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Microbiologia - i micobatteri Appunti scolastici Premium

Appunti di Microbiologia del professor Galdiero sui micobatteri con analisi dei seguenti argomenti: storia e classificazione, caratteristiche dei micobatteri, la colorazione, tecniche di coltivazione dei micobatteri, architettura delle componenti chimiche degli strati esterni dei micobatteri, modificazioni genetiche, interazione con... Vedi di più

Esame di Microbiologia docente Prof. M. Galdiero

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3)almeno tre strati con tessitura diversa ed elementi chimici diversi.

La membrana citoplasmatica presenta le stesse caratteristiche comuni agli altri batteri.

La caratteristica del peptidoglicano o mureina dei micobatteri è che nell’acido muramico c’è un

costituente che è un residuo di glicina e altra caratteristica è la presenza dell’acido.

(non si riesce proprio a capire mi dispiace).

Al di fuori del peptidoglicano c’è un’ampia massa di acidi grassi di costituenti vari, ci sono poi peptidi,

glicidi, lipoglicidi, lipopeptidoglicidi, composti che compaiono quasi esclusivamente nei micobatteri e

che sono responsabili delle varie attività biologiche esercitate dai micobatteri sulle cellule dell’ospite.

Tra il peptidoglicano e gli strati più esterni c’è un grosso costituente l’arabino-galattani: si tratta di un

polimero di arabinosio e galattosio con catene laterali di arabinosio e con ad un’estremità un residuo R

di acido micolico, possiamo dunque parlare di un complesso glucidico e lipidico. L’arabinosio è uno

zucchero abbastanza raro ed è una delle due molecole che costituisce la streptomicina il primo

antibiotico per la tubercolosi, questa relazione ancora oggi non è chiara. Esternamente al peptidoglicano

α β

ci sono gli acidi micolici, acidi a lunga catena carboniosa ramificati in e idrossilati in detti quindi

α-alchilramificati-β-idrossilati

acidi a lunga catena, distinguiamo gli acidi colinemicoloci, nocardici,

micolici. I primi possiedono catene laterali C28-C40 e si trovano nei colinebatteri, i nocardici

possiedono da 40 a 60 atomi di C e si trovano nelle nocardie, gli acidi micolici hanno da 60 a 90 atomi

di C. Gli acidi micolici formano un doppio strato lipidico che avvolge la cellula batterica ed è legato al

paptidoglicano mediante l’arabino-galattano. Riassumendo quindi abbiamo il peptidoglicano, l’arabino-

galattano e lo strato di acidi micolici, manca un solo strato di glicolipidi, sulfatidi, composti fenolici

etc… . Ci sono a dire il vero anche altri composti come i lipoarabinomannani che partono dalla

membrana plasmatici e attraversano tutti gli strati, si tratta di gruppi recettoriali aventi attività idrofila,

come i lipoarabinomannani si comportano anche i fosfatidilinositololigomannositi. Lo strato più esterno

è il più vario e gli elementi più importanti di questo strato sono il fattore corda e i cosiddetti sulfatidi. Il

fattore corda è così definito perché prima che se ne conoscesse la composizione chimica i batteri che

venivano da casi di malattia molto virulenta conclusasi con una precoce morte del soggetto a parte il

fatto che si mettevano in evidenza con l’acido resistenza nei terreni di coltura assumevano un aspetto a

cordicella, cioè le colonie viste con una lente a piccolo ingrandimento sembravano una cordicella, uno

spago a fili intrecciati e la ricchezza in lipidi degli strati superficiali consentiva ai germi di slittare l’uno

sull’altro e assumere questo aspetto a corda donde il nome di fattore corda. Dopo analisi chimica il

fattore corda è risultato essere un 6,6-dimicolil-3-alosio, si tratta di uno zucchero, l’alosio, unito a due

residui di acido micolico. Il fattore corda, quando è presente, incrementa le proprietà idrofobiche della

cellula batterica, inoltre ha determinati poteri biologici tra cui quello di essere tossico, la parte di

molecola che ha attività di stimolo tubercolare, che ha tra l’altro anche attività antitumorale aspecifica

perché stimola la produzione di TNFA che protegge le cellule specificamente attivano i macrofagi,

corrisponde per lo meno a metà molecola di questo tipo. Nello strato esterno oltre al fattore corda

abbiamo anche i cosiddetti micosidi, si tratta di molecole complesse dove c’è una parte saccarifica, una

parte di amminoacidi e poi ci sono i residui R che sono acidi grassi, si tratta quindi di un

glicolipodopeptide (GLP). Altri composti che compaono solo nel bacillo della tubercolosi sono il

miocerolo, acido micocerosico, acido tubercolostearico, questi composti incrementano il potere

patogeno del microrganismo. I sulfatidi detti anche sulfolipidi sono di vario tipo, mentre nelle cellule

eucariotiche troviamo i fosfolipidi in questo tipo di cellula batterica troviamo i sulfolipidi che al posto

del fosforo presentano lo zolfo essendo quindi più acidi. I sulfatidi sono fattori di virulenza, più sono

espressi maggiore è la virulenza. Come in tutti gli strati membranosi che avvolgono le cellule anche in

questo caso abbiamo un componente di membrana proteico. Nel caso dei micobatteri le proteine sono di

difficile estrazione allo stato puro; alcune proteine si comportano da porine, molto spesso poi

compaiono in superficie quelle proteine dette da stress (HSP) che sono sintetizzate nel citoplasma ed

arrivano in superficie. Queste proteine compaiono in tutte le cellule eucariotiche e procariotiche che

hanno una elevata sequenza di omologia, questo significa che le sequenze di amminoacidi sono le stesse

sia nelle cellule eucariotiche che in quelle batteriche. Si osservano proteine HSP con vario peso

molecolare con funzioni diverse: quelle a più elevato peso molecolare si comportano come chaperonine,

quelle più piccole come ubiquitine. Queste proteine sono definite da stress perché il loro numero viene

incrementato in situazioni da stress, non ottimali per la cellula, ogni volta che un germe entra in una

cellula si trova in una situazione di stress poiché si trova ad affrontare una cellula che prova ad

eliminarlo. D’altra parte anche la cellula attaccata in quanto tale è portata a sintetizzare proteine HSP.

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Microbiologia del professor Galdiero sui micobatteri con analisi dei seguenti argomenti: storia e classificazione, caratteristiche dei micobatteri, la colorazione, tecniche di coltivazione dei micobatteri, architettura delle componenti chimiche degli strati esterni dei micobatteri, modificazioni genetiche, interazione con l'ospite.


DETTAGLI
Esame: Microbiologia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - durata 6 anni) (CASERTA, NAPOLI)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microbiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Seconda Università di Napoli SUN - Unina2 o del prof Galdiero Massimiliano.

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