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Riassunto esame Movimento Umano, prof. Bensi, libro consigliato Lo Sviluppo Psicomotorio dalla Nascita ai 6 Anni, Le Boulch Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Teoria e Metodologia del Movimento Umano, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Lo Sviluppo Psicomotorio dalla Nascita ai 6 Anni di Le Boulch (pubblicato nel 1992). Descrizione delle fasi di sviluppo psico-motorio nel bambino fino ai 6 anni (stadio narcisistico primario, stadio dell'oggetto precursore, stadio dell'oggettività),... Vedi di più

Esame di Teoria e metodologia del movimento umano docente Prof. R. Bensi

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Seconda tappa. Coordinazione dello spazio visivo e dello spazio tattile della mano: inizio

• della prensione (da 4 a 6 mesi). Verso la sedicesima settimana, il seguire visivamente la

mano corrisponde alla prima manifestazione della coordinazione occhio-mano. Questa

coordinazione si compie tra i quattro e i sei mesi; a questa età si può già parlare di

movimenti intenzionali delle braccia, a quattro mesi il bimbo riesce a seguire e ad afferrare

l'oggetto mentre a cinque mesi la prensione diventa volontaria.

Terza tappa. Periodo della manipolazione (dai 6 ai 10 mesi). L'acquisizione della posizione

• seduta e la migliore efficacia dell'organizzazione teleo-cinetica, permetteranno il

perfezionamento delle due componenti del movimento di prensione: l'avvicinare la mano e

la presa dell'oggetto.

A sei mesi l'avvicinamento è laterale. La spalla è la sola articolazione mobile, la prensione è

palmare e a questo stadio esiste l'intenzionalità di afferrare ma resta da acquisire ancora la

coordinazione motoria.

A sette/otto mesi l'avvicinamento è meno laterale perché il gomito diventa più mobile e la

presa dell'oggetto avviene con l'aiuto del pollice.

Tra il nono/decimo mese la prensione acquisterà le caratteristiche definitive relativamente

alla coordinazione. L'avvicinamento diventerà diretto e avviene mettendo in azione la spalla,

il gomito, le articolazioni del pugno e della mano. Il bimbo potrà afferrare oggetti sempre

più sottili, scoprirà la terza dimensione grazie alla nozione di rilievo e della profondità e,

parallelamente, l'accrescimento della forza muscolare gli permetterà di portare, spingere,

incrociare e strappare.

Quarta tappa. L'accesso alla padronanza delle prassie. Dopo i dieci mesi la funzione di

• aggiustamento del bambino gli permetterà di moltiplicare le sue possibilità di azione.

Imparerà ad aprire le scatole, ad afferrare oggetti con il pugno e a gettarli successivamente.

L'evoluzione della locomozione. L'avvio della locomozione inizia verso i 9 mesi

a 9 mesi il bimbo può strisciare per poi passare al cammino a carponi,cosa che lo porta alla

• coordinazione degli arti inferiori e superiori. Si manifestano inoltre le attitudini statiche

degli arti inferiori che lo aiutano a sollevarsi dal suolo.

Tra i 9 e i 10 mesi potrà tenersi in piedi a lungo.

• Verso gli 11 e 12 mesi potrà spostarsi lungo un appoggio, lasciare la presa di un oggetto per

• prenderne un altro.

Dai 12 ai 14 mesi entrerà nel periodo della locomozione. La realizzazione dei primi passi

• indipendenti esige una coordinazione indispensabile: l'equilibrio generale. Questo è ancora

precario ma grazie all'esercizio del cammino diventerà sempre più stabile.

B) L'esplorazione dell'ambiente

Condotte esploratrici e bisogno di esplorazione

Nel bimbo di quindici mesi una delle attività fondamentali è l'esplorazione. La condotta esplorativa

è una risposta globale dell'organismo ad una nuova situazione, è quindi la novità o il carattere

insolito dello stimolo a determinare il comportamento. Le attività esplorative non sono specifiche e

traducono bisogni di informazione e di stimoli nuovi. Queste condotte possono essere spiegate con

il supporto di vigilanza, il quale si divide in due parti:

funzione aspecifica di vigilanza diffusa, si esprime con un comportamento organizzato

• partendo dagli stimoli discriminati per il loro carattere di novità.

Funzione specifica, è il carattere adattativo e grazie ad essa l'organismo sceglie nel suo

• ambiente lo stimolo che corrisponde ai suoi bisogni del momento.

Condotta di esplorazione ed acquisizione delle prassie

Una prassie è un insieme di reazioni motorie coordinate in funzione di un risultato pratico, essa

rappresenta dunque un insieme organizzato per il conseguimento di uno scopo. Fin da quando ha

inizio l'attività intenzionale si affacciano le prime prassie e la locomozione ne moltiplica la

possibilità di acquisizione grazie alla condotta esplorativa.

In presenza di un oggetto sconosciuto, il bimbo applicherà a turno gli schemi che egli già conosce

ed un certo grado di accomodamento permetterà il loro impiego per la soluzione del nuovo

problema. Questa sensazione di schemi, che conduce alla scoperta di una nuova prassie è la

manifestazione dell'attività dei centri nervosi sub-corticali. Il loro ruolo consiste nel selezionare e

nell'integrare le informazioni che risultano dall'attività esercitata sull'oggetto e nel confrontarle con

una serie di approssimazioni e di correlazioni successive con i mezzi già conosciuti.

Evoluzione dell'attività prassica e percezione

Percezione dell'oggetto

A 18 mesi l'attività sensorio-motoria ha staccato il bambino dai rapporti con la madre e gli ha atto

scoprire l'esistenza degli oggetti e la loro permanenza. La nozione di oggetto viene acquisita quando

questo è divenuto “indipendente e durevole”. La permanenza di questo si acquisisce quando il

bimbo prende coscienza della sua esistenza, cioè quando si trova fuori dal suo campo percettivo ma

si ha la coscienza che è comunque presente. A questa età il bambino eccederà ad uno spazio che

comprenderà una realtà indipendente dagli oggetti che in esso si trovano. La costruzione

dell'oggetto è dunque inseparabile da quella dello spazio, del tempo e della casualità. L'elaborazione

dell'oggetto, per conseguenza, è solidale con quella dell'universo nel suo insieme.

Percezione dello spazio

Lo spazio del bambino, dai 18 mesi ai 3 anni, non ha il carattere del nostro. Una volta

individualizzati, gli oggetti verranno messi in relazione tra loro e lo spazio del bambino resterà

legato a questi. La sua costruzione dello spazio può avvenire soltanto partendo dalle intuizioni più

elementari.

Il rapporto più elementare e quello della vicinanza, in un primo tempo gli elementi devono essere

vicini per essere integrati nello stesso insieme, poi la loro vicinanza potrà progressivamente

estendersi a zone più vaste.

Un secondo rapporto elementare è quello di separazione, due elementi vicini possono

interpenetrarsi e quindi possono essere confusi, grazie alla manipolazione si potrà ristabilire un

rapporto di separazione.

Il rapporto d'ordine o di successione parziale permette al bambino una certa stabilità nella

disposizione relativa alle diverse parti di un oggetto o di oggetti diversi nel suo ambiente. Questo

rapporto è ugualmente utile per valutare vari tipi di spostamento, come l'apertura e la chiusura di

una porta.

Il rapporto di avvolgimento permette al bambino di situare un elemento tra altri due, qualcosa

all'interno di un altra cosa, su di una superficie, poi in uno spazio tridimensionale come, ad

esempio, una scatola.

L'attività sensorio-motoria del bambino, che gli permette di variare i punti d vista sulla realtà, di

confrontare, di trasporre e di effettuare spostamenti diversi, trasformerà progressivamente l'universo

percettivo del bambino e lo farà evolvere in una certa forma di coerenza. L'atteggiamento

dell'ambiente familiare è fondamentale perché il bimbo possa svolgere efficacemente la sua

funzione di aggiustamento, che determina l'acquisizione delle prassie più comuni.

C) Psicomotricità e funzione simbolica

La funzione simbolica non è una funzione psicomotoria ma ha le sue radici nell'attività

sensorio-motoria e risulta strettamente legata allo sviluppo psicomotorio. Ne deriva che

l'educazione psicomotoria rappresenta una situazione privilegiata che agevola il manifestarsi ed il

primo sviluppo dell'azione simbolica. È caratterizzata poi da tre tipi di condotta:

il linguaggio.

• Il disegno o linguaggio grafico.

• Il gioco simbolico o di finzione.

Gli inizi del linguaggio

L'acquisizione del linguaggio è preparata dall'insieme dei modi di espressione e poi di

comunicazione mimo-gestuale utilizzati dal bambino per stabilire relazioni con il suo ambiente

umano e più in particolare con sua madre.

Il periodo del prelinguaggio

Il bambino dispone geneticamente di tutti i mezzi per cercare il contatto con l'altro e per

rispondergli. Già a due mesi risponde alle attenzioni dei familiari con tutta una serie di gesti e di

espressioni mimiche che sono in unzione delle sue caratteristiche tonico-motorie. L'impulso vocale

si svilupperà secondo un meccanismo simile alla trasmissione gestuale, ma con un ritardo di

qualche mese. È il periodo del prelinguaggio: all'inizio si tratta di un esercizio di meccanismi

vocali, così come si erano esercitati i meccanicismi gestuali.

Il grido è più un segnale, per coloro che circondano il bimbo, che un mezzo di comunicazione. Tra i

due e i tre mesi lui emetterà suoni di una grandissima varietà che non hanno nulla a che vedere con i

suoni del linguaggio: rumori di lingua, di labbra, di gola ed altri suoni frequenti sono dovuti alle

circostanze di un'invenzione ludica. Tali manifestazioni preverbali di fonazione non sono in sé degli

elementi di comunicazione perché il bimbo è ancora privo di intenzionalità;possono tuttavia

esprimere un certo stato di quiete e di sazietà, fuori dal periodo del sonno.

A partire dai sei/sette mesi appare il balbettio, vera vocalizzazione, processo di autostimolo legato

allo sviluppo del controllo uditivo dell'articolazione dei suoni. Il bambino rileverà rapidamente che

le sue emissioni vocali provocano delle reazioni nel suo ambiente e se ne se servirà per esprimere i

suoi bisogni, anche in questo caso non si tratta ancora di linguaggio con un vero valore di

comunicazione.

Il periodo linguistico

Il periodo linguistico comincia tra i dodici e i quindici mesi ed è caratterizzato dall'utilizzazione

delle prime parole. Inizialmente i primi elementi del linguaggio non sono compresi ed anche più

tardi non sono utilizzati fuori dal contesto situazionale; inoltre uno stesso elemento serve a

designare situazioni diverse. Il linguaggio dunque non ha ancora assunto la sua autonomia in

rapporto alle situazioni nelle quali è implicato.

Soltanto tra un anno e mezzo e i due anni i segni sonori, una volta differenziati dai loro significati,

permetteranno di evocare oggetti o situazioni non presenti.

All'inizio, dunque, la percezione dell'oggetto o della situazione vissuta produce la parola; più tardi,

la percezione della parola provocherà l'evocazione dell'oggetto o della situazione attraverso la

rappresentazione mentale. Quando il simbolo verbale sarà divenuto un vero segno sonoro, il

bambino eserciterà davvero la sua azione simbolica.

L'apporto del linguaggio nello sviluppo psico-motorio

Le prime parole comprese ed utilizzate dal bambino corrispondono alla denominazione di oggetti

familiari che hanno per lui un significato affettivo. Il linguaggio in via di acquisizione è costituito

da un numero limitato di elementi lessicali che aumenta lentamente fino ai due anni. Il bambino

quindi, dispone di pochi termini per esprimere la diversità delle situazioni nelle quali si trova; da

qui viene la necessità di usare lo stesso vocabolo per designare più situazioni o un insieme di

situazioni, questo è chiamato “polisemia”. Alla fine del secondo anno l'evoluzione consiste nel poter

designare un azione con una parola e quindi accedere all'utilizzo del verbo.

Fino a questo momento il bambino costruiva il suo spazio psico-motorio grazie ai progressi

simultanei della psicomotricità e della percezione; ora è realizzato grazie all'associazione che può

verificarsi tra il linguaggio e la rappresentazione immaginata. Da questo momento l'interazione tra

il bimbo e il suo ambiente diverrà progressivamente un'attività verbalizzata.

Linguaggio e funzione di aggiustamento

L'utilizzo del linguaggio corrisponde all'apprendimento attraverso prove ed errori, chiamato

apprendimento per “insight”,cioè attraverso l'improvvisa scoperta di nuovi mezzi in una situazione

o un problema. L'utilizzazione del linguaggio per simbolizzare la situazione cercata è preceduta

molto spesso dall'utilizzo di gesti simbolici, che favoriscono la rappresentazione nascente. Tali gesti

simbolici sono spesso frutto dell'imitazione poiché, alla fine del secondo anno, i giochi di

imitazione hanno una grossa influenza sullo sviluppo della funzione di aggiustamento. Il linguaggio

rafforza considerevolmente l'interiorizzazione e diviene dunque, un elemento essenziale

nell'evoluzione della funzione di aggiustamento; questo aiuto, offerto dal linguaggio, si ritrova sul

piano dell'evoluzione della percezione.

L'apporto del linguaggio nello sviluppo percettivo

Di fronte ad un oggetto sconosciuto, il bimbo scopre le sue proprietà con un esplorazione e che può

essere ricondotta a degli atti immaginari che moltiplicano le sue possibilità. Il repertorio delle azioni

e dei tipi di informazione che ne derivano viene organizzato secondo classi di proprietà, che portano

ad un arricchimento percettivo, la cui fissazione esige il simbolo verbale. L'utilizzazione del

linguaggio appare come un trasferimento di dati sensoriali immediati, ad un nuovo sistema di

referenze, rappresentato dal quadro delle parole, delle espressioni, delle frasi che il bambino ascolta

attorno a sé.

Ogni parola, ogni espressione ricoprono una categoria di percezione relativamente ben definita; il

linguaggio diviene così un vero quadro nel quale si tenta di fare entrare tutto. Progressivamente,

nella percezione, la parola o le parole vengono alla mente e prendono il posto dei dati sensoriali

immediati

Sviluppo psicomotorio ed arricchimento del linguaggio

Se l'utilizzazione del linguaggio è una fonte di pregresso sul piano della percezione e dell'azione,

l'evoluzione psicomotoria ha invece dei risvolti nel campo del linguaggio. Dopo i due anni può

apparire un parallelismo tra le strutture grammaticali e quelle dell'attività del bambino. Il passo

compiuto che porta dalla parola alla frase è quello dello sviluppo della parola nel tempo. Perciò

anche qua la fissazione nel linguaggio dell'esperienza del successivo è una condizione

dell'evocazione dello scorrere del tempo, la cui rappresentazione mentale di ciò che segue, è il

luogo di incontro degli oggetti.

Il Bambino Alla Scoperta Del Proprio Io

Alla fine del periodo del corpo vissuto, il bambino riconosce il suo corpo come un oggetto. Fino a

questo momento lui chiamava sé stesso usando la terza persona; ora comincia ad usare i pronomi.

A) Dall'unità organica al riconoscimento della propria personalità

Dopo la nascita l'universo percettivo resta spezzettato, l'unità dell'essere si traduce in relazioni

tonico-posturali e motorie globali, persino coordinate. Il comportamento allora si organizza sotto

l'influenza degli stimoli esterni e soprattutto nella relazione con la madre. Quando il bimbo

riconosce l'immagine materna scopre che la soddisfazione dei suoi bisogni diventa un oggetto

esterno a lui. Successivamente, attraverso le esperienze razionali, scoprirà la diversità delle persone

del suo ambiente. Tra i 15 e i 18 mesi finisce il periodo sensorio-motorio e viene acquisita la

permanenza dell'oggetto, così si svilupperà l'esperienza motoria intenzionale. Con l'attività prassica

il bambino scoprirà la sua esistenza e conquisterà la sua unità attraverso l'esperienza vissuta di un

corpo efficace.

B) L'esperienza dello specchio

Quando il bambino si trova di fronte allo specchio comincia ad esplorare quel corpo estraneo posto

di fronte a lui. Così arriverà alla conclusione che il corpo che sente è lo stesso che percepisce in

modo confuso allo specchio.

C) Conclusione

A tre anni l'aspetto prassico del comportamento è già perfetto e continua a perfezionarsi al ritmo

dello sviluppo della funzione di aggiustamento. Il bambino a questa età riconosce il suo corpo come

oggetto e le urgenze dell'adattamento al mondo esterno sono state risolte grazie alla funzione di

aggiustamento. Indicazioni Educative:

Dalla Nascita Ai Tre Anni

A) Ruolo dell'ambiente familiare nello sviluppo del bambino

Le tappe dello sviluppo del bambino hanno una base genetica, ma le potenzialità innate si attuano

solo se il neonato cresce in un ambiente favorevole. Questo ambiente deve essere fatto sia di stimoli

di natura fisica sia da una presenza umana calorosa. L'affettività deve essere guidata dalle migliori

condizione per soddisfarli.

Funzioni parentali e sviluppo del bambino

L'ambiente familiare dovrà soddisfare:

i bisogni fisiologici del bambino.

• I bisogni affettivi e di comunicazione.

• I bisogni di sicurezza e di stabilità.

• I bisogni cognitivi.

• I bisogni linguistici.

Condizioni socio-culturali dell'esercizio delle funzioni parentali

Queste condizioni, nel corso degli ultimi decenni, si sono un pochino evolute. Secondo lo schema

della famiglia tradizionale la funzione parentale, nei primi anni, era assicurata esclusivamente dalla

madre. Attualmente, poche madri occupano tutto il loro tempo per i figli, ma si dividono tra questi e

gli impegni professionali; il padre, per alleggerire il compito della madre, partecipa alle cure del

neonato.

La relazione tra la madre ed il figlio si basava essenzialmente sull'alimentazione al seno che,

attualmente, sta diventando sempre più rara nelle nostre culture. Nella maggior parte dei casi, dopo i

due mesi, l'alimentazione al biberon sostituisce quella al seno, invece, tra i due e i sette mesi,

l'importanza dell'alimentazione materna è massima sul piano dell'intensità degli scambi affettivi.

B) Scambi madre-neonato, fino ai due mesi

Durante lo stadio narcisistico primario, la totalità dei bisogni fisiologici ed affettivi del bambino

deve essere incondizionatamente soddisfatta. Il suo sviluppo è in funzione diretta con

l'atteggiamento materno.

La ritmicità delle poppate

Nella poppata, l'atteggiamento migliore consiste nello scoprire una certa ritmicità. È necessario

essere attenti ai bisogni del bambino e scoprire i ritmi per arrivare a regolarli con elasticità.

Relazione corpo a corpo e dialogo tonico

Il bambino, per svilupparsi, ha bisogno di stimoli umani ed è proprio il contatto cutaneo a svolgere

un ruolo essenziale nella relazione madre-figlio. Per questa ragione l'alimentazione al seno è

preferibile a quella del biberon. Altri momenti importanti nella relazione corporea sono: il bagno, i

baci e le carezze che accompagnano il coricarsi del bambino. Il risultato è l'instaurarsi di un tono

che oscilla tra uno stato di tensione moderata, che corrisponde al bisogno, ed uno stato di

rilassamento, che è manifestazione di piacere.

L'equilibrio della madre condiziona l'equilibrio emotivo del figlio. Tale equilibrio non dipende tanto

dalle reazioni coscienti della madre, quanto dal suo vissuto inconscio che fa si che lei sia distesa o

irritata.

C) Ruolo della madre nello sviluppo dell'attitudine alla comunicazione

Fin dal secondo mese, nello stadio dell'oggetto precursore, il bimbo manifesterà un evidente

interesse per l'ambiente umano e più particolarmente per le persone che gli sono intorno. In questo

stadio di sviluppo non solo il contatto corporeo, ma anche e soprattutto quello visivo è alla base

dello scambio.

Ruolo specifico della madre

La madre, che sin dalle prime settimane cerca uno scambio con il figlio e di entrare in

comunicazione con lui, diviene ogni giorno più abile a decifrare i bisogni del figlio e a soddisfarli.

Il bambino comincia a riconoscere questa compagna privilegiata e a distinguerla da un altro

interlocutore.

La madre e i giochi socievoli del figlio

La madre, con il suo modo di guardare il figlio, di sorridergli, di parlargli, di toccarlo e di muoverla,

rappresenta uno stimolo che ne provoca gli atti espressivi e socievoli. Contrariamente a quanto si

crede non è il bimbo che imita la madre ma al contrario, è lei che emula il figlio, facendo eco alle

sue espressioni mimiche e verbali.

Anche il ritmo dei movimenti della madre deve adattarsi al ritmo del bambino, realizzando un vero

scambio tonico sincrono.

Attraverso la relazione con la madre, il bambino attua l'esperienza vissuta della comunicazione in

un ambito di sicurezza. Questa esperienza lo stimolerà a generalizzarlo progressivamente nel suo

ambiente umano. Così, verso i 5 cinque mesi, il bambino diventerà un essere socialmente attivo

cercando un contatto con quelli che gli si avvicinano.

D) Ruolo della madre nell'esperienza della frustrazione

A 8 mesi

Dopo la scoperta dell'immagine materna, il bambino sperimenta la frustrazione quando,

assentandosi, lei si distacca da lui. Un atteggiamento affettuoso ma anche fermo, dovrà permettere

al bimbo di accettare progressivamente tale ripartizione di affetto senza drammi. È il periodo in cui

il bambino passerà progressivamente della poppata all'alimentazione con il cucchiaio. La suzione

del pollice è indizio che le esperienze di frustrazione sono state troppo brutali.

A 12 mesi il bambino deve talvolta impedire a sé stesso di agire

Tra i dodici e i quindici mesi il bambino è capace di differire un gesto necessario per afferrare un

oggetto che lo attrae. Egli diviene capace di comprendere il significato del “no” come simbolo della

disapprovazione materna.

L'apprendimento della pulizia

Questo apprendimento può avvenire solo a partire dai quindici mesi poiché si deve tenere conto dei

fattori di maturazione che permettono al bambino di controllare intenzionalmente gli sfinteri striati.

A due anni egli potrà essere asciutto di giorno mentre dai tre sarà capace di esserlo anche la notte.

L'educazione del controllo sfinterico deve essere effettuato in un clima di sicurezza, di affetto, di

preferenza con la madre verso la quale il figlio ha totale fiducia.

E) Ruolo dell'ambiente familiare nell'acquisizione delle prassie e nella scoperta del mondo

degli oggetti

L'azione educativa precedente. L'attività prassica propriamente detta

In questo stadio l'obbiettivo è di favorire la maturazione con la creazione di un ambiente stimolante.

A questo scopo, il bimbo deve essere posto a contatto con un certo numero di oggetti perché la sua

motricità si eserciti. Se la madre realizzerà con suo figlio dei giochi sociali, l'insieme degli scambi

sensoriali sarà messo in gioco e servirà come punto di partenza per le reazione motorie del bimbo.

In particolare questi scambi madre-figlio miglioreranno:

la coordinazione oculo-maculare.

• Lo stimolo visivo che avvia il gioco delle reazioni toniche necessarie all'orientamento della

• testa nel seguire visivamente un oggetto.

Inoltre: il disporre le mani ad una certa distanza dal viso del bambino agitando le dita provoca il

• riflesso di prensione.

Il porre alla sua vista oggetti diversi in posizioni varie ne avvia la capacità di prensione.

• Il facilitare la manipolazione di oggetti vari posti in prossimità del bimbo permette di

• affinare la coordinazione normale.

Il contributo dell'ambiente

Le prassie alimentari

A partire dai 15 mesi il bambino potrà dedicarsi all'acquisizione delle prassie in rapporto con

l'alimentazione. Verso i due anni egli avrà acquistato la sua autonomia e saprà mangiare e bere da

solo. Per ottenere ciò, la madre, dovrà essere paziente e tollerare gli errori iniziali, dovrà

valorizzarne i successi e attirare l'attenzione, in caso di bisogno, sugli errori.

La locomozione

Bisogna dare al bambino la possibilità di strisciare e di muoversi, perciò bisogna preparargli uno

spazio adatto. L'esperienza di locomozione e di esplorazione del suo spazio più vicino comincia

attorno ai nove mesi.

Ruolo della madre nella scoperta degli oggetti e nell'esplorazione dell'ambiente

La scoperta dell'oggetto libidinale (7-8 mesi) precede la scoperta degli oggetti materiali. In questa

fase intermedia, il bimbo, si trova di fronte ad un mondo estraneo; la madre deve svolgere il ruolo di

oggetto rassicurante e facilitante, che incita il figlio a tentare le sue esperienze. Un atteggiamento

improprio della madre sarebbe certamente all'origine di molta insicurezza e inibizione per il

bambino. Lo Sviluppo Motorio Del Fanciullo Di Tre Anni

Il fanciullo di tre anni deve avere una motricità spontanea armoniosa; i suoi spostamenti non creano

più problemi, l'equilibrio è assicurato, la coordinazione braccia-gambe è acquisita e questa motricità

è perfettamente ritmica. Egli sale le scale ed ha acquisito molta abilità sul piano oculo-manuale:

beve da solo senza versare il liquido, tiene il cucchiaio e la forchetta tra il pollice e l'indice. Ha

inoltre acquisito un buon controllo dello sfintere ed è capace di spogliarsi da solo.

A) Spontaneità e movimento

Una delle caratteristiche essenziali dei gesti, dei movimenti e degli atteggiamenti del bambino di

“scuola materna” è la spontaneità e la naturalezza. Sulla base di questa spontaneità motrice, che si

manifesta nell'esplorazione, il fanciullo sperimenterà e continuerà ad arricchire il suo bagaglio

prassico. In questo stadio di sviluppo le esplorazioni del bambino sono dirette da un'intenzionalità

che è cosciente del fine da realizzare.

Egli dispone dunque di una vera e propria memoria del corpo, carica di affettività e da essa

orientata, che dipende dalle sue esperienze riuscite vissute precedentemente e valorizzate

dall'adulto.


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Riassunto per l'esame di Teoria e Metodologia del Movimento Umano, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Lo Sviluppo Psicomotorio dalla Nascita ai 6 Anni di Le Boulch (pubblicato nel 1992). Descrizione delle fasi di sviluppo psico-motorio nel bambino fino ai 6 anni (stadio narcisistico primario, stadio dell'oggetto precursore, stadio dell'oggettività), indicazioni educative (il ruolo fondamentale della madre) fino all'evoluzione del corpo in età prescolare.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze motorie, sportive e della salute
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tommserra di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e metodologia del movimento umano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Bensi Roberto.

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