Medio Oriente prima della crisi di Suez
Nel 1948-49 con l'armistizio di Rodi si ha una cessazione delle ostilità circa l'abbandono del ricorso immediato della forza e stabilizzazione del conflitto, ma non è una pace, perché gli arabi considerano Israele illegittimo poiché non sana la violazione dei diritti palestinesi. Dunque, non c'è riconoscimento reciproco tra governi.
Gli USA e GB con il blocco sovietico devono rapportarsi con questa situazione attraverso l'utilizzo o de-potenziamento dello Stato. I Paesi più ricchi hanno interesse a stabilizzare il conflitto perché rischia danni e occupazione; chi non ha interessi investiti nella regione ma vuole crearsi interessi cercherà interlocutori in loco. La fase di ricerca e di equilibrio è molto complicata anche in riferimento allo sterminio ebraico che induce gli ebrei ad emigrare in massa in Palestina.
La Cecoslovacchia sostiene massicciamente con armi e rifornimenti lo stato d'Israele perché c'erano grandi comunità ebraiche radicate con uno spazio nella vita della nazione cecoslovacca, minimizzate dopo il conflitto. La stretta alleanza tra Israele e USA che si consolida a partire dal 1967, non esisteva prima della guerra dei sei giorni, perché gli americani si preoccupano della loro posizione politica in Medio Oriente con i paesi arabi che stanno consolidando la loro indipendenza.
La posizione degli Stati Uniti
Il Dipartimento di Stato era contrario alla nascita dello Stato d'Israele perché avrebbe rotto le forme di collaborazione con gli arabi. L'obiettivo degli USA è di contenere gli effetti negativi di Israele rispetto a una strategia regionale araba. Gli Stati Uniti guardano favorevolmente ai regimi che vogliono tenere buoni rapporti con l'Occidente, ossia Turchia e Grecia che nel 1952 entreranno nella NATO (prima Patto Atlantico), con l'Iran per forti interessi economici, filo-occidentale e nel 1953 ci sarà un colpo di stato contro Mossadegh (rif. CIA) per nazionalizzare le compagnie di estrazione di risorse acquisendo piena sovranità economica.
Questa rivoluzione culminerà nel 1970 con nazionalizzazioni generalizzate e decisione di aumentare il prezzo del greggio. L'Iran è importante dal punto di vista geografico con gli altri Paesi come Pakistan, Iraq, Turchia e si stringerà il Patto di Bagdad che rappresenta un sistema di contenimento avanzato all'Urss e rappresenta la scelta occidentale come via di sviluppo. Nel Sud-Est asiatico viene stipulata un'alleanza politica-economica simile al patto di Bagdad il tutto sostenuto dall'Unione Sovietica.
Gli USA forniranno massicci aiuti economici, finanziari e militari. I regimi arabi conservatori che sono Arabia Saudita (forte partner), Giordania e Iraq, fortemente orientate a Occidente.
La rivoluzione nazionalista in Egitto
Nel 1952 la rivoluzione nazionalista in Egitto e la nascita del panarabismo dal quale si creò la volontà che la comunità araba sia unificata, soltanto la colonizzazione ha definito frontiere artificiali che in prospettiva andranno rimosse per dare maggior respiro ai punti di giunzione fra cui l'appartenenza religiosa oltre che culturale e linguistica.
Questo deve avvenire con un rifiuto di appartenenza a entrambi i blocchi della guerra fredda e vuole una modernizzazione sul piano industriale occidentale e una visione socialista su base egualitaria (no rif. comunismo) socialismo arabo.
Dopo Suez
La presenza di Nasser sta alla base della crisi dell'indipendenza regionale/coloniale e la crisi di Suez segnerà la fine della presenza coloniale. La vittoria politica è di Nasser perché rafforza la posizione di leader del mondo arabo e dei Paesi decolonizzati e gli Israeliani registrano una seconda vittoria militare, distruggendo importanti risorse militari egiziane.
Il ruolo centrale militare fa sì che nel sistema politico israeliano assuma un ruolo fondamentale in quanto il ricorso alla forza sarà lo strumento di politica estere per Israele. Da tutti ciò l'Urss lucra un grande beneficio politico e gli USA si trovano sempre più coinvolti e l'ONU si schiererà per separare l'Egitto e Israele. Il tentativo di evitare la corsa agli armamenti negli anni '50 fallisce miseramente.
La fornitura e ricerca di armamenti diventa fondamentale per lo sviluppo delle relazioni tra Paesi (chi ne possiede di più diventa leader regionale); Israele dal 1960 decide, a fronte della superiorità numerica araba, di procurarsi l'arma nucleare.
Il mondo arabo nella guerra fredda e la guerra fredda araba
La Siria e l'Egitto diventano capofila della componente del mondo arabo che guarda all'Urss. Nel 1957 la Siria passa nella sfera dell'Urss che fornisce sostegno economico e militare; nel 1958 con un colpo di stato viene abbattuto il regime filo-occidentale e si instaura un governo “socialista” con forti legami militari per essere liberi nel ruolo occidentale. Nello stesso anno c'è la nascita della RAU (Repubblica Araba Unita), primo passo al panarabismo. Qui si manifesta la volontà egiziana di egemonia che dimostrerà riluttanza siriana e si scioglierà dopo tre anni.
Arabia Saudita e Giordania (punto d'appoggio fondamentale per l'occidente) e le piccole monarchie del golfo sono tutte filo-occidentali e fondamentali per ragioni energetiche (petrolio) non solo per basi geopolitiche. Nel 1958 ci sarà un'operazione anglo-americana in Libano e Giordania; con la dottrina Eisenhower ci si impegna stabilmente a garantire aiuto in caso un Paese Medio Orientale venga attaccato. L'intervento in Libano è colpa delle manovre siriane e si teme per l'instabilità del governo giordano, attraverso uno sbarco.
Da qui si può parlare di guerra fredda araba perché i Paesi sono conflittualmente divisi anche nelle forme di governo e le repubbliche socialiste invocano una riunificazione araba aprendo una rivalità con le monarchie; si manifesterà nella guerra in Yemen (1962-1967) per cinque anni ove l'Egitto sostiene un movimento socialista e i Sauditi esprimono posizioni antagoniste.
Rispetto a Israele tutti si allineano alle linee che non riconosce lo Stato, rafforzando i governi degli altri Paesi perché l'opinione pubblica è disposta a sacrificarsi e ritardare lo sviluppo per la guerra, ma si capirà che fu una trappola. Il tema del rapporto con Israele ha una valenza interna fortissima. I Paesi arabi non hanno tutti lo stesso sentimento verso Israele; la Giordania collaborerà molto perché condividono l'interesse di reprimere la resistenza in Cisgiordania e allo sfruttamento delle acque del fiume Giordano.
L'Egitto è il paese che soffre di più durante le guerre pur apparendo come capofila dell'opposizione e della ricerca, dunque, di un accomodamento cercando di creare difficoltà a Israele con le vie di comunicazione (vietato il transito nel Canale alle navi dirette a Suez) e si farà protettore dei Palestinesi e della loro causa, promuovendone il riconoscimento internazionale nel 1964, della Palestina come entità separata. Il passaggio terminologico racchiude significati culturali e politici.
Nel 1964 nasce l'OLP (Organizzazione Liberazione Palestina) riconoscendo i vari gruppi con il medesimo obiettivo. (Al Fatah) Per i Paesi arabi, la Palestina sono una risorsa perché dai territori di confine conducono operazioni militari ma rappresentano un problema perché non sono controllabili nelle collaborazioni, innalzando il livello di scontro e Israele esplode.
C'è una forte rivalità fra Siria-Egitto per determinare il vero sostenitore della Palestina e che possiede più armamenti; ci saranno anche momenti di riavvicinamento e nel 1966-67 c'è un patto di mutua difesa egitto-siriano contro Israele che farà esplodere la guerra dei sei giorni. Israele nasce come Paese socialista tanto che la società si mostra con forti legami di collettivismo (es. fattorie condivise), con il partito Mapai; tuttavia negli anni '60 c'è l'avanzata di partiti conservatori e più religiosi (importante) perché nel Mapai il sentimenti di radici religiose e di territorio non sono così presenti.
La questione d'Israele assume sempre più religiosità anche con le forze armate, con progressivo spostamento interno fondamentale per comprendere la politica estera Israeliana.
Guerra dei Sei giorni 1967
L'obiettivo della lega araba, nel 1964, è di eliminare Israele, deviare le acque del Giordano e formare l'Olp. Nel maggio 1967, si attuano delle misure egizio-giordane che chiederanno all'ONU di ritirare le forze al confine e nel giro di una settimana verranno ritirare. Israele si sente lasciato solo dalla comunità internazionale e teme un attacco immediato da parte dell'Egitto.
L'Urss fornisce informazioni di spostamenti ai confini e Israele teme la guerra ecco perché attua la guerra preventiva contro l'Egitto e si decide di estendere anche alla Siria e Giordania; una guerra velocissima grazie alla maggior qualità di armamenti israeliani arrivando a una vittoria Israeliana estendendo la propria occupazione su quattro terreni: Sinai, Stretto di Tiran (accesso da Sud), Striscia di Gaza, Alture del Golan (sorgenti del Giordano) da dove i siriani avevano posizionato i cannoni contro Israele, Cisgiordania, Gerusalemme Est.
Israele avrà una forte posizione strategica geopolitica e di confine nei confronti dei paesi limitrofi; i territori occupati serviranno per negoziare accordi di pace che riconoscano il diritti di esistere come Stato e consentano rapporti.
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