Metodologie: valutazioni basate sugli IFRS
2° modulo
13 dicembre: preappello. Iscriversi al primo appello per verbalizzare. Esame: 2 moduli separati. Bibliografia: principi contabili. Password materiali: cattolica2
Ias 1 presentazione del bilancio
Il principio non detta regole contabili ma definisce dei criteri di presentazione del bilancio (prima grande novità introdotta dagli IAS): non sono previsti schemi rigidi ma delle linee guida per la redazione del bilancio. Questo principio è stato redatto per scopi generali, al fine di garantire la comparabilità con bilanci sia della stessa entità relativi a periodi precedenti sia di altre entità. Questo principio disciplina i bilanci di fine anno (bilanci intermedi IAS 34), e si applica anche a separato e consolidato.
Vi sono poi determinate industry alle quali non si applicano lo IAS 1: società senza scopo di lucro, società petrolifere, tuttavia lo IAS 1 prevede delle linee guida per adattare l’informativa alle esigenze del singolo bilancio. Bilanci redatti per scopi generali: redatti per dare l’informativa periodica ai portatori di interesse nelle società. (non disciplina invece tutti gli altri bilanci straordinari).
Definizioni
- Non fattibilità: un’informazione è non fattibile quando l’entità dopo aver effettuato ogni ragionevole sforzo non è in grado di ottenerla. È difficile individuare una casistica di non fattibilità, quello che non è fattibile va in realtà indagato per vedere se non è possibile individuare questa informazione in altri modi. Si vuole evitare di usare la non fattibilità come alibi per non dare informazioni ritenute strategiche dall’impresa.
- Rilevanza: rilevanti sono tutte quelle informazioni in grado di influenzare le decisioni degli utilizzatori del bilancio stesso in funzione della natura e della dimensione quantitativa.
- Gli utilizzatori sono una platea di lettori di bilancio che hanno una ragionevole conoscenza dell’attività commerciale, economica e contabile ed abbiano la volontà di studiare l’informativa con ragionevole diligenza.
- Le note: includono informazioni integrative, aggiuntive, disaggregate e descrittive dei valori inclusi nei prospetti.
Bilancio
Il bilancio è una rappresentazione strutturata della situazione patrimoniale – finanziaria e del risultato economico di un’entità, con la finalità di fornire agli utilizzatori informazioni in merito alla situazione patrimoniale finanziaria, ai risultati della gestione fatta dalla direzione delle risorse aziendali e dei flussi di cassa, utili per prendere decisioni.
Per raggiungere tali obiettivi il bilancio deve includere informazioni sugli elementi: attività, passività, patrimonio netto, ricavi, costi, utili e perdite, contribuzioni e distribuzioni da/a soci, flussi finanziari.
I prospetti obbligatori sono
- Stato patrimoniale,
- Conto economico e conto economico complessivo OCI (poste che non generano ricavi e costi dell’esercizio, che hanno come contropartita diretta il patrimonio netto),
- Prospetto delle variazioni del patrimonio netto,
- Rendiconto finanziario dell’esercizio,
- Note, inclusive dei principi contabili rilevanti e di informazioni esplicative,
- Prospetto patrimoniale all’inizio del primo esercizio comparativo quando l’entità applica retroattivamente un principio o ridetermina retroattivamente delle voci.
Talvolta può essere presentata da molte entità una relazione sulla gestione degli amministratori che include un’analisi in merito ai fattori che incidono sul risultato dell’entità le risposte dell’entità a tali fattori ed ai cambiamenti ambientali, le politiche di investimento, le politiche di distribuzione dei dividendi, le fonti di finanziamento ed il rapporto atteso tra passività e patrimonio, le risorse non rilevate nello stato patrimoniale redatto in base ad IFRS. Questo tipo di relazione non ha particolari vincoli. I bilanci sociali, di sostenibilità, ambientali etc non sono IFRS.
Aspetti generali
La dichiarazione di conformità agli IAS è presente all’inizio del bilancio (deve essere esplicita e senza riserve). In rare circostanze vi può essere una deroga ai principi, quando la rappresentazione secondo IFRS sarebbe fuorviante (necessita adeguata informativa).
Criteri generali di redazione dei bilanci
- Continuità aziendale: il bilancio deve essere redatto nella prospettiva della continuazione dell’attività, almeno 12 mesi. Se vi sono dei dubbi sulla continuità aziendale, bisogna comunque dare informativa di questi in bilancio. E dichiarare il perché nonostante le incertezze il bilancio è redatto in continuità.
- Competenza.
- Rilevanza ed aggregazione: tutte le voci che singolarmente sono rilevanti meritano di stare su una riga separata così come voci irrilevanti vanno aggregati alle voci più prossime.
- Compensazione: non è possibile compensare partite salvo il caso in cui queste siano consentite da altri principi: ad esempio cespiti, crediti, anche ricavi e costi possono talvolta essere compensati: sconti, resi e abbuoni.
- Periodicità dell’informativa: almeno una volta all’anno.
- Comparazione: tutti i dati sono esposti in modo comparativo: saldi dell’anno scorso, movimenti e saldi di quest’anno. Questo perché la vera informazione sulla gestione è data dalla movimentazione delle voci più che dalle voci in sé. Se per lo IAS 8 modifico la voce allora cambierò in modo omogeneo anche il comparativo. Devo sempre avere uno SP comparato in modo omogeneo.
- Uniformità: si adotta sempre il medesimo criterio. Si può cambiare classificazione se si ritiene più appropriata ma bisogna motivare il perché e bisogna modificare anche il comparativo.
Struttura e contenuto
Si parte sempre dall’identificazione del bilancio: il bilancio cui si applicano gli IFRS deve essere individuato chiaramente e deve essere distinto da altre informazioni pubblicate nello stesso documento, che restano fuori dall’ambito IFRS, benché possano risultare utili all’utilizzatore. Occorre sempre indicare tra: denominazione della società e cambiamenti dall’ultimo esercizio, gruppo o singole società data di chiusura e periodo coperto, moneta di presentazione e criterio di arrotondamento. È consentito l’utilizzo di informativa in milioni o migliaia al fine di favorirne la comprensibilità.
Contenuto minimo dello SP
Innanzitutto risulta necessario per il redattore evidenziare separatamente le voci che si assume abbiano natura così diversa da rendere necessaria una classificazione distinta. Sono ammesse voci aggiuntive, intestazioni o risultati parziali se significativi. Vi è l’applicazione del principio generale della rilevanza e aggregazione ai fini della comprensibilità. Le voci vengono presentate in base a natura e grado di liquidità / destinazione / scadenza. È importante la distinzione tra corrente e non corrente: è corrente ciò che si realizza nel corso dei 12 mesi dell’esercizio successivo. È importante la distinzione anche delle passività tra corrente e non corrente: al fine di identificare la compatibilità tra passività a breve e cash flow prodotto nello stesso periodo. (equilibrio finanziario). In particolare, si considera una passività come corrente quando l’entità non ha il diritto incondizionato di differirne il regolamento.
Un’entità deve comunque classificare una passività come corrente quando deve essere regolata entro 12 mesi anche se il termine originale era più lungo ed anche se dopo la data di bilancio si conclude un accordo di rimodulazione o rifinanziamento. Questo cosa vuol dire? Covenants: requisiti che la società deve avere affinché il debito continui con le caratteristiche stabilite fino ad ora: in caso di breach of covenants il debito diventa immediatamente rimborsabile a richiesta facendo diventare il debito come debito a breve. Se rinegozio il debito dopo il 31 dicembre comunque questo debito dovrà essere considerato come debito a breve termine, per il criterio di competenza.
Nello SP bisogna dare informazione anche sul capitale sociale: n° azioni, valore nominale, azioni proprie etc. Le azioni proprie per lo IAS vanno portate in diminuzione di capitale, vengono infatti intese come rimborso sul capitale da chi le acquisto. Bisogna inoltre dare una descrizione della natura e dello scopo delle riserve di patrimonio netto.
Contenuto del conto economico
Non è prevista alcuna distinzione di poste ordinarie e straordinarie. Può essere redatto per natura o per destinazione (spese amministrative, spese di ricerca…in base alla funzione alla quale è destinato). Se si usa la seconda è necessario nelle note integrare con la classificazione per natura. Campari usa il conto economico per destinazione tipico degli USA.
Contenuto prospetto variazioni del patrimonio netto
Deve essere indicato innanzitutto il totale del conto economico complessivo, riportando quota del gruppo e quote di terzi. Per ciascuna voce, una riconciliazione dei movimenti tra inizio e fine anno, indicando separatamente le modifiche derivanti da: utile/perdita, ciascuna voce del conto economico complessivo, operazioni con soci. Questo prospetto deve essere comparativo al pari di tutti i prospetti.
Contenuto note
Innanzitutto devono essere esposti nelle note i criteri di formazione del bilancio e i principi contabili utilizzati, e in particolare specificando la scelta operata tra approcci alternativi permessi. Vanno inserite tutte quelle informazioni richieste da IFRS e che non sono state presentate altrove all’interno del bilancio. Nonché vanno inserite informazioni ritenute rilevanti alla comprensione del bilancio e non già presentate altrove all’interno dello stesso. L’approccio deve essere un approccio sistematico con note di riferimento e uno schema usuale.
In nota bisogna poi dare informativa delle ipotesi e assunzioni effettuate sul futuro e cause di incertezza delle stime che comportano il rischio di variazioni significative dei valori entro il seguente esercizio. Vi deve poi essere un’informativa con riferimento alla gestione del capitale. Il regulator europeo ha comunque chiesto di smettere con l’overdisclosure nei bilanci. Esempio Prelios: amministratori prendono responsabilità di dichiarare la continuità indicando le difficoltà e le operazioni per superarle.
7 criteri di redazione del bilancio
Studiare bene. Esame composto da 6/7 domande sia teoriche che pratiche. (attenzione prevalenza della sostanza sulla forma – framework non sono aspetti previsti all’interno di questo principio).
Ias 2 rimanenze (domanda da esame frequente)
Generalmente la struttura di un principio IAS è la seguente:
- Finalità,
- Ambito di applicazione,
- Definizioni,
- Valutazione: valora a cui si scrivono le voci,
- Informazioni integrative: formazione aggiuntiva da dare in nota integrativa ai lettori di bilancio,
- Data di entrata in vigore,
- Principi sostituiti.
1. Finalità
Identificazione dei costi da rilevare nel valore delle rimanenze. (costi di acquisto, eventuali costi di trasformazione se la materia prima è stata lavorata), nei costi di acquisto bisogna considerare anche i costi di trasporto: sostenuti per portare le rimanenze nel luogo e nelle condizioni attuali. Le rimanenze vanno valutate al minore tra il costo e il valore netto realizzabile.
2. Ambito di applicazione
Il principio si applica a tutte le rimanenze salvo:
- Lavori in corso derivanti da commesse di terzi (IAS11),
- Strumenti finanziari (IAS 32),
- Scorte, prodotti agricoli (IAS 41,
- Risorse minerarie (ED 6).
Il criterio di valutazione previsto dallo IAS 2 inoltre non si applica per le rimanenze detenute da:
- Produttori agricoli e forestali, minerari e miniere: valore netto di realizzo.
- Intermediari e distributori di merci: fair value al netto dei costi di vendita.
Non confondere fair value al netto dei costi di vendita: valore di mercato del bene al netto dei costi da sostenere per vendere quel determinato bene, con il valore netto di realizzo che è il valore specifico che ha la rimanenza per l’azienda che redige il bilancio. Il fair value è invece un valore di mercato. Non è detto che una rimanenza che ha un fair value netto minore allora debba essere svalutata, perché le rimanenze vanno valutate al minore tra costo e valore netto realizzabile. Questo anche perché la materia prima poi verrà trasformata, devo vedere il margine che si viene a creare con il prodotto finito che mi permette di recuperare quel minore valore rispetto al mercato. Le variazioni di valore sono contabilizzate a CE nell’esercizio in cui si sono verificate.
3. Definizione
Le rimanenze sono beni:
- Posseduti per la vendita nel corso normale dell’attività,
- Impiegati nel processo produttivo,
- Materiali o forniture consumate nel processo di produzione o nella prestazione di servizi.
4. Rilevazione
Per il rispetto del principio di competenza vi deve essere la correlazione tra costi e ricavi. Il ricavo viene rilevato secondo lo IAS 18 quando:
- Rischi e benefici connessi alla proprietà sono trasferiti,
- Si ha il controllo sui beni effettivo,
- Il costo può essere determinato attendibilmente,
- I benefici fluiranno all’azienda.
5. Valutazione
Costo delle rimanenze: si parte dal costo di acquisto composto da: prezzo di acquisto + dazi doganali + tasse indeducibili + costi di trasporto + altri costi direttamente attribuibili all’acquisto – sconti commerciali e abbuoni – differenze di cambio espressione di conversione di fatture denominate in valuta estera (si utilizza come riferimento il cambio del giorno in cui la merce arriva in magazzino (diventa di mia proprietà) poi il fornitore verrà pagato il più tardi possibile ad un prezzo che potrà essere diverso per la variazione del cambio: questa variazione va valutata come variazione di natura finanziaria e non avrà quindi effetto sul costo d’acquisto).
Costo di trasformazione, vengono imputati alle rimanenze:
- Costi direttamente imputabili alle unità di prodotto (materia prima, lavoro diretto),
- Attribuzione sistematica dei costi indiretti sulla base di capacità produttiva normale (spese generali fisse di produzione: ad esempio un forno utilizzato per più prodotti, spese generali variabili di produzione), l’attribuzione deve essere sistematica: costante nel tempo.
Si usa la capacità produttiva normale non quella effettiva perché se utilizzassi quella effettiva più alta allora riporterei delle perdite dovute all’inefficienza nelle rimanenze. Esempio: MP 100 nel processo produttivo normale scarti: 2 in realtà lo scarto che sostengo è 8, il costo sarà 100 / 98 X 92. Spese generali variabili di produzione: ad esempio energia elettrica.
Esempio. In un’azienda ho una distinta base: quantità scarti 98% si tiene conto dello scarto fisiologico. Mp.1: componente x x + 2% * costo. Mp.2: componente x x + 2% * costo. Mp.3: mat. di consumo x x + 2% * costo. Distinta cicli N° di ore. Lavoro diretto 10 le inefficienze vanno ad aumentare la tariffa oraria del lavoro. Quindi il costo storico dovrà essere aumentato delle inefficienze: budget: 20 euro l’ora per 10 ore = 200. Word class manufacturing: Fiat.
Vi sono poi i costi fissi industriali e i costi variabili industriali. Altri costi da imputare alle rimanenze sono: i costi sostenuti per portare le rimanenze nell’attuale sito e condizione. Devono invece essere esclusi i costi di periodo:
- Costi di produzione per consumi di materiali e lavoro eccedenti la normalità.
- Costi di deposito, a meno che inevitabili nel processo produttivo.
- Spese generali amministrative.
- Costi di vendita.
Criteri di determinazione del costo
I principi contabili prevedono due convenzioni per il calcolo del costo di un bene in magazzino: FIFO o costo medio ponderato. FIFO: first in first out: considero come consumato il costo della prima fattura. Costo medio ponderato: pondero le quantità per il prezzo pagato per l’acquisto e faccio una media ponderata. Vi deve essere una coerenza di applicazione dei criteri: tutte le rimanenze con natura e utilizzo similare vanno valutate nello stesso modo. Il LIFO è vietato. L’interesse implicito: è contabilizzato come onere finanziario lungo la durata del finanziamento, se la dilazione di pagamento eccede le normali condizioni di vendita. Vi è la capitalizzazione dell’interesse solo per quei prodotti che aumentano il proprio valore nel tempo (ad esempio wisky).
Valutazione: minore tra costo e valore netto di realizzo. Valore netto di realizzo: prezzo di vendita stimato – costi stimati di completamento – costi stimati di vendita. Si tratta di un valore specifico per l’azienda, diverso dal fair value in quanto costi specifici dell’azienda. Quindi il valore netto di realizzo fa riferimento al valore che un ente ritiene di realizzare dalla vendita delle rimanenze nell’ordinaria attività imprenditoriale: è un valore specifico per la società. Il fair value rappresenta invece il valore cui le stesse rimanenze potrebbero essere scambiate tra controparti consapevoli e motivate in un mercato: non è un valore specifico per la società.
Il valore netto di realizzo è quindi:
- È stimato sulla base della conoscenza più attendibile al momento della valutazione.
- Tali stime considerano le oscillazioni dei prezzi e dei costi direttamente connessi a fatti intervenuti dopo la data di chiusura dell’esercizio.
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