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Valeria Raffa FILOLOGIA ROMANZA

Modulo A

Il latino “Salviamo la lingua più parlata del mondo”

di Salvatore Settis (giornalista di Repubblica)

del 10 agosto 2016

Precisazioni sul latino:

l’autore non si riferisce al latino ecclesiastico (fino al 1967 la messa nelle nazioni cattoliche era tenuta in lingua latina,

patrimonio di comprensione da parte dei soli sacerdoti e non del pubblico dei fedeli, che non capiva la struttura della

lingua, ma era allenato a comprendere il senso della celebrazione che si svolgeva), già lontano erede del latino

classico, ovvero la lingua degli autori (es. grandi opere della latinità giunte sino a noi grazie soprattutto all’attività dei

copisti medievali, perlopiù monaci, all’interno delle scriptoria).

Il latino come lingua più parlata al mondo non concerne nemmeno il dominio classico, ovvero quello dei pochi

filologi classici o la lingua di Cicerone.

Allora perché il latino viene considerato la lingua più parlata al mondo?

La lingua della quale si parla è la derivazione del latino, ovvero il latino delle lingue romanze:

*

il latino si è incarnato nelle varie lingue romanze con le sue trasformazioni storiche (es. l’italiano, ne è la

continuazione, quindi è il latino parlato oggi in Italia). [*L’aggettivo romanzo è sostituto dell’aggettivo neolatino]

Nel mondo di oggi…

• Spagnolo 500 milioni di parlanti (come lingua materna, secondo al mondo dopo il cinese).

• Portoghese 230 milioni di parlanti (10 milioni in Portogallo, 220 milioni tra Brasile e ex-colonie portoghesi).

• Francese 100 milioni di parlanti (Francia, Belgio, Africa).

• Italiano 65 milioni di parlanti.

• Romeno (rumeno) 35 milioni di parlanti (Romania, zone a nord della Grecia).

Totale: 930 milioni di parlanti latino

Ma… il latino sarebbe la seconda lingua più parlata al mondo.

Perché Settis parla di lingua più parlata del mondo?

1. Anche le lingue minori possono essere considerate come continuazione del latino.

2. Il latino ha una presenza capillare anche al di fuori dell’ambito romanzo: “nessuna lingua più del latino ha

mostrato tanta forza di penetrazione in altri sistemi linguistici”.

Es. l’inglese, terza lingua più parlata al mondo con 350 milioni di parlanti materni, presenta il 58% del lessico

derivante dal latino o da lingue neolatine (specialmente dal francese); questo fenomeno vale per tutte le lingue

europee.

Es. parole di matrice greca, come filosofia (philophia), si sono diffuse universalmente, in gran parte, per il

tramite del latino.

Es. la parola “persona” di origine etrusca diffusa universalmente attraverso il latino.

FILOLOGIA ROMANZA

Filologia (S) + romanzo (A)

* Filologia slava

Il termine filologia slava si riferisce allo studio dei testi prodotti nelle lingue slave (russo, polacco, ceco, slovacco, sloveno,

serbo-croato, bulgaro…), i quali postulano un’origine comune delle lingue nel protoslavo.

* Filologia germanica

Studia le lingue germaniche (inglese, tedesco, neerlandese, svedese, danese, norvegese, islandese…) in quanto si postula che

siano la continuazione del protogermanico o germanico comune.

Nel caso della filologia romanza non si ricorrere all’aggettivo “proto”, poiché le lingue romanze sono derivate dal

latino, ben presente ancora tra di noi attraverso i suoi eredi (letteratura, grammatici, scuole).

L’aggettivo romanzo indica una continuazione medievale del latino, ma anche moderna e in parte contemporanea, che

è divergente, in quanto dal latino si sono ramificate le lingue romanze, i dialetti e le singole parlate dei singoli paesi.

Il latino, lingua dell’antica Roma, era un dialetto dell’antico italico, presente inizialmente nel Lazio e poi diffuso

grazie ai successi politici e militari in quello che è stato l’impero romano Da questa lingua sono derivate le lingue

romanze.

Nel Medioevo, nel Rinascimento e qualche volta anche più tardi, questi idiomi (lingue) erano detti volgari, cioè lingue

parlate dal popolo, contrapposti al latino, patrimonio delle persone colte. Dal latino deriva una miriade di idiomi, la

cui estensione geografica va dall’Atlantico meridionale all’Adriatico, continuando, oltre l’area delle lingue slave

meridionali, nel territorio della Romanìa. Per processi diversi, da alcuni di questi idiomi si sono formate delle lingue

letterarie, a molte delle quali è stato poi riconosciuto in Età moderna lo status ufficiale di lingua nei relativi paesi.

Oggi, queste sono:

• nell’area ibero-romanza portoghese

galego

spagnolo o castigliano

catalano

• nell’area gallo-romanza francese

• nell’area italo-romanza italiano

romancio

• nell’area romanza orientale romeno (o rumeno)

L’elenco non esaurisce il numero delle lingue oggetto del nostro studio, che, non essendo limitato al presente, si

estende anche a varietà usate nel passato, che a volte hanno goduto di grande prestigio, mentre oggi hanno

un’importanza minore o sono addirittura estinte.

- Il primo caso è quello del provenzale (o occitanico), la prima lingua romanza ad avere un largo e splendido uso

letterario in quello che oggi è il Mezzogiorno della Francia, e che allora era chiamato Provenza.

- Il secondo caso è rappresentato dal dalmatico, parlato un tempo sulla sponda orientale dell’Adriatico, e che aveva

anche un certo uso scritto.

A queste lingue non è stato riconosciuto lo status di lingue vere e proprie, non nel Medioevo, quando questo concetto

non poteva ancora esistere, ma nemmeno in Età moderna, quando diversi fattori storici, politici e sociali sono

intervenuti a modificare la distribuzione linguistica originaria e hanno provocato la perdita di prestigio della lingua

(come nel caso del provenzale) o addirittura la sua scomparsa (come nel caso del dalmatico).

LE LINGUE ROMANZE

Lingue della penisola iberica

• 

Portoghese nato in Galizia

• 

Spagnolo lingua principale del regno di Spagna; anche chiamato “castigliano”, da castella (= i castelli)

antica denominazione.

• 

Galego parlata della Galizia (regione a nord del Portogallo) lingua romanza riconosciuta politicamente come

lingua ufficiale o coofficiale del regno di Spagna. Ha avuto origine nell’alto medioevo, definito gallego-

portoghese e si è affermato attraverso la letteratura, con una serie di produzioni liriche:

* cantigas de amigo, scritte da donne innamorate;

* cantigas de amor, in cui l’amante che si esprime è un uomo;

* cantigas de escarnio, genere polemico. 

Il gallego-portoghese è importante poiché porta alla nascita del portoghese nel 711 le prime truppe arabe

entrano nella penisola iberica e la conquistano rapidamente, ad eccezione della Galizia. Con la cacciata araba

del 1492, la Reconquista prende avvio dalla Galizia, si diffonde a sud e a partire da Granada, le varie regioni

vengono liberate dalle truppe cristiane.

• 

Basco lingua non romanza, erede dell’antico iberico, parlata nell’estremità a nord del regno di Spagna (ha

resistito per fattori storici e geografici).

• 

Catalano parlato in Catalogna, stretta fascia costiera affacciata sul mediterraneo. Quasi la totalità della

Catalogna, rispetto alla parte meridionale, presenta una varietà di catalano diversa da quella parlata nella

capitale (il valenziano)

Valenziano comunità autonoma valenziana

 è un’altra

Guascone varietà di catalano, parlata in Guasconia (dal latino vascones).

Il catalano viene parlato anche nelle isole Baleari: Maiorca, Minorca, Ibiza e Formentera; e in Sardegna, in

alcuni quartieri della cittadina di Alghero (SA) per motivi di legami con la tradizione La Catalogna faceva

parte del regno di Aragona, il quale, per un certo periodo durante il medioevo, ebbe come suo centro

principale la città di Alghero.

Lingue parlate nel territorio galloromanzo

Sin dai primi secoli del Medioevo il latino parlato dal popolo si distacca dal quello classico o ecclesiastico. Tale

discrepanza prelude alla nascita delle lingue romanze in tutt'Europa. Le prime di cui abbiamo testimonianze letterarie

sono la langue d'oil e la langue d'oc, rispettivamente nel nord e nel sud della Francia; queste erano designate

attraverso le due parole, "Oil" e "Oc", che venivano utilizzate per dire "Sì".

1. 

Francese (langue d’Oil) 274 milioni di parlanti perché oltre alla Francia viene parlato in gran parte del

Belgio, il granducato di Lussemburgo, il principato di Monaco all’interno della Francia, ex colonie soprattutto

nella Francia del nord (Tunisia Algeria Marocco), i territori d’oltre mare, i Caraibi, alcuni piccoli territori del

Canada, principalmente la regione del Québec.

2. 

Occitano (langue d’Oc) 3 milioni 309 mila parlanti

3. 

Franco-provenzale nel sud della Francia, (“la Provenza”), l’insieme di tutte le parlate meridionali veniva

definito provenzale. In particolare, a Lione si generò una nuova abitudine linguistica, ovvero il franco-

provenzale, variante che presenta fenomeni in comune con il francese e con l’occitanico.

Dal punto di vista geografico il franco-provenzale è parlato nelle regioni francesi della Franca contea e del

Delfinato (territorio destinato al figlio del re di Francia, che veniva chiamato Delfino); in Savoia; in alcuni

città svizzere; in Valle d’Aosta; in alcune località del Piemonte settentrionale (patois). Presenta 77 mila

parlanti in Francia ai quali si aggiungono altri 70 mila in Italia e 7 mila in Svizzera.

Savoia: franco-provenzale.

Italiano 60milioni di parlanti tra gli abitanti dell’Italia.

Sardo 1milione 50mila parlanti in Sardegna

Ladino In Alto Adige (Val di Fassa) i parlanti del ladino sono 31mila

600mila

Friulano parlanti in Venezia-Giulia (provincia i Gorizia, Pordenone, Udine soprattutto), diversamente a

Trieste, si parla più il friulano, ma un dialetto di tipo veneto, che deriva dall’antico italico.

varietà

Reto-romanzo di volgare derivato dal latino parlato in alcune zone delle Alpi retiche

Romancio o romancio svizzero varietà di retoromanzo parlata in alcune vallate del Cantone dei Grigioni, al confine

tra Svizzera e Italia (più grosso e popolato della confederazione elvetica. Il romancio del cantone ha qualche parentela

con le lingue del ceppo galloromanzo ma è soprattutto strettamente imparentato al ladino e al friulano. [Grazieadio Isaia

Ascoli riteneva che, dopo la conquista di Roma, ci fosse stata un’unità linguistica retoromanza che poi si sarebbe frammentata in

tre fazioni: romancio reto-romancio e friulano a seguito dell’influsso dei dialetti veneti sul ladino e sul friulano.]

Corso lingua che si estende alla parte settentrionale della Sardegna. Circa 100 mila parlanti in Corsica e 200 mila in

Sardegna. [Alcuni linguisti ritengono che il corso non debba essere ritenuta lingua a sé stante poiché simile all’italiano,

generatasi da un mix di dialetti liguri e toscani.]

Dalmatico lingua estinta, parlata lungo le coste della Dalmazia, un tempo contesa linguisticamente con i veneziani.

Infatti nel dialetto veneziano, ma anche in altre parlate della Croazia e della Slovenia, alcuni influenze della lingua

sono sopravvissute. Il dalmatico si estingue nell’anno 1898, quando muore l’ultimo parlante, il signor Udine che due

anni prima aveva ricevuto la visita di un linguista italiano dell’università di Roma, Matteo Bartoli. Bartoli interessato

al dalmatico lo interrogò sulla lingua e scrisse un libro sulla lingua dalmatica. Dubrovnik (Ragusa) fu il centro più

importante della lingua dalmatica e del raguseo.

Romeno presenta 26milioni di parlanti e si è diffusa grazie a una sorta di diaspora delle popolazioni rumene, direttesi

verso l’Istiana, al confine con l’Italia, in cui la variante parlata è l’istro-romeno, verso la macedonia con il macedo-

romeno, verso la Grecia, con il meglino-romeno e infine, verso la Moldavia, attualmente Repubblica moldava in cui si

parla il romeno.

Lingua e letteratura

58 a.C. i romani conquistano la Gallia

842 a.C. I giuramenti di Strasburgo: documento storiografico e giuramento pronunciato reciprocamente dai nipoti di

Carlo Magno, figli di Ludovico il Pio: Ludovico il germanico e Carlo il calvo si trovano a lottare contro Lotario.

[Le truppe di Ludovico il germanico parlavano una lingua germanica // le truppe di Carlo il calvo parlavano l’antico

francese.] Carlo il calvo giura fedeltà esprimendosi in antico tedesco, Ludovico il germanico, invece, in antico

francese. 

843 a.C. Un cugino, presente alla cerimonia, scrive un’opera intitolata “Storia dei figli di Ludovico il Pio”. Sebbene

l’opera sia in latino, in quanto lingua transnazionale, i giuramenti vengono riportati nella lingua effettivamente sentita.

Il giuramento di Ludovico il germanico è importante per quanto riguarda la storia della lingua francese poiché viene

considerato il primo testo in lingua francese ( il giuramento in antico tedesco non è d’importanza storico-linguistica

fondamentale, poiché esistevano già molti testi in lingua tedesca).

≈ 880 a.C viene pubblicata una poesia dedicata a una santa spagnola, Santa Eulalie, le cui reliquie sono state

trasportate con grande clamore dalla Spagna fino alla Francia nord-orientale. La poesia è in un manoscritto, sul cui

repto viene lodata Santa, mentre sul verso si trova il racconto in antichissimo francese del martirio della Santa, che ha

la particolarità di ricordare la lingua francese molto più di quanto la ricordasse il giuramento di Strasburgo. Questo

testo appartiene dal punto di vista versificatorio e liturgico alla sequentia, di fatti prende il nome di Sequenza di Santa

Eulalia (Séquence de Sainte Eulalie).

Prime metà dell’XI sec. i testi in antico francese cominciano a farsi più numerosi. Un primo capolavoro della

letteratura francese medievale è la Chanson de Roland, poema epico narrativo in versi, più antico e importante tra le

canzoni di gesta (genere molto diffuso all’inizio del medioevo). Fu ritrovato a Oxford, scritto in un dialetto anglo-

normanno (parte più settentrionale della Francia e punta meridionale dell’Inghilterra erano stati politicamente uniti in

seguito alla conquista della parte meridionale dell’Inghilterra da parte da Guglielmo il conquistatore, duca di

Normandia). La canzone di Orlano ebbe moltissimo successo tanto è vero che vennero prodotti molti manoscritti della

stessa opera in lingua d’oil e altri tradotti in lingue nordiche, antico islandese, gallese, provenzale e in italiano. Al nord

si diffonde così la letteratura di tema epico riferito al mondo carolingio (paladini di Carlo Magno, protagonisti della

chanson de Roland).

La chanson de Roland è anche espressione di fatti religiosi: Rolando probabilmente era un guerriero di Carlo Magno,

personaggio storico che sembra sia morto in una battaglia combattutasi nell’anno 778 nelle gole di Roncesvalle.

Questa battaglia vedeva contrapposte la retroguardia dell’esercito di Carlo Magno, guidata da Rolando e dall’altra

parte i guerrieri musulmani (storicamente sono i montanari baschi che avrebbero attaccato la retroguardia di Carlo

Magno a scopo di rapina). Dall’anno 778, epoca in cui Carlo Magno era giovane, fino all’epoca di composizione della

chanson d Roland, l’atteggiamento politico della Francia nei confronti degli arabi cambia, infatti la canzone, scritta in

prossimità della crociata, risente di una netta impronta ecclesiastica: Rolando combatte per sé, per il suo re, per la

patria e per la religione, tuttavia morirà e verrà rivendicato da Carlo Magno nella seconda parte del poema.

Alcuni episodi:

Morte di dolore della fidanzata di Rolando quando viene a sapere della morte dell’amato; Eugano sposa la mamma di Rolando e

tradisce Carlo Magno, stringendo un patto con i Saraceni.

Medioevo Letteratura occitanica. Nel meridione francese, nascono capolavori legati alla poesia cortese o trobadorica,

la più antica poesia nata in lingua romanza, che pur essendo in volgare è prodotta da intellettuali.

Il termine “cortese” fa riferimento alla corte e all’amore cortese, in cui il poeta esalta il fisico, valori, morali e l’amore

nei confronti della sua signora o della donna che ama; quest’ultima, solitamente sposata. L’amore è tipicamente

insoddisfatto, ma più ardente e appassionato, infatti il poeta vive un arricchimento sentimentale: il sentimento è

portato ai suoi massimi livelli, tanto in passione quanto in cultura (l’amore del dolce stilnovo). La letteratura

occitanica è per lo più lirica, ma presenta anche tematiche di tipo politico, satirico.

Il primo trovatore di cui si ha testimonianza è il ricco nobile Guglielmo VII re di Poitiers, potentissimo signore della

Francia meridionale, vassallo del Re di Francia, governatore di territori più vasti di quelli del re.

Il trobadoresimo si esaurisce a causa della crociata contro gli albigesi: spedizione militare nella Francia meridionale,

condotta per sopprimere gli eretici.

XII sec. Genere importantissimo che subentra alle canzoni di gesta è il romanzo. Il più grande romanziere, Chretien

de Troyes, famoso per cinque componimenti legati al mondo arturiano (i cavalieri della tavola rotonda). I romanzi

raccontano le vicende avventurose dei cavalieri erranti di Camelot, la reggia di re Artù, che partono alla ricerca di

avventure. Se l’eroe delle canzoni di gesta combatteva guerre, il cavaliere arturiano si avventura e combatte per

onorare se stesso e la propria dama o la donna di cui è segretamente innamorato. I romanzi intrecciano avventure

fantasiose a sottili vicende amorose secondo il tema coniugale (non tanto vicende di innamoramenti,

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/09 Filologia e linguistica romanza

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher silde1972 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia romanza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Bensi Mario.
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