Microbiologia degli alimenti
Parte prima: nomi importanti da ricordare
1. La microbiologia e gli alimenti
- Microrganismi indice di contaminazione fecale: coliformi, Echerichia coli, streptococchi fecali, clostridi solfito riduttori;
- Microrganismi indicatori di qualità/processo: Bacillus spp. (impasto pane), Pseudomonas spp. (burro);
- Metaboliti indicatori di qualità/processo: acidi grassi volatili (burro, panna), istamina (tonno in scatola), trimetilammina (pesce).
2. La contaminazione microbica
- Microrganismi dal suolo: Aeromonas, Corynebacterium, Micrococcus, Pseudomonas;
- Microrganismi di origine fecale: Enterobacterium, Enterococcus, alcune specie patogene;
- Muffe (acqua): Aspergillus, Fusarium, Penicillium
- Clostridium perfringens: presente in acqua in seguito a contaminazione fecale;
- Muffe (aria): Aspergillus, Penicillium;
- Lieviti: Candida glabrata, abbondanti;
- Suolo: Clostridium;
- Superfici a contatto con l’ambiente esterno, contaminazione prodotti carnei: Salmonella (14 cm), Serratia marcescens (5 cm);
- Contaminazione terziarie (microrganismi importanti per alimenti precucinati e ristorazione collettiva): Staphylococcus aureus, Clostridium perfringens, Salmonella.
3. Lo sviluppo microbico negli alimenti
- Fase esponenziale: Vibrio parahaemoliticus (una divisione ogni 10-12 minuti);
- Staphylococcus aureus: alotollerante, valori ottimali a 0,5-4% di NaCl ma crescita fino a 20% NaCl;
- Zygosaccharomyces rouxii: almeno 20% saccarosio per la crescita, sviluppo fino a 70%;
- Xeromyces bisporus: muffa xerofila che altera pesce essiccato e cresce fino ad a 0,61 (e anche meno);
- Saccharomyces cerevisiae: sviluppo fino a pH 2,35;
- Clostridium pasteuranium, Alyciclobacillus acidocaldarius: batteri alterativi sporigeni che crescono fino a pH 3-4;
- Clostridium botulinum A e B: no neurotox se pH<4,8;
- Clostridium botulinum E: no neurotox se pH<5,7;
- Aerobi stretti: Pseudomonas, micrococchi, muffe;
- Anaerobi facoltativi: Enterobacteriacee, molti lieviti;
- Anaerobi obbligati: Clostridium;
- Ossigeno-tolleranti: batteri lattici;
- Psicrofili: Vibrio marinus, Clostridium gasigenes;
- Psicrotrofi: Clostridium botulinum E, Listeria monocytogenes, Yersinia enterocolitica, Pseudomonas fragi, Brochothrix thermosphacta;
- Mesofili: Clostridium botulinum A e B, Clostridium sporogenes, Bacillus cereus, Bacillus subtilis, Escherichia coli, Salmonella, Vibrio parahaemolyticus;
- Termofili: Geobacillus stearothermophilus, Clostridium thermosaccharolyticum;
- Interazione positiva (protocooperazione): Streptococcus thermophilus con Lactobacillus delbrueckii subsp. bulgaricus nello yoghurt;
4. Le alterazioni di origine microbica
- Acidificazione carni operata da Lactobacillus in associazione con Micrococcus in insaccati stagionati;
- Flat sour da batteri sporigeni termofili in conserve vegetali in scatola: Bacillus stearothermophilus, Clostridium thermosaccharolyticum;
- Flat sour da batteri sporigeni anaerobi facoltativi: Clostridium putrefaciens;
- Fermentazione acido-mista: Clostridium thermosaccharolyticum;
- Fermentazione propionica: Propionibacterium;
- Fermentazione butirrica: Clostridium butyricum, Clostridium tyrobutyricum, Clostridium pasteuranium;
- Putrefazione aerobica da sporigenoi aerobi: Bacillus subtilis;
- Putrefazione aerobia da asporigeni aerobi o facoltativi: Serratia marcescens, Escherichia, Pseudomonas, Erwinia carotovora, Enterobacter;
- Putrefazione anaerobica da batteri sporigeni: Clostridium putrefaciens;
- Ammuffimento: Aspergillus, Cladosporium, Mucor;
- Colorazioni anomale: Serratia marcescenses (colorazione rossa), Pseudomonas aureoginosa (colorazione blu), Brevibacterium linens (colorazione rossa), Acetobacter aceti (colorazione bianco latte);
- Slide dovuto a produzione di polisaccaridi da: Pseudomonas fragi, Leuconostoc mesenteroides, Bacillus subtilis;
Parte seconda: riassunto argomenti
1. La microbiologia e gli alimenti
- Qualità e qualità microbiologica;
- Come valutare la qualità microbiologica:
- Organismi marker:
- Organismi index;
- Organismi indicatori;
- Indicatori di contaminazione (indicatori di sicurezza, eg. indici contaminazione fecale);
- Indicatori di processo (di qualità);
- Metaboliti.
2. La contaminazione microbica
- Contaminazione e sviluppo:
- Livello di contaminazione e parametri;
- Momenti di contaminazione (metaboliti e contaminazione crociata);
- Conoscere le problematiche microbiologiche dell’alimento: classificazione delle contaminazioni;
- Contaminazione primaria:
- Acqua
- Impieghi;
- Caratteristiche (sterilità, qualità chimica);
- Microflora;
- Cosa si ricerca;
- Aria:
- Caratteristiche;
- Microflora;
- Riduzione contaminazione;
- Analisi dell’aria;
- Suolo:
- Microflora;
- Prodotti contaminati;
- Animali:
- Habitat della microflora di origine animale:
- Tubo digerente;
- Superfici a contatto con l’ambiente esterno;
- Uomo;
- Contaminazioni secondarie
- Generalità;
- Contaminazioni strutturali:
- Contaminazioni di superfici e meccanismo;
- Contaminazioni terziarie;
- Contaminazioni quaternarie;
- Considerazioni generali.
3. Lo sviluppo microbico negli alimenti
- Fattori regolanti lo sviluppo:
- Interazioni;
- Modalità di crescita:
- Spore e ciclo sporale;
- Fasi di crescita e grafico:
- Fase lag;
- Fase esponenziale (velocità specifica di crescita, MGT);
- Fase stazionaria;
- Stato VNC;
- Crescita in liquidi e solidi;
- Condizioni di crescita e allontanamento dalle condizioni ottimali;
- Fattori ecofisiologici;
- Fattori intrinseci:
- Aw
- Definizione;
- Aw ottimale e minima di crescita;
- Classificazione microrganismi in funzione della diversa tolleranza a aw;
- Valori discriminanti;
- Come controllare aw in un alimento;
- Aw degli alimenti;
- pH:
- Valori discriminanti (generalità) e alcuni esempi;
- Influenza sulla curva di crescita;
- Possibilità di crescita in ambiente acido o basico;
- pH degli alimenti;
- Effetto del pH su batteri patogeni;
- Effetto del pH su batteri alterativi sporigeni e non sporigeni;
- Effetto del pH su produzione tossine e germinazione spore;
- Effetto del pH su lieviti e muffe;
- pH e trattamenti termici;
- Potenziale redox:
- Potenziale redox ed enzimi;
- Classificazione in funzione della richiesta di ossigeno:
- Enzimi presenti;
- Potenziale redox e disponibilità di ossigeno;
- Potenziale redox degli alimenti:
- Composizione chimica;
- Presenza di ossigeno e capacità di penetrazione;
- Processi di trasformazione a cui l’alimento è sottoposto;
- Controllo potenziale redox;
- Composizione degli alimenti:
- Esigenze e nutrienti;
- Presenza di barriere;
- Componenti antimicrobici;
- Fattori estrinseci:
- Temperatura:
- Range di sviluppo;
- Ciclo vitale di termofili, mesofili, psicrofili;
- Classificazione microrganismi in base al range di temperature di crescita;
- Effetto temperatura;
- Interazione temperatura-pH;
- Controllo microrganismi con la temperatura:
- Basse temperature di conservazione;
- Congelamento, suo effetto e scongelamento;
- Mantenimento temperatura;
- Umidità relativa e sua relazione con la temperatura;
- Atmosfera di confezionamento degli alimenti:
- Influenza sullo sviluppo (atmosfera modificata e packaging attivo);
- Effetto dei gas ATM;
- Fattori impliciti:
- Interazioni negative;
- Interazioni positive;
- Fattori impliciti negli alimenti.
4. Le alterazioni di origine microbica
- Definizione di alterazione e cause:
- Causa microbiologica;
- Come avviene l’alterazione;
- Selezione di microrganismi;
- Microrganismi totali ed alterativi ed esempi (basse T, poca acqua, alte T);
- Manifestazione alterazione microbica:
- Alterazioni fino a visualizzazione della biomassa;
- Alterazioni conseguenti all’attività metabolica
- Prodotti degradati e metaboliti conseguenti;
- Modificazione caratteristiche organolettiche;
- Tipi di alterazione (classificazione):
- Alterazioni conseguenti a modificazioni indotte sui composti non azotati:
- Acidificazione e fermentazione;
- Acidificazione senza produzione di gas;
- Fermentazione (tipologie);
- Deacidificazione;
- Alterazione a carico dei lipidi;
- Alterazioni conseguenti a modificazioni indotte sui composti azotati:
- Da processi tecnologici;
- Da attività microbica (putrefazione):
- Definizione;
- Processi chimici;
- Aerobica e anaerobica;
- Effetti;
- Esempio prosciutto crudo;
- Alterazioni indipendenti dalla composizione del substrato:
- Ammuffimento;
- Colorazioni anomale;
- Slime;
Parte terza: descrizione microrganismi causa di malattie alimentari
5. Microrganismi causa di malattie alimentari
- Malattie di origine alimentare: definizione OMS
- Malattie trasmesse con gli alimenti: classificazione;
- Quali alimenti coinvolti;
- Dove sono stati consumati;
- Numero di notifiche e distribuzione epidemie;
- Esempi di Campylobacter, Salmonella, Listeria;
- Analisi del rischio microbiologico negli alimenti
- Modello teorico e separazione dei compiti;
- Definizioni;
- Analisi del rischio:
- Valutazione del rischio:
- Identificazione del pericolo;
- Caratterizzazione del pericolo (tassonomia e nomenclatura, caratteristiche, virulenza);
- Valutazione dell’esposizione (distribuzione nell’ambiente e negli alimenti, dose infettiva, alimenti coinvolti);
- Caratterizzazione del rischio (misure di controllo);
- Gestione del rischio;
- Comunicazione del rischio;
- I principali batteri responsabili di malattie alimentari
- Infezioni (enteroinvasive, enterotossiche, invasive, non invasive, elenco infezioni alimentari più note);
- Intossicazioni (e quali sono le più note);
- Tossinfezioni (e quali sono le più note);
- Difesa dell’ospite e il meccanismo dose-risposta;
- Manifestazione della malattia;
- DIM;
- Virulenza:
- Tossicità;
- Invasività;
- LD50;
Patogeni Gram positivi
I. Staphylococcus aureus
1. Identificazione del pericolo: microbiota umano (cavità nasali), malattie nosocomiali (alta morbilità e infettività), intossicazioni alimentari (nausea, vomito, crampi addominali, malattia non grave autolimitante). Enterotossine termostabili. Le notifiche sono poche e datate, questo a testimoniare la bassa gravità della malattia.
2. Caratterizzazione del pericolo
- Tassonomia e nomenclatura: phylum Firmicutes, genere Staphylococcus, specie aureus, subsp. aureus e anaerobius. Suddivisione in coagulasi positivi (6 specie, tra le quali le patogene S. aureus, S. hyicus, S. intermedius) e negativi (batteri protecnologici per prodotti carnei fermentati, quindi virtuosi).
- Caratteristiche
- Sporigeno: no;
- Gram +, forma coccia, catalasi e coagulasi positivo;
- Ossigeno: anaerobio facoltativo;
- Aw: crescita fino a 0,83 (20% NaCl), produzione tossina fino a 0,85. Sopravvivenza fino a 25% NaCl (batterio alofilo, con capacità di accumulo nella cellula di soluti biocompatibili quali prolina, glicina, betaina);
- pH: rallentamento duplicazione a 4,5, arresto duplicazione a 4, arresto produzione di tossina a 4 (piuttosto scarsa resistenza all’acidità);
- Temperatura: crescita fino a 7°C, inattivato dalla pastorizzazione (ma può sopravvivere alla termizzazione). Produzione tossina fino a 10°C;
- Virulenza: intossicazione che provoca gastroenteriti, vomito, crampi addominali, diarrea. Malattia non grave, autolimitante. Enterotossine termostabili (resistenti ai trattamenti termici di pastorizzazione e sterilizzazione), inoltre sono resistenti agli enzimi proteolitici gastrici e pancreatici. L’enterotossina mantiene la propria attività dopo trattamento a 121°C per 11 min.
3. Valutazione dell’esposizione al pericolo
- Distribuzione nell’ambiente e negli alimenti: diffusione ubiquitaria nell’ambiente, soprattutto in materie prime di origine animale non trattate termicamente, in latte e prodotti lattiero-caseari prodotti da latte crudo, operatori settore alimentare, prodotti che hanno subito manipolazione. Essendo diffuso nella specie umana gli operatori del settore alimentare sono considerati fonte di contaminazione;
- Dose infettiva: produzione tossina termostabile a 105-106 cellule/g. La produzione di tossina è regolata da complessi sistemi che coinvolgono più fattori di trascrizione. 1 mg di tossina per dare i sintomi;
- Alimenti coinvolti: carni, prodotti carnei fermentati, prodotti lattiero caseari, prodotti che hanno subito manipolazione, prodotti conservati sopra i 10°C.
4. Caratterizzazione del rischio
- Misure di controllo:
- Trattamenti termici (può sopravvivere alla termizzazione);
- Refrigerazione;
- Evitare contaminazione crociata in post-trattamento;
- Tossina non eliminata termicamente (il prodotto non è vendibile);
- Regolamento CE 1441/2006 impone il limite di cellule di S. aureus in formaggi a latte crudo a 105 cellule/g, che se raggiunto richiede l’esecuzione di saggi immunologici per valutare la presenza di tossina.
II. Clostridium botulinum
1. Identificazione del pericolo: morfologia bacillare, la tossina termolabile è la più potente sostanza tossica naturale, incidenza limitata ma mortalità alta (6%). La pericolosità è elevata poiché il microrganismo è anaerobio, sporigeno, tossinogeno (tossina molto potente). L’incidenza dell’intossicazione è limitata ma la mortalità è elevata (6%).
2. Caratterizzazione del pericolo
- Tassonomia e nomenclatura
- Gruppo I proteolitico e lipolitico, mesofilo, spore più termoresistenti, produzione tossine A, B, F, non cresce a T<10°C. Responsabile di odori sgradevoli nell’alimento;
- Gruppo II proteolitico e saccarolitico, psicrotrofo, spore meno termoresistenti, produzione tossine B, E, F, non cresce a T<3,3°C. Può non originare alterazioni evidenti nell’alimento;
- Caratteristiche
- Sporigeno: sì;
- Gram +, morfologia bacillare;
- Ossigeno: anaerobio o microaerofilo
- Aw: germinazione spora, sviluppo e produzione tossina inibiti a 0,96 per i proteolitici e 0,97 per i non proteolitici. Concentrazioni inibenti di NaCl del 10% per ceppi proteolitici e 5% per ceppi non proteolitici;
- pH: minimo a 4,6 per i ceppi proteolitici, 5 per i ceppi non proteolitici. L’ambiente acido favorisce l’effetto delle alte temperature;
- Temperatura→Gruppo I: ottimale a 40°C, minima
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.