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Attraverso un uso particolare delYadynaton («uccidere i morti») il poeta chiede di superare gli
La lezione dei caduti odi e le divisioni di parte, che ancora insanguinano la vita politica e civile italiana. Il sacrificio dei
caduti è stato così inutile. Ben diversa è la lezione che possono trasmettere, e riguarda la possibi- ;
lità stessa di salvare e continuare la vita. Ma bisogna raccogliersi in silenzio per poter ascoltare ;
La barbarie la loro voce, «l'impercettibile sussurro». A differenza del testo precedente, il "gridare" è visto qui i
come il segno di una barbarie che penetra con crudele tenacia nella storia, accanendosi oltre lo :
strazio della morte, in una follia che sembra non avere fine. Ad esso si contrappone la muta pre- ;
senza dei morti, come un ultimo messaggio di chi può ancora testimoniare in favore della dignità
dell'uomo. Si veda, in proposito, Spagnoletti: «Come l'erba, così i morti ci vivono accanto, ma nes-
suno s'accorge della loro presenza. Vedete qui, e nel verso successivo: il poeta ha già identificato
la crescita dell'erba con il sussurro impercettibile dei morti. Quel prato felice che si disegna agli >
occhi del lettore, quel prato che è felice perché l'uomo non vi passa, ci dice abbastanza bene che i i
morti hanno cominciato ad abbandonarci, è cessata ogni corrispondenza fra noi e loro. Onde l'am-
monimento del poeta, la sua irritazione e il malinconico sgomento di tutta la poesia». Le esorta- i
La tradizione zioni (con la ripetizione insistita del v. 2) si richiamano alla tradizione della poesia civile e, in par- [
della poesia civile ticolare, a quella di Foscolo, proprio per quanto riguarda l'insegnamento dei «sepolcri» e dei de-
funti, al quale è affidata la speranza nell'immortalità (v. 4: «se sperate di non perire»). In queste
forme esortative, si assiste anche a una più aperta e dispiegata volontà di canto, che induce Un- i
garetti a recuperare le misure tradizionali del verso.
TO-100
PROPOSTE DI LAVORO
Dopo aver individuato le ca- Confrontare l'immagine del-
la guerra che emerge da
ratteristiche della metrica,
del lessico e dei temi pre- Non gridate più (T100) con
quella presente nei testi trat-
senti in questi due componi- ti da\\'Allegria (JJ8Q, 90,94).
menti, riflettere sulle diffe-
renze esistenti tra questi due
testi e quelli appartenenti al-
le raccolte precedenti.
ulta
Nasce a Genova il 12 ottobre 1S96», sesto figlioji_GiusfìppinR Ricci o rii Dnmmiffyphp è titola-
J»-foj] j ^giuLdJ picEola ditta commerciale. Frequenta le scuole tecniche, ottenendo
una
nel 1915 il diploma Hi ragioniere Prende intanto lezioni di canto; che interromperà alcu-
ni anni più tardi, rirnj nei ando a^una_carriera per la quale era particolarmente dotato, ma con-
tinuando a nutrire una profonda paasinnf perJajnusica. Dopo aver partecipato alla Nontale
400 ra mondiale con il grado di sottotenente, qttH^gQ v-appnrtj diamicizia con i poeti liguri Angelo
Barile, Adrìano Grande e C_amjiln ShjjFjWrn, di cui recensisce Trucioli nel 1920. Tra il 1922 e il
1923 frequenta, nella villadi Monterosso (La Spezia) dove trascorreva le vacanze, la giovane
Anna degli Uberti, che canterà nelle poesie con il nome di Annetta-Arletta. Nel 1922 esordisce
anche come poeta su «Primo tempo», la rivista fondata da Giacomo Debenedetti. Entra così in
rapporto con il gruppo gobettiano torinese, pubblicando sul primo numero del «Baretti» (gen-
naio 1925) il saggio Stile e tradizione, importante non solo come testo programmatico, ma an-
T ii.rn11ìihnravflnfir i che per capire i fondamenti della sua poesia. In sintonia con Gobetti, Montale rifiuta le
esperienze d'avanguardia, comprese quelle da cui era partita la ricerca ungarettiana,_n-
badendo l'esigenza di HJQ «sfnryn verso la semplicità e la chiarezza», che riscopra prima ditut-
^oiTsenso del «limite»; la conquista di uno «stile» è legata soprattutto a un «lavoro inutile e
inosservato», risolvendosi in una maturazione etica di «coscienza e onestà». Ma questo pro-
getto, come vedremo, non ha nulla di grettamente tradizionalistico. La pronta apertura degli
interessi intellettuali è confermata dall'Omaggio a Italo Svevo, un articolo apparsosùl
me» che segnala per la prima volta in Italia l'importanza dello "scrittore triestino, sino ad al-
lora praticamente ignorato. Il 1925 registra, nella biografia di Montale, altri importanti av-
venimenti: prgssfo le edizioni di Piero Gobetti esce la prima raccolta di versi. Ossi di sep-
s» ossi di seppia___ gin; Mnntalp firma il mar^fosto degli intellettuali antifascisti redatto da Benedetto^roce
(cfr. T54). ÈJ'egpressione di un netto dissenso^ civile e politico, nei confrontLdefe4itta-
tura. che vedrà Montale Condurre un'esistenza schiva e appartata negli anni del fasci^
smo; ma è anche la spia di un atteggiamento più generale, che anche in seguito terrà lontano
il poeta da ogni forma di partecipazione e di militanza politica attive, considerate indifferen-
ti ed estranee rispetto all'impegno intellettuale e poetico (si veda in proposito il T114, Picco-
lo testamento).
Dopo aver iniziato la collaborazione a «Solaria» e ad altre importanti riviste, ai primi del
1927 si trasferisce a Firenze, per lavorare come redattore nella casa editrice Bemporad; nel
1929 sostituisce Bonaventura Tecchi alla direzione del Gabinetto letterario Vieusseux (verrà
dispensato dall'incarico nel 1938, perché non iscritto al partito fascista). Nel 1933 avviene l'in-
contro con Irma Brandeis (la Clizia di alcune note poesie), che penserà poi di raggiungere ne-
gli Stati Uniti, senza tuttavia realizzare il progetto. Nel 1939 appare la sua seconda raccolta
Le occasioni poetica, Le occffl.sio?Mjresso Einaudi, un altro editore di "opposizione". Avvia intanto, an-
che per sopperire alle esigenze economiche, un'intensa attività di traduttore, e non solo di poe-
sia: collabora con altri scrittori al progetto di Americana, promosso da Vittorini, e pubblica nel
1942, sempre presso Bompiani, la sua magistrale traduzione della Storia di Billy Budd di Mei-
ville. Dal 1939 vive con^rusilla Tanzi, che diventerà, 511 a mnglip «nln nel 1962 e verrà noi can-
tata in poesia con il nomignolo di Mopcq. Nel 1943 esce a LugancL-Der interessamento di Gian-
franco Contini (uno dei suoi critici più attenti e acuti), la prima serie delle poesie diFinisterre^
tabu/era cbejpnflmranno poi nella terza raccolta, La bufera e altro, pubblicata da Neri Pozza nel
1956. Djpo aver ospitato nella sua casa Umberto Saba e Carlo Levi, perseguitati per motivi^
razziali, fa parte del CLN tnacarm P ai iapn'w al Partito H'Arirmp r.qn AlpgganrlrftJBonsanti. Ar^
turo Loria e Luigi S^rav^Hi, "* " i i Q4.5 il quindicinale «II Mondo», che cesserà le pubbli-
fnr a Q
cazioni nell'ottobre dell'anno successivo.
Nel 1948, trasferitosi a Milano, imziaTgTsua definitiva attività di redattore presso il «Cor-
riere della Sera»; ad essa si aggiungerà, nel 1954, l'incarico di critico musicale per il «Corriere
d'Informazione». Nel medesimo 1948 pubblica il Quaderno di traduzioni, in cui interpreta, tra-
ducendoli, alcuni dei maggiori poeti antichi e moderni, soprattutto di lingua inglese (da Shake-
speare a Blake, fino a Yeats, Pound, Eliot). Nel 1956, pochi mesi dopo La bufera e altro, esce
presso il medesimo editore la raccolta di prose Farfalla di Dinard. Altri volumi di articoli e di
saggi saranno Auto da fé (1966), Fuori di casa (1969) e Sulla poesia (1976), nel quale Montale
riunisce i suoi interventi di critica e di poetica. Dopo un lungo silenzio, pubblica nel 1971 pres-
so Mondadori i versi di Satura, che segnano una svolta di rilievo nello sviluppo della sua
e le ultime raccolte ricerca poetica (il volume comprende anche gli Xenia - così venivano chiamati gli epi-
grammi che si recitavano durante le feste dell'antichità -, dedicati alla memoria della moglie
e usciti nel 1966 in un'edizione di soli cinquanta esemplari). Su questalinea la produzione sue-
Scrittori tra le due guerre 401
cessiva prosegue intensamente, dando luogo alle successive raccolte Diario del '71 e del '72
tl973) e Quaderno di quattro anni, uscito nel 1977. Nel medesimo anno Mondadori pubblica
n e pnggitt^rììi^POTiirg'prpggn Einaudi l'edizione critica intitolata L'operain
versi (1980), a cura di Rosanna Bettarini e Gianfranco Contini. Nel 1975 Montale riceveva, ul-
fl Premio Nobel" timo fra gli scrittori italiani, il Premio Nobel per la letteratura, pronunciando, presso l'Ac-
SI]
cademia di Svezia, il discorso È ancora possibile la letteratura? Pochi mesj^ima jILuiujihij (a
1
Milano, il 12 settembre 1981) erano usciti I mjfj • (da Bonsanti a Pannun-
zio), a cura di Giovanni Spadolini, p Altri remi e pnmic disperar, a cura di Giorgio Zampa. Nel-
lo stesso anno vede la luce, postuma, la raccolta degli scritti musicali, Ramo alla SeaLa, a cu-
ra di Gianfranca Lavezzi.
muBUffc. La parata e 11 significalo della poesia
Le poesie degli Ossi di seppia, scritte a partire dal 1916, si segnalano subito per il timbro di
Originalità una risentita originalità, che nasce non da un rifiuto esterno della tradizione, ma da una
e tradizione sua intimajjfi " " - Si potrebbe addirittura parlare, senza attriBuìre al termine"
lgh rn7l pa
nessun significato limitativo, di una sorta di compromesso, che corrisponde alle ragioni di una
coscienza poetica nuova e profonda. Se si pensa che nel medesimo 1916 Ungaretti pubblicava
if «Mffrfpnap II porto sepolto, si avrà subito