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NS1 è importante perché blocca la produzione di INTERFERONE GAMMA che interviene nei

meccanismi di difesa dai virus e quindi anche dai virus influenzali.Le proteine non strutturali si

torovano al di fuori del virus, cioè nella cellula parassitata.

Le proteine PB1, PB2, PGA sono associate all’RNA all’interno del virus.La NP ha una sua

funzione ed è legata anch’essa all’RNA. Le proteine della matrice (M1 e M2) sono associate al

complesso formato dall’RNA con le proteine suddette e si trovano tra questo complesso e

l’involucro esterno e sono le maggiori componenti. Poi vi sono le proteine NS1 ed NS2 che si

trovano nel citoplasma, nel nucleo e nel nucleolo dell’ospite.Altre due proteine sono

l’Emoagglutinina(HA) e la neuraminidasi(NA)e sono le proteine su cui si basa la patologia

virale.Esse furono messe in evidenza già quando si sapeva poco di biologia molecolare. Furono

messe in evidenzia con tecniche usate a scopo diagnostico.Il virus influenzale cresce bene nel

liquido amniotico.Proprio per questo veniva inoculato nel sacco amniotico di uovo di pollo

fecondato. Il virus influenzale era capace di generare un “emoagglutinato” di emazie di pollo(le

cellule formavano unioni dovute a ponti dati da virus;da non confondere con il meccanismo degli

anticorpi).

Questo emoagglutinato in provetta dopo 10-15 ore veniva discolto e le emazie tornavano in stato

libero. Allora si pensò che vi era un’attività enzimatica capace di scindere i ponti che si generavano

tra virus ed emazie e che erano osservati al M. E .Successivamente è stato visto che l’attività di

agglutinazione era associata ad una proteina della membrana virale che è capace di emoagglutinare

le emazie in soggetti sensibili.Questa fu definita emoagglutinina (HA), la quale si lega all’acido

neuraminico che avvolge le cellule.L’attività neuraminidasica era associata ad un’altra proteina

detta neuraminidasi (NA) che digerisce l’acido neuraminico e libera particelle virali ed emazie.

I virus influenzali sono indicati in base al tipo di HA e di NA che hanno.Esistono 16 varianti di HA

che variano per la successione aminoacidica. Mentre vi sono da 1 a 9 varianti di NA.La differenza

tra queste catene polipeptidiche sta in variazioni di aa.Queste variazioni possono essere piccole

oppure grandi.Queste proteine fungono da antigeni. Quindi nel caso in cui un individuo possiede

anticorpo contro un sottotipo di HA avrà una protezione crociata nei riguardi di una HA con piccole

variazioni aa.Se invece le variazioni sono più grandi l’individuo non sarà più protetto.L’azione

patologica del virus dipende proprio dalla presenza di HA ed NA .Nel caso in cui manchi uno dei

due o entrambi il virus non può infettare, in quanto queste proteine sono indispensabili per il suo

ciclo infettivo. HA è indispensabile per la formazione dei ponti tra emazie e virus, mentre il ruolo di

NA è meno chiaro.

Probabilmente NA oltre a scindere i ponti favorisce l’infezione virale scindendo l’acido sialico

presente nel muco del tratto respiratorio e quindi favorendo la penetrazione del virus.Il virus non

può infettare se vi sono anticorpi anti-HA o anti-NA o entrambi;oppure se mancano recettori per

HA. I vaccini in commercio impediscono l’infezione agendo contro l’HA e non contro la totalità del

virus (così sono pure meno costosi!).

Struttura di HA ed NA

Esse sono inserite in parte nella membrana virale e in parte sono rivolte all’esterno.Per l’HA la

parte che si trova nella membrana è quella COOH terminale, mentre per l’NA è la parte ammino-

terminale.

L’HA deve essere attivata per determinare la fusione tra la particella virale e la cellula ospite.Poi

vedremo i passaggi che fa nella cellula ospite.

Per prima cosa ci deve essere la penetrazione della particella virale nella cellula ospite e la

liberazione dell’acido nucleico.L’HA come tale non dà luogo a fusione. Essa deve essere scissa in

un punto che separa la parte N-terminale da quella C-terminale, le quali a loro volta subiscono un

cambiamento conformazionale tale da esporre una SEQUENZA FUSOGENA di alcuni aa. Questa

sequenza è quella che media la fusione con la cellula ospite.Questa fusione si ha per mezzo di un

endosoma e non sulla membrana virale.In pratica si forma un vacuolo nella cellula ospite che

ingloba il virus e grazie all’ambiente acido che si crea al suo interno (PH acido) che si crea al suo

interno vengono attivati enzimi proteolitici che possono generare questa scissione e favorire la

fusione della membrana virale con quella endosomiale con conseguente liberazione dell’acido

nucleico.

I ceppi aviari di basso livello patologico ( scarsa virulena) in corrispondenza della zona di taglio

hanno pochi aa ed è presente un’arginina. Di conseguenza vengono attaccati da poche proteasi

specifiche che si trovano nelle cellule dell’apparato respiratorio.I ceppi più virulenti hanno una

sequenza aa più ricca e varia e quindi possono essere attaccati da vari tipi di proteasi che possono

quindi attivare l’azione fusogena. Le proteasi che si trovano a livello dei tessuti dove arriva il virus

consento all’HA di essere attivata o non. I ceppi poco virulenti possono essere attivati da poche

proiteasi che in genere si trovano solo nel tratto respiratorio alto.Gli altamente virulenti (in questo

caso il virus passa anche in circolo) possono essere presenti a livello di svariati tessuti ed attivati da

varie proteasi.Ad esempio possono essere attivati nel rene, fegato, miocardio e muscolo

cardiaco.Quindi l’infezione può interessare più sedi. Si può avere una vera e propria PANDEMIA

dovuta ai ceppi più virulenti.Se succede un fatto di questo genere, nell’individuo infetto ci può

essere una grande liberazione di CITOCHINE;in questo caso la NS1 che si trova nella cellula ospite

blocca la produzione di INTERFERONE che è l’unico che protegge e quindi vengono liberate

sostanze che se sono presenti in grandi quantità causano un danno all’organismo. Le cellule

cardiache invase possono desquamare. Questi ceppi virulenti quindi possono attecchire ad ogni tipo

di tessuto.I virus di origine aviaria vengono distinti in quelli che possono passare ai mammiferi ed

in quelli che viaggiano solo per via aviaria.Inoltre vi sono quelli la cui trasmissione è specie-

specifica, cioè passano , ad es., dagli uccelli al cavallo o ad altri uccelli o rettili. Però c’è la

possibilità che dagli aviari si arriva ad un’animale diverso.Il passaggio dall’uccello ad un altro

animale è detto “a salto di specie”.Questo può essere di due tipi: può essere trasmesso tra elementi

della nuova specie infettata oppure non può essere trasmesso tra questi ultimi.

Nel 1° caso è possibile ,ad esempio, la trasmissione del virus dal cavallo ad un altro cavallo (dopo

che il cavallo è gia stato infettato dall’uccello);nel 2° caso ciò non accade.La specificità di

trasmissione è legata alla presenza di recettori per l’HA sulla cellula ospite.Questi recettori sono gli

acidi neuraminici che nella parte terminale hanno residui di galattosio.L’Acido neuraminico è

acetilato ed i due residui di galattosio possono essere posizionati in due modi diversi:

• In alfa sul carbonio 2 e sul carbonio 6;

• In alfa sul carbonio 2 e 3.

Quindi vi è una piccola modificazione della proteina che pregiudica l’infezione virale.Nell’uomo i

recettori dell’HA sono glicosilati in posizione 2 e 6, anche se è stato dimostrato recentemente che vi

sono pochi recettori (ma presenti) che sono glicosilati in posizione 2 e 3(questi recettori sono quelli

che si trovano negli uccelli).Nel maiale ci sono recettori che appartengono ad entrambe le categorie,

quindi sia di origine umana che aviaria.Gli uccelli hanno solo recettori del tipo 2-3.Allora nel

maiale il virus di origine aviaria non trova problemi per legarsi al recettore;nell’uomo, invece, il

ceppo aviario per infettare deve essere in grado di legare con la sua molecola di HA non solo i

recettori 2-3 ma anche i recettori 2-6. Questo perché i recettori 2-3 sono pochi e quindi ci sarebbe

l’attacco di poche cellule(ciò difficilmente causerebbe l’influenza aviaria).Quindi affinché il virus

di origine aviaria possa infettare l’uomo è necessario un attacco massivo.Questo è dimostrato anche

dal fatto che l’infezione dovuta al virus H5N1 (virus dei polli) ha colpito soltanto gli addetti ai

lavori che allevavano i polli(questi sono stati esposti ad un attacco massivo).L’attacco massivo

consente al virus di attaccare i recettori 2-3 sparsi nel tratto respiratorio (alcuni anche in tessuti

diversi) e causare l’influenza.La sensibilità a questo virus dipende anche dalla predisposizione

genetica (ci possono essere individui nel quale vi sono più recettori di tipo 2-3).Però il problema è

che questi virus influenzali con HA tendono a modificare quest’ultima in modo da attaccare il

recettore umano.Si può verificare una mutazione che porta alla modificazione dell’HA oppure la

modificazione dell’HA può essere indotta da tagli con diverse proteasi.Se si verificano queste con

dizioni il virus diventa un ceppo patogeno per l’uomo.Quindi nel caso in cui un virus altamente

virulento subisca una modificazione dell’HA tale da riconoscere i recettori 2-6 umani sparsi nei

diversi tessuti ( non solo nel tratto respiratorio) può causare una pandemia.Questa considerazione è


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flaviael

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DETTAGLI
Esame: Microbiologia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - durata 6 anni) (CASERTA, NAPOLI)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microbiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Seconda Università di Napoli SUN - Unina2 o del prof Galdiero Massimiliano.

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