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2. Proprietà dell’oggetto stesso, che costituiscono lo specifico tema di studio.

Perché una ricerca empirica possa essere effettivamente avviata è inoltre necessario che se ne

delimitino gli ambiti spaziali e temporali.

Un problema di ricerca empirica è posto solo quando è chiaro quali proprietà s’intendono studiare,

relativamente a quale oggetto o classe di oggetti, in quale ambito /contesto spazio-temporale, per

quali ragioni e con quali finalità.

È dunque entro una più o meno definita e strutturata area di interesse e di obbiettivi cognitivi che

un problema /oggetto d’indagine prende forma.

Merton, che tratta di questa componente della formulazione di un problema di ricerca in termini di

rationale of question, distingue:

• theoretical rationale: le ragioni teoriche in base a cui si giustifica lo sforzo richiesto per

trovare risposta a certi interrogativi. A queste ragioni teoriche possiamo riferire la possibilità

di connettere ipotesi di ricerca ad una teoria, allo scopo di testarne l’utilità e l’adeguatezza

nella specifica situazione d’indagine. In tal caso, la ricerca si configura come occasione di

controllo della teoria stessa.

• practical rationale: sono quelle squisitamente pratiche, esse rinviano alla possibilità di

applicare le conoscenze derivate dall’attività di ricerca, orientano un intervento di soluzione

operativa relativamente al problema d’indagine.

2. Concettualizzazione del problema.

Formulare un problema di ricerca significa concettualizzarlo, ovvero il ricercatore mette a fuoco

progressivamente gli aspetti parziali e specifici dell’oggetto, i quali delimitano e costituiscono il suo

problema di ricerca; quindi il problema viene tradotto in un insieme di nozioni, le quali vengono

specificare nel loro significato e connesse in uno schema concettuale che orienterà le operazioni di

osservazione. Il problema viene pertanto ridotto o tradotto in un insieme di nozioni che vengono

verbalizzate e specificate nel loro significato, nonché connesse in uno schema concettuale che

orienterà le operazioni di ricerca.

L’organizzazione del complesso delle ipotesi formulate ha dato logo ad uno schema o modello

concettuale, strutturate in tre aree.

Proprietà

Contestuali.

↘ Rappresentazione ↓ →

sociale.

Proprietà individuali. pag. 2

L’applicazione del modello richiede che siano raccolte informazioni pertinenti in ciascuna delle aree

nelle quali esso si articola.

Le ipotesi che orientano l’indagine determinano il fabbisogno informativo della ricerca, il contenuto

delle informazioni necessarie e adeguate a costituire la base empirica sulla quale si dovrà fondare

la risposta agli interrogativi che hanno orientato l’indagine.

Così come la formulazione del problema di ricerca empirica, anche la concettualizzazione riguarda

sia l’oggetto che le proprietà.

I principali tipi di oggetto di ricerca sociale sono:

- Individui che costituiscono categorie sociali

- gruppi sociali

- aggregati territoriali di individui

- organizzazioni e istituzioni

- eventi

- prodotti culturali

Lo specifico oggetto sociale dell’indagine è detto unità di analisi, la quale viene individuata

attraverso una definizione operativa dell’oggetto stesso: tale definizione operativa dell’oggetto

stabilisce i criteri con cui identificare gli esemplari dell’oggetto specifico; la definizione operativa

dell’oggetto è quindi utile sia nella formulazione che nella concettualizzazione del problema.

3. Progettazione della base empirica

Per la progettazione della base empirica, bisogna innanzitutto individuare la fonte dell’informazione

più adeguata alla circostanza.

Le fonti possono distinguersi in dirette (o primarie) e indirette /o secondarie)

1. Dalle fonti dirette si ottengono informazioni di prima mano, ovvero disponibili sono in seguito alla

progettazione e raccolta da parte del ricercatore; nella ricerca sociale, le fonti dirette sono

costituite dal linguaggio e dal comportamento di individui o gruppi sociali

2. Le fonti indirette invece sono quelle in cui le informazioni già disponibili che occorrono al

ricercatore poiché già raccolte da altri; nella ricerca sociale, le fonti indirette sono costituite da

documenti diversa natura (scritti, orali, visivi), da banche dati statistici e amministrative, da reperti

già codificati.

Oltre all’individualizzazione delle fonti, per la progettazione della base empirica è necessario

scegliere la tecnica/procedura di rilevazione più idonea; a tal proposito, si distingue l’unità di

analisi, da quella di rilevazione, le quali non sempre coincidono fra loro.

Ai criteri di selezione delle unità di analisi e di rilevazione presiedono le strategie di

campionamento, le quali consistono in un insieme di procedure che orientano il ricercatore nella

selezione dei casi che deve studiare inerente ad una più generale popolazione: i casi selezionati

costituiscono un sottoinsieme o porzione, detto Campione.

Il ricercatore può ricorrere a procedure e tecniche di campionamento assai diversificate,

riconducibili a due famiglie:

1. Campioni Probabilistici, i quali assicurano ad ogni unità di una numerosa popolazione, una

probabilità nota di entrare a far parte del campione. pag. 3

Sono caratterizzati dal ricorso a specifiche formule che rispondono alla domanda: quanti casi di

una determinata popolazione devo osservare per averne un campione che ne sia sufficiente?

I campioni probabilistici sono caratterizzati dal ricorso a particolari procedure che assicurano

l’estrazione dei casi campione dall’universo della popolazione sia Casuale: la casualità del

procedimento di estrazione costituisce condizione necessaria della rappresentatività del campione.

Le procedure di estrazione rispondono alla domanda: quali casi devo osservare per avere un

campione capace di rappresentare la popolazione di cui esso costituisce una porzione?

Inoltre, facendo una lista di campionamento, si possono applicare i criteri del campionamento

probabilistico (costruzione ed estrazione)

2. Campioni non probabilistici

Se non si può ricorrere ad un campionamento probabilistico, poiché non vi è una lista di

campionamento della popolazione unitaria di indagine, si usano campioni non probabilistici, i quali

possono essere di varia natura. Inoltre, a tali campioni si può ricorre anche quando vi è la

necessità od opportunità di condurre una rilevazione su un numero di casi ridotto.

La varietà degli elementi che entrano in gioco nella progettazione di un campione fa sì che si

possa parlare di disegni campionari o disegni di campionamento.

Bisogna poi stabilire le operazioni di ricerca inerenti a quest’area di attività sono volte a progettare

dati che siano adeguati, nel contenuto e nella forma.

Infine, a seconda dell’unità di analisi o di rilevazione di riferimento e della natura della fonte, il

ricercatore sceglie le modalità e progetta gli strumenti che reputa più adeguati a raccogliere le

informazioni di suo specifico interesse.

4. Costruzione della base empirica.

A questo punto, per dare risposta agli interrogativi che hanno guidato l’indagine, il ricercatore deve

materialmente costruire una base empirica, mediante la raccolta di informazioni funzionali ai propri

interessi ed obiettivi cognitivi. La rilevazione sarà effettuata mediante procedure, le tecniche e i

procedimenti scelti in sede di progettazione.

Nel campo della ricerca sociale, si è soliti distinguere tra:

• Tecniche Quantitative: rilevano molte informazioni su numerosi casi e producono

informazioni adeguate ad una trattamento quantitativo.

• Tecniche Qualitative: acquistano informazioni adeguate ad analizzare ambiti problematici

interessanti poiché vi sono degli approfondimenti specifici.

Rientrano in questa categoria le tecniche di intervista in profondità, di osservazione diretta

della realtà studiata e di analisi interpretativa di documenti.

Il modello tipico di intervista quantitativa è quella realizzata tramite il questionario. L’intervista

quantitativa è infatti una tipica situazione di ricerca in cui le informazioni vengono rilevate grazie ad

una lavoro analitico di concettualizzazione e in cui le varie informazioni rilevate sono inerenti a

diverse proprietà.

Nell’intervista quindi le informazioni si ottengono attraverso il comportamento verbale di individui;

tali informazioni vengono raccolte attraverso uno strumento costituito da una serie di domande, le

pag. 4

quali vengono precisamente formulate e disposte secondo una sequenza accuratamente

prestabilita.

Inoltre l’intervista con questionario si caratterizza per il fatto che le risposte siano già predisposte

dal ricercatore; tale tecnica di rilevazione viene perciò detta strutturata o standardizzata.

La standardizzazione, in tal caso, corrisponde ad una definizione operativa delle proprietà inerenti

all’oggetto dell’indagine; La standardizzazione assicura un certo grado di comparabilità alle

informazioni rilevate, necessaria ad un loro trattamento aggregato.

In questo contesto, la locuzione definizione operativa viene applicata alle caratteristiche

dell’oggetto per designare l’intero processo attraverso il quale i concetti (che orientano un’attività di

ricerca su alcune proprietà di un dato oggetto d’indagine) vengano specificati nel loro significato,

ridotti/ tradotti in termini osservativi, ed interpretati empiricamente attraverso essi.

Tale processo coincide con l’elaborato di Paul Lazarsfeld, in merito al passaggio dai concetti agli

indici empirici. Questo modello si articola in quattro fasi:

a) Rappresentazione figurata del concetto.

b) Analisi dimensionale del concetto.

c) Individuazione e scelta degli indicatori.

d) Costruzione degli indici empirici.

Le fasi b e c coprono l’area del processo lungo la quale s’istituisce il rapporto di indicazione, cioè

si congiunge un concetto astratto sul piano osservativo attraverso una serie di concetti ponte

collocati a un più basso livello di generalità: le dimensioni del concetto e successivamente i relativi

indicatori.

Tra le fasi c e d vengono messi a punto espedienti fisici, cioè le variabili, attraverso le quali il

ricercatore rileva e registra informazioni elementari in merito agli stati che le varie proprietà

dell’oggetto assumono nei casi osservati.

Nella fase d si realizza una sintesi di tali informazioni, si costruisce cioè una sorta di super

variabile detta indice empirico del concetto originario. Queste due fasi costituiscono

l’Operativizzazione.

La definizione operativa dell’oggetto consente di operare una classificazione estensionale e

denotativa, e dunque, di determinare la classe degli oggetti ai quali il termine si applica e dei quali

ci si occupa.

La definizione operativa delle proprietà dell’oggetto, tende invece a classificazioni intensionali e

connotative dello stesso oggetto.

Lazarsfeld aveva segnalato la necessità, da parte dell’intervistatore, di un uso libero e aperto del

questionario, ponendo il fondamento della coma comparabilità delle risposte nell’identità dei

significati delle domande, piuttosto che delle parole utilizzate nella loro formulazione.

L’intervista con questionario è considerata l’esemplare caratteristico dei sistemi di rilevazione

atomistici, rivolti cioè ad un oggetto scomposto, frammentato nelle sue componenti elementari,

nelle sue proprietà. pag. 5

L’intervista cosiddetta qualitativa agisce invece sul versante della profondità, o meglio

dell’approfondimento di alcune generali tematiche inerenti al problema d’indagine, perciò si tratta in

genere di un’intervista guidata, per la quale ci si avvale di una griglia flessibile, articolata in

funzione degli obbiettivi conoscitivi del ricercatore secondo uno schema concettuale a maglie

larghe, che orienta in merito al contenuto generale delle informazioni richieste, per tali

caratteristiche è anche detta semistrutturata o semistandardizzata.

Quando l’intervista è condotta in assenza di una qualsivoglia traccia, il ricercatore individua nel

corso del suo stesso svolgimento gli argomenti da approfondire, si tratta di un’intervista non

strutturata o libera.

L’intervista qualitativa può essere inoltre rivolta anche ai gruppi, è il caso dei focus group, ovvero

delle interviste che coinvolgono un numero di individui a discutere insieme su un certo tema.

Tecnica principale del ricercatore è quella dell’osservazione partecipante.

5. Trattamento, elaborazione e analisi della base empirica.

A questo punto la base empirica costruita deve essere ulteriormente trattata, organizzata,

elaborata e analizzata, con procedure strumentazioni tecnico-scientifiche adeguati alla natura

delle informazioni raccolte.

Anzitutto, si possono distinguere:

• L’Analisi Primaria: relativa ad informazioni ricavate da fonti dirette.

• L’Analisi Secondaria: inerente a informazioni ricavate da fonti indirette.

La distinzione fondamentale si basa soprattutto sulle tecniche utilizzate per la raccolta della base

empirica della ricerca e alla forma e al contenuto del tipo di informazione che la costituisce. Infatti:

- All’utilizzo di tecniche Quantitative, corrisponde un’informazione ad alto grado di

formalizzazione, capace di rappresentare immediatamente e precisamente le modalità o i valori

secondo cui certe proprietà si presentano in determinati oggetti; ciò permette di attribuire ad ogni

informazione registrata un codice identificativo che ne permette l’inserimento in un sistema di

organizzazione specifico: la matrice di dati “casi per variabili” .

Grazie a tale sistema, le informazioni acquisiscono la natura di dati in senso stretto e possono

essere sottoposte a procedure di elaborazione.

(Per tali ragioni la ricerca quantitativa viene anche detta ricerca MAT (ricerca con matrice di dati) e

viene caratterizzata come orientata alle variabili.)

- All’utilizzazione di Tecniche Qualitative, corrisponde invece la produzione di materiale empirico

eterogeneo e complesso e appunto per questo l’informazione si presenta a un basso livello di

formalizzazione. (il trattamento e le procedure per l’analisi di materiale empirico fanno capo a

diverse strategie e sono in genere non formalizzati)

6. Esposizione dei risultati.

L’esito di un lavoro di ricerca è sempre un rapporto, in cui il ricercatore, illustra il complessivo

disegno dell’indagine, trae conclusioni e formula un giudizio. pag. 6

L’esposizione dei risultati della ricerca empirica impone il ricorso ad un lessico specialistico, ovvero

lingua speciale, costituito da termini tecnici, ma anche termini del linguaggio comune.

La struttura standard di un testo scientifico prevede: un’introduzione, la presentazione del

problema, i modi secondo cui se ne ricercata la soluzione, la conclusione.

I risultati di una ricerca costituiscono infatti, sempre, il prodotto di una serie di operazioni o

procedimenti, che devono essere illustrati, tenendo conto delle condizioni e degli assunti

dell’attività di cui sono il risultato.

Nell’ambito della ricerca sociale, la redazione del rapporto di ricerca può differire nel contenuto e

nello stile, a seconda della strategia cognitiva adottata e delle caratteristiche della base empirica

prodotta e quindi anche del tipo di analisi a cui è sottoposta.

Ricerca macrosociologia e microsociologica.

L’oggetto dell’investigazione sociologica è sempre una formazione sociale, variante da società

estese a contesti sociali ristretti. In base al livello dell’unità di analisi/oggetto di indagine, si

distinguono le ricerche macrosociologiche e quelle microsociologiche.

Le ricerche Macrosociologiche: sono caratterizzate in base al fatto che l’oggetto d’indagine è

rappresentato da unità di analisi costituite da collettivi. In questa prospettiva si assume che l’agire

individuale sia, determinato dalla struttura sociale e quindi i fenomeni sociali interessanti sono

collocati a livello macro e se ne ricerca perciò la spiegazione in base a proprietà collettive

(Collettivismo/olismo metodologico).

Le ricerche Microsociologiche: sono caratterizzate invece, da unità di analisi costituite da un

numero limitato di individui o piccoli gruppi. In questa prospettiva si assume che la struttura sociale

derivi dall’azione di attori individuali, i qual dunque costituiscono il punto di partenza, l’atono e il

fondamento anche interpretativo/esplicativo delle informazioni sociali (Individualismo

metodologico).

Mesosociologico: la concettualizzazione del problema orienterà verso la raccolta di informazioni

relative sia a proprietà degli attori sociali (individuali) sia a proprietà dei contesti di azione

(collettive), mediante il ricorso simultaneo a differenti procedure e tecniche di ricerca. In tale

prospettiva, l’agire individuale viene analizzato in termini di rapporto fra l’azione, con ciò che essa

determina nella struttura, e i condizionamenti che le vengono posti dalla struttura stessa, dal

contesto.

L’utilizzazione simultanea di variabili definite su collettivi e variabili definite su individui caratterizza

l’analisi contestuale. pag. 7

Secondo Capitolo

Paradigmi, tradizioni e strategie di ricerca.

Sistemi di riferimento per la ricerca sociale.

Dato che l’elaborazione di un progetto d’indagine comporta l’assunzione di scelte e decisioni, vi è

da sottolineare che il disegno della ricerca deve rispondere ad una strategia, ovvero un complesso

di azioni indirizzate razionalmente ad uno scopo, che procede per obiettivi intermedi, utilizzando

delle risorse e strumenti incarnati in un processo. Il tipo di strategia rilevante in una indagine

empirica è cognitivo e operativo.

Le strategie vengono comunque a loro volta inviate a paradigmi, approcci, metodi, modelli

cognitivi, tradizioni di ricerca.

Le strategie inoltre fano riferimento alle prospettive che hanno orientato lo sviluppo della

conoscenza sociologica e che riguardano la concezione che la disciplina stessa ha del proprio

oggetto di studio. Tali sistemi di riferimento prendono il nome di paradigmi.

Tali prospettive fanno capo al positivismo, dai cui deriva il paradigma positivistico, e alla corrente

dell’ermeneutica, da cui deriva il paradigma interpretativo.

1. Paradigma Positivista: Gli oggetti di studio delle scienze sciali sono costituiti da fatti sociali;

quindi la concezione positivista si basa su oggetti di studio esterni al ricercatore, il quale cnsidera

l’oggetto indipendente dall’individuo.

Il compito del ricercatore è spiegare i fenomeni, basandosi sui fattori, cause e condizioni che li

determinano; possiamo perciò dire che la finalità di tale concezione è scoprire e trovare la

spiegazione dei fenomeni stessi, ovvero le cause o meglio la generalizzazione.

Generalizzazione: Stabilire che un dato fenomeno produce un altro dato fenomeno, così come lo

stesso fenomeno ne produce tanti altro. Tale generalizzazione può essere:

tendenziale ovvero x tende a y; oppure universale, ovvero che x produce sempre y (leggi naturali)

La generalità serve per prevedere il fenomeno (x  y)così che si possano controllare dei fenomeni

naturali; tuttavia alcuni fenomeni non coincidono con leggi naturali, ma con leggi probabilistiche.

Inoltre, il metodo di studio è quello della scienza sperimentale, secondo il modello delle scienze

naturali.

Le procedure attraverso le quali il compito si realizza sono osservative e le tecniche ne sono

componente essenziale; ovvero sono procedute basate sull’osservazione distaccata e

standardizzata (risultati sono uguali per ogni osservatore) dal momento che l’oggetto stesso è

esterno.

il fine è pervenire a spiegazioni del fenomeno, oggetto di studio.

L’atteggiamento del ricercatore è quello dell’osservatore distaccato, separato dall’oggetto di studio;

pag. 8

è il cosiddetto atteggiamento naturalistico, ovvero non avere preconcetti e fare così una ricerca in

modo oggettivo.

2. Paradigma interpretativo: l’oggetto di studio, è una realtà costruita, relativa, non distinta dal

ricercatore stesso. Infatti il ricercatore stesso considera la realtà sociale non come data, ma

costruita dagli stessi attori sociali; troviamo infatti fenomeni dipendenti poiché anche il ricercatore,

studiando il fenomeno , costruisce l’oggetto di studio insieme agli altri attori sociali. In tale

concezione quindi si vuole ricostruire l’interazione che producono alcuni fenomeni, ovvero

conoscere le dinamiche. Il conoscere si ottiene però con la comprensione, ovvero il rivivere

dall’interno ciò che hanno vissuto gli attori sociali: si ricerca la causa dell’oggetto.

Esempio: il ricercatore vuole scoprire l’esperienza di via di individui che vivono in carcere , quindi

ricostruir le relazioni e le dinamiche di tali attori.

Possiamo quindi dire che l’obiettivo dello studio è la comprensione dell’oggetto e che le procedure,

le tecniche e gli strumenti adeguati devono sostenere un’attività di interpretazione.

Inoltre, il metodo in questione è considerato prossimo alle pratiche cognitive del senso comune.

In questa prospettiva l’atteggiamento del ricercatore richiede un forte coinvolgimento, fondato

sull’interazione; il ricercatore si mette alla pari degli attori (osservazione partecipante) e si

annullano perciò le distanze con l’oggetto; solo così si può ottenere una vera oggettività.

Ci troviamo davanti a ricerche che possono durare anni e che devono esser condotte da ricercatori

esperti.

Appunti

Intuizione significa entrare dentro, rivivere il fenomeno.

Interpretare invece significa proporre un senso logico differente da colui che intuisce. In tal caso il

ricercatore deve ricostruire il fenomeno avvalendosi di una valida argomentazione. In questo

concetto, così inteso, troviamo l’elemento di soggettività poiché tra chi intuisce e chi interpreta vi

potrà essere una diversa ricostruzione del fenomeno; quindi il ricercatore potrebbe essere

invadente e divenire un elemento di distorsione.

Weber ritiene che il comprendere e lo spiegare può coesistere; cioè prima vi può essere la

comprensione, ovvero la partecipazione, ma dopo vi deve essere una chiara spiegazione del

fenomeno, ovvero ricercare le cause. Le due concezioni possono perciò coesistere: prima quella

storicista e poi quella positivista. In tal modo si evita ce la soggettività, tipica della concezione

storicista, non diventi invasiva e venga bloccata dalla generalità.

in base alla domanda cognitiva, si possono poi effettuare 2 tipi di ricerche diverse:

- Ricerca descrittiva: il ricercatore è interessato e limitato alla descrizione del fenomeno in modo

accurato; fenomeno che rientra nella nostra domanda cognitiva.

- Ricerca esplicativa ci si interessa alle relazioni tra i fenomeni, basandosi su una logica e modelli

di tipo causale; è la ricerca vera e propria poiché la descrizione fine a se stessa non serve a nulla.

Il passo da una ricerca esplicativa alla generalità è molto breve.

Inoltre vi è da dire che:

- una ricerca in generale non sarà mai completa e totale poiché un unico fenomeno ha troppi

aspetti da osservare.

- se si vuole spiegare la relazione fra due fenomeni e studiare l’andamento del primo, si deve

osservare l’andamento dell’altro.

A questa contrapposizione tra paradigma positivista e paradigma interpretativo, si sovrappone

quella tra: pag. 9

• Paradigma misurativo o convenzionale : si richiama agli ideali di precisione della scienza

naturale e alla convinzione che la conoscenza scientifica si realizzi attraverso attività di

misurazione in senso stretto; quindi di tipo metrico – quantitativo.

• Paradigma narrativo : assume a modello la letteratura piuttosto che la scienza, dando luogo

a pratiche di ricerca basate sulla teoria che descrivere una realtà complessa, narrarla in

modo che assume la forma di un vero e proprio intreccio, sia già darne conto.

Il riferimento ortodosso inerente al paradigma positivista o quello interpretativo ha dato luogo alla

formazione di specifiche tradizioni di ricerca sociale.

Una tradizione di ricerca è un insieme di assunti generali riguardanti le entità e i processi presenti

in un certo dominio di studio, e i metodi che si devono usare, per indagare su problemi e costruire

le teorie in tale dominio.

La tradizione positivista e quella antipositivista sono considerati quali complessi sistemi culturali.

Postpositivismo annoverato fra i “paradigmi di base”, viene a caratterizzarsi per l’ammissione della

possibilità di conoscenze solo imperfette; l’enfasi posta sulla centralità del ruolo che la prospettiva

teorica svolge nella percezione dei fatti; la negazione che tra oggetto e soggetto d’indagine

sussista una separazione, un dualismo e anzi, il pieno riconoscimento della loro relazione, dello

scambio reciproco che essi realizzano nel processo conoscitivo; la valorizzazione del ruolo dei

procedimenti induttivi accanto ai deduttivi; l’ammissione del carattere provvisorio e probabilistico

delle generalizzazioni; la valorizzazione del ruolo critico della comunità scientifica sulle

acquisizioni e procedimenti di ricerca, dei quali si enfatizza il necessario carattere di PUBLICITA’,

REPLICABILITA’ E CONTROLLABILITA’.

Strategie di ricerca Quantitativa. .

Formulazione e concettualizzazione del problema

A partire dall’assunto di base secondo cui n problema di ricerca consta sempre di due elementi, un

oggetto e le proprietà di esso che lo rappresentano, si può affermare che la strategia di ricerca

quantitativa è adeguata alle circostanze in cui il fabbisogno informativo dell’indagine riguarda

numerose proprietà di un oggetto sociale concepito come categoria o aggregato.

Le proprietà dell’oggetto che si considerano rilevanti per l’obiettivo cognitivo dell’indagine sono

analiticamente specificate e definite operativamente, in modo che si possa orientare l’osservazione

sugli specifici referenti empirici progettati come adeguati ad indicarle.

Progettazione e costruzione della base empirica.

L’oggetto d’indagine sempre costituito da una popolazione, insieme definito operativamente di

esemplari riconducibili concettualmente alla stessa unità di analisi.

L’interesse dell’indagine è dunque rivolto a determinare QUANTI esemplari della classe

possiedano certe caratteristiche, secondo QUALI modalità, e COME le diverse caratteristiche

siano associate tra loro. pag. 10

L’indagine mira a stimare l’estensione del fenomeno e la sua distribuzione attraverso gli stati che

esso presenta all’interno di quella data popolazione, e a caratterizzarlo nelle sue diverse

configurazioni.

Per realizzare quest’obbiettivo è necessario determinare un numero di esemplari da osservare che

sia sufficiente e rappresentativo della popolazione nella sua interezza. L’osservazione è sempre

mediata dallo strumento attraverso il quale si rilevano le informazioni.

Trattamento, elaborazione e analisi della base empirica.

La base empirica sarà costituita da informazioni organizzate in dati. Proprio per gli obbiettivi

cognitivi prevalenti, le informazioni così ottenute saranno sottoposte ad un’elaborazione adeguata

ad aggregare quelle dello stesso tipo.

Per far ciò è necessario organizzare la matrice dei dati “casi per variabili”:

1. Analisi Monovariata : analizza l’andamento di ogni singola variabile, e risponde ad

interrogativi circa il modo in cui ciascuna variabile è distribuita tra i casi osservati, quale sia

la sua complessiva variabilità e, dunque, quale sia il grado di omogeneità /eterogeneità

della popolazione rispetto ad essa.

2. Analisi Bivariata : analizza l’andamento di due variabili, allo scopo di stimare l’incidenza

delle loro possibili combinazioni sul totale dei casi osservati e allo scopo di indagare la

relazione che c’è tra esse o testare un’ipotesi di relazione già formulata.

3. Analisi Multivariata : si considerano simultaneamente più di due variabili, allo scopo di

esplorare la complessiva struttura delle loro associazioni, ovvero di testare modelli di

relazione complessi.

Natura dell’inferenza.

Quest’aspetto della ricerca è strettamente connesso al rapporto che essa intrattiene con la teoria.

È vero che il rapporto fra ricerca e teoria è strutturato in fasi logicamente consequenziali, e che la

teoria precede l’osservazione, ma quest’ultima mira non al sostegno, tramite dati empirici, della

teoria precedentemente formulata, bensì ad un controllo di essa. La nozione di controllo comporta

l’assunzione di un rapporto aperto, interattivo tra teoria e ricerca.

Esposizione dei risultati.

Nell’esporre i risultati del proprio lavoro, il ricercatore dovrà fare riferimento ai diversi tipi di

elaborazione cui ha sottoposto i dati e avvalersi delle forme di rappresentazione più adeguate ad

essi (tabelle, grafici). Quanto al contenuto dei dati stessi, Marradi segnala come, relativamente al

tipo di analisi che si può condurre, valga l’assunto che per tale via sia possibile produrre asserti

impersonali, vale a dire asserti che “possono essere sottoposti a controllo empirico senza alcun

ricorso alla conoscenza personale di un qualsiasi osservatore o ricercatore”.

In realtà, nell’effettiva pratica dell’indagine non è affatto cos’. Le tecniche consentono di

evidenziare nessi o assenza di nessi significativi: sta al ricercatore darne conto e può farlo solo

interpretando o spiegando la relazione che “impersonalmente” gli viene restituita all’elaborazione

dei dati, ricorrendo al complesso delle proprie conoscenze personali.

In ogni caso la comunicazione dei risultati di un tale tipo d’indagine si presta ad un’esibizione della

base empirica sulla quale l’analisi è stata sviluppata, che pertanto può essere controllata. pag. 11

Strutturazione del disegno della ricerca.

Concettualizzazione ↓ Forma:

Predisposizione degli strumenti Linearità discendente

di rilevazione. ↓

Costruzione della base

empirica. ↓

Elaborazione e analisi dei

dati.

Tale interconnessione comporta che quello stesso processo

lineare possa essere rappresentato anche con frecce di ritorno da una fase alla precedente;

persino in sede di analisi dei dati, il ricercatore può trovarsi in condizioni di riconcettualizzare

alcune proprietà, di ridefinire alcune definizioni operative.

Se dunque la progettazione del disegno di ricerca ha un certo carattere di strutturazione e rigidità,

l’esecuzione di esso comporta tuttavia la necessaria flessibilità richiesta dal fatto stesso di

concepire l’attività d’indagine empirica come esperienza tecnica-concettuale, procedurale e

tecnica.

In questo tipo di ricerca non è quasi mai il ricercatore isolato, a compiere l’indagine, bensì il gruppo

di ricerca.

Strategie di ricerca Qualitativa.

La strategia qualitativa viene in genere caratterizzata per l’approccio naturalistico all’oggetto

d’indagine, volto cioè a rispecchiare il più possibile l’oggetto nella sua naturalità. Delle ricerche che

adottano tale strategia si mette dunque in risalto l’orientamento cognitivo centrato sui casi, con

intenti eminentemente idiografici.

.

Formulazione del problema pag. 12


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione pubblica e d'impresa
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vale.mazz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia della ricerca sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Fasanella Antonio.

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