Le prime esperienze psico-affettive: il bambino alla scoperta dell'altro
Stadio narcisistico primario: dalla nascita ai due mesi
Fino ai due mesi è dominante il processo di maturazione. Lo sviluppo avviene in funzione di due fattori: la maturazione e l'esercizio funzionale. Nel corso dello stadio fetale, lo sviluppo è sorretto dal determinismo della maturazione programmata geneticamente, il cui dinamismo resta poco modificato dall'ambiente circostante. Alla nascita persiste il determinismo dei fenomeni di maturazione, ma essi sono arricchiti attraverso il ruolo stimolante dell'ambiente.
Nel corso della vita intrauterina
Attraverso la maturazione le strutture, da potenziali, diventano funzionali e l'esercizio che ne risulta determina una nuova maturazione e la rivelazione di nuove strutture. Lo studio delle sequenze del comportamento dai tre ai sei mesi ci fa assistere al passaggio del feto dal periodo neuro-motorio al periodo sensorio-motorio. Alla motricità spontanea e diffusa subentra un'organizzazione progressiva che permette un migliore adattamento delle risposte muscolari alle condizioni esterne. A rendere possibile questa preparazione all'ambiente esterno sono:
- Sensibilità cutanea: le prime risposte muscolari si hanno attorno all'ottava/nona settimana come reazione delle eccitazioni cutanee. Queste stimolazioni sono efficaci soltanto se fatte sopra la bocca.
- Sensibilità uditiva: l'universo del feto di otto mesi è fatto di una musica sorda, animata dai battiti cardiaci, dai rumori intestinali e dalla voce materna.
- Sensibilità visiva: al settimo mese la retina presenta già la struttura che avrà nell'adulto, tuttavia la visione maculare, che esige un'attività motoria visiva molto elaborata, si sviluppa solo dopo la nascita.
La rottura dell'equilibrio dopo la nascita
Per il bambino la nascita è un vero dramma psicologico che provoca angoscia, come una sorta di trauma. Sul piano della motricità, invece, la nascita non ha un'influenza particolare poiché il movimento rimane fino ai due mesi di tipo sub-corticale come nel feto. Perciò si ha un comportamento dominato soltanto dai bisogni organici e ritmato dall'alternanza tra l'alimentazione ed il sonno. In questo stadio i gesti non sono orientati e somigliano più a delle crisi motorie che a movimenti coordinati. Questi spasmi sono spesso accompagnati da grida che traducono sensazioni di bisogni che sono, dal bambino, percepiti come privazioni.
La capacità motoria del neonato
Due grandi sistemi intervengono per modulare l'attività motoria e quindi per modificare il tono:
- Cervelletto: il cui ruolo consiste nel preparare la muscolatura alle diverse attività.
- Ipotalamo: che è l'insieme delle ghiandole endocrine e fa variare il tono muscolare in funzione dei grandi bisogni dell'organismo.
Osservazione del comportamento spontaneo
Il bambino si muove dunque in maniera spontanea e non controllata, si può notare:
- Postura: i quattro arti sono sempre in flessione; se il bimbo sta disteso e si effettua una rotazione cefalica laterale si può osservare come vi è una modifica del tono muscolare degli arti: le braccia e le gambe si distendono del lato facciale e si flettono dal lato occipitale. Questo movimento è chiamato riflesso tonico asimmetrico del collo.
- Attività di massa: interessa tutta la muscolatura, è una motricità anarchica, esplosiva e disadattata, essa sembra rispondere a stimoli interocettivi.
- Attività segmentaria: è bilaterale e asimmetrica. Questa attività è dovuta principalmente alle correnti elettro-toniche intrinseche dei neuroni midollari. Queste correnti possono essere rinforzate attraverso le stimolazioni esterne fatte sui recettori cutanei. I movimenti osservati con più frequenza sono: estensione e flessione degli arti, incrocio dei piedi e ripristino della posizione di partenza, la mano che a volte si chiude con dentro il pollice e a volte si apre a ventaglio.
I riflessi arcaici
I riflessi arcaici sono caratteristici dei primi due mesi di vita. Rappresentano una serie di reazioni innate caratterizzate dalla modificazione della distribuzione tonica. Il punto di partenza per questi riflessi è sia propriocettiva, sia esterocettiva (soprattutto cutanea). Essi sono coordinati dal midollo che svolge il ruolo di centro di comando. Tra i riflessi arcaici ricordiamo:
- Marcia automatica: se si mantiene il bambino sostenendone il torace, con la testa leggermente china in avanti ed i piedi che toccano il suolo, si osserva una estensione degli arti inferiori per arrivare meglio al suolo, è il riflesso di estensione. Se invece incliniamo il tronco in avanti si può osservare come gli arti inferiori si spostino alternativamente in avanti con movimenti lenti, regolarmente alternati e ritmati.
- Riflesso di prensione: la stimolazione del palmo della mano provoca i seguenti fenomeni: la chiusura di questa, il mantenimento in tensione dei flessori, se l'osservatore solleva le sue mani si nota come il bambino rimanga appeso aumentando la tensione a tutti i flessori delle braccia e dell'avambraccio.
- Riflesso di moro: quando il bambino dalla posizione seduta cade all'indietro il cambiamento di angolazione della testa in rapporto al tronco scatena il riflesso di moro dove si notano tre componenti: estensione, abduzione delle braccia ed apertura delle mani. Il tutto accompagnato da un grido.
Gli automatismi vitali
Assicurano la sopravvivenza del neonato perché tengono sotto la loro dipendenza le funzioni metaboliche in rapporto con la respirazione e l'alimentazione. Se alla nascita questi automatismi sono funzionali significa che i meccanismi neuro-motori dei quali dipendono sono stati oggetto di esercizio già prima della nascita. Gli automatismi vitali sono due:
- Automatismo respiratorio: verso i cinque mesi si possono notare delle contrazioni ritmiche del torace che vengono chiamati movimenti respiratori di Ahlfeld. Queste provocano un flusso ed un reflusso di liquido amniotico nella trachea.
- Automatismo di suzione: prima dei sette mesi il neonato ha la capacità di succhiare e inghiottire ma non può alimentarsi tramite suzione. Questo può avvenire solo dall'ottavo mese grazie alla sinergia funzionale della muscolatura labiglosso-faringea.
Esperienze sensoriali dopo la nascita
Dopo la nascita, mentre la funzione muscolare attraversa una fase di rallentamento, l'arrivo nell'ambiente areato moltiplica la quantità e la qualità delle stimolazioni sensoriali.
L'evoluzione della stimolazione visiva
Il sistema visivo è doppio, esiste una funzione ambientale che concerne l'insieme della retina e della sua visione periferica, il movimento e l'eccitazione specifica. Al contrario, la visione focale, la cui sede è la macula, è una visione molto discriminata delle forme. Alla nascita il livello di sviluppo di queste due forme è ineguale, mentre la retina è perfettamente funzionante, la fovea è imperfetta e in essa è presente solo una fila di coni, già al quarto mese, questa regione maculare presenterà tre file di coni che saranno anche aumentati di lunghezza.
L'occhio deve maturare sotto diversi aspetti prima di avere una funzione visiva ottimale
a) Impulso oculo-motorio:
- Accomodamento: ha lo scopo di modificare la curvatura del cristallino in modo tale che la proiezione retinea dello stimolo sia netta sulla fovea. Solo entro i 20 cm di distanza vengono proiettati sulla retina. Già dal secondo mese vi sarà un netto miglioramento dell'accomodamento ma sarà dal terzo mese e mezzo che raggiungerà la sua massima efficacia.
- Convergenza binoculare ed il riflesso di fissazione: lo stato di “sveglia attenta”, che consiste in movimenti periodici accompagnati da deboli movimenti del corpo, appare subito dopo la nascita. Solo dopo la seconda settimana si potranno osservare i movimenti oculari spontanei più frequenti i quali possono essere provocati anche grazie alla stimolazione luminosa. Nell'evoluzione della fissazione dell'occhio si distinguono sei stadi:
- Una rudimentale fissazione appare nel primo giorno, questa è monoculare a condizione che lo stimolo sia vicino.
- Verso il quinto giorno appare una fissazione maculare stabile.
- Si ha una fissazione monoculare dominante seguita dall'adeguamento convergente del secondo occhio.
- Alternanza di dominanza.
- Alla quarta settimana il bimbo diventerà capace di seguire lo stimolo, qualunque sia la distanza, senza essere però capace di mantenere su di esso lo sguardo in modo continuo.
- Alla quinta settimana lo sguardo seguirà, senza fallire, lo stimolo con una perfetta fissazione sostenuta.
I movimenti oculari di fissazione, dunque, si svilupperanno secondo la sequenza: fissazione monoculare, dominanza monoculare, alternanza di dominanza e infine fissazione binoculare.
b) Reazioni al calore: alla nascita i bambini sono sensibili ad alcune differenze di lunghezza d'onda delle radiazioni luminose. Rivolgono più attenzione agli oggetti colorati che a quelli grigi e sono invece più attratti da oggetti bianchi e neri piuttosto che a quelli a tinta unita.
La funzione uditiva
I rumori complessi rappresentano stimoli efficaci per il bimbo. Egli ha risposte più per i suoni a bassa frequenza (gravi) che per quelli ad alta frequenza (acuti), inoltre si orienta in relazione a un suono sufficientemente intenso.
Esperienze sensoriali dopo la nascita
Questi ricordano soprattutto la soddisfazione dei bisogni alimentari e del sonno.
Alimentazione del neonato
Questo comportamento presenta quattro fasi legate tra loro:
- Risveglio comportamentale, rappresenta una pulsione endogena corrispondente ad un bisogno biologico creato da condizioni energetiche dell'ambiente interno; l'ipotalamo, che è il centro nervoso, permette l'adattamento del comportamento allo stato fisiologico presente.
- Comportamento tonico-emozionale, il gioco di interazioni tra l'ipotalamo ed il sistema reticolare attivatore del mesencefalo, si tradurrà in scariche toniche che diventeranno sempre più intense.
- Facilitazione sensoriale selettiva, è un'attività che torna a privilegiare elementi dell'informazione che provengono dall'ambiente e che permettono di giungere alla soddisfazione del bisogno biologico.
- Influenza modulatrice esercitata sul funzionamento dei circuiti di rinforzo, questo comportamento alimentare mette insieme i parametri implicati nella soddisfazione dei bisogni: il fattore interno alla motivazione, il fattore esterno che provoca il comportamento, uno o più automatismi necessari allo svolgimento del comportamento, le componenti affettive che vi sono legate.
Il sonno del neonato
Il sonno del neonato è inizialmente dominato da motivazioni istintive, in particolare da quelle della fame. Alla tensione succede, dopo una poppata, uno stato di soddisfazione che provoca ipotonia e sonno. Il sonno dunque, rappresenta il risultato di un'esperienza soddisfacente. Il sonno del neonato è irregolare e si regolarizza solo tra il primo ed il secondo mese di vita. Si conoscono due tipi di sonno:
- Il sonno lento, vi sono onde corticali lente e può essere sia profondo che leggero.
- Fase paradossale del sonno, ha attività rapide corticali, costituito da movimenti oculari e da un rilassamento muscolare completo. Il ruolo di questa parte del sonno è di preparare, organizzare e programmare le sequenze comportamentali ponendo a confronto i dati recenti acquisiti con le acquisizioni precedenti, anche innate.
La prima manifestazione di comunicazione si manifesta come ricerca del contatto cutaneo ma non appena il livello dei sensi uditivi e visivi inizia a maturare, il neonato cercherà attraverso questi di comunicare. Il bimbo, nonostante la vista non sia ben sviluppata, è particolarmente stimolato dalla figura di un adulto che con il suo sguardo e le sue inflessioni di voce ne attirano l'attenzione. Nello stadio narcisistico primario, dunque, i contatti con l'ambiente umano giocano un ruolo fondamentale per lo sviluppo in condizioni favorevoli.
Stadio dell'oggetto precursore: da due a sette mesi
Lo stadio dell'oggetto precursore è uno stadio di transizione tra la situazione narcisistica iniziale del soggetto e il costruirsi dell'oggetto. In questo periodo il bimbo rapporta la soddisfazione del bisogno ad una causa a lui esterna. Egli vive sé stesso come “il ricevente e l'emittente di fenomeni emotivi” che non si esprimono più soltanto con una semplice scarica tonica, ma con un vero aggiustamento mimico e posturale.
Universo percettivo del neonato fino allo stadio oggettuale
Il terzo mese costituisce una tappa chiave nella maturazione bioelettrica del neonato che vede apparire la prima organizzazione spazio-temporale. In particolare si stabilisce una differenziazione tra l'attività motoria e l'attività percettiva ed una certa forma di memoria gli permetterà, inoltre, di avere l'anticipazione del piacere o del dispiacere, fonte di arricchimento del suo linguaggio espressivo. Il bimbo è un essere la cui unità si esprime attraverso il carattere globale della sua motricità. Dopo il primo stato di simbiosi, nel corso del quale il mondo era aderente al suo corpo, grazie alla sensibilità cutanea, egli vive in seguito spazi parziali legati a ciascuno dei campi percettivi che hanno ritmi di maturazione diversi. Questi sono:
- Stato boccale, è legato al bisogno alimentare e si associa allo spazio olfattivo e a quello tattile della mano. L'associazione di questi diversi dati sensoriali permettono al figlio di scoprire meglio le caratteristiche materne. I dati relativi allo spazio uditivo sono poco numerosi ed il bimbo rimane sensibile al carattere mimico e melodico della voce umana.
- Spazio visivo del bambino, la visione ambientale dà un bimbo uno spazio continuo dove si stagliano forme-segnali alle quali lui reagisce in base alle sue esperienze affettive. Il bambino diventa capace di interessarsi su una forma-segnale e questa attività, intorno ai sei mesi, diventerà intenzionale ed assumerà un carattere di stabilità.
L'universo affettivo del bambino fino agli otto mesi
L'immagine materna non viene ancora riconosciuta, ma il corpo del bimbo ha una tale esperienza vissuta della madre che quando qualcun altro si occupa di lui, prova una certa insoddisfazione. A partire dai tre mesi il comportamento della madre svolge un ruolo essenziale.
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