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Esercizio di lettura su Auguste Rodin

La porta dell'inferno (1880-1917)

Auguste Rodin (pronuncia Rodèn) visse durante gli anni di rinnovamento della scultura, insieme a Merdardo Rosso, rompendo le regole tradizionali. Rodin fu un divo dell’arte del suo tempo. L’opera "La porta dell'inferno" è in scala architettonica e non ci lavorò continuamente. Dal 1900 al 1917 il lavoro si concentra più sulla collocazione ideale, poiché la realizzazione pratica inizialmente ipotizzata fallisce. Il 1917 è l’anno della sua morte.

La vita di Auguste Rodin

Rodin nacque a Parigi nel 1840, in un'epoca in cui la fotografia si era già affermata. Prima e più di Picasso, è l’autore che ha più musei dedicati a lui e alle sue opere, essendo uno degli artisti più celebrati del mondo.

Ritratto di Auguste Rodin

  • Emile-Antoine Bourdelle, "Ritratto di Auguste Rodin", 1910, Parigi, Musée Bourdelle: Busto scolpito da uno dei suoi più affezionati allievi. La lunga barba bianca è fedele alla realtà, mentre l’acconciatura dei capelli è fatta in modo da rievocare le corna della sapienza. L’intenzione dell’allievo era di rappresentare il maestro in modo che ricordasse, attraverso la sua reale fisionomia, anche quella di Michelangelo e del Mosè di Michelangelo.
  • Jessie Lipscomb, "Ritratto di Auguste Rodin", 1887, Musée Rodin, Parigi: In questa fotografia Rodin appare con una lunga barba non ancora bianca e il naso schiacciato. La foto è costruita dal punto di vista ritrattistico, con l’artista riflesso in una specchiera con cornice in gesso e sullo sfondo s’intravede il modello in gesso della porta dell’inferno. La cornice è decorata per ricordare l’inizio di Rodin, che si occupava di decorazioni.

Formazione e carriera di Rodin

Rodin non aveva avuto una formazione accademica, ma l’abilità nello scolpire il marmo non era più fondamentale come lo era ai tempi di Vela. Rodin creava i modelli in gesso e dei collaboratori si occupavano di lavorare il marmo. Il processo di fusione era delegato, rendendo così lo scultore più prolifico. A differenza di Merdardo Rosso, che non voleva delegare nulla, Rodin aveva una grande abilità plastica. Si formò alla scuola d’arti decorative, dove dimostrò le sue doti.

Rodin lavorò come esecutore di modelli e poi iniziò ad affermarsi anche all’estero, lavorando in Belgio come scultore di decorazione. Cercò di mostrare le sue opere nei saloni.

L'uomo dal naso rotto (1863-64)

"L’uomo dal naso rotto" è una testa in bronzo molto realistica, realizzata negli anni del realismo. Sembra un frammento di qualcosa di antico, residuo di una qualche scultura più ampia che invece non esiste. Questa caratteristica frammentaria è data dal fatto che non è un busto, ma solo la testa.

Rodin spiegò che il modello era un facchino, un personaggio umile scelto dall’artista per la sua fisionomia marcata. Somiglierà anche all’artista stesso in età avanzata. Riprende anche la fisionomia di Michelangelo; estrema è infatti la somiglianza con "Ritratto di Michelangelo" di Daniele da Volterra, Parigi, Louvre, opera che probabilmente Rodin aveva avuto occasione di vedere durante il suo viaggio in Italia.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

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