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2) Seconda tavola: le cose si concretizzano, L’altissimo dà istruzioni precise a Mosè: che il

popolo si purifichi e non superi i limiti delle pendici della montagna.

3) Terza tavola:Mosè è accreditato come rappresentante del popolo presso Dio che gli

manifesta la sua fiducia e quindi si vede investito da un ruolo di mediatore.

4) Quarta e quinta tavola: Mosè è risalito sul Sinai e al termine di un lungo conciliabolo con

Dio ne riporta le parole e le leggi.

5) Sesta e settima tavola: rottura tra Dio e popolo, Dio cessa di pensare al popolo e si mette a

scrivere le leggi in modo unilaterale. Dio redige la legge senza lasciare più spazio né al

popolo né a Mosè.

6) Ottava e nona tavola: periodo di latenza necessario per cicatrizzare le piaghe e permettere

alla diplomazia di compiere la propria opera. Viene piantata una tenda in zona neutra.

7) Decima tavola: ultima ascesa di Mosè per rinnovare l’alleanza.

Tutto questo per dire che ogni formulazione di legge unilaterale si espone ad un insuccesso (il

vitello d’oro), infatti il popolo d’Israele rimpiangendo la schiavitù si costruisce questo vitello

d’oro a simboleggiare un contratto senza legge, e le prime Tavole di Dio una legge senza

contratto, solo la discussione, la mediazione porterà alle tavole effettive accettate e condivise

da tutti (Dio e popolo). Concludendo la legge dialogica procede con alleanza preliminare e

contratto accettato perché si dia autonomia ai soggetti ma eteronomia (volontà estranea ai

soggetti) alla legge.

IN PRINCIPIO ERA IL GIUDICE

Di tutti i temi giuridici trattati dalla letteratura quello del giudice, del giudizio, del processo,

della condanna è certamente il più ricorrente. Il processo è il diritto in azione, è la vita ogni

volta diversa, che interroga la legge. Gli storici del diritto pensano che il giudice fosse la figura

giuridica originaria. L’Orestea di Eschilo è una trilogia che racconta del passaggio della

vendetta alla giustizia.

L’ “ORESTEA” O L’INVENZIONE DELLA GIUSTIZIA

Scritta nel 460-459 a.C., l’Orestea di Eschilo è la sola trilogia tragica che l’antichità ci abbia

tramandato. La storia di Oreste si divide in tre opere: Agamennonoe, Le Coefore, Le Eumenidi.

L’Orestea racconta le aporie della legge del taglione e, in alternanza, la sperimentazione della

giustizia umana che sa integrare la dimensione del perdono e fare la scommessa della

deliberazione: in definitiva Oreste, il matricida, sarà finalmente assolto. Le tre opere sono

molto diverse tra di loro in quanto ognuna rappresenta un passaggio da uno stato di vendetta

ad una forma sempre più democratica di giustizia. Infatti si legge l’Orestea come un passaggio

dal genos aristocratico alla polis democratica, ma questa trilogia non si riduce al solo passaggio

dalla vendetta privata alla giustizia pubblica. Il registro giuridico viene messo in rapporto con 4

temi:

1) Attuazione del tribunale dell’Areopago e quindi concorso attivo di demos e aristocrazia

2) La natura religiosa, la concordia civile ha senso solo se si appoggia su un armonia di livello

superiore, alleanza anche tra dèi.

3) Responsabilità individuale, si sottrae la nozione di colpa all’idea di follia, errore. Si tiene

conto poco per volta dei motivi individuali e delle colpe soggettive.

4) La parola e la liberazione della stessa: la giustizia si appellerà poco per volta a una parola

dialogica e argomentata.

Passiamo ora all’analisi delle tre opere:

AGAMENNONE

In Agamennone si racconta della legge del taglione: per regolare i conti con Paride che aveva

rapito Elena, Agamennone parte alla volta di Troia, sacrifica sua figlia Efigenia per assicurarsi la

benevolenza degli dèi. Argo, la città di Agamennone è regnata da Clitennestra la quale medita

la vendetta contro lo stesso marito,colpevole di aver ucciso la figlia. Eschilo sottolinea nel testo

i molti intrecci amorosi(la madre di Agamennone che ha relazione con il cognato Tieste, la

stessa Clitennestra ha una relazione con Egisto, figlio di Tieste) è come se Eschilo volesse

sottolineare che è da queste condotte personali che nascono quelle incomprensioni che

portano alla vendetta personale distruggendo così l’armonia della convivenza pacifica. La voce

dominante è, innegabilmente, quella della giustizia del taglione, le allusioni al taglione sono

numerosissime associate alla personificazione delle orrende Erinni che devono assicurare la

vendetta alla parte offesa. Il taglione è presentato sotto estrema chiarezza dal coro delle Erinni

esso:

1) Si applica al colpevole e ai suoi discendenti

2) Può essere scatenato dalla violazione, non veramente intenzionale, di divieti impliciti, di

tabù più o meno scuri( es: Clitennestra farà calpestare il tessuto di porpora al marito per

sfidare gli dèi)

3) Si esegue tanto con atti giudiziari quanto sotto la forma di disgrazie naturali.

Nella logica del taglione, ogni delitto è interpretato come la giusta e necessaria vendetta di un

misfatto precedente, occorre quindi mantenere nella memoria la somma dei misfatti passati,

perché determinano meccanicamente il futuro.

Comunque ci si chiede se la responsabilità del sacrificio di Ifigenia fosse solo di Agamennone o

attribuita agli dèi, lo stesso è per Clitennestra che viene spinta dalla voce vendicativa degli

antenati. In tutto questo si nota una reticenza a parlare, come se ognuno, depositario di

terribili segreti di famiglia, si chiudesse in una sorta di omertà, la famosa legge del silenzio che

accompagna proprio i regolamenti di conti che interessano parecchie generazioni.

“ LE COEFORE”( sono schiave, portatrici di libagioni ossia cerimonia di offerta agli dèi per

calmare l’ira dei defunti)

Questa seconda opera racconta la storia di un uccisione, quella di Clitennestra. Si nota una

congiura dello spirito vendicatore di Agamennone con il coro delle Coefore, Elettra e suo

fratello Oreste(figli di Agamennone) Elettra e le Coefore chiedono vendetta, in fondo le

libagioni di Clitennestra non potevano calmare il risentimento dei morti, Oreste afferma che è

lo stesso Apollo ad inviarlo a vendicare il padre, lo stesso Oreste preparerà un discorso per la

sua difesa . Il linguaggio degli “attori” delle Coefore è più esplicito, non si ricorre ad antifrasi.

Qui si apprende che certi delitti ammettono una compensazione finanziaria, altri invece non

possono essere soddisfatti da questo accomodamento( è il caso di omicidio del proprio

sangue), si vede anche la parte attiva che viene attribuita allo spirito del morto (il caso delle

libagioni), inoltre il delitto viene assimilato a una vera e propria sconcezza fisica che infetta per

contatto tutto ciò che avvicina.

“LE EUMENEDI” o la vendetta superata

Nella terza parte l’interesse si focalizza sulla sorte delle Erinni notiamo:

1) Cambiamento di luogo, da Argo a Delfi e poi ad Atene come se questa fosse solo il modello

delle città virtuose

2) Cambiamento di orientamento temporale, fine della vendetta e proscioglimento di Oreste

3) Trasformazione spettacolare del registro della parola, non più imprecazioni tradizionali ma

parola dialogata e persuasiva

4) Imputazione degli atti con accento alle responsabilità personali

5) Rivoluzione teologica, l’antica spartizione delle divinità olimpiche è abolita, viene attuata

una nuova logica civica.

L’importanza di questa terza opera è data dall’istituzione del tribunale dell’Aereopago, dalle

inchieste di argomentazioni, dal proscioglimento in caso di parità di voti (Atena si schiererà a

favore di Oreste perché si appella al principio dell’importanza del padre su quello della madre

in quanto nell’antica Grecia essa era considerata solo il vaso depositario del seme maschile). Si

istituisce quindi un processo dove tutti hanno diritto alla parola:Oreste difeso da Apollo, le

Erinni che difenderanno la loro posizione di vendicatrici e non accennano a nessun tipo di

perdono, Atena che con una maestria invidiabile riesce a mediare i conflitti sorti durante il

processo con la potenza della persuasione, infatti, ella dopo numerosi tentativi riuscirà a

persuadere le Erinni affidando loro un posto ad Atene come vigilante della giustizia e le stesse

da Erinni si trasformano in Eumenidi. Le Eumenidi illustrano il successo della scommessa

contro la violenza, un superamento della giustizia sulla vendetta che per tutta la trama

dell’Orestea era impersonificata dalle Erinni sino all’epilogo finale, le stesse Erinni che

trasformatesi in Eumenidi avranno sempre il compito di incudere terrore ma questa volta sarà

un terrore salutare poiché è necessario per la convivenza tra tutti, in quanto l’opera di giustizia

presuppone sempre una dose di violenza (oggi chiamata pena)

ALTRE OPERE:

SOFOCLE: “ ELETTRA” e “AIACE”

Elettra viene descritta come una figura selvaggia, tutto il peso della determinazione della

vendetta è assunto da Elettra: la vendetta occupa tutto lo spazio e si confonde con il

compimento della giustizia; non c’è parola pubblica, l’epilogo consiste nella celebrazione della

vendetta.

AIACE invece rappresenta la condanna della vendetta senza appello, Aiace commetterà un

crimine, passa al fil di spada il bestiame degli Atridi e sarà Ulisse appellandosi alla

comprensione ad evitare ad Aiace la morte. Rifiutandosi di rispondere ad un oltraggio con un

altro oltraggio, l’uomo greco si emancipa via via dal taglione e s’inventa una nuova concezione

dell’onore.

EURIPIDE: “Elettra” e “Oreste”

La condanna della vendetta divina e la presa di distanza nei confronti della vendetta (umana)

sugli eroi è molto netta. La vendetta cessa di essere concepita come il mezzo necessario per

restaurare l’onore perduto e per reintegrare uno statuto sociale negato. Comunque è presente

la condanna a morte per questi tipi di delitti, infatti per Euripide Oreste ed Elettra devono

essere condannati alla morte o per lapidazione o trafitti da una spada. La storia si arricchirà di

avvenimenti: Elettra ed Oreste vanno ad uccidere Elena e a prendere come ostaggio la figlia

Ermione per poterla barattare con la propria liberazione. La differenza tra le Eumenidi di

Eschilo ed Elettra di Euripide :

1) Eumenidi : si istituisce la città; Elettra: si compra il popolo

2) Eumenidi: diritto ispirato ad un codice d’onore; Elettra: si manipolano gli interessi personali

3) Eumenidi: si mescolavano i voti degli dèi con quelli degli uomini; Elettra:si dissociano i

tribunali, si contrappon gono due verdetti contraddittori

4) Eumenedi: si assumevano degnamente le sentenze del destio; Elettra: ricatto e ritorsione.

Come se Euripide non credesse più alla possibilità di un giudizio secondo giustizia.

ARISTOFANE : “le Vespe”

Qui c’è una messa in discussione della giustizia popolare, in causa è l’eccitazione processuale

della folla, la giustizia non era disinteressata perché i giurati percepivano un compenso. La

figura primaria è quella di Filocleone che istituisce un tribunale nella propria abitazione.

IN PRINCIPIO ERA LA MIA COSCIENZA

La protesta spontanea è quella che ci fa affrontare il diritto dal suo lato negativo,

nell’obiezione di coscienza è il soggetto stesso che si impegna, si mette a rischio per sostenere

le proprie convinzioni. Quando il soggetto nell’affermare le proprie convinzioni si riferisce( ieri

agli dèi oggi alla dignità) il diritto si trova in una posizione scomoda e si riferisce anche alla

coscienza. La libertà di coscienza non vale solo per le idee accolte con favore ma anche per

quelle che destano inquietudine. Le rivoluzioni moderne sono state fatte in nome di questa

libertà di coscienza, sacralizzata in diritto fondamentale, questa libertà viene rafforzata dal

diritto d’azione riconosciuto agli individui, di modo che la validità delle leggi appare provvisoria

e condizionale, sospesa a quei ricorsi che la coscienza individuale del diritto ispira alle parti in

causa e all’eco che troveranno presso i giudici. Quando si combatte l’oppressione si ha una


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ninja13

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Istituzioni e mutamento sociale del professore D'Alessandro.
Gli appunti sono una sintesi dell'origine all'immaginario giuridico, con analisi dei più grandi autori di tutti i tempi: MOSE’,ESCHILO,SOFOCLE.
Forte lo studio dell'origine della legge in ambito religioso, che poi si espande a tutti gli altri contesti della vita sociale.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ninja13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni e mutamento sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof D'Alessandro Lucio.

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