Microbiologia medica
Fin dall'antichità si era a conoscenza che processi microbiologici accadessero, non solamente in relazione alle malattie, ma anche per processi più generali (essiccatura e salatura del cibo). Inoltre, sempre dall'antichità, è noto che per alcune malattie, specialmente quelle contagiose, ci si ammalava una sola volta nella vita; da questa considerazione è venuto il termine d'immunità. Ci sono degli scritti di Varrone e Lucrezio in cui si attribuisce la responsabilità delle malattie ad elementi così piccoli da sfuggire all'occhio umano. Per molto tempo, servendosi di considerazioni come quelle sopra citate, la microbiologia ha avuto sviluppo da un punto di vista solamente applicativo; un altro esempio di ciò è il vaccino per il vaiolo.
Elementi alla base dell'avvento della microbiologia
Questi elementi sono piuttosto recenti (metà dell’800), e tra essi ne abbiamo due particolarmente importanti:
- Avvento del microscopio ottico ed elettronico
- Possibilità di effettuare colture pure
Prima dell’avvento della microbiologia si credeva alla teoria della generazione spontanea, in altre parole si pensava che esistessero delle forme di vita piccolissime che nascevano dal nulla. Questa teoria non era facilmente controbattuta al tempo, poiché la microbiologia è quella scienza che studia ciò che non è visibile ad occhio nudo (batteri, funghi, alghe, virus), e con i mezzi dell’epoca non era possibile una corretta sperimentazione. Fracastoro fu il primo a parlare di contagio, quindi a contrastare la teoria della generazione spontanea.
Nel 1650, forse, c'è un altro passo in avanti, dimostrando che i vermi che si formano sulla carne andata a male non si generano spontaneamente, ma sono depositati dalle mosche; nasce da qui il concetto, ancora lontano dall'essere accettato, che qualsiasi organismo vivente provenga da un altro. Il M.O. è stato introdotto verso la fine del 1600 da Van Levenhoek, e questo portò scompiglio, tanto che la teoria della generazione spontanea si rafforzò.
Alla fine del '700 Spallanzani, fece un esperimento: se si prende un recipiente con dell'acqua, e vi s'immerge del fieno, dopo due giorni l'acqua è torbida, perché sono nati dei microrganismi; egli però fece vedere che, bollendo l'acqua e poi chiudendo il coperchio non succedeva nulla. Un punto debole di quest’esperimento è che proprio in quel periodo era scoperta l’importanza dell’ossigeno nei processi vitali, ed il tappo non lo lasciava passare; allora, alcune furono provvedute a risolvere il problema tappando il recipiente con del cotone, in modo che facesse passare l'aria.
Pasteur non era un microbiologo, ma un chimico; egli modellò un recipiente di vetro, facendogli assumere la forma di un "collo di cigno": in questo modo egli permetteva il passaggio dell'aria, ma allo stesso tempo noto che essa non era indispensabile per la proliferazione dei microrganismi. Da chimico s’interessò alla fermentazione, lattica ed alcolica, e vide che essa avveniva a carico di microrganismi differenti. Alcune volte però nemmeno la bollitura dell'acqua era sufficiente per ottenere la sterilizzazione della coltura; infatti a volte prende luogo il processo di contaminazione. Questo si ha quando un batterio produce delle spore, che sono la forma di resistenza più alta per il batterio stesso; i microrganismi, infatti, non possono sopravvivere a 100°C, ma alcuni di essi possono resistere come batteri inattivi per un certo periodo di tempo, per poi passare alla forma germinativa, dalla quale si possono ricominciare i batteri stessi. Le condizioni che portano alla fase germinativa sono varie, per esempio un rialzo o l’abbassamento della temperatura.
Tyndall, verso il 1800, riuscì ad eliminare le spore facendo bollire l'acqua, senza eliminare i microrganismi, e poi raffreddandola, facendo passare le spore alla fase germinativa (durante la fase di crescita), per poi riportare l’acqua una seconda volta; questo è il processo di Tyndallazzazione.
Dopo l'avvento del microscopio ottico fu quindi possibile vedere i microrganismi, e procedere anche ad una loro classificazione, che in questi primi momenti avveniva sulla base di due caratteri:
- Forma, allungata o rotondeggiante
- Colorazione, in base alle diverse affinità tintoriali
L'altro evento importante è stata la possibilità di effettuare colture pure. In un primo tempo, infatti, le colture avvenivano su terreni liquidi, ed erano delle brodi (infusi di carne); il problema però era che si s’inoculava un microrganismo di forma allungata, quando il terreno s'intorbidiva non si vedeva nella coltura vari tipi di microrganismi (rotondi, ecc.). Si passò all'isolamento, vale a dire coltivare un ingrediente su un terreno solido, quindi patologico.
Utilizzo di colture pure
Alla fine si riuscì ad ottenere colture pure.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.