Nasser – Crisi del Canale di Suez
Nazionalizzazione del Canale di Suez
All'inizio degli anni '50, gli imperi coloniali occidentali stavano vivendo un momento di forte crisi e di debolezza politica nelle proprie colonie in Medio Oriente e in Asia, tanto è che in molti di questi stati sfociarono moti indipendentisti. Un esempio lo troviamo nell'indipendenza indonesiana voluta e proclamata dal presidente Sukarno nell'agosto 1945 o nella massiccia ritirata delle forze anglo-francesi dalla Palestina, terra che stava per accogliere la nascita di una nuova piccola potenza: Israele.
Nel 1952 ci fu in Egitto un colpo di stato contro re Faruk I, organizzato dagli "ufficiali liberi egiziani", un'organizzazione militare che comprendeva tra i massimi esponenti Gamal Nasser, colui che rese libero l'Egitto dal giogo delle potenze straniere (in questo caso, dalla Gran Bretagna, paese che fino ad allora esercitava un grande "soft power" su re Faruk I). Dopo due anni dalla caduta del re, Nasser depose Naghib dopo aver avuto con questo una serie di attriti e lo accusò di avere legami con i partiti comunisti. Naghib venne messo al confino e vi restò fino alla morte di Nasser; Nasser dunque assunse la carica di presidente d'Egitto.
Politica estera di Nasser
Per quanto riguarda la politica estera, Nasser si fece promotore di un piano di riavvicinamento tra paesi arabi, ma a suo malgrado questi non riusciranno mai a coalizzarsi diventando una vera alleanza poiché la maggior parte non accettava il tentativo diplomatico di Nasser di riavvicinarsi ai paesi occidentali e di porsi come "ago della bilancia" tra i due blocchi. Nasser fece leva sui valori morali ed etici universalistici che caratterizzavano (chi più chi meno) i paesi del mondo arabo, tentò di enfatizzare il potenziale che avrebbe potuto avere un'alleanza tra tutti i paesi arabi, ed infine volle coalizzare i paesi arabi verso un nemico comune: Israele.
Nasser era molto contrario allo stato d'Israele poiché non accettava l'idea che uno stato si basasse su precetti religiosi e dogmi teoretici, ma soprattutto perché era indignato al pensiero che molti cittadini arabi residenti in Palestina dovettero migrare ai confini dello stato d'Israele, andando a far nascere o ad alimentare eventuali tensioni tra etnie arabe.
Relazioni con gli Stati Uniti
Gli Stati Uniti sostennero Nasser per "ragioni interne" poiché ebbe un atteggiamento ostile alle forze interne comuniste (dichiarò illegali i partiti comunisti); in sintesi, la situazione di equilibrio politico destata da Nasser favoriva (o poteva favorire) gli americani sul piano economico e geo-politico. Nasser si pose come "ago della bilancia" tra potenze occidentali e paesi arabi.
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