Miguel de Cervantes Saavedra
La vita
Miguel de Cervantes Saavedra nacque ad Alcalà de Henares, nella nuova Castiglia, il 29 settembre 1547. Ebbe un'infanzia movimentata, si trasferì in diversi luoghi, da una città ad un'altra per il padre. Negli anni 1566-68 a Madrid dove studiò con l'illustre umanista Lopez de Hoyas, maestro di grammatica. Nel 1570 si arruolò nella compagnia del capitano Diego de Urbino, e nell'ottobre del 1571 partecipò alla battaglia di Lepanto. Nel 1575 si imbarcò a Napoli, per continuare la sua carriera militare, ma la sua galera venne attaccata e catturata dai corsari turchi, venduto come schiavo, ad Algeri. Rimase lì per ben 5 anni nei quali tentò 4 tentativi di fuga, tutti falliti. Nel 1580, dopo che fu ripagato il suo riscatto, tornò in Spagna, prima a Valencia poi a Madrid, con la speranza di essere ricompensato per tutti i problemi che aveva dovuto subire. Ma invece fu costretto ad unirsi all'invincibile armata come commissario di vettovagliamento. In seguito sposò Catalina di Salazar. Nel 1586 si trasferì a Siviglia dove visse fino al 1602, svolgendo l'attività di esattore delle imposte. Furono anni difficili per lui, che subì una scomunica per non aver rispettato certi privilegi ecclesiastici e fu due volte imprigionato. Nel 1605 fu incolpato dell'uccisione di un cavaliere, fu imprigionato e poi liberato perché considerato innocente.
Nel 1605 venne pubblicata a Madrid la prima edizione conosciuta dell'ingegnoso gentiluomo Don Chisciotte della Mancia. Negli ultimi anni della sua vita si dedicò sempre di più alle sue opere letterarie. Nel 1613 uscì la prima edizione delle novelle esemplari. Nel 1614 fu pubblicato Il viaggio del Parnaso, nello stesso anno uscì il secondo tomo dell'ingegnoso gentiluomo Don Chisciotte della Mancia, l'opera che indusse Cervantes a pubblicare nel 1615 la seconda parte del suo romanzo. Sempre nel 1615 pubblicò otto commedie e otto intermezzi, in cui sono presenti figure come il bene, il male, la virtù. Pochi giorni prima della morte, avvenuta a Madrid il 22 aprile 1616, terminò il romanzo La traversa di Persiles e Sigismonda.
A differenza dell'epoca rinascimentale, la cui atmosfera era armoniosa, quella barocca è grigia e nebbiosa. Questa disarmonia compare con Don Chisciotte, tra paesaggi notturni e rumori spaventosi oppure intrisi di silenzi sconcertanti, compaiono fantasmi e bagliori sinistri. Inoltre, in confronto al Furioso di Ariosto che con il suo poema celebra le gesta dei paladini di Carlo Magno in lotta contro i saraceni arricchendole di intrecci avventurosi, storie di forti passioni, eventi magici e fiabeschi, in una forma equilibrata e armoniosa, specchio degli ideali di serenità e perfezione propri della civiltà rinascimentale. E ironizzando sulle debolezze e degli errori degli uomini, Cervantes riflette invece, le inquietudini e l'insicurezza della sua epoca e la sua opera scritta in prosa e non più in versi, esprime una denuncia della maschilità della società contemporanea, principalmente attraverso l'ironia che, anche se bonariamente, sottolinea il provincialismo e i comportamenti antieroici dei suoi concittadini.
Contesto storico
Cervantes assistette al tramonto dell'impero di Carlo V. Nel 1556 Carlo V abdicò e Filippo II divenne re di Spagna. Nel 1570 scoppiò la guerra tra Venezia e i turchi. Nel 1571 Cervantes partecipò alla battaglia di Lepanto. Nel 1588 Filippo II dovette affrontare un conflitto con l'Inghilterra, da cui ne uscì sconfitta "la vincibile armata". Nel 1598, dopo la morte di Filippo II, il suo successore Filippo III salì al trono. Tra il 1609 e 1611 ci fu la cacciata dei Moriscos e degli Ebrei che aggravò la situazione economica spagnola. Nel 1618 iniziò la guerra dei trent'anni.
Don Chisciotte, l'antieroe barocco
L'opera è composta in due parti: la prima (1605), dedicata al duca di Béjar, narra le vicende collegate alle prime
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