F. Chopin e le mazurke
A volte il riferimento ad "altra musica" è dato dalla consapevolezza di appartenere ad un gruppo etnico come capita con Chopin. Nato nel 1810 a Zelazowa Wola vicino Varsavia si trasferì per motivi di studio in Europa nel 1830 alla vigilia dell'occupazione russa. C'erano già stati dei disordini e la partenza fu più volte rimandata, ma l'11 ottobre, salutato da amici e parenti, Chopin si apprese a partire dopo aver ricevuto una coppa d'argento piena di terra natale come ricordo della Polonia.
Da un certo momento in poi tutta la produzione è dedicata alla sua patria e ciò avviene quando riceve la notizia che la Polonia è stata occupata dalla Russia. Arrivato a Stoccarda infatti riceve una lettera dai genitori che lo pregano di non ritornare in Polonia perché è stata messa sotto assedio. Le notizie erano scarse, la censura apriva le lettere e Chopin si tormentava pensando ai suoi genitori.
Arrivato a Vienna riceve un'accoglienza gelida perché gli austriaci stessi avevano partecipato allo smantellamento della Polonia. Qui fece solo due concerti con mediocre successo. Chopin si sente abbandonato da tutti; inoltre, i due amici che erano con lui tornano indietro a combattere per la loro patria, ma non Chopin che per questo fu accusato di viltà.
Lui si contentava di suonare il pianoforte in città straniere che erano spesso ostili alla causa dei suoi compatrioti. Non era adatto ad impugnare armi, ma come vedremo la sua musica diventa un'arma potente per la causa. Da questo momento l'idea di Patria si unisce al dolore e alla nostalgia.
In lui avviene un processo di depurazione e di filtro che agisce sul ricordo e sulla memoria per cui si ricordano solo le cose belle e non più quelle brutte e la Polonia diviene un luogo mitico e spirituale. La rivelazione del sentimento nazionale, limitato fino a quel momento alla nozione di tradizionale dovere morale, s'impose per tutta la vita come tormento e ferita sanguinante e le sue opere ne sono testimoni immortali, impregnate di espressioni tragiche o meditative, di slanci di speranza verso un avvenire migliore.
I polacchi sono combattivi e fieri, un popolo che non ammette la disfatta ma hanno una malinconia di fondo che deriva dalla consapevolezza che possono perdere ciò che possiedono. Questo aspetto è molto presente in Chopin e lo rende il più dolce dei romantici.
Bisogna aggiungere poi che l'arte per lui ha valori anzitutto spirituali e poi estetici, è fatta di scelte morali e poi estetiche (ideale tipicamente romantico). Il primo brano creato dopo la caduta di Varsavia è lo studio op.10.
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