Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Il C. perfringens elabora anche un’enterotossina termolabile, responsabile di tossinfezioni

alimentari in seguito all’ingestione di cibi contaminati con ipersecrezione di liquidi nel duodeno,

vomito e diarrea, autolimitante. Nel neonato può provocare l’enterite necrotizzante neonatale NEC

l’allattamento non avviene al seno,

perchè le difese immunitarie sono inefficaci o perchè

provocando enterite e necrosi intestinale, spesso grave e tale da richiedere l’intervento chirurgico.

si basa sull’esame microscopico del pus colorato con Giemsa oppure si usa il terreno

Diagnosi

La e tuorlo d’uovo al 10%, a cui si può aggiungere la

differenziale Nagler costituito da agar-sangue

vancomicina per selezionare il batterio. L’RPLA consente di identificare le enterotossine.

Profilassi

La si basa sulla pulizia accurata di tutte le ferite e somministrazione del siero immune

polivalente.

Terapia

La si basa su penicilline, tetracicline, eritromicina, sulfamidici.

Bacillus anthracis o bacillo del carbonchio

Il scoperto da Koch e Pasteur tra il 1874-76 come

l’uomo si infetta manipolando

agente responsabile di una zoonosi in animali agricoli, mentre

materiale animale infetto. L’infezione non si contrae mangiando carne animale perchè il carbonchio

per l’animale mentre nei Paesi del Terzo Mondo possono verificarsi tossinfezioni

è fulminante

alimentari perchè la popolazione mangia anche la carne di animali morti a causa di severe infezioni.

Il termine carbonchio deriva dal fatto che il sangue e gli organi degli animali infetti assume una

tipica colorazione nerastra.

L’identificazione del bacillo del carbonchio si deve all’applicazione dei Postulati di Koch,

successivamente chiamati Postulati di Klebbs, mentre in virologia si parla di Postulati di Rivers.

Morfologia +

 : il Bacillus anthracis è un batterio Gram , aerobio, immobile, con capsula di natura

μm e Ø maggiore di 6-7 μm

polipeptidica, di grosse dimensioni, bastoncellare, con Ø minore di 1-2

ed è sporigeno con spora centrale non deformante il corpo batterico cioè si tratta di un “battridio”.

Caratteri Biochimici + + + + +

 : catalasi , glucosio , fruttosio , maltosio , saccarosio ed è emolitico.

Vitalità e Resistenza

 : le forme vegetative non resistono ad agenti chimico-fisici, mentre le spore

resistono in condizioni ambientali sfavorevoli, a 140°C per 3h.

Caratteri Colturali

 : si usano terreni ricchi di fattori di crescita cioè aminoacidi, T°C di incubazione

pari a 37°C, costituendo colonie incolonnate dette Streptobacilli.

Mediatori del Potere Patogeno tossina

 : la del Bacillus anthracis è termolabile, presenta 3 fattori

fattore edemigeno fattore

cioè il di natura proteica responsabile di edema solo se associato al

protettivo che induce la comparsa di Ab neutralizzanti conferendo immunità agli animali, e il

fattore letale che provoca la morte di piccoli animali da esperimento solo quando è associato al

fattore protettivo. Questi 3 fattori agiscono sui mitocondri distruggendo la cellula. La tossina del B.

anthracis ha permessi a Pasteur di allestire il primo tipo di vaccino a mutanti avirulenti.

Ruolo Patogeno carbonchio

 : il B. anthracis è responsabile del che colpisce ovini, bovini, equini,

Nell’uomo si manifesta con una

si manifesta con emorragie, splenomegalia, setticemia e morte.

lesione cutanea arrossata, formazione di una vescicola e di una pustola maligna soprattutto a livello

delle mani lesionate e che vengono a contatto con materiale animale infetto, poi si forma una crosta

nerastra circondata da un edema duro, la cute è cianotica e fredda. Per cui si ha la necrosi degli

strati superficiali del derma. Inoltre può verificarsi la polmonite carbonchiosa in seguito a

inalazione delle spore presenti nel materiale animale o nel terreno essendo un batterio tellurico.

Questa infezione può verificarsi anche in seguito a lesioni cutanee provocando una sepsi e morte.

Diagnosi materiale patologico lesioni cutanee necrotiche sangue

 : il è rappresentato dalle , in

espettorato Test di Ascoli

caso di sepsi, in caso di polmonite. La sierodiagnosi si basa sul che

consente la ricerca degli Ag precipitogeni mediante reazioni di precipitazione usando 4 provette:

nella 1^ provetta si mette un estratto di organo di un animale morto per carbonchiosi, nella 2^

provetta si mette un estratto di Bacillus anthracis forniti dall’industria, nella 3^ provetta si mette un

estratto di organo di una animale sano, nella 4^ provetta si mette la soluzione fisiologica per diluire

l’estratto di organo. In ogni provetta si aggiunge una goccia di antisiero verso l’Ag o siero

anticarbonchioso: in caso di esito + nelle prime due provette avverrà la reazione Ag-Ab con

formazione della banda di precipitazione, mentre nella 3^ e 4^ provetta il test è negativo perchè

sono assenti gli Ag. 25

Profilassi nell’uomo si usa il

 : di Pasteur, mentre negli animali si

vaccino a mutanti vivi e avirulenti

usa il con aggiunta della saponina che è una sostanza adiuvante

vaccino a germi vivi ma attenuati

che determina un’ottima risposta immunitaria nel sito di inoculazione con guarigione rapida.

Terapia

 : penicillina, eritromicina.

Bacillus cereus +

Il è un batterio Gram , sporigeno, mobile, emolitico, cosiddetto perchè nei terreni

solidi le colonie batteriche si presentano come gocce di cera. E’ un patogeno opportunista

esotossina

responsabile di infezioni negli immunodepressi in seguito all’intervento di una che

frazione emetizzante

presenta una che agisce sui centri nervosi provocando nausea e vomito, e una

frazione enterotossica responsabile di enteriti (colera simile). Spesso l’infezione si contrae nelle

mense, ristoranti... in seguito all’ingestione di cibi a base di riso precotti.

Il Bacillus subtilis è cosiddetto perchè è sottile, non è patogeno ma vive come saprofita

nell’intestino umano e animale insieme al Bacillus megaterium.

Il Bacillus stearothermophilus è usato per valutare l’efficacia degli impianti di sterilizzazione nei

confronti di batteri sporigeni ambientali (autoclavi, stufe).

Corynebacterium

Il nome deriva dal greco corùne cioè clava per la presenza di ingrossamenti ad una estremità.

Tassonomia Actinomycetales Corynebacterium Mycobacterium

 : ordine , generi , e

Nocardia che presentano Ag in comune, arabinosio, galattosio, acido micolico, strutture

cereolipidiche nella parete cellulare e che hanno un effetto adiuvante poiché attivano i macrofagi.

Il Corynebacterium attualmente rappresenta un genere a se stante comprendente le specie

diphteriae xerosis renale pseudodiphtericum pseudotuberculosis

patogeno per l’uomo, , , , ...

o pseudodifterici o difteroidi o coryneformi vivono nel rinofaringe e non sono patogeni per l’uomo.

Morfologia +

 : il Corynebacterium è un batterio Gram , bastoncellare, con nodosità ai poli o al corpo

cioè hanno una forma a clava. Sono aerobi, asporigeni, acapsulati, immobili e presentano le

granulazioni intracitoplasmatiche di Babes-Ernst o granuli di volutina o metacromatici che possono

essere evidenziati con la colorazione di Gins: il materiale viene depositato, strisciato e fissato sul

vetrino porta oggetti, poi viene colorato con una miscela di blu di metilene acetico e cristal violetto

o violetto di Genziana, mordenzando con liquido di Lugol acido cioè con acido lattico, si lava e si

colora il corpo batterico con vesuvina o crisoidina assumendo un colore giallo-rosso/arancio,

mentre i granuli si colorano in blu-viola riuscendo a mantenere il colore a pH acido.

─ ─

Caratteri Biochimici + + +

 : catalasi , ossidasi , ureasi , glucosio , maltosio , non è emolitico.

Caratteri Colturali

 terreni elettivi terreno di Loeffler

: si usano come il costituito da siero di bue o

terreni selettivi terreno di Pergola

cavallo e brodo glucosato, oppure si usano come il costituito da

+

siero, uova e tellurito di K che è un sale che inibisce la crescita dei batteri della flora rinofaringea e

permette la crescita dei batteri difterici. In pratica si mette il tampone faringeo nel terreno liquido a

base di brodo e se questo diventa torbido si travasa in un terreno solido a base di agar dove si

evidenzia la crescita batterica.

Vitalità e Resistenza

 : il C. diphteriae vive e resiste in condizioni ambientali sfavorevoli.

Mediatori del Potere Patogeno strutture parietali

 : responsabili del 90% delle lesioni locali. La

Ag O somatico

parete cellulare presenta l’ legato in profondità al PG, la cui parte polisaccaridica è

acidi micolici corynemicolico

data da arabinosio e galattosio, poi si notano gli cioè il e il

corynemicolenico fattore cordale

, e il cosiddetto perchè formato da bastoncini attorcigliati come una

corda. Si tratta di strutture che somministrate in opportune dosi possono esercitare un effetto

adiuvante stimolando la risposta Ab, attivando i macrofagi nella produzione delle linfochine.

esotossina difterica

L’ è stata la prima esotossina scoperta nel 1888 da Roux e Yersin allievi di

Pasteur: inocularono in una cavia filtrati acellulari di batteri difterici provocandone la morte in 2-3

giorni. Se si inocula sottocute un filtrato di brodocoltura difterica si ha la formazione di un edema

gelatinoso nel punto di inoculo, fenomeni tossici ed emorragie delle capsule surrenali con morte

della cavia. Se si somministra il siero antitossina difterica l’animale sopravvive. 26

L’esotossina difterica è una tossina extracromosomiale perchè non fa parte del patrimonio genetico

del batterio ma viene ivi inserita mediante un fago o virus batterico che trasporta il gene codificante

+

TOX che permette la produzione della esotossina difterica.

ceppi atossici ceppi tossigeni ceppo Park

che non producono l’esotossina e

Esistono come il

Williams 8 che produce una esotossina che viene utilizzata per l’allestimento dei vaccini

antidifterici. e provoca l’infezione e una

La tossina difterica è costituita da una frazione A o active che è tossica

frazione B o binding non tossica che consente al batterio di aderire ai recettori di membrana delle

cellule bersaglio consentendo alla frazione A di penetrarvi.

L’elaborazione dell’esotossina è Fe-dipendente cioè viene prodotta solo ad una certa [ ] di ferro

(0,14 μgr di Fe/ml). La tossina non viene prodotta se la [Fe] è alta, come in caso di anemie

emolitiche, oppure se la [Fe] è bassa come succede in condizioni normali per la presenza della flora

un’azione difensiva nell’organismo impedendo al

batterica rinofaringea che svolge

Corynebacterium diphteriae di captare la giusta [Fe] per la produzione della tossina.

L’esotossina difterica interferisce nella sintesi della catena polipeptidica delle proteine a livello

ribosomiale.

Ruolo Patogeno flogosi a carattere

 (“diftera” = membrana) cioè una

: provoca la difterite

invasivo della mucosa e sottomucosa delle vie aeree superiori con formazione di essudato

faringite

membrano-fibrinoso necrotico, consistente e duro, non purulento, si manifesta con ,

congiuntivite rinite laringite difterica sindrome da soffocamento

, e , fino alla per occlusione

perché l’essudato ostruisce il passaggio dell’aria nelle vie aeree,

meccanica della rima respiratoria aspirando l’essudato, intubando

per cui si deve intervenire tempestivamente il pz, oppure si ricorre

alla tracheotomia eseguendo una incisione di alcuni anelli tracheali per ripristinare il passaggio

complicanze post-difteriche

dell’aria nelle vie respiratorie. Inoltre si possono verificare delle come

miocardiosi paralisi delle fibre cardiache paralisi delle fibre dei nervi periferici motori

la cioè o

compromissione dei centri bulbari

e .

Diagnosi

 tampone faringeo colorazione di Gins microscopio

: si ricorre al con osservando al le

granulazioni intracitoplasmatiche, l’ esame colturale terreni elettivi

tipiche avviene con come il

terreno di Loeffler terreno di Pergola

ricco di sostanze nutrienti o il selettivo.

prova della tossigenosi

Inoltre abbiamo la : il metodo in vivo su animale da esperimento non

viene più usato mentre il metodo in vitro consiste nello strisciare il materiale infetto su una piastra

seminando in una metà ceppi atossici cioè che non producono l’esotossina e nell’altra metà

di agar

ceppi tossigeni cioè che producono l’esotossina. Poi si mette in una striscia di carta bibula imbevuta

di siero antitossina difterica, si mette in un termostato a 37°C per 48 h: nei punti in cui si ha la

produzione dell’esotossina si avrà la formazione di una banda di precipitazione nelle vicinanze della

striscia di carta.

Profilassi

 : in Italia è obbligatorio il . Lo

vaccino con tossine svelenate, anatossine o tossoidi

si aggiunge formolo al 4 ‰

svelenamento della tossina avviene con il metodo di Ramon: in un

per 40 gg. L’allestimento del

filtrato acellulare di una brodocoltura difterica e si incuba a 38-40°C

vaccino si basa sulla termolabilità, cronolabilità e inattivazione della tossina da parte del formolo. Si

addiziona l’anatossina ad una sostanza adiuvante come l’idrossido di allume che fa persistere la

tossina difterica nel sito di inoculazione a lungo, ritardandone l’assorbimento e determinando

un’azione immunogena di lunga durata, efficace e potente. Il vaccino viene somministrato in 3 dosi

reazione di Schick

sottocute in 21 gg. La consente di valutare lo stato immunitario del soggetto

nei confronti della esotossina difterica: è una prova immunologica di neutralizzazione inoculando

nell’avambraccio 1/50 di dose minima letale della tossina difterica. Dopo 2-3 gg si osserva se nel

si è verificata una reazione: l’individuo si dice ─

punto di inoculo Schick se è immune o refrattario

cioè la tossina è stata neutralizzata e non si osserva nessuna reazione oppure si dice Schick + se è

recettivo cioè ha una certa tendenza a subire l’infezione, per cui si osserva una reazione flogistica

moderata locale con la comparsa di una papula infiltrata ed arrossata.

Quindi nel primo caso il pz presenta l’antitossina nel siero che neutralizza la esotossina difterica

mentre nel secondo caso il soggetto non presenta l’antitossina nel siero. 27

anche dopo la somministrazione dell’anatossina è indice di

Se la reazione di Schick è negativa

immunodepressione.

Terapia

 : ; gli antibiotici non sono molto efficaci.

siero antidifterite

Corynebacterium jeikeium CJK

Il è un patogeno opportunista responsabile di setticemie negli

immunodepressi. E’ sensibile alla vancomicina.

Propionibacterium acnes +

Il , detto in passato Corynebacterium parvum, è una Gram , anaerobio,.

responsabile dell’acne. E’ usato come adiuvante nella profilassi della TBC.

Genere Bordetella

Tassonomia Bordetella pertussis

 : rappresenta un genere a se stante; specie patogena .

Morfologia

 obbligato, coccobacillo di 1 μm di

: Gram , immobile, asporigeno, capsulato, aerobio

Ø. ─ ─

Caratteri Biochimici +

 : non fermenta i carboidrati, è ureasi , H S , catalasi .

2

Caratteri Colturali

 terreni elettivi al sangue

: è un batterio esigente per cui richiede per la crescita ,

anche se a differenza dell’Haemophilus non necessita dei fattori di crescita X e V, ma necessita di

aminoacidi come la cisteina, metionina, alanina, acido glutammico, prolina, serina e asparagina.

terreno di Bordet e Gengou

A tal proposito di usa il : il batterio cresce a 35-37°C, è vitale e

resistente nel materiale patologico, goccioline di muco e saliva, proveniente dal tratto respiratorio

che presenta la flora batterica, per cui si usano terreni selettivi contenenti penicillina e streptomicina

che interferiscono nella crescita della flora batterica e permettono di selezionare la Bordetella.

Mediatori del Potere Patogeno Ag O somatico Ag K

 : la Bordetella presenta un termostabile, diversi

capsulari emoagglutinina LPS o

, un’ attiva su emazie umane e uccelli. I fattori di virulenza sono i

endotossine HLT o endotossina proteica citoplasmatica

, l’ termostabile a 56°C che si libera in

HSF o

seguito a lisi batterica ed è dermonecrotica perchè provoca necrosi dell’epitelio respiratorio, l’

fattore sensibilizzante l’istamina LPF fattore

(Histamine Sensitizing Factor) o pertussigeno o

promuovente la linfocitosi (Lymphocytosis Promoting Factor) che rappresenta l’esotossina vera e

broncospasmo spasmo muscolare a livello faringeo e

propria termolabile a 80°C che provoca cioè

tracheale , stimolando i linfociti a passare dagli organi emolinfopoietici nel sangue periferico, cioè

IAP o

abbiamo l’

si determina la linfocitosi con accumulo dei linfociti nel sangue periferico. Inoltre

fattore attivante le isole pancreatiche , proteica, che determina un’> produzione dell’insulina con

adesine o fimbrie

iperinsulinismo e conseguente ipoglicemia. Infine abbiamo le ad attività

ciliostatica cioè provocano il blocco delle ciglia vibratili dell’epitelio respiratorio, consentendo al

batterio di aderire alla mucosa e provocare la flogosi.

Ruolo Patogeno

 cioè un’infezione

: la Bordetella pertussis provoca la pertosse delle cellule

epiteliali del tratto respiratorio, trasmessa per via aerea mediante goccioline di muco o saliva.

L’infezione prevede 3 fasi: bronchite

─ fase catarrale: dura 1-2 settimane, si manifesta con i segni di una , senza febbre.

─ fase parossistica: dura 2-4 settimane, si manifesta con 10-20 accessi di tosse al giorno

caratterizzati da violenti colpi di tosse senza intervallo che impediscono al pz di respirare, con

inspirazione verso la fine dell’attacco associata a cianosi e sibilo respiratorio simile al raglio

dell’asino.

─ fase di convalescenza: dura qualche settimana con progressivo attenuarsi dei sintomi anche se a

dovute all’> della

distanza di 1 anno si può avere la riacutizzazione della malattia con complicanze emorragie

P nel torace, addome, cavità cranica durante gli accessi di tosse con conseguenti

cerebrali pneumotorace spontaneo ernia ombelicale emorragie sottocongiuntivali

, , , ...

Diagnosi

 : avviene con sonde che vengono messe nelle cavità nasali in modo da immettere

direttamente il materiale patologico sulla piastra agar tosse.

Profilassi

 : vaccino a germi uccisi, vaccini acellulari costituiti da emoagglutinina filamentosa e da

una proteina della membrana esterna detta pertactina o 69K che è adiuvante.

Terapia

 : eritromicina, tetracicline. Genere Francisella 28

Tassonomia Francisella tulareusis

 : è un genere a se stante, comprende la specie .

Morfologia

 : Gram , immobile, coccobacillo piccolo, aerobio obbligato.

Caratteri Biochimici + + + + +

 : H S , catalasi , glucosio , maltosio , mannosio , fruttosio .

2

Caratteri Colturali

 : terreno CGBA costituito da cisteina, glucosio, agar, sangue. Cresce bene a

37°C mentre muore a 56°C in 10 min.

Mediatori del Potere Patogeno

 : Ag O somatico.

Ruolo Patogeno

 : provoca la tularemia che deriva da Tulare contea della California dove si è

manifestata per la prima volta, colpisce gli animali, lepre, coniglio, in seguito a puntura di zecca,

oppure l’uomo che manipola la pelle degli animali favorendo la penetrazione del batterio attraverso

flogosi cutanea ghiandolare

lesioni cutanee o follicoli piliferi. Si manifesta con una e ,

ingrossamento dei linfonodi ascellari e inguinali febbre alta colliquazione dei linfonodi

, , ,

congiuntiviti se il soggetto si strofina gli occhi con le mani infette.

Diagnosi

 terreno CGBA sieroagglutinazione

: , ricercando gli Ab che compaiono precocemente.

Profilassi

 : .

vaccini a germi vivi attenuati

Terapia

 : , , .

streptomicina gentamicina tetracicline

Famiglia Enterobacteriaceae

famiglia Enterobacteriaceae Escherichia Shigella Salmonella gruppo

La comprende i generi , , ,

KES Klebsiella, Enterobacter e Serratia Proteus Yersinia

cioè , inoltre e , Gram , anaerobi facoltativi.

Genere Escherichia E. coli

Il comprende soprattutto la , Gram , mobile, asporigeno, capsulato,

vive nell’intestino umano e animale, resiste nell’ambiente esterno.

Biochimico

Dal punto di vista è lattosio+, indolo+, fermenta i carboidrati producendo acidi e gas,

─ ─

ossidasi , ureasi .

Cresce nel terreno brodo-selenite e terreno agar-sangue S-S (salmonella-shigella), cioè terreni

selettivi che bloccano la crescita di E. coli in 8-12 h.

L’E. coli presenta l’Ag O somatico (~ 150), l’Ag H flagellare (~ 50) e l’Ag K capsulare (~ 90).

Patogenetico

Dal punto di vista possiamo fare una distinzione tra:

 elabora un’enterotossina, di natura proteica, che può essere

Escherichia coli enterotossico EIEC:

divisa in 2 frammenti monopeptidici, cioè la tossina colera-simile termolabile, molto tossica, che

attiva l’adenilato-ciclasi causando un’inversione delle

con > produzione di AMPc intracellulare,

pompe ioniche con perdita di sali con le feci diarroiche, e la tossina non colora-simile termostabile,

poco tossica, che attiva la guanilato-ciclasi del GMPc intracellulare provocando una perdita di sali e

H O. Quindi sono tossine citotoniche perchè esaltano la fx cellulare.

2

L’RPLA consente di identificare la tossina colera-simile, mentre la tecnica ELISA diretta consente

di evidenziare la tossina non colera-simile.

 Escherichia coli entero-invasivo EIEC: citotossico perchè penetra nei tessuti alterando la fx

cellulare della mucosa intestinale, distruggendo le cellule, con effetti devastanti, flogistici, con

presenza di muco e fibrina nelle feci. L’EIEC viene evidenziato in vivo mediante il test di Sereny

sulla congiuntiva di ratto o coniglio, oppure in vitro su colture cellulari (cellule Hela), poiché il

batterio prima aderisce alla superficie cellulare e poi penetra nella cellula.

 Escherichia coli entero-aderente EAEC: aderisce solo alla superficie cellulare.

 Escherichia coli entero-emorragico EHEC: è citotossico perchè p capace di ledere la parete dei

vasi, provoca una diarrea ematica, lesioni renali e distruzione dei globuli rossi. E’ detta anche

29

shigatoxin perchè è simile alla tossina di Shiga enterotossica, mentre è detta verocitotossina perchè

è studiata nelle cellule vero del rene di scimmia.

 Escherichia coli uropatogeno: responsabile del 50% delle infezioni urinari UTI, i mediatori sono

la capsula che è antifagocitaria e antiopsonica, le fimbrie e i LPS che provocano la flogosi.

L’Escherichia coli a seconda dei ceppi coinvolti può provocare enteriti, infezioni urinarie, meningiti

purulente nell’infanzia, lesioni polmonari, epatiche, delle vie biliari, ascessi cerebrali, sepsi

generalizzate, infezioni nosocomiali.

Diagnosi

La è diretta con terreni differenziali, mentre la sierodiagnosi è poco usata a causa dei vari

ceppi resistenti e delle diverse strutture Ag presenti.

Terapia

La prevede la somministrazione di tetracicline, sulfamidici, streptomicina.

Genere Shigella

Il comprende la specie Shigella dysenteriae o batterio di Shiga (dal nome del

ricercatore giapponese che l’ha scoperta), S. flexneri e S. sonnei, Gram , immobili, acapsulati,

aerobi facoltativi. ─ ─ +

Dal punto di vista Biochimico la S. dysenteriae è mannitolo e lattosio , la S. flexneri è mannitolo

─ + +

e lattosio , la S. sonnei è mannitolo e lattosio .

neurotossina di Shiga

La S. dysenteriae è enteroinvasiva, elabora la responsabile della dissenteria

con colite mucoemorragica, dolori addominali violenti, paralisi degli arti e morte.

Si tratta di una colite ulcerosa con formazione di pseudomembrane che guariscono con la

formazione di cicatrici. dissenteria emorragica

La S. sonnei è responsabile di una nel bacino del Mediterraneo.

elaborano una tossina ma la loro azione patogena si deve all’adesività e

La S. flexneri e sonnei non

attività proinfiammatoria di fimbrie e LPS.

Le specie sono differenziate in base agli Ag O somatici della membrana esterna della parete

cellulare, di natura lipopolisaccaridica.

Diagnosi

La avviene mediante terreni differenziali agar S-S, tenendo conto che la Shigella è

─ ─

ureasi , indolo . La sierodiagnosi è inutile perchè la malattia è di breve durata o perchè nel siero del

pz possono essere presenti Ab per pregresse infezioni da Shigella.

Terapia

La avviene con sulfamidici e altri antibiotici. ─

Genere Proteus

Il comprende le specie Proteus vulgaris e mirabilis, enterobatteri Gram ,

+ : l’enzima ureasi

asporigeni, acapsulati, mobili per la presenza di ciglia peritriche, ureasi 3+

un fattore di virulenza perchè provoca l’idrolisi dell’urea con produzione di NH

rappresenta che è

citolesiva nei confronti dell’epitelio delle vie urinarie (urotelio), inattiva le frazioni del C, inibisce la

fusione fago-lisosoma importante nella fase del killing batterico e interferisce nella liberazione delle

citochine che sono importanti per la difesa dell’organismo.

L’attività ureasica del Proteus mirabilis è 1000 volte superiore a quella del Proteus vulgaris.

nell’intestino provocando infezioni urinarie UTI, enteriti,

I proteus vivono nelle vie urinarie e

oppure otiti, pleuriti e peritoniti.

test di Weil-Felix

Mediante il è stata dimostrata che i Proteus e le Rickettsie hanno Ag in comune:

il Proteus OX19 con la R. prowazekii, il Proteus OX2 con R. rickettsii, il Proteus OXK con la R.

japonica.

Terapia

La delle infezioni da Proteus si basa su penicillina, ampicillina e cefalosporine.

Genere Salmonella

Il comprende oltre 1600 specie, in particolare la S. typhi, S. paratyphi A, B,

C, S. enteritidis, S. cholerae suis, S. typhi murium...

Sono enterobatteri Gram , bastoncellari, mobili con ciglia peritriche, asporigeni, capsulati,

─ ─

+ + +

glucosio , maltosio , mannitolo , lattosio , ureasi .

Le Salmonelle sono classificate in base al mosaico Ag (schema di Kauffmann e White): esistono 65

Ag O somatici, 83 Ag H flagellari di fase 1 specifici (posseduti da una sola specie), 11 Ag H

da più specie), infine l’Ag Vi capsulare.

flagellari di fase 2 aspecifici (posseduti

Ad esempio, Salmonella typhi è indicato con la sigla: 9,12,Vi:d:- (Ag O9 e 12, Ag Vi, Ag H di fase

1 specifico di tipo d, non ha Ag H di fase 2 aspecifici). 30

La Salmonella typhi è responsabile del tifo addominale, mentre le S. enteritidis e cholerae suis

provocano tossinfezioni alimentari attraverso cibi non conservati bene, verdure, molluschi

consumati crudi (vedi dispensa Malattie Infettive).

La Diagnosi diretta si basa sull’emocoltura nella 1^ settimana perchè il batterio è presente nel

sangue, mentre dalla 2^ settimana si ricorre alla coprocoltura seminando le feci in un terreno

differenziale, da ripetere fino a quando tutti i batteri sono stati eliminati con le feci.

La sierodiagnosi si basa sulla prova di sieroagglutinazione di Widal per la ricerca degli Ab anti-

AgO o H: il siero del pz viene diluito con una soluzione fisiologica e si fa reagire con Ag noti, cioè

con sospensioni batteriche. Si mette il siero in 5-7 provette: nella prima provetta, detta pilota, si

mette una soluzione fisiologica di NaCl allo 0,9%, mentre nelle altre provette è allo 0,5%.

Poi si mette nella prima provetta 0,1 ml di siero, ottenendo una diluizione 1/10 (9 parti di soluzione

fisiologica e 1 parte di siero). Nella seconda provetta si mettono 0,5 ml di soluzione della provetta

pilota, cioè 0,45 ml di soluzione fisiologica + 0,05 ml di siero, ottenendo una diluizione 1/20, e così

via, ottenendo diluizioni 1/40, 1/80, 1/160.

Si aggiungono 0,5 ml di sospensione batterica, cioè l’Ag noto della Salmonella, si mette in

termostato a 37°C e dopo alcune h si nota qual è la provetta a massima diluizione dove si è

verificata l’agglutinazione.

Possono verificarsi dei fenomeni responsabili di risultati fasi + o ─:

─ l’agglutinazione si verifica nella provetta dove il siero è più

fenomeno paradosso o della prezona:

diluito, mentre non si verifica nelle prime provette.

─ agglutinazione di gruppo: il siero agglutina il ceppo responsabile dell’infezione e i ceppi che

hanno Ag in comune.

Per evitare questi inconvenienti si ricorre alla prova di adsorbimento di Castellani mettendo in

contatto il siero del pz con le sospensioni batteriche usate nella prova di Widal: la reazione risulta

dell’infezione poiché è

negativa nel campione di siero adsorbito con la specie batterica responsabile

massima l’affinità Ag-Ab per cui non si notano Ab in soluzione, mentre per altre specie l’affinità è

solo parziale, cioè gli Ab non sono tutti adsorbiti ma restano in soluzione, per cui si tratta di una

prova di consumo o saturazione delle agglutinine (Ab agglutinanti).

consente di stabilire la cronologia dell’infezione: gli Ab anti-AgO

Il test di Weil-Felix compaiono

precocemente ma sono di breve durata (IgM), gli Ab anti-AgH compaiono tardivamente ma sono di

lunga durata (IgG).

Terapia

La si basa sulle ampicilline, penicilline, cloramfenicolo, sulfamidici.

Profilassi

La avviene con il vaccino a germi uccisi con il calore, formalina, acetone, con risposta

immunitaria efficace ma di breve durata, oppure il vaccino Ty21a a germi vivi ma avirulenti,

altamente immunogeno, stimola il GALT (tessuto linfatico gastro-intestinale) provocando la morte

batterica per lisi in seguito ad assunzione di galattosio.

Gruppo KES Klebsiella, Enterobacter, Serratia

Il comprende gli enterobatteri , che fanno parte

della flora batterica intestinale e diventano patogeni solo in presenza di fattori favorenti.

─ ─

+ +

Il genere Klebsiella comprende batteri Gram immobili, capsulati, glucosio , lattosio , ossidasi ,

come Klebsiella pneumoniae responsabile di polmoniti, UTI, enteriti, meningiti, e Klebsiella

rhinoscleromatis responsabile del rinoscleroma cioè un processo granulomatoso cronico delle

narici con ingrossamento del naso.

Si tratta di infezioni opportunistiche, nosocomiali, veicolate dal personale sanitario, e sono resistenti

agli antibiotici. ─

Il genere Enterobacter comprende batteri Gram , mobili per la presenza di ciglia peritriche,

+

capsulati, glucosio , come E. cloaceae presenti nelle feci umane e animali, urine, pus, acque

sporche, terreno... ─

Il genere Serratia comprende batteri Gram , mobili per la presenza di ciglia peritriche, raramente

capsulati, chiamato in passato batterio prodigioso perchè produce un pigmento rosso simile al

sangue. Provoca infezioni opportuniste ospedaliere nei pz cateterizzati, reparti di urologia, resistenti

agli antibiotici. 31

Genere Yersinia + +

Il comprende batteri Gram , immobili, acapsulati, glucosio , fruttosio ,

─ ─

+ +

maltosio , mannitolo , lattosio , ureasi .

responsabile della peste bubbonica nell’uomo e roditori: la trasmissione

Abbiamo la Yersinia pestis

dell’infezione all’uomo è favorita dalla pulce del ratto Xenopsilla cheopis, e si manifesta con

tumefazione e suppurazione delle linfoghiandole satelliti, invasione del torrente circolatorio, fegato,

reni, SNC... Se la trasmissione avviene per via aerea si ha una broncopolmonite pestosa letale.

La Yersinia enterocolitica è un batterio criofilo cioè resistente a basse T cioè a 5°C, in frigorifero,

condizionatori d’aria, per cui sono detti batteri che vengono dal freddo, responsabili di infezioni

intestinali in seguito all’ingestione di cibi contaminati da feci animali e consumati crudi, conservati

in frigorifero, con azione di un’enterotossina termostabile, provocando sintomi simili

cioè dolori all’ipocondrio dx, febbre alta, diarrea.

all’appendicite,

Terapia

La avviene con le tetracicline.

Famiglia Chlamidiaceae

famiglia Chlamidiaceae genere Chlamydia

La comprende il e le specie Chlamydia

trachomatis, psittaci e pneumoniae, batteri Gram , parassiti obbligati intracellulari, di piccole

dimensioni, dotati di parete cellulare, ribosomi di 70S, DNA, RNA, si moltiplicano per scissione

binaria, ricavano energia dalla cellula ospite.

Durante il ciclo biologico danno origine al corpo elementare che è la forma infettante, di forma

sferica di ~ 200-300 nm di Ø che penetra nella cellula ospite e dà origine al corpo reticolato che è la

forma non infettante di ~ 1000 nm di Ø, che si accresce costituendo un corpo incluso cioè una

grossa inclusione intracitoplasmatica. Dopo ~ 24 h i corpi reticolati diminuiscono di dimensioni e

danno origine ai corpi elementari che vengono liberati in seguito a lisi cellulare e attaccano altre

cellule.

Dal punto di vista Ag le Chlamydie presentano Ag di gruppo genere specifici di natura LPS,

termostabile, Ag specie specifici di natura proteica, superficiali, e Ag sierotipo specifici di natura

proteica e superficiali.

Le Chlamydie inibiscono la fusione fago-lisosomiale bloccando la sintesi macromolecolare e

provocando l’infezione.

Chlamydia psittaci

La provoca infezioni in animali domestici e selvatici, in particolare i

pappagalli che occasionalmente trasmettono l’infezione all’uomo in seguito all’inalazione di feci

secche dove il batterio resiste a lungo, provocando una pneumopatia acuta febbrile, cioè un

processo infiammatorio che interessa gli alveoli e l’interstizio polmonare, con ispessimento della

membrana alveolo-capillare, edema polmonare, microemorragie, ipersecrezione di muco e

occlusione bronchiale con insufficienza respiratoria, cianosi e dispnea, tosse secca e stizzosa,

mialgie, artralgie, epatomegalia, dolori gastrointestinali, alterazione dello stato mentale e coma.

Diagnosi

La si basa sulla ricerca della Chlamydia seminando il materiale patologico, cioè

espettorato, sangue... su linee cellulari, oppure si ricorre all’immunofluorescenza indiretta con Ab

monoclonali coniugati a fluoresceina e si osserva al microscopio in fluorescenza.

Terapia

La si basa sulla somministrazione di tetracicline ed eritromicina.

Chlamydia trachomatis

La comprende vari sierotipi (A-L) responsabili di varie patologie:

 congiuntivite da inclusi: congiuntivite acuta a lenta evoluzione, autolimitante, a guarigione

si manifesta con fotofobia e congiuntivite follicolare benigna. L’infezione può colpire i

spontanea,

neonati durante il passaggio attraverso il canale del parto di mamme infette, mentre l’adulto si

infetta mediante secrezioni genitali infette o nuotando in acque non trattate con cloro o contaminate

da secrezioni genitali infette.

 tracoma: infiammazione cronica papillare o follicolare, con sviluppo di follicoli sulle congiuntive

palpebrali e bulbari, flogosi corneale, formazione del panno corneale, opacizzazione della cornea e

flogosi di tutto il globo oculare fino alla cecità. Il contagio può essere diretto da uomo a uomo,

oppure mediato da fazzoletti, asciugamani contaminati.

 linfogranuloma venereo LGV (vedi dispensa Dermatologia). 32

 uretriti non gonococciche UNG: le UNG nel 30-50% dei casi sono dovute alla Chlamydia

trachomatis, sono malattie veneree a trasmissione sessuale, diffuse nei Paesi sottosviluppati, che

dopo un periodo di incubazione di 1-3 settimane, si manifestano con disuria, secrezione uretrale.

 uretriti postgonococciche UPG: si manifestano nei soggetti guariti dalla gonorrea in seguito

all’uso di antibiotici attivi sul gonococco ma non sulle Chlamydie, fino a provocare epididimiti con

sterilità.

 infezioni urogenitali nella donna: endocerviciti mucopurulente, malattia infiammatoria pelvica

(MIP), salpingite acuta cioè infezione delle tube uterine responsabile di sterilità, aborto,

prematurità.

 infezioni neonatali: polmonite interstiziale trasmessa al feto durante il parto, si manifesta con

tosse parossistica, dispnea, febbre...

Diagnosi

La si basa sulla ricerca delle Chlamydie nel muco prelevato mediante un tampone inserito

nel collo dell’utero, che viene seminato in terreni di coltura cellulari, poiché si tratta di batteri

intracellulari, aggiungendo antibiotici che consentono di eliminare i batteri della flora residente.

E’ utile l’immunofluorescenza indiretta mediante Ab monoclonali coniugati alla fluoresceina per

evidenziare gli Ag nel materiale patologico, oppure si ricorre alla PCR, ELISA...

Terapia

La si basa su sulfamidici, eritromicina, rifampicina, tetracicline.

Chlamydia pneumoniae è responsabile di infezioni dell’apparato respiratorio, cioè faringiti,

La

sinusiti, otiti, polmoniti... frequenti negli immunodepressi (opportunistiche).

Terapia

La si basa su tetracicline ed eritromicina.

Famiglia Mycoplasmataceae

famiglia Mycoplasmataceae generi Mycoplasma Ureaplasma

La comprende i e .

Le specie patogene sono Mycoplasma pneumoniae, salivarium, orale, buccale, faucium, lipophilum,

fermentans, genitalium, hominis, e Ureaplasma urealyticum.

Si tratta di batteri privi di parete cellulare, presentano una membrana plasmatica con proteine, lipidi

e colesterolo, presentano ribosomi di 70S, DNA di piccole dimensioni, aerobi o anaerobi facoltativi,

molto esigenti per cui crescono in terreni elettivi, sono sensibili al calore, raggi UV, resistono agli

antibiotici che agiscono sulla parete cellulare, come i β-lattamici.

+ +

, mentre l’Ureaplasma urealyticum è ureasi

I Mycoplasmi sono glucosio .

Mycoplasma pneumoniae

Il ha attività ciliostatica e ciliotossica, per cui provoca infezioni

respiratorie acute cioè faringiti, tracheobronchiti, riniti, otiti, sinusiti e soprattutto polmoniti negli

anziani e bambini (4-44%).

I sintomi classici sono malessere, cefalea, febbre, tosse, dolore toracico sottosternale, mialgie,

artralgie diffuse, esantemi maculo-papulari, disturbi gastroenterici.

Nei soggetti con anemia falciforme si possono avere delle complicanze: insufficienza respiratoria,

pleurite, anemia emolitica, trombocitopenia, gastroenterite, epatite, pancreatite, pericardite,

miocardite, meningite, meningoencefalite, neurite, linfoadenopatie, splenomegalia, nefrite.

Diagnosi

La si basa sulla ricerca dei mycoplasmi nel materiale patologico prelevato con tampone

faringeo, aspirato tracheobronchiale, espettorato, biopsia polmonare: si usano terreni elettivi ricchi

di proteine, carboidrati, brodo siero e agar-siero, alla T di 35-37°C, osservando a opportuni

ingrandimenti. Si può usare anche il test di inibizione della crescita batterica: si prende una

soluzione di brodo dove è avvenuta la crescita batterica e la si mette su una piastra di agar facendo

assorbire, si mette una striscia di carta con Ab anti-micoplasmi che inibiscono la crescita batterica

con formazione di aloni di inibizione.

Inoltre si ricorre alla sierodiagnosi con immunofluorescenza indiretta, ELISA, reazione di

fissazione del complemento, PCR.

Terapia

La si basa su tetracicline, eritromicina e cloramfenicolo.

Mycoplasma hominis

Il è responsabile del 20-40% di infezioni genito-urinarie, cioè epididimiti,

salpingiti, febbre post-partum o abortum, oppure provoca meningiti neonatali, setticemie, ascessi

cerebrali, artriti, pielonefriti, infezioni nosocomiali perioperatorie, di ferite chirurgiche, ustioni... 33

Mycoplasma incognitus

Il scoperto casualmente nei pz con sarcoma di Kaposi in corso di

AIDS, è invasivo e promuove il passaggio dall’HIV all’AIDS conclamato.

Ureaplasma urealyticum

L’ è responsabile delle UNG, prostatiti, sindrome uretrale acuta,

epididimite, aborto, sterilità. Si tratta di infezioni trasmesse per via sessuale o al neonato durante il

parto. si basa sulla ricerca dell’Ureaplasma in terreni di coltura contenenti

Diagnosi

La il materiale

con pH > 7, per differenziare l’Ureaplasma dal

patologico prelevato dalle vie genito-urinarie,

Mycoplasma hominis. Il terreno contiene l’urea che favorisce la crescita dell’Ureaplasma.

Terapia

La si basa sulla somministrazione di tetracicline, cloramfenicolo e chinolonici.

VIROLOGIA

Virus sono le più piccole molecole a struttura submicroscopica e subcellulare, nell’ordine dei nm,

I

visibili al M.E., dotati di proprietà infettanti, costituiti da un solo acido nucleico, DNA o RNA,

formante il genoma virale.

Sono parassiti obbligati, cioè non hanno vita autonoma, non producono o accumulano energia, non

replicano le proprie strutture poiché non presentano gli enzimi deputati al metabolismo e alla

produzione di energia.

I virus dispongono di enzimi in grado di iniziare l’infezione o la riproduzione di un virione cioè

l’unità virale completa matura extracellulare oppure di modificare gli acidi nucleici neoformati.

Rispetto ai batteri e protozoi che presentano un parassitismo nutrizionale, i virus presentano un

parassitismo genetico nella cellula ospite dove si ha l’integrazione tra il genoma

, infatti penetrano

virale e il genoma della cellula ospite.

Classificati

I Virus possono essere in:

─ virus animali: parassitano i vertebrati cioè pesci, uccelli, rettili, mammiferi (uomo).

─ virus vegetali.

─ virus batterici o batteriofagi.

Viroidi

I sono i virus più semplici: il genoma virale è circondato da un involucro proteico detto

l’acido nucleico può essere associato a proteine stabilizzanti ed è detto

capside; core. Il core e il

capside formano il nucleocapside.

I virus sono detti nudi quando il capside è privo di rivestimento lipoproteico detto pericapside o

che proteggono l’acido nucleico dalle nucleasi presenti nei fluidi extracellulari e

peplos o envelope

sono deputati a iniziare l’infezione mediante delle strutture dette siti di adsorbimento o

antirecettori che consentono al virus di legarsi al recettore specifico delle membrane cellulari.

Il capside è formato da tante unità proteico-morfologiche dette capsomeri, mentre il pericapside è

simmetria del capside

Dall’assemblaggio dei capsomeri deriva la

costituito dai peplomeri. che può

elicoidale icosaedrica cubica

essere simmetria , o .

virus a simmetria elicoidale

Nei le unità di struttura (capsomeri e peplomeri) si dispongono a

formare una spirale che si avvolge in senso antiorario. I singoli capsomeri hanno una forma ellittica

con una piccola concavità nella porzione disposta verso le spire adiacenti. L’insieme delle concavità

costituisce un piccolo disco ad andamento a spirale in cui si nota l’acido nucleico. 34

virus a simmetria cubica o icosaedrica il capside è ordinato in modo da assumere l’aspetto di

Nei cioè l’icosaedro

un solido geometrico regolare (poliedro a forma cubica con 20 facce a forma di

triangolo equilatero, 12 vertici e 30 spigoli).

I capsomeri a loro volta presentano un n° variabile di subunità strutturali o monomeri: trimeri,

tetrameri, pentameri, esameri, di un unico peptide (omoligomeri) o di 2 o più peptidi diversi

(eteroligomeri).

Il pericapside, peplos o envelope è una struttura lipoproteica dove la parte significativa delle

peplomeri a forma acuminata piccoli

proteine è data da proiezioni superficiali dette (Spikes) o

globi (Knobs) ancorati al pericapside mediante dei peduncoli: hanno il compito di ancorare o legare

al recettore cellulare favorendo l’ingresso del virus nella cellula, come nel caso delle

il virus dell’ortomixovirus e paramixovirus che si legano al residuo terminale del

emoagglutinine HA

recettore cioè all’acido sialico che è presente anche sulla membrana dei globuli rossi, ecco perchè

questi virus possono provocare l’emoagglutinazione in vitro.

Un’altra proiezione esterna è la neuroamminidasi NA che insieme alle emoagglutinine HA

rappresenta il determinante antigenico di tali virus.

Per cui i peplomeri sono strutture fortemente Ag, importanti per la realizzazione dei vaccini.

Prioni

I , scoperti nel 1982, inizialmente definiti virus non convenzionali, sono particelle proteiche

infettanti prive di acidi nucleici: in campo veterinario sono responsabili della Scrapia caratterizzata

da encefalite degenerativa, grattamento, incordinazione motoria, paralisi o morte dovuta a

degenerazione neurologica del S.N. encefalico.

I prioni sono responsabili anche dell’encefalopatia spongiforme dei bovini BSE o morbo della

mucca pazza (Mad Cow Disease) con encefalo spugnoso che va in contro a distruzione

progressiva.

I prioni sono distrutti a 120°C e poiché non possiamo cuocere la carne a tale T°C è possibile la

trasmissione della malattia all’uomo, come la sindrome di Creutzfeld-Jacob CSD con encefalite,

sindrome di Alzheimer con encefalopatie degenerative, sclerosi multipla.

Struttura Chimica dei Virus

genoma virale

 Acidi Nucleici: il presenta uno solo dei 2 acidi nucleici cioè DNA o RNA, a

singola elica o a doppia elica, a configurazione circolare o lineare. Nei virus animali l’RNA è

sempre a singola elica ad eccezione dei Retrovirus, mentre il DNA è sempre a doppia elica ad

eccezione dei Parvovirus che hanno un DNA a singola elica (monocatenario).

Tra i virus a RNA a singolo filamento abbiamo i picornaviridae (enterovirus, rhinovirus),

orthomyxovirus e rhabdoviridae.

Tra i virus a RNA a doppio filamento abbiamo i reovirus e rotavirus.

Tra i virus a DNA a singolo filamento abbiamo il parvoviridae.

Tra i virus a DNA a doppio filamento abbiamo il poxviridae, adenoviridae, herpetoviridae,

papovaviridae, hepadnaviridae (HBV a DNA circolare).

 Proteine: le proteine sono le componenti più importanti del virione, svolgono attività protettiva

del genoma, funzioni biologiche, facilitano il trasferimento dell’acido nucleico da una cellula ospite

all’altra, condizionano l’adsorbimento della particella virale alla cellula recettiva e determinano la

simmetria del virus. Sono responsabili delle caratteristiche patogene del virus insieme ai glicidi di

superficie.

 Lipidi: sono presenti solo nei virus dotati di pericapside, assunte dal virione quando la particella

virale viene estromessa dalla cellula ospite attraverso la membrana cellulare per gemmazione a

livello di siti particolari della membrana stessa.

 Glicidi: le glicoproteine del pericapside sono codificate dal virus, agiscono da Ag virali, come le

emoagglutinine e neuroaminidasi degli Ortomixovirus che sono importanti per allestire i vaccini

anti-influenzali. Infezione Virale

L’infezione virale avviene in varie tappe: 35

siti di adsorbimento

 si ha l’intervento di strutture superficiali del virus detti

adsorbimento: o

antirecettori recettori

e presenti sulla superficie della cellula ospite.

Nel caso degli adenovirus i mediatori dell’adsorbimento sono le fibre dei capsomeri, nel caso degli

ortomixovirus sono gli apici delle emoagglutinine. I virus nudi presentano delle depressioni

canyon

negative per il recettore a livello del capside dette .

CDA dei linfociti Th EGF o Epidermal Growth Factor

per l’HIV, il recettore

Tra i recettori abbiamo il

glicoproteina dei linfociti B per l’EBV.

per il poxvirus,

 penetrazione: il virus penetra nella cellula ospite per endocitosi cioè viene inglobato in un

vacuolo della m.p. della cellula. I virus dotati di pericapside si fondono con la m.p. rilasciando il

nucleocapside direttamente nel citoplasma. La fusione tra pericapside e m.p. nel caso dell’Herpes

Parvomixovirus avviene per l’intervento della glicoproteina F che modifica il pericapside

Virus e

nel punto in cui è avvenuta la fusione.

 si ha il distacco completo dell’acido nucleico

spoliazione, decapsidizzazione o svestimento:

delle proteine virali per intervento di enzimi proteolitici cellulari e virali.

 sintesi o replicazione: si ha la sintesi di una nuova proteina virale specifica e la replicazione

dell’acido nucleico che varia a seconda dell’acido nucleico.

 assemblaggio, maturazione e liberazione: nei virus nudi si formano prima capsidi vuoti nel cui

interno viene impacchettato l’acido nucleico e si parla di provirione, poi si ha la maturazione e

l’accumulazione nel citoplasma o nel nucleo e vengono rilasciati in seguito a lisi cellulare.

Nel virus con pericapside la maturazione avviene al momento della fuoriuscita della cellula ospite e

cioè quando si rivestono del pericapside stesso. La liberazione quindi avviene senza che avvenga la

lisi della cellula ospite ma avviene mediante gemmazione o esocitosi.

In alcuni casi durante la moltiplicazione dei virus, si possono formare nelle cellule ospiti, a livello

nucleare o citoplasmatico i corpi inclusi cioè ammassi di virioni fusi dove si verifica la

maturazione, visibili al M.O. tra cui abbiamo i corpi del Negri intracitoplasmatici, acidofili,

contenenti masserelle lievemente basofile, i corpi del Guarnieri intracitoplasmatici, acidofili, i

corpi di Lipscutz intranucleari, acidofili (herpes simplex), i corpi intranucleari e

intracitoplasmatici del CMV, acidofili e raramente basofili.

Classificazione dei Virus

I virus sono classificati in base a caratteristiche morfologiche, strutturali e biochimiche.

L’ICTV o International Committee on Taxonomy of Viruses ha classificato i virus in base al

tipo di acido nucleico, presenza o meno del pericapside, strategia di replicazione e segmentazione

genomica.

Si fa una distinzione tra Famiglie cioè gruppi di virus organizzati in Generi designati con il suffisso

viridae dotati di caratteristiche in comune ma diverse da altri generi.

Le famiglie Retrovirus, Poxvirus, Herpesvirus presentano anche le Sottofamiglie designate con il

suffisso vironae. La famiglia Retrovirus presenta anche il Sottogenere come gli Oncornavirus di

tipo C divisi in 3 gruppi cioè mammiferi, uccelli e rettili.

La Specie indica un raggruppamento di ceppi virali aventi proprietà in comune ma distinte da altre

specie. Famiglia Herpesviridae

La famiglia Herpesviridae comprende gli Human Herpes Virus HHV distinti in:

─ Herpes Simplex Virus di tipo 1 (HSV1)o Herpes labiale.

─ Herpes Simplex Virus di tipo 2 (HSV2) o Herpes genitale.

─ Herpes Varicella Zoster VZV o HHV3.

─ Virus Epstein-Barr HBV o HHV4.

─ Citomegalovirus CMV o HHV5.

─ HHV6 di tipo A e B.

─ HHV7.

─ HHV8 (sarcoma di Kaposi nei pz con AIDS). 36

Il nome herpes deriva dal greco “herpein” che significa strisciare, migrare, infatti la caratteristica di

questi virus è che dopo la guarigione dell’infezione primaria il virus non viene eliminato dall’ospite

ma resta silente o latente per mesi o anni in siti specifici ma può essere riattivato da vari stimoli e

provocare infezioni secondarie, reinfezione o infezioni ricorrenti.

I virus EBV, HHV6 e HHV8 sono virus oncogeni perchè sono associati a varie neoplasie.

Famiglia Paramixoviridae

comprende virus patogeni per l’uomo e gli animali, tra cui i generi

La famiglia Paramixoviridae

Paramixovirus Morbillovirus Pneumovirus

(parotite), (morbillo), come il Virus Respiratorio

Sinciziale (VRS). Sono virus a RNA a singola elica con capside a simmetria elicoidale, pericapside

dotato di strutture esterne a forma di bastoncino e di funghi corrispondenti all’Ag HN che è molto

stabile, per cui determina immunità duratura. Inoltre presentano la glicoproteina F che permette al

pericapside di fondersi con le lipoproteine di membrana e penetrare nel citoplasma. La replicazione

è intracitoplasmatica.

N.B.: →

Parotite e Morbillo dispensa Malattie Infettive.

VRS dispensa Malattie Apparato Respiratorio.

Famiglia Togaviridae

Alphavirus Rubivirus

encefaliti

La famiglia Togaviridae comprende i generi responsabili di , che

virus rubeolico Flavivirus

rosolia lesioni

comprende il responsabile della , responsabili di

epatiche severe febbre gialla o febbre dengue

cioè della dal dialetto orientale che significa febbre

che spezza le ossa.

Si tratta di virus a RNA a singola elica con capside a simmetria cubica e pericapside.

N.B.:

Rosolia → dispensa Malattie Infettive.

Famiglia Picornaviridae

I Picornavirus rappresentano i più piccoli virus a RNA a singola elica con capside a simmetria

Enterovirus Rhinovirus

cubica, privi di pericapside, tra cui abbiamo i generi e .

vivono nell’intestino e sono rappresentati da:

Gli enterovirus

Poliovirus 1, 2, 3

 : responsabili di lesioni necrotiche dei neuroni motori con poliomielite

paralitica cioè paralisi flaccida permanente, spesso letale. Il vaccino anti-polio è obbligatorio e

ormai questa infezione è stata debellata.

Coxsackievirus A e B

 : il Coxsackievirus di tipo A provoca lesioni faringee, polmonari e

articolari, mentre il Coxsackievirus di tipo B provoca miocarditi e lesioni dei muscoli volontari con

paralisi spastica.

Echovirus

 .

N.B.: →

Rhinovirus dispensa Malattie Apparato Respiratorio.

Virus Diarreogeni

Rotavirus famiglia Reoviridae

I Virus diarreogeni sono rappresentati dai appartenenti alla e

Adenovirus enterici famiglia Adenoviridae

appartenenti alla .

Sono responsabili di enteriti nei primi 2 anni di vita quando la risposta immunitaria del bambino e

la flora batterica intestinale non sono ancora ben sviluppati.

Il Rotavirus è un virus a RNA a doppia elica con capside a simmetria icosaedrica, doppio a forma

di ruota, privi di pericapside, la replicazione è intracitoplasmatica. 37

Il Rotavirus è responsabile di enteriti nel periodo invernale, si localizza nel tenue colpendo i villi

3

intestinali e viene eliminato mediante feci diarroiche acquose fino a 1 miliardo di virioni/mm di

feci. La terapia avviene con il colostro bovino che è il primo tipo di latte prodotto dai mammiferi,

contenente Ab specifici contro il Rotavirus.

Gli Adenovirus enterici 40, 41 sono i sierotipi responsabili di enteriti, mentre gli altri sierotipi

sono responsabili di infezioni delle vie respiratorie (faringiti, laringiti, polmoniti).

Sono virus a DNA a doppia elica con capside a simmetria icosaedrica formato da 252 capsomeri

(240 esoni, 12 pentoni) da cui fuoriescono i tubercoli. Sono privi di pericapside, la replicazione è

intranucleare. prova di agglutinazione passiva inversa al lattice RPLA

Diagnosi

La avviene mediante la nel giro

di 30 minuti usando un campione fecale.

Coltivazione dei Virus

colture cellulari

Le sono attualmente quelle più usate, distinte in:

 colture primarie: si ottengono direttamente dai tessuti freschi, come il rene di scimmia o umano

embrionato, costituiti da cellule epiteliali che hanno lo stesso corredo cromosomico diploide delle

cellule di partenza (cariotipo). Le cellule ottenute per tripsinizzazione della corticale del rene

crescono sul fondo del recipiente, formando un monostrato continuo che rappresenta la coltura

primaria. Si arresta la crescita cellulare, tramite inibizione da contatto e può essere usata per

coltivare il virus da studiare.

 colture semicontinue: sono costituite da fibroblasti di embrioni umani, non subiscono alterazioni

del corredo cromosomico, diploide, e mantengono tale situazione fino al 50° passaggio.

 colture continue: aneuploidi, spesso diploidi, con n° cromosomico eteroploide anche dopo vari

passaggi, si coltivano facilmente e possono essere trapiantate per lungo tempo e indefinitivamente.

Sono molto usate le cellule Hela derivate dal carcinoma umano della cervice uterina, o le cellule

KB e HEp-2 derivate da un carcinoma umano laringeo.

Le colture vengono osservate al microscopio a luce invertita tenendo conto che molti virus hanno

effetto citopatico (poliovirus, adenovirus), effetto trasformante (virus oncogeni).

Diagnosi delle Infezioni Virali: metodi diretti e indiretti

I metodi diretti consentono di evidenziare il virus, genoma virale e strutture Ag nel materiale

patologico mediante:

 osservazione diretta al M.E. : si studia la morfologia del virus.

 sonde a DNA metodo DOT BLOT o ibridazione in situ

o : evidenzia il genoma virale.

 tecniche di immunofluorescenza diretta DFA tecnica immunoenzimatica ELISA

, ,

tecnica con isotopi radioattivi RIA agglutinazione passiva inversa RPLA

, (reverse passive latez

assay): consentono la ricerca di Ag virali mediante Ab specifici.

I metodi indiretti consentono la ricerca degli Ab specifici nel siero del pz valutando la

sieroconversione con > titolo Ab di almeno 4 volte tra il siero prelevato nella fase acuta e siero

prelevato nella fase di convalescenza, valutando la comparsa di IgM nella fase acuta e IgG nella

fase di convalescenza. immunofluorescenza indiretta IFI ELISA Western Blotting

Tra i metodi indiretti abbiamo: , ,

WB

... 38

Vaccini Virali

 : costituito da virus non replicanti, inattivati con la formaldeide, β-

Vaccino da Virus Inattivati Tra questi vaccini abbiamo l’anti-polio

pripriolattone, acetil-etil-anemina. SALK indicato con la

sigla IPV, anti-influenzale, anti-rabbia, encefalite giapponese.

 Vaccino da Mutanti Avirulenti:

- Polio: SABIN, per via orale, sigla OPV.

- Morbillo-Parotite-Rosolia: MPR.

- Varicella.

- Epatite B HBV.

 :

Vaccino da Frazioni o Subunità Virali

- influenza (Ag H e N).

- epatite B. Parassitologia

Parassiti ospite

I sono organismi che vivono in associazione con un altro organismo detto da cui

ricavano i mezzi per sopravvivere, causando danni all’ospite stesso.

si intende l’associazione tra un parassita e un ospite di diversa specie in cui il

Per commensalismo

ottiene benefici dall’ospite senza danneggiarlo come Entamoeba coli che vive

commensale

nell’intestino nutrendosi del contenuto intestinale, senza provocare danni.

indica l’associazione tra parassita e ospite con benefici per entrambi,

La simbiosi mutualistica

come ad esempio i vermi del legno (termiti) e i protozoi flagellati intestinali presenti nelle termiti.

I parassiti sono organismi viventi di vario tipo: virus (virologia), batteri (batteriologia), funghi o

miceti (micologia), elminti o vermi (elmintologia), protozoi (protoozologia), artropodi

(entomologia).

parassiti

I sono distinti in:

─ parassita monoxeno: svolge il ciclo biologico in un solo ospite.

─ parassita dixeno: svolge il ciclo biologico in 2 ospiti diversi.

─ parassita polixeno: svolge il ciclo biologico in più di due ospiti.

L’

ospite può essere distinto in:

─ ospite definitivo: in cui il parassita svolge il ciclo sessuato cioè la fecondazione.

─ ospite intermedio: in cui il parassita svolge il ciclo asessuato.

Inoltre i parassiti sono distinti in:

─ vivono sulla superficie cutanea dell’ospite come gli artropodi (zecche, zanzare...).

ectoparassiti:

─ vivono nelle cavità naturali o nei tessuti dell’ospite come Leishmania,

endoparassiti:

Toxoplasma, Plasmodium che sono parassiti intracellulari.

─ vivono necessariamente nell’ospite come le tenie.

parassiti obbligati:

─ vivono al di fuori dell’ospite e casualmente penetrano nell’ospite come le

parassiti facoltativi:

Amebe a vita libera che vivono nell’acqua (nuotatori).

parassiti obbligati

Inoltre i sono distinti in:

─ parassiti temporanei: si comportano da parassiti solo in alcuni periodi, come le zanzare

femmine che per deporre le nuovo hanno bisogno di sangue.

─ svolgono tutto il ciclo biologico nell’ospite, come i pidocchi che

parassiti permanenti: per

sopravvivere hanno bisogno continuamente di sangue.

organismi sono classificati

Gli in:

1) regni. 39

2) phylum.

3) classe.

4) ordine.

5) famiglia.

6) genere.

7) specie.

I microrganismi sono classificati con i parametri genere e specie.

Protozoi

Protozoi

I sono microrganismi unicellulari, eucarioti, eterotrofi, aerobi o anaerobi, appartenenti al

regno dei Protisti, detti anche chemiorganotrofi poichè ricorrono a reazioni redox e si nutrono di

materiale organico. 2 μm come nel caso dei Microsporidi e Leishmania,

I protozoi presentano dimensioni variabili da

fino a 80 μm come nel caso di Balantidium coli.

I protozoi presentano una membrana plasmatica trilaminare con un doppio strato fosfolipidico,

rivestita superficialmente dal mantello cellulare o glicocalice formato da glicoproteine e glicolipidi

che fungono da recettori che mediano i meccanismi di adesione tra parassita e cellula ospite, nonché

strutture Ag che consentono il riconoscimento del protozoo da parte del S.I. dell’ospite.

In alcuni protozoi, come gli Sporozoi, la m.p. presenta una pellicola che la rinforza esternamente.

Inoltre i protozoi presentano un citoscheletro formato da microtubuli e microfilamenti che svolgono

una funzione di sostegno della m.p. e di vari organelli citoplasmatici, costituendo la struttura di base

che consente il movimento di ciglia e flagelli, detto assonema costituito da 9 coppie di microtubuli

periferici che circondano una coppia centrale, rivestito dalla m.p. e ancorate al citoplasma mediante

un corpo basale. I flagelli sono più lunghi ma meno numerosi rispetto alle ciglia.

Le Amebe sono dotate del cosiddetto movimento ameboide dovuto alla presenza di correnti

citoplasmatiche e alla presenza di estroflessioni dette pseudopodi.

I protozoi spesso presentano anche l’assostile costituito da microtubuli addensati, come Giardia e

Trichomonas.

Giardia presenta sulla superficie ventrale dei microtubuli avvolti a spirale che formano il disco

adesivo che consente l’adesione tra il parassita e le cellule dell’epitelio di rivestimento della mucosa

intestinale dell’ospite.

Gli sporozoi presentano una struttura a forma di cono cavo detta conoide formata da microtubuli e

facente parte del complesso apicale (Phylum Apicomplexa).

Il complesso apicale è posto ad un polo della cellula e il conoide consente al parassita di penetrare

nella cellula ospite, come nel caso dei Plasmodium che penetrano nei globuli rossi.

Nel punto di contatto tra parassita e m.p. della cellula ospite si ha un’invaginazione della m.p. stessa

con la formazione di un vacuolo contenente il parassita e con la membrana che deriva dalla m.p.

della cellula ospite. 40

Il complesso apicale è formato anche dalle roptrie cioè formazioni sacciformi con un collo ristretto

contenente sostanze proteiche che facilitano la penetrazione del parassita nella cellula ospite, come

nel caso del Toxoplasma.

Inoltre i protozoi sono costituiti da 1 o più nuclei delimitati dalla membrana nucleare (m.n.)

contenenti nucleoli e cromosomi. Il citoplasma è ricco di mitocondri, ribosomi, R.E.R., complesso

di Golgi, lisosomi contenenti enzimi litici, perossisomi contenenti perossidasi che scindono l’acqua

ossigenata H O , glicosomi contenenti enzimi glicolitici e il cinetoplasto tipico dei Cinetoplastidi

2 2

come Leishmania e Tripanosoma, ha una forma bastoncellare con stesse affinità tintoriali del nucleo

poichè è ricco di DNA mitocondriale.

I protozoi, soprattutto quelli intestinali, presentano una forma vegetativa o trofozoite e una forma

la forma vegetativa espulsa nell’ambiente esterno

di resistenza o cisti: mediante le feci non

sopravvive, mentre la cisti è delimitata da una parete molto robusta e sopravvive nell’ambiente.

Fisiologico

Dal punto di vista possiamo dire che:

 il movimento dei protozoi si ottiene mediante ciglia, flagelli e movimento ameboide.

 la nutrizione avviene mediante trasporto attivo delle sostanze attraverso la m.p. con notevole

dispendio energetico (ATP), oppure tramite vescicole endocitotiche che si formano dalla m.p. e

consentono il trasporto di sostanze solide (fagocitosi) o liquide (pinocitosi).

I flagellati presentano una specie di orifizio orale o citostoma e orifizio anale o citopige (M.O.) o

citoporo (M.E.). asessuata per scissione binaria

 la riproduzione dei protozoi è quasi sempre cioè da una cellula

asessualmente per

madre originano 2 cellule figlie. I ciliati, flagellati e amebe si riproducono

scissione binaria per scissione multipla

o cioè da una cellula madre si ottengono più di 2 cellule

figlie. Gli sporozoi presentano cicli alternati di riproduzione sessuata e asessuata con formazione di

gameti maschili o microgameti gameti femminili o macrogameti

di forma flagellare e

zigote

rotondeggianti, grossi, dalla cui fusione si forma lo (Plasmodium, Toxoplasma).

sporozoi flagellati ciliati amoebe

I protozoi possono essere classificati in 5 Phylum principali: , , , ,

microsporidi . Flagellati

I flagellati sono protozoi mobili perchè dotati di 2 o più flagelli, sono distinti in 2 gruppi:

─ cinetoplastidi: costituiti dal cinetoplasto, detti anche emoflagellati perchè svolgono il ciclo

vitale nel sangue umano come Leishmania e Trypanosoma.

─ flagellati privi di cinetoplasto: sono parassiti delle vie genito-urinarie come Trychomonas

vaginalis o parassiti del lume intestinale come Giardia.

Giardia patogeno per l’uomo, in particolare Giardia lamblia e intestinalis.

è un flagellato

Giardiasi si trasmette attraverso le cisti presenti negli ambienti freddi o umidi come l’acqua

La

potabile dove resiste anche ad alte [Cl].

trasmissione

La può essere diretta attraverso rapporti sessuali o indiretta cioè veicolata dalle feci

disperse nell’ambiente con contaminazione delle acque, frutta, verdura...

Il trofozoite o forma vegetativa è lungo ~ 15 μm: osservato frontalmente presenta una forma sferica

con un assostile centrale, 2 nuclei e 4 paia di flagelli, mentre osservato ventralmente presenta una

forma a cucchiaio concavo costituito da un disco adesivo.

Nell’ultimo tratto dell’intestino il trofozoite perde i flagelli e si trasforma in cisti con Ø di 5 μm

delimitata da una robusta parete e dotata di 4 nuclei.

Le cisti sono espulse verso l’esterno con le feci: ingerite da un ospite danno origine nel duodeno ad

una nuova forma vegetativa o trofozoite che aderisce alla mucosa della parete intestinale dove

impedisce l’assorbimento di liquidi ed elettroliti con conseguente diarrea senza provocare lesioni

intestinali, al massimo si ha iperplasia delle cripte e appiattimento dei villi con ipersecrezione

deficit dell’attività

intestinale e ridotto assorbimento. A livello dei microvilli il parassita provoca un

enzimatica come delle disaccaridasi responsabili della scissione dei disaccaridi. 41

L’organismo reagisce con intervento dei linfociti T e B che si trasformano in plasmacellule

producendo Ab di classe IgA secrete nel lume intestinale.

della giardiasi si basa sull’ esame parassitologico delle feci a fresco

Diagnosi

La stemperando le

feci su un vetrino porta-oggetti, aggiungendo una goccia di soluzione fisiologica e osservando al

microscopio i trofozoiti mobili: se il primo esame è negativo bisogna ripeterlo per 3 volte a giorni

alterni per una diagnosi di conferma poichè Giardia lamblia non è sempre presente nelle feci ma a

intermittenza.

metodo di concentrazione del campione fecale per sedimentazione con formalina-

Mediante il

etere è possibile osservare le cisti: il campione fecale viene sottoposto a centrifugazione, si

aggiunge formalina al 10% e l’etere o etilacetato con formazione di 4 strati che dall’alto in basso

sono rappresentati dall’etere che elimina le particelle lipidiche che possono impedire la visione dei

parassiti, i detriti privi di parassiti, la formalina diluita che disattiva parassiti, virus e batteri, il

sedimento contenente i parassiti che sono osservati con il liquido di Lugol cioè una soluzione a base

di iodio e ioduro di potassio che permette di colorare le cisti con un colore giallo intenso o

marroncino.

immunofluorescenza diretta con Ab monoclonali coniugati a sostanze fluorescenti

Inoltre tecnica ELISA

osservando la parete cistica al microscopio a raggi U.V., per la ricerca degli Ag del

protozoo nelle feci.

Trichomonas vaginalis

Il è un flagellato responsabile di infezioni genito-urinarie cioè vagina,

vescica, prostata, uretra maschile, ghiandole di Bartolini, responsabile del 10% delle vaginiti a

e infezioni asintomatiche nell’uomo.

livello mondiale

Il Trichomonas vaginalis non si presenta in forma cistica per cui l’infezione si deve alla forma

vegetativa o trofozoite che è labile in ambiente esterno dove muore nel giro di 1 h dopo l’espulsione

con le urine e le secrezioni cervico-vaginali, per cui la diagnosi deve essere immediata.

trasmissione dell’infezione

La è diretta attraverso rapporti sessuali, raramente è indiretta o

veicolata da asciugamani, biancheria...

Il parassita aderisce alle cellule della mucosa genito-urinaria mediante recettori specifici dette

lectine di natura proteica, provocando necrosi dell’epitelio genitale con formazione di un essudato

purulento ricco di leucociti, soprattutto granulociti.

enzimi proteolitici

Inoltre il parassita attraverso (proteasi) provoca danni del citoscheletro della

perforine o proteine formanti

cellula ospite fino alla morte, produce delle sostanze solubili dette

fori responsabili di fori sulla superficie della cellula ospite provocando un flusso di ioni verso

emolisine

l’esterno della cellula ospite. Infine le perforine formano le responsabili della lisi dei

globuli rossi.

Diagnosi

La avviene con:

 esame microscopico colorando con Giemsa o con Papanicolai .

 esame colturale delle secrezioni genito-urinarie a fresco terreni liquidi

usando contenenti

sostanze riducenti come l’acido ascorbico o la cisteina, antibiotici per evitare la crescita batterica.

N.B.:

Leishmania → dispensa Malattie Infettive.

Tripanosoma malattia del sonno o tripanosomosi

Il è un emoflagellato responsabile della

africana malattia di Chagas o tripanosomosi americana

e della .

Malattia del Sonno o tripanosomosi africana

La è diffusa in Africa equatoriale dovuta a

Tripanosoma brucei gabiense Tripanosoma brucei rhodesiense

, in Rhodesia si deve a che

colpisce soprattutto pecore, capre, bovini e raramente l’uomo ad evoluzione rapida letale.

Il tripanosoma presenta una tipica forma a falce che nell’uomo si presenta sotto forma

tripomastigote μm, mobilissimo, dotato di un nucleo paracentrale,

lungo 17-18 un cinetoplasto

emergente dall’estremità posteriore, una membrana ondulante e un flagello.

Nel soggetto infetto il parassita si trova nel sangue periferico e nei linfonodi nella prima fase della

malattia, poi nel SNC. 42

dittero del genere Glossina palpalis o mosca tsè-tsè

trasmissione dell’infezione

La si deve ad un

tripomastigoti metaciclici

che inocula i presenti nelle ghiandole salivari che si moltiplicano nei

tripomastigoti in forma snella

capillari del derma in posizione extracellulare, dando origine ai

esocellulari che si riproducono rapidamente e invadono il sangue provocando febbre,

linfoadenopatie cervicali posteriori nella fase emolinfatica e dopo alcune settimane o mesi si ha

l’invasione del liquor con meningo-encefalite caratterizzata da febbre alta, persistente, cefalea

intensa, disturbi psichici, sonno persistente per diversi giorni senza interruzione fino al coma

profondo e morte del pz.

Se l’insetto vettore punge un soggetto infetto, assume i tripomastigoti presenti nel sangue che nelle

epimastigoti

ghiandole salivari danno origine agli che dopo 3 settimane danno origine a

numerosissimi tripomastigoti metaciclici ripetendo il ciclo.

Diagnosi

La deve essere tempestiva ricercando il parassita in uno striscio di sangue periferico e

colorazione di Giemsa. Il parassita può essere ricercato anche nel materiale aspirato dai linfonodi o

nel liquor prelevato con rachicentesi o puntura lombare.

Terapia

La si basa sulla somministrazione degli , , .

arsenicali pentamidina difluoro-metil-ornitina

Malattia di Chagas o tripanosomosi americana

La è diffusa in America Latina causata dal

Tripanosoma cruzi eterotteri ematofagi della famiglia Reduviide

che viene trasmesso all’uomo da

Triatoma megista

e in particolare dal che è una grossa cimice alata.

infetto in genere punge l’uomo sul viso durante la notte rilasciando attraverso le feci i

Il triatoma

tripomastigoti metaciclici che possono attraversare le mucose del cavo orale, congiuntive e naso

oppure penetrano attraverso piccole ferite provocate dall’insetto.

I macrofagi fagocitano i tripomastigoti che perdono il flagello costituendo gli amastigoti e si

moltiplicano per scissione invadendo le cellule adipose e muscolari nel sito di penetrazione.

Le cellule parassitate si rompono e gli amastigoti si trasformano in tripomastigoti che si muovono

mediante il flagello e la membrana ondulante, attraverso il sangue raggiungono ogni tipo di cellula e

in particolare le cellule miocardiche e del SNC e del SNA distruggendole.

I tripomastigoti presenti nel sangue possono essere assunti dal triatoma durante la puntura,

nell’ampolla rettale dell’insetto si trasformano in epimastigoti che si riproducono per scissione

binaria dando luogo a tripomastigoti metaciclici infettanti per l’uomo. nodulo

Clinico

Dal punto di vista nel punto di penetrazione del parassita si ha la formazione di un

eritematoso edema palpebrale

detto chagoma, a livello oculare si ha il segno di Romagna cioè e

congiuntivite insonnia disturbi gastroenterici

. Durante la fase acuta di disseminazione si ha , cioè

anoressia nausea diarrea disturbi respiratori epatosplenomegalia miocardite interstiziale

, , , , ,

autoimmune tachicardia insufficienza cardiaca arresto

da produzione di auto-Ab con , e

cardiaco . Durante la fase cronica si ha la distruzione dei gangli del SNA e talvolta del SNC,

cardiopatia turbe del ritmo e della conduzione cardiomegalia insufficienza

associata a con , ,

cardiaca progressiva megaesofago megacolon megauretere megavescica

, , , , .

encefalopatie

Nei pz con AIDS spesso si hanno .

tecnica dello striscio di sangue periferico colorando con Giemsa

Diagnosi

La si basa sulla

evidenziando la presenza dei tripomastigoti allungati a falce durante la fase acuta.

E’ utile la xenodiagnosi mettendo sulla pelle delle larve di triatoma megista e dopo la puntura si

osserva la comparsa dei tripomastigoti metaciclici nelle feci dell’insetto nel giro di 15-30 gg.

Terapia

La si basa sul e .

benzonidazolo nifurtimox

Amebe

Entamoeba histolytica

L’Ameba patogena per l’uomo è , mentre tra le specie non patogene

Entamoeba coli dispar Iodamoeba butschlii Endolimax nana

abbiamo e , , (commensale

Amoebe a vita libera Naegleria Balamuthia Acanthamoeba

intestinale) e le cioè , , .

N.B.:

Amebiasi da Entamoeba histolytica → dispensa Malattie Infettive. 43

Amebe a vita libera

Le sono parassiti facoltativi che conducono una vita autonoma al di fuori

dell’ospite e casualmente possono penetrare nell’uomo, tra cui abbiamo:

Naegleria fowleri meningoencefalite amebica primaria PAM

 : è responsabile della spesso

letale. L’infezione può essere contratta facendo bagni in acque dolci, calde o tiepide, contaminate

μm di Ø) che si forma quando la ciste (10-20 μm di Ø) dell’ameba presente

dal trofozoite (10-25

nel terreno viene trasportata dal vento nelle piscine, stagni, laghi, acqua potabile a T°C > 20°C con

μm.

sviluppo di una forma flagellare con 2 flagelli di 20-40

Il parassita penetra nelle fosse nasali e si trasforma in trofozoite ameboide: attraverso la lamina

meningoencefalite necrotico-emorragica

cribosa dell’etmoide raggiunge l’encefalo provocando una

severa con edema cerebrale, ipertensione endocranica, febbre, cefalea intensa, vomito, agitazione

psicomotoria, convulsioni fino al coma e morte del pz.

avviene mediante l’

esame microscopico del liquor esame colturale in agar

Diagnosi

La ed .

si basa sull’

Terapia

La .

amfotericina B

Acanthamoeba Balamuthia

 e : molto diffusi in natura, vivono in acque dolci, salate, minerali,

terreni, condizionatori d’aria, soluzioni fisiologiche per la pulizia delle lenti a contatto,

potabili, encefalite amebica

ortaggi, funghi, pesci, rettili e uccelli. Nell’uomo possono provocare

granulomatosa GAE cheratiti

soprattutto in soggetti immunodepressi, nei soggetti portatori di

riniti otiti ulcerazioni della mucosa orale e della cute

lenti a contatto, , , .

strisci di sangue periferico colorati con Giemsa acido periodico di

Diagnosi

La si basa su e

Schiff immunofluorescenza diretta con Ab monoclonali

, per evidenziare le cisti e trofozoiti.

Terapia

La avviene con la e .

propamidina miconazolo

Sporozoi

Sporozoi

Gli spesso sono patogeni opportunisti responsabili di malattie infettive nei soggetti

spore

immunodepressi. Sono detti sporozoi perchè le forme patogene sono rappresentate dalle ,

sporocisti oocisti sporozoiti

o contenenti gli .

fase asessuata o schizogonica fase

nell’ospite intermedio e una

riproduzione

La prevede una

sessuata o sporogonica gameti M e F zigoti oocisti

nell’ospite definitivo con formazione dei , e .

Toxoplasma gondii Plasmodium della malaria Babesia

Tra gli sporozoi abbiamo: , , ,

Cyclospora cayetanensis Isospora belli Cryptosporidium parvum coccidi

, e che sono

monoxeni perchè svolgono il ciclo biologico in un solo ospite cioè nell’intestino tenue dell’uomo

colpendo le cellule enteriche.

N.B.:

Toxoplasma gondii e Plasmodium → dispensa Malattie Infettive.

Cryptosporidium parvum Isospora belli enteriti severe

Il e sono responsabili di trasmesse

attraverso l’acqua potabile, frutta e verdura manipolate con mani sporche e lavate con acqua

contaminata.

L’enterite si manifesta con diarrea, steatorrea, senza febbre. Nei pz con AIDS la diarrea è

persistente fino a disidratazione, associata spesso a colecistite, colangite e pancreatite.

avviene mediante l’ esame parassitologico delle feci a fresco

Diagnosi

La per la ricerca delle

centrifugazione del campione fecale con formalina ed

oocisti contenenti gli sporozoiti. Inoltre

etere liquido di Lugol tecnica dello

colorando con ricercando nel sedimento le oocisti, oppure

striscio del sedimento fissato con metanolo colorato con Ziehl-Neelsen modificata

e cioè si

colora fucsina fenicata decolora miscela di acido-alcol colorante di

con e si con una , usando come

contrasto blu di metilene

il , osservando che le oocisti sono acido-alcol resistenti e si colorano in

rosso, mentre le altre strutture si colorano in blu.

Immunofluorescenza diretta con Ab monoclonali tecnica ELISA

, per la ricerca degli Ag nelle feci.

Terapia

La della criptosporidiosi avviene con o e

paromomicina azitromicina ripristino

dell’equilibrio idroelettrolitico , mentre in caso di isosporiasi avviene con .

cotrimossazolo

Protozoi Intestinali “incertae sedis” 44

Blastocystis hominis in genere vive come commensale nell’intestino dove si nutre di batteri e

Il

residui alimentari, diffuso nei Paesi Tropicali e Subtropicali, presente anche in Italia, alcune volte

provoca una lieve flogosi della mucosa intestinale senza provocare danni epiteliali mentre nei

soggetti immunodepressi provoca delle enteriti severe con diarrea acquosa, disidratazione, dolori

addominali crampiformi, febbre, nausea e vomito.

Si ricorre al .

metronidazolo Microsporidi

Microsporidi

I sono protozoi intracellulari obbligati e opportunisti appartenenti al phylum

Enterocytozoon cuniculi, hellem e

Microspora, comprendente 5 generi patogeni per l’uomo:

bieneusi Encephalitozoon Nosema corneum Pleistophora Septata intestinalis

, , , , in genere

provocano infezioni negli immunodepressi con trasmissione dell’infezione per ingestione delle

spore disperse nell’ambiente attraverso le feci e urine di soggetti infetti, per via aerea, per via

sessuale o veicolata da insetti vettori.

L’infezione si manifesta con enteriti, epatiti, colangiti, infezioni dell’apparato respiratorio e delle

vie urinarie, cheratiti, miositi a seconda delle specie patogene.

Diagnosi

La si basa sulla ricerca delle spore nelle feci, urine, espettorato, BAL, secrezioni nasali,

congiuntivali, liquor, bile, biopsie tissutali colorate con PAS o Giemsa.

Terapia

La si basa su , , ...

metronidazolo albendazolo itraconazolo

Protozoi Polmonari

Pneumocystis carinii

Il è uno sporozoo opportunista responsabile nei pz immunodepressi di una

polmonite interstiziale linfomonocitaria

. per via aerea attraverso l’inalazione di goccioline di muco

trasmissione dell’infezione

La avviene

o saliva contenenti le cisti di 5 μm di Ø: le cisti a livello alveolare rilasciano i trofozoiti pleomorfi

che aderiscono ai pneumociti mediante dei filamenti, si moltiplicano per scissione binaria formando

la parete cistica e dando origine alle cisti. Poi si ha la formazione degli sporoblasti che per

sporogonia danno origine a 8 spore che vengono eliminate per via aerea.

Nei soggetti immunocompetenti il parassita viene tenuto sottocontrollo dai macrofagi alveolari e

immunocitochine (TNFα...), mentre nei pz con AIDS provoca una polmonite interstiziale con

formazione di un essudato schiumoso che impedisce gli scambi gassosi a livello della membrana

alveolo-capillare con insufficienza respiratoria severa, spesso letale.

si basa sull’ evidenziando l’aspetto a vetro smerigliato tipico delle polmoniti

Rx torace

Diagnosi

La esame microscopico del BAL colorato con Giemsa

interstiziali, .

Terapia Profilassi

La e si basano sul , , +

cotrimossazolo isetionato di pentamidina pirimetamina

.

sulfadiazina Metazoi (gruppo digenei)

I Metazoi sono organismi pluricellulari distinti in Elminti o Vermi e Artropodi.

platelminti nematelminti

Elminti o Vermi

Gli sono distinti in (Platyhelminthes), e

acanthocephala

.

Platelminti

I sono vermi lunghi e piatti in senso dorso-ventrale, caratterizzati da un intestino

incompleto o assente, privi di apparato respiratorio e circolatorio e presentano un sistema nervoso

primitivo, tra cui abbiamo i cestodi e trematodi digenei o distomidi, in genere ermafroditi

provvisti di un organo sessuale maschile e femminile, sono parassiti eteroxeni perchè svolgono il

ciclo biologico nell’ospite definitivo dove avviene la riproduzione sessuata allo stadio adulto per

e F, mentre nell’ospite intermedio avviene la riproduzione

anfigonia con intervento dei gameti M

asessuata allo stadio larvale. 45

Trematodi

I sono cosiddetti perchè presentano un orifizio orale a cui segue un abbozzo di apparato

digerente a fondo cieco. Il termine digenei indica che il ciclo biologico avviene in 2 ospiti (uomo e

mollusco d’acqua dolce), mentre il termine distomide si deve alla presenza di una ventosa ventrale

con 2 orifizi detti distomi.

Cestodi

I sono nastriformi, segmentati, costituiti da un corpo o strobilo lungo da pochi mm a 12 m,

una testa o scolice munite di ventose, uncini e botridi, un collo da cui originano per segmentazione

trasversale o strobilazione dei segmenti detti proglottidi (3-3000): le proglottidi più vicine al collo

sono sessualmente immature mentre quelle più lontane sono mature cioè dotate di organi sessuali M

e F, gravide costituite da diramazioni uterine contenenti uova fecondate contenenti un embrione

detto larva esacanta o oncosfera dotata di 6 uncini che servono per perforare la parete intestinale.

Molti cestodi presentano una riproduzione sessuata nello stadio adulto per autofecondazione o

fecondazione crociata che avviene nell’ospite definitivo e una riproduzione asessuata nello stadio

larvale per gemmazione che avviene nell’ospite intermedio (eteroxeni).

Tra i cestodi abbiamo i Pseudofillidei e Ciclofillidei.

Gli Pseudofillidei presentano utero e corpo uterino, producono uova opercolate cioè dotate di una

specie di guscio che crescono bene in acqua, da cui fuoriesce un embrione ciliato o coracidio che

viene assunto da un ospite intermedio, in genere un crostaceo, trasformandosi in procercoide che

viene assunto da un altro ospite intermedio cioè dal pesce dove si trasforma in plerocercoide o

spargano. Il pesce viene ingerito dall’ospite definitivo cioè dall’uomo in cui si forma il verme

adulto. Botriocefali

Tra gli Pseudofillidei abbiamo alcuni cestodi intestinali come i del genere

Diphyllobothrium latum pacificum caudatum

comprendenti le specie , e .

I Ciclofillidei presentano un utero a fondo cieco: le proglottidi gravide si staccano liberando uova

senza guscio da cui fuoriesce la larva esacanta che può essere ingerita da un ospite artropode in cui

si trasforma in cisticercoide, oppure da un ospite vertebrato con formazione di altre forme larvali

cioè cisticerco, cenuro e idatide. Il cisticercoide e il cisticerco sono cisti monosomatiche cioè

contenenti un solo protoscolice invaginato (abbozzo di scolice), mentre cenuro e idatide sono cisti

polisomatiche con formazione di numerosi protoscolici per gemmazione.

Le forme larvali ingerite dall’ospite definitivo si trasformano in verme adulto.

Hymenolepis nana

Tra i Ciclofillidei abbiamo alcuni cestodi intestinali come e soprattutto i vermi

famiglia Taeniidae Taenia saginata solium Taenia multiceps Echinococcus

della tra cui , , ,

granulosis multilocularis

e .

è un platelminta che infetta l’uomo e animali, tra le specie più importanti abbiamo

La Taenia

Taenia saginata e solium, poi abbiamo T. multiceps, Echinococcus granulosis e multilocularis.

N.B.: saginata e solium, Idatidosi cistica, Schistosomi → dispensa Malattie Infettive.

Taenia

Taenia multiceps è un cestode del cane che trasmette l’infezione all’uomo mediante le feci che

La

contengono le uova. L’infezione è diffusa in America, Africa ed Europa: in Italia sono stati

segnalati molti casi in Sardegna. Può interessare i muscoli, occhi e SNC dove l’embrione esacanto

si trasforma in cenuro che è una forma larvale monocistica e polisomatica, contenente molti

protoscolici invaginati.

Il cenuro è responsabile di lesioni cerebrali, ipertensione endocranica, cefalea, vomito, raramente

lesioni al midollo spinale e agli occhi.

avviene mediante l’esame radiologico, ecografia, TAC, test sierologici per evidenziare

Diagnosi

La

le forme larvali.

si basa sull’intervento chirurgico e somministrazione del praziquantel e albendazolo.

Terapia

La

Idatidosi Alveolare

L’ provocata dall’Echinococcus

è multilocularis, molto diffusa nelle aree

fredde dei Paesi dell’Emisfero del Nord, Canada, Alaska, Siberia, Germania, Svizzera, soprattutto

nei cacciatori e allevatori, in cui la trasmissione dell’infezione avviene per ingestione di frutti di

46


PAGINE

50

PESO

956.16 KB

AUTORE

kalamaj

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Esame: Microbiologia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico - 6 anni)
SSD:
Università: Foggia - Unifg
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kalamaj di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microbiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Foggia - Unifg o del prof Fumarola Donato.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Microbiologia

Microbiologia - Terreni Coltura
Appunto
Microbiologia - Metodi di Conta Microbica
Dispensa
Microbiologia Generale: principali agenti patogeni e infezioni
Appunto
Microbiologia - Colorazione di Gram
Dispensa