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Microbiologia - streptococchi Appunti scolastici Premium

Appunti di Microbiologia del professor Galdiero sugli streptococchi: Streptococcus pneumoniae, Streptococcus pyogenes, Streptococcus agalactiae, caratteristiche generali, la coltivazione, la classificazione, la classificazione di Lancefield, risposta anticorpale, esotossine.

Esame di Microbiologia docente Prof. M. Galdiero

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dendritiche, anche per anni. Tutti gli antigeni dello streptococco danno

luogo ad una risposta abbondante, quindi lo streptococco rimane anche

dopo che è terminata l’infezione.

RISPOSTA ANTICORPALE

La patologia degli streptococchi di gruppo A, specialmente nelle sequele a

distanza, è legata a particolari tipi di risposta immunitaria. Quindi le

esotossine e gli esoenzimi degli streptococchi si comportano da buon

immunogeni tranne la proteina M.

La risposta anticorpale durante l’infezione da streptococco è elevatissima;

il polisaccaride C specialmente che comporta una elevatissima risposta di

anticorpi. Sperimentalmente, se si compie un tracciato elettroforetico di un

γ

animale infettato da streptococco, si nota che nella frazione vi è un picco

anche a quattro settimane dopo infezione da streptococco. Questo, però è

un picco di tipo monoclonale perché viene prodotto da uno o pochi cloni di

linfociti che producono questo tipo di anticorpo. Nel bambino, queste

manifestazioni di tipo monoclonale sono sempre indice di qualcosa di

molto pericoloso, in quanto un clone che si moltiplica abbondantemente da

solo può significare anche una crescita di tipo neoplastica. La produzione

nel tempo delle Ig varia a seconda se l’antigene è polisaccaridico o

proteico, perché nel proteico si ha la cosiddetta risposta alla seconda

immunizzazione ( es. vaccini), manca una fase di latenza della risposta e il

picco che si raggiunge è elevatissimo. Il polisaccaridico non raggiunge la

latenza, presenta un picco lentamente nel tempo e decade lentamente in

assenze di successive stimolazioni. Pertanto, se vi è un picco di IgM, e si

tratta di infezione batterica, non è detto che vi sia infezione in atto. Nelle

infezioni da virus, invece, gli anticorpi contro i polisaccaridi e il

peptidoglicano dello streptococco possono durare anche uno, due anni con

la distruzione della cellula batterica con nessuna infezione perché questa

struttura è rimasta sequestrata negli organi linfatici. Nella maggior parte

delle infezioni, specialmente da streptococcus, questo sequestramento non

implica alcun problema, semplicemente una risposta nel tempo. Se vi è

questa risposta nel tempo, le sequele a distanza vengono aggravate man

mano.

ESOTOSSINE LIBERATE DALLO STREPTOCOCCUS

Anche lo streptococcus libera delle emolisine che lisano i globuli rossi.

Anche queste sono delle citolisine ( interessano tutte le cellule,

specialmente quelle endoteliali) che agiscono, come tutte le citolisine,

attaccando lo scheletro di colesterolo presente nella membrana cellulare.

Quelle cellule che non hanno colesterolo nella membrana cellulare non

possono essere attaccate da quella che si chiama Streptolisina O (detta

così perché inattivata dall’ossigeno). Un’ altro tipo di streptolisina è la

streptolisina S detta così perché è siero solubile.

La streptolisina O viene liberata nel terreno e si comporta da ottimo

immunogeno. La streptolisina S è di piccolo peso molecolare, non

raggiunge i 5000 di peso molecolare, ciò significa che non può essere

immunogeno. Di conseguenza non vengono formati mai anticorpi contro la

streptolisina S, cosa invece riscontrabile in quella di tipo O. Generalmente

la streptolisina S è legata alla cellula. Nel supernatante di coltura dello

streptococco viene trovata la streptolisina O. La streptolisina è importante

dal punto di vista diagnostico. Vi è, infatti, un test indicata con la sigla

TAS (titolo anti-O-streptolisina) che misura la quantità di anticorpi che

ognuno di noi presenta contro la streptolisina. Nel corso di infezione

questo titolo sale, quindi si può valutare se l’individuo è in corso ad

infezione da streptococco o l’ha avuto in epoca recente. Il titolo base,

generalmente è sui 166 unità tossiche (unità che misurano l’attività della

streptolisina O). Per misurare questo titolo si valuta la quantità di tossine

che viene neutralizzata da una serie scalare di siero dell’individuo. Si

prende il siero, lo si diluisce in ragione di 10 e poi lo si cimenta con una

quantità fissa di tossina della streptolisina sul sistema delle emazie. Se vi

sono anticorpi, la tossina si lega e non lisa più le emazie, se non ve ne sono

la tossina rimane libera e può lisare le emazie. Quindi l’attività anti O-

streptolisinica del siero va misurata su un sistema di emazie standard.

Quando c’è un titolo alto significa o che la streptolisina permane a lungo

nell’individuo (e quindi mantiene i livelli alti) oppure significa che rimane

lo streptococco nella cavità orale. Lo streptococco, in presenza di

antibiotici, può dar luogo facilmente alla produzione di protoplasti. Il

protoplasta, se si trova in una nicchia protetta, continua a sintetizzare la

streptolisina che forma la produzione di picco alto di anticorpi e,

continuata la terapia, non si risolve niente perché oramai la parete è stata

tolta e il protoplasta rimane allo stato cronico. Quando si blocca la

produzione di antibiotici, si ricostituisce la parete e si avrà la ricaduta. Per

vedere se vi è un’infezione in atto, saranno presenti i segni di un’ infezione

aspecifica, quali la velocità di eritrosedimentazione (VES), emocromo

(aumento della produzione dei neutrofili) e l’ attivazione della proteina C

α-

reattiva ( che è un’ globulina prodotta dal fegato e che compare in tutti i

processi infiammatori aspecifici). La tossina viene misurata in unità

internazionali , in cui una sola unità internazionale corrisponde a 100 dosi

minime letali ( il 50% di animali devono morire con quella quantità di

tossine). Il siero capace di neutralizzare la tossina deve essere anch’esso

misurato in unità internazionali.

Il meccanismo d’azione delle streptolisina, come già detto, è quello di

legarsi al gruppo OH dell’anello del ciclopentanoperidrofenantrene del

colesterolo disgregando, in questo modo, tutta la membrana. La cute è più

ricca in colesterolo rispetto ad altri territori. Quando l’infezione dello

streptococco riguarda la cute, generalmente la streptolisina dello

streptococco si lega alla membrana delle cellule dello strato cutaneo e non

passa in circolo non avendosi quindi una risposta anticorpale. Il TAS viene

trovato basso anche se l’individuo ha un’infezione cutanea da

streptococco. Allora c’è bisogno di altri test che utilizzano enzimi per

mettere in evidenza la streptolisina, quali la streptochinasi, enzimi che

intervengono come fattori di virulenza ma che hanno importanza

diagnostica perchè la messa in evidenza di anticorpi contro questi enzimi

permette di individuare anche quel gruppo di anticorpi che non viene

messo in evidenza dal TAS.

SEQUELE A DISTANZA

La patologia più grave è quella rappresentata dalle sequele a distanza.

Prima di parlare delle sequele a distanza soffermiamoci sulla scarlattina.

Essa si presenta sempre nella prima fase come un’angina, una faringite,

solamente che lo streptococco che determina quell’infezione è anche

portatore di un fago che codifica per un’esotossina (una volta chiamata

tossina eritrogenica, oggi identificata con STE) che si comporta come un

superantigene come la tossina dello stafilococco, ma è molto più

pericolosa perché ne consegue un 30-40% tasso di mortalità.

Fortunatamente oggi, tranne alcuni focolai negli stati uniti e nell’estremo

oriente, in Europa non si trovano streptococchi portatori di questi

batteriofagi. Ora veniamo alle sequele a distanza.

In estate, vicino alle acque sporche, specialmente i bambini vengono

infettai dallo streptococco, ma poi nel giro di pochi giorni scompare. Ma

dopo circa dieci giorni da questo episodio, il bambino può urinare sangue,

segno della glomerulonefrite acuta, che è nella diagnostica medica, la

perdita dalle urine di proteine (albumine), di emazie (ematuria), si può

avere ipertensione ed edema. Se l’infezione si è avuta nel primo tratto

delle vie respiratorie, successivamente possono comparire dolori alle ossa.

Se si controlla il battito cardiaco, ci si accorge che le valvole presentano

alterazioni al flusso sanguigno. Questa è la malattia reumatica associata

a complicanze cardiache. Non è detto che le complicanze cardiache ci

siano sempre. Può anche darsi che ci siano solo le malattie reumatiche,

oppure malattie reumatiche associate a complicazione dei nuclei caudati

del sistema nervoso, responsabili di quei movimenti coordinati che

compiono i bambini. Questa patologia viene detta corea. Si possono avere,

ancora, lesioni che compaiono a livello degli archi delle ossa lunghe,

lesioni dette eritemanodosi (non si capisce bene la parola dalla registrazione. Se qualcuno

l’ha appuntata, se per favore me lo può far sapere.).

L’aptene è una sequenza di strutture che non raggiunge un certo peso

molecolare ed ha bisogno di un veicolo grosso perché verso di esso si ha la

risposta immunitaria. Quindi tutti i piccoli pezzi di un immunogeno

vengono considerati “aptene”. Infatti, l’immunogeno è formato da una

serie di apteni che l’ individuo risponde solo ad una parte di esso, mentre

l’altra parte ne costituisce il supporto. Queste parti sono variabili, e ciò

determina la variabilità degli immunogeno. In un immunogeno di origine

batterica ci sono delle sequenze che possono essere le stesse che si trovano

in determinati tessuti dell’ospite. Se si forma l’anticorpo contro questa

provenienza esterna e l’anticorpo si forma perché un tratto

dell’immunogeno è diverso, quella stessa risposta si rivolge contro i

costituenti dell’ospite e li danneggia. Questo processo viene detto

autoimmune e spiega la distanza di tempo che intercorre tra l’infezione

primaria e quella secondaria. Le sequele a distanza dipendono da individuo

ad individuo perché le sequele comuni sono meno frequentemente

presenti. Le sequele a distanza, infatti, sono per gruppi familiari. Allo

stesso modo, queste sequenze comuni dello streptococco sono abbastanza

frequenti nella popolazione umana. Lo streptococco può attaccarsi in varie

parti nel corpo umano:

1. acido ialuronico e tessuto sinoviale. Lo streptococco presenta una

capsula di acido ialuronico molto simile all’acido ialuronico umano e

presenta determinanti aptenici con tessuto sinoviale dell’uomo.

2. carboidrato di gruppo A e glicoproteine delle valvole cardiache

Il polisaccaride C di gruppo A trova sequenze comuni con le

glicoproteine delle valvole cardiache. Si ammette che la prima fase di

lesione è legata alla presenza della streptolisina O che va a ledere

l’endotelio ed espone in superficie questo tessuto che va ad interagire


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DETTAGLI
Esame: Microbiologia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - durata 6 anni) (CASERTA, NAPOLI)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microbiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Seconda Università di Napoli SUN - Unina2 o del prof Galdiero Massimiliano.

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