.

In ciò si differenzia la V F , la quale non lascia alcuna scelta al soggetto che la

IOLENZA ISICA

subisce ma gli fa dichiarare una volontà inesistente.

Per questo, mentre il negozio giuridico concluso per effetto di violenza fisica non esiste

giuridicamente, cioè è nullo, il negozio giuridico che frutto di violenza morale esiste ma è

annullabile.

La violenza si distingue dal T R che consiste nell’intenso rispetto che si nutre

IMORE IVERENZIALE

verso persone autorevoli, come ad esempio, i genitori, ecc…

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Appunti di Diritto Privato I - Il Negozio Giuridico

La violenza si distingue anche dal cosiddetto “S P N ”. Nel primo caso il

TATO DI ERICOLO DI ECESSITÀ 9

timore che spinge il soggetto ad emettere la dichiarazione negoziale è provocato dall’altrui

minaccia; nel secondo caso, invece, vi è una situazione psichica di paura determinata da uno

stato di fatto oggettivo nella maggior parte dei casi da forze naturali (incendio).

Se per effetto dello stato di pericolo una persona ha assunto obbligazioni a condizioni inique il

negozio giuridico non è annullabile ma rescindibile.

Perché la violenza sia causa di annullamento del negozio giuridico la minaccia deve

presentare determinati caratteri:

 D , per stabilire se la minaccia

EVE ESSERE TALE DA FARE IMPRESSIONE AD UNA PERSONA SENSATA

abbia il requisito in questione si deve avere riguardo alle circostanze del caso ed in

particolare all’età, al sesso ed alla condizione psicofisica della persona;

 D , ossia maggiore di quello in cui il minacciato incorre

EVE RIGUARDARE UN MALE NOTEVOLE

concludendo il negozio giuridico;

 D , non è tale la minaccia di far valere un proprio diritto.

EVE RIGUARDARE UN MALE INGIUSTO

A differenza del dolo che per avere rilevanza nei contratti deve provenirgli dall’altro

contraente o, quantomeno, essergli noto, la violenza produce l’annullabilità del negozio

giuridico anche se esercitata da un terzo e ciò, perfino, se l’altro contraente sia ignaro della

violenza.

2. LA CAUSA DEL NEGOZIO GIURIDICO.

Secondo elemento essenziale del negozio giuridico è la causa, ossia la ragione economico-

sociale del negozio giuridico stesso.

Essa è unica ed è tipica per ogni negozio giuridico, ad esempio, la causa della

compravendita e lo scambio della proprietà della cosa contro la proprietà di una somma di

denaro ecc…

Ogni tipo di negozio giuridico ha la sua causa. Essa è l’elemento che differenzia i diversi tipi

di negozi giuridici, determinandone la diversità di disciplina giuridica. Per questo motivo

si dice che la causa è tipica.

E’ opportuno a tal proposito distinguere tra:

 , dove la causa è prevista e voluta dalla legge ossia lecita;

NEGOZI GIURIDICI TIPICI

 . Per questi ultimi si pone il problema se siano o meno meritevoli

NEGOZI GIURIDICI ATIPICI

di tutela cioè se la causa sia o meno lecita.

Se risulta illecita, ossia contraria a norme imperative di legge, al buon costume o

all’ordine pubblico il negozio giuridico è nullo.

Ogni negozio giuridico, dunque, deve avere una causa, ciò non esclude, tuttavia, che in alcuni

negozi giuridici gli effetti si producono astraendosi o prescindendo dalla causa la quale resta

per così dire accantonata. Tali negozi giuridici sono comunemente detti “ NEGOZI GIURIDICI

”.

ASTRATTI

Anche nei negozi giuridici astratti la causa ha la sua rilevanza, l’ordinamento giuridico

riconosce tali tipi di negozi giuridici in quanto essi servono a facilitare l’acquisto e la

circolazione dei diritti. Distinguiamo:

 , quella per cui il negozio giuridico nel suo funzionamento resta

ASTRAZIONE SOSTANZIALE

svincolato dalla causa; universitaria.me@libero.it

Appunti di Diritto Privato I - Il Negozio Giuridico

 , essa presuppone che il negozio giuridico sia causale: chi agisce

ASTRAZIONE PROCESSUALE 10

per ottenere la prestazione non ha l’onere di dimostrare l’esistenza e la liceità della

causa, ma chi è chiamato in giudizio deve provarne la mancanza o la illiceità se vuole

sottrarsi alla condanna. L’astrazione processuale si risolve, pertanto, in una inversione

legale dell’onere della prova.

Distinti dalla causa sono i M ossia gli interessi o gli scopi particolari che inducono le

OTIVI

parti al compimento di un dato tipo di negozio giuridico.

Ad esempio, nella compravendita un’acquirente compra il bene perché intende rivenderlo, un

altro perché intende utilizzarlo personalmente, un terzo perché vuole farne un regalo ad un

amico ecc…

Di solito i motivi non sono comunicati alla controparte e non sono né conosciuti né

conoscibili; si ritiene, pertanto, che essi siano di regola giuridicamente irrilevanti.

Il motivo illecito (Tizio acquista un’arma per compiere una rapina) non rende, di regola,

illecito il negozio giuridico.

Tuttavia, vi sono dei casi in cui l’illiceità del motivo rende illecito il negozio giuridico, ad

esempio:

 , . Ad

NEI CONTRATTI QUANDO IL MOTIVO ILLECITO È UNICO E COMUNE AD ENTRAMBE LE PARTI

esempio, ti concedo un finanziamento perché tu possa corrompere un funzionario da

cui ottenere nell’interesse di entrambi un’autorizzazione o altro atto di natura

pubblica.

 , ’ . Ad esempio,

NELLE DONAZIONI QUANDO IL MOTIVO ILLECITO È UNICO E ESPRESSO NELL ATTO

lascio a Tizio un bene per compensarlo dei favori illeciti che mi ha concesso.

N.B. non si deve confondere il negozio giuridico illecito con l’atto illecito, cioè, un

comportamento doloso o colposo che causa ad altri un danno ingiusto.

Il negozio giuridico illecito, essendo nullo, non produce effetti giuridici suoi propri. Il fatto

illecito, invece, produce effetti giuridici ma a carico di colui che lo ha compiuto (ad esempio,

l’obbligo del risarcimento dei danni).

Alla illiceità della causa l’ordinamento giuridico equipara la che ha luogo

FRODE ALLA LEGGE

quando il negozio giuridico costituisce il mezzo per eludere l’applicazione di una norma

imperativa di legge e per giungere un risultato equivalente a quello vietato.

Il negozio giuridico in frode si distingue dal . Infatti,

NEGOZIO GIURIDICO CONTRARIO ALLA LEGGE

mentre nel negozio giuridico contrario alla legge le parti mirano direttamente ad un risultato

vietato nel caso del negozio giuridico in frode le parti mirano ad ottenere un risultato

equivalente a quello vietato dalla norma imperativa.

Il negozio giuridico in frode alla legge si distingue ancora dal in

NEGOZIO GIURIDICO SIMULATO

quanto la simulazione consiste nel dichiarare ufficialmente cosa diversa da quella realmente

voluta; nel negozio giuridico in frode alla legge, invece, la dichiarazione negoziale è

effettivamente voluta ma ha una particolarità finalità antigiuridica.

Dall’altro canto, la simulazione può anche essere ordita per eludere norme imperative di

legge. In tal caso si parla di “S F ”.

IMULAZIONE RAUDOLENTA

La causa del negozio giuridico non può mancare fin dall’origine del negozio stesso

(mancanza genetica della causa). Può, tuttavia, accadere che per vicende successive non

sia più realizzabile il risultato a cui il negozio era diretto (mancanza funzionale della

causa). universitaria.me@libero.it


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Appunti di Diritto privato. Il documento affronta in modo dettagliato i seguenti argomenti: - Definizioni & Classificazioni del negozio giuridico; - Elementi del negozio giuridico; - La Manifestazione di Volontà; - Mancanza di Volontà e contrasto tra Dichiarazione e Volontà; - I Vizi della Volontà; - La Causa del negozio giuridico; - L'oggetto del negozio giuridico; - La Forma del negozio giuridico; - Gli elementi accidentali del negozio giuridico; - Perfezione, Validità-Invalidità, Efficacia-Inefficacia del negozio giuridico.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melyssa-votailprof di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze giuridiche Prof.

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