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Riassunto esame Metodologia della Scienza Giuridica, prof. Ciaramelli, libro consigliato Nichilismo Giuridico, Irti Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Metodologia della Scienza Giuridica, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Nichilismo Giuridico, Irti. Gli argomenti trattati sono: la concezione ausiliaria del metodo nello studio del diritto, il nichilismo al formalismo nella modernità giuridica, l'essenza tecnica del diritto... Vedi di più

Esame di Metodologia della scienza Giuridica docente Prof. F. Ciaramelli

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costruito dalla tradizione e dall'autorità delle scuole, si pone dinanzi a noi che lo prendiamo allo

applichiamo. Ma l'illusione non durò a lungo ben presto ci accorgiamo del carattere atemporale del

metodo che che è in noi un disagio un malessere, c'accorgiamo che i contenuti normativi non si

lasciano manipolare. Ne nasce pertanto un sentimento di delusione. Ecco che allora il metodo

diventa il problema del metodo.

La concezione ausiliaria del metodo lo fa esprimere in uno sforzo estremo di salvare sotto la veste

del tecnicismo un mondo ormai perduto. Infatti laicizzata e le fonti del diritto e sciolto ogni legame

con la teologia, le norme sono venute nell'esclusivo e totale dominio della volontà umana. Età

moderna ha esteso la parola produrre al diritto. E norme giuridiche al pari di qualsiasi altro bene

della mercato risultano prodotte, vengono pertanto dal nulla e possono essere tranquillamente

ricacciate nel nulla. E poiché la produzione risponde e obbedisce al fabbisogno, le leggi diventano

provvisorie o durevoli, di congiuntura o di struttura, di emergenza o di normalità.

Tutto ciò che garantiva unità e verità del diritto e ormai tramontato. La teoria del metodo giuridico

ci viene da periodi storici in cui le norme ancora si raccoglievano e disponevano in una unità di

senso.Oggi non esiste più un'unità di senso ma le norme hanno ognuna dei singoli scopi. La stabilità

del metodo e l'organicità del sistema esigono sempre invece che le norme invece di disperdersi nella

fortuito occasionalismo rispondono ad un'istanza di unità. Oggi tutto questo non esiste più non non

c'è più un dove a cui si diriga la macchina produttrice di norme: basta che essa funzione soddisfi il

fabbisogno della più imprevedibile casualità. Se è tutto quello che abbiamo finora descritto merita il

nome di nichilismo, non abbiamo paura di questa parola. L'accettazione del fortuito e

dell'occasionale e La sola risposta dinanzi al tramonto di antiche false unità. Nell'era moderna

bisogna lasciarsi vivere nella contingenza.

La nostra esistenza è divisa in due piani piano della territorialità e il piano della spazialità sono

concetti particolari che ci servono per definire come la nostra epoca sia caratterizzata dalla

cosiddetto leggero-diritto. Da un lato le province della terra, le piccole e grandi patrie, custodi delle

differenze di linguaggio e di tradizione, nelle quali vige il principio del confine, chi sta dentro

acquista identità che sta fuori no.si tratta in pratica di quella cornice che ha segnato la formazione

allo sviluppo degli Stati territoriali sovrani. Il diritto e potere sui luoghi, ciascuno rapporto giuridico

ha sede sulla terra e perciò diviene prevedibile e regolabile. E anche nell'era moderna, il declino

degli Stati non comporta il dissolvimento del potere territoriale ma solamente lo trasferisce ad un

altro livello (dallo Stato, alla comunità europea). Dall'altro lato ai luoghi chiusi della terra e definiti,

si contrappone la dimensione planetaria della tecno-economia. Tecno economia intesa come

spazialità, come rete globale all'interno della quale il linguaggio, la moneta diventano; all'interno

della quale gli individui vengono considerati come elementi del mercato (compratore e venditore) e

all'interno della quale non sono ammessi individui imprecisi. Si perde in questo modo anche

l'identità degli uomini considerati come semplici funzionari del mercato. Gli stati nazionali,

indeboliti dall'interno si sforzano di inseguire e raggiungere i fenomeni globali. Logorando e

svuotandolo Stato, e lasciando tutto nelle mani dell'uomo abbiano aperto un abisso dove si

scontrano la volontà planetaria di profitto e l'oscuro movimento delle offese diversità. Abbiamo in

pratica aperto la strada alla nichilismo. Il metodo dei nostri studi deve rendersi solidale con questo

divenire con questa mancanza di destinazione. Abbandonarsi alla contingenza non significa

dispersione di concetti, non significa neppure banale relatività storica, non significa infine anarchia

metodologica, capricciose arbitraria scelta di tecniche e procedure investigative; vuol dire invece

totale consapevolezza delle potenze che agitano la nostra epoca in modo che non ci si industria

invano a ricercare l'ordine dove dominino il caos. Nessuna dottrina del metodo oramai può

restituirci ciò che è tramontato.

Solo pensando così eviteremo che il metodo si converta sempre in problema del metodo, e riveli il

disagio e l'insoddisfazione di chi applica il pensiero di un mondo perduto al mondo moderno. La

loro accettazione delle cose come stanno, dell'ora cadere del loro divenire, si pone al riparo dei

rimpianti e perciò ci fornisce il metodo più efficace per affrontare il testo normativo. Se non c'è un

fondamento di unità, capace di raccogliere le norme d'ordinarle, se non c'è un criterio di tutti i

criteri, allora il metodo sta proprio nel coraggio dell'accettazione di scendere al livello della

contingenza, discendere dentro di noi e dentro le norme. Così il metodo abbandonato la pretesa di

determinare produrre il proprio oggetto, si fa tutto adeguato all'oggetto e si sottopone alla

temporalità.

La società moderna pertanto si presenta come una società disorganica e mutevole all'interno del

quale inutile ricercare un qualche ordine anche se solamente metodologico. La produzione delle

norme non avviene più secondo un'idea originaria, ma in base al fabbisogno. Ecco pertanto delle

norme possono essere e non essere, venire dal nulla ed eventualmente ritornare tranquillamente nel

nulla. E se queste vita divisa tra volontà planetaria della tecno-economia e antiche misura dei

luoghi, non ci dà un principio di unità; se tutto è caduto in un arbitrario divenire; e bene di questo

non può darsi colpa il giurista, nel farsi carico di riorganizzare le cose. Le cose stanno così.

Nichilismo al formalismo nella modernità giuridica.

Nella modernità giuridica finiscono i dualismi che tenevo in vita l'unità del diritto. Il diritto positivo

infatti non era mai stato lasciato solo. Contro di esso veniva sempre al sollevato un altro diritto

diverso per rango, si pensi al diritto biologico, al diritto di natura o al diritto di ragione. Le varie

specie di dualismo nell'era moderna hanno svolto ed esaurito il loro itinerario storico. Il diritto e

ormai consegnato alla solitudine della volontà umana la quale non sta ferma immobile ma genera

lotte tra visioni del mondo, prospettive di vita, interessi economici e politici. Respinta pertanto

l'assolutezza dei valori il diritto non rimane senza valori ma si risolve nel processo storico. Ecco che

quindi il mondo cade nelle mani dell'uomo.

Questa perdita di ogni centro apre le porte del diritto al nichilismo. La svalutazione di tutti gli

antichi valori, che pur comunque aiutavano l'uomo ad orientarsi fra le cose, consegna il mondo alla

volontà di potenza. Il senso del diritto non è più ricavato dalla parola di un Dio, o dall'eterna natura,

o dall'universale ragione. Esso si racchiude per intero nella volontà che interpretando il mondo

dispiega la propria energia.


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Moses

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Metodologia della Scienza Giuridica, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Nichilismo Giuridico, Irti. Gli argomenti trattati sono: la concezione ausiliaria del metodo nello studio del diritto, il nichilismo al formalismo nella modernità giuridica, l'essenza tecnica del diritto (terzo dialogo tra Natalino Irti ed Emanuele Severino), la connessione tra diritto e tecnica.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (CATANIA e RAGUSA)
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia della scienza Giuridica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Ciaramelli Fabio.

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