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La casa per la mostra della costruzione a Berlino

Citiamo anche la Casa per la mostra della costruzione, a Berlino, del 1931. In questa opera appare un movimento in pianta estremamente continuo e completamente fluido.

Il trasferimento di Mies negli USA

Quando Mies si trasferì negli USA, nel 1934, egli dovette iniziare a relazionarsi a ben altri fattori storico-culturali rispetto a quelli europei: l'idea dell'industrializzazione fu motore prolifico e linea guida essenziale per questa nuova fase della poetica miesiana, fase detta della “sintesi”.

Il primo problema postosi di fronte al grande maestro fu quello della traslitterazione dei termini da lui codificati in Europa in americano. Ad esempio, il suo concetto di “struttura”, fortemente legato alla componente materica ma al contempo anche alla filosofia relazionale che si instaura tra i vari ambienti e i vari materiali, venne tradotto con la parola “structure” che, in inglese-americano, ha tutt'altro significato. Questo ha contribuito, talvolta, ad una cattiva interpretazione storiografica della figura di Mies van der Rohe oltreoceano.

Progetti importanti a Chicago

A Chicago egli è ingaggiato per la sistemazione urbanistica e per la supervisione della costruzione dell'Illinois Institute of Technology, costruito poi tra il 1939 ed il 1956. Le nuove tecnologie avanzate di cui l'America disponeva valsero a Mies la possibilità di orientare la sua poetica verso esse in modo da contribuire anche a trasformare il modo con cui il maestro si relazionava ad alcuni elementi strutturali, come ad esempio il pilastro.

La simmetria urbanistica domina incontrastata nella pianificazione del lotto e degli ambienti interni ai vari edifici.

Il Crown Hall

Uno degli edifici più importanti in questa area architettonica fu il Crown Hall, costruito tra il 1952 ed il 1956. Si tratta della sede del dipartimento di architettura del campus universitario. La maglia estremamente reticolare delle facciate e la fluidità spaziale interna sembrano, a primo occhio, reminiscenze del periodo europeo pedestremente rimodellate in tono americano. In realtà, scompare l'idea del doppio modulo in pianta e in facciata vista oltreoceano e tutto qui si riduce a una modularità, basata sulle vetrate a “corten wall”, che vede l'inserimento di un unico modulo suddiviso, a sua volta, in due elementi contigui nella parte sottostante a cui si sovrappone un elemento verticale sempre vitreo.

La struttura portante appare svincolata, per la prima volta, dall'interno. Questo grazie all'aggetto delle pareti esterne rispetto ai solai interni. Le grandi finestrature modulari favoriscono quel mirabile effetto di luci ed ombre già visto nel periodo europeo, secondo la consueta proiezione degli ambienti.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gabriele.marella di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Marchegiani Cristiano.
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