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Introduzione

Il disegno della ricerca

Per ricerca sociale si intende generalmente l’attività di studio, a carattere sia teorico che empirico, che si conduce nell’ambito disciplinare delle scienze sociali, con lo scopo di critica e di crescita della conoscenza, che grazie a tale attività si produce.

Gli elementi costitutivi del lavoro dello scienziato sociale sono:

  • Teorie
  • Tecniche
  • Strumenti
  • Accumulazioni di conoscenze

Con questi attrezzi si realizza la ricerca sociologica empirica. La sede in cui si organizzano tali elementi è il disegno della ricerca, ovvero il progetto o piano, che guida la loro intelligente applicazione, finalizzando la ricerca a uno degli obiettivi di conoscenza e/o intervento riguardo a uno specifico problema/oggetto di studio.

L’elaborazione di un disegno di ricerca fa parte del lavoro sia dello scienziato sociale, sia del sociologo professionista, in relazione alle diverse funzioni e con la finalità di produrre conoscenza.

Le risorse per la ricerca

Nell’elaborazione di un progetto d’indagine intervengono dei vincoli riferibili alla natura delle risorse delle quali ci si avvale per realizzarlo. Le risorse sono di diverso tipo:

  • Risorse umane: si riferiscono alla varietà delle competenze necessarie allo svolgimento di un’indagine empirica;
  • Risorse economiche: riguardano la disponibilità finanziaria a sostenere i costi di realizzazione di ciascuna attività;
  • Risorse temporali: riguardano i limiti di tempo entro i quali si deve realizzare l’indagine;
  • Risorse tecnologiche: riguardano la disponibilità della strumentazione necessaria all’elaborazione e all’analisi dei dati;

La capacità di stimare adeguatamente le risorse disponibili e di commisurare ad esse il piano di lavoro consente di affrontare la progettazione di una ricerca anche nei termini della sua fattibilità tecnica ed economica. Tale commisurazione può realizzarsi da diverse prospettive:

  1. Adeguare il reperimento delle risorse al disegno che s’intende realizzare (auto committenza)
  2. Dimensionare ex ante il disegno della ricerca alla natura, alle caratteristiche e al volume delle risorse (committenza)
  3. Intervenire per revisionare e adattare il piano di lavoro perché il fabbisogno stimato delle risorse non è disponibile

Un problema d’indagine empirica deve essere adeguatamente posto entro un sistema dato di risorse.

Il quadro organizzativo e istituzionale

Con il termine ricercatore si mira più a considerare il ruolo che non la persona in sé. La professionalizzazione e l’istituzionalizzazione crescente dell’attività di ricerca ha comportato lo slittamento progressivo della responsabilità del prodotto di un’indagine dal ricercatore individuale al ricercatore collettivo. Questo è stato favorito da politiche della ricerca volte ad ottimizzare le risorse ad essa destinate, incentivando la creazione di reti scientifiche. Esemplare è la ricerca universitaria.

Capitolo 1: La ricerca scientifico-sociale

1.1 Natura della ricerca scientifico-sociale

Nelle scienze sociali la produzione di conoscenza mediante attività di progettazione, raccolta e analisi di materiale empirico viene definito con il termine di ricerca sociale empirica. Quando la ricerca è empirica, può garantire fondamento e giustificazione alla conoscenza che con essa si produce, si qualifica come ricerca scientifico-sociale. La logica del procedimento scientifico che regola l’attività di ricerca sociale è detta metodologia della ricerca.

La ricerca scientifico-sociale si realizza attraverso due tipi principali di operazioni complesse e di varia natura:

  • Ideazionali concettuali (mentali): suscitano e regolano l’osservazione;
  • Osservative tecniche (pratiche): producono il materiale empirico sulla cui base si può acquisire una nuova conoscenza;

Con il termine teoria si fa riferimento alla logica e alla pratica della ricerca. La teoria costituisce una prospettiva, un modo di guardare i fenomeni. In quanto sistema di riferimento essa può incorporare:

  • Costrutti (concetti)
  • Ipotesi (relazioni tra costrutti)
  • Modelli (sistemi di organizzazione di ipotesi)
  • Generalizzazioni (conclusioni estendibili)

Esistono diversi tipi di teorie:

  • Teorie generali o totali: sono reti concettuali che costituiscono un sistema di più enunciati connessi e possono essere estese a diverse “regioni di problemi”. Un esempio è la teoria struttural-funzionalista del sistema sociale di Parson, secondo la quale “un sistema sociale si configura come una complessa rete di posizioni di status, ciascuna definita da aspettative di comportamento, cui gli attori tendono a conformarsi attraverso lo svolgimento di un ruolo”;
  • Teorie speciali, specifiche e di medio raggio: sono reti concettuali che investono un circoscritto spazio problematico e possono essere valutate nella loro adeguatezza e funzionalità, orientandone l’investigazione. Merton esemplifica questo tipo con la “teoria dei gruppi di riferimento” che mira ad una classificazione sistematica. È inoltre una teoria di medio raggio la “teoria del flusso a due fasi della comunicazione di massa” di Lazarsfeld, secondo cui le informazioni, idee e messaggi passano, ad un primo stadio, dai media agli individui e, a un secondo stadio, da questi ad altri individui attraverso canali interpersonali;
  • Orientamenti teorici generali: sono prospettive teoriche su questioni sostantive che forniscono alla ricerca un inquadramento generale. Un orientamento sociologico di questo tipo è quello di Merton che dice che “la causa di un fatto sociale dovrà essere cercata nei fatti sociali antecedenti”;
  • Schemi concettuali: in questi schemi si ha a che fare con una rete concettuale collocata a un basso livello di generalità, elaborata con riferimento allo specifico problema di una situazione d’indagine. Ad esempio il fenomeno della dispersione universitaria si può elaborare uno schema di analisi di questo problema che comprende l’insieme delle caratteristiche attraverso cui si ritiene di poter delineare, per confronto, il profilo distintivo degli studenti universitari che proseguono gli studi e quello di coloro che invece abbandonano.

1.2 Le operazioni di ricerca

Le operazioni di ricerca consistono in:

  • Formulazione del problema d’indagine;
  • Concettualizzazione del problema;
  • Progettazione e costruzione della base empirica;
  • Trattamento, elaborazione e analisi della base empirica;
  • Esposizione dei risultati della ricerca;

1.2.1 Formulazione del problema d’indagine

I fattori che possono orientare la scelta dei problemi d’indagine sono molteplici e vari. Un problema di ricerca costituisce sempre una domanda cognitiva, formulata rispetto a una generica “situazione problematica” della quale essa rappresenta un “ritaglio”.

Ad esempio, l’interesse generale per il tema dell’immigrazione può dar luogo a innumerevoli, diversi problemi di ricerca: dalla modalità e percorsi d’integrazione fino alla rappresentazione sociale dello straniero, ecc.

Un problema d’indagine empirica è sempre costituito da due elementi che costituiscono il tema di studio:

  • Oggetto sociale
  • Proprietà dell’oggetto sociale

Perché una ricerca empirica possa essere effettivamente avviata è inoltre necessario che se ne delimitino gli ambiti spaziali e temporali. Un problema di ricerca empirica è posto solo quando è chiaro quali proprietà si intendono studiare, relativamente a quale oggetto o classe di oggetti, in quale ambito/contesto spazio-temporale, per quali ragioni e con quali finalità.

Porre un problema non equivale a formularlo. La formulazione del problema d’indagine procede nell’esplicitazione degli interrogativi che hanno fatto emergere l’esigenza stessa di una ricerca, ai quali si intende fornire risposta attraverso uno studio empirico.

Ad esempio nel problema della rappresentazione sociale dello straniero da parte di giovani studenti, il ricercatore potrebbe essere interessato ad indagare i relativi contenuti cognitivi o il grado di visibilità dello straniero stesso nel contesto d’indagine. Ancora potrebbe essere interessato a studiare se in relazione al genere, all’età, allo status socio-economico, etc, si diano dello straniero rappresentazioni diverse.

Merton riguardo la formulazione di un problema di ricerca distingue:

  • Le ragioni teoriche: dove si connettono le ipotesi di ricerca ad una teoria, allo scopo di testarne l’utilità e l’adeguatezza. In tal caso la ricerca si configura come occasione di controllo della teoria stessa.
  • Le ragioni pratiche: dove si ha la possibilità di applicare le conoscenze derivate dall’attività di ricerca al problema d’indagine.

1.2.2 Concettualizzazione del problema

Formulare un problema significa concettualizzarlo. Il ricercatore viene a mettere a fuoco gli aspetti parziali e specifici dell’oggetto che delimitano il suo problema di ricerca. Il problema viene “ridotto” o “tradotto” in un insieme elaborato di nozioni che vengono verbalizzate e specificate nel loro significato, e connesse in uno schema concettuale che orienterà le operazioni di osservazione.

Ad esempio la concettualizzazione del problema relativo alla rappresentazione sociale dello straniero tra i giovani di Roma e delle province del Lazio è consistita nella messa a fuoco della dimensione cognitiva, della dimensione affettiva e della dimensione attiva del loro atteggiamento. Di tali complesse dimensioni si è ipotizzato di poter dar conto in funzione di alcune caratteristiche individuali e contestuali dei giovani in esame.

Spesso lo stato di conoscenza del ricercatore da cui egli si muove nell’affrontare un tema di studio può essere tale da non consentirgli di potersi avvalere di teorie o comunque di sistemi di riferimento generale. Ne consegue che la concettualizzazione del problema può essere operata solo in termini di macroaree e lo stesso modello di analisi avrà carattere esplorativo e sarà strutturato con un basso grado di articolazione fra le sue parti.

Con riferimento alla formulazione del problema di ricerca empirica, è stato evidenziato che esso consta sempre di due elementi: un oggetto e le proprietà di esso. La relativa concettualizzazione riguarda dunque entrambi.

I principali tipi di oggetto di ricerca sociale sono gli individui che costituiscono:

  • Categorie sociali (giovani, anziani, disoccupati, laureati)
  • Gruppi sociali (famiglie, classi scolastiche)
  • Aggregati territoriali di individui (comunità, comuni, province)
  • Organizzazioni e istituzioni (aziende, scuole, università)
  • Eventi (sciopero)
  • Prodotti culturali (norme, costumi)

Lo specifico oggetto sociale cui è interessata l’indagine è detto unità di analisi, e per individuare gli esemplari di essa che saranno studiati, il ricercatore deve concettualizzare lo stesso oggetto d’indagine e darne una definizione operativa. Tale definizione operativa dell’oggetto consiste nello stabilire i criteri in base ai quali si individua l’unità di analisi.

Ad esempio, se il ricercatore fosse interessato a studiare le dinamiche di funzionamento della famiglia nucleare, dovrebbe anzitutto definire questo specifico oggetto. In base a tale definizione dell’unità di analisi, il ricercatore potrebbe identificare quelle famiglie che corrispondono alla definizione di famiglia nucleare, la quale per ciò stesso può definirsi operativa. Tali famiglie costituiranno in termini tecnici, l’universo di popolazione. La definizione operativa dell’oggetto fa dunque costitutivamente parte della formulazione e della concettualizzazione del problema di ricerca.

1.2.3 Progettazione della base empirica

La realizzazione pratica di un progetto di ricerca richiede innanzitutto:

  • L’individuazione della fonte dell’informazione che si reputa più adeguata alla circostanza;
  • La scelta della tecnica-procedura di rilevazione idonea;
  • La messa a punto degli strumenti di raccolta delle informazioni;

Esistono due tipi diversi di fonti:

  • Fonti dirette: da queste fonti si traggono solo informazioni di prima mano, che non sarebbero disponibili altrimenti che in seguito alla progettazione e raccolta da parte del ricercatore. Sono costituite dal linguaggio e dal comportamento degli individui o gruppi sociali;
  • Fonti indirette: sono quelle presso le quali sono già disponibili le informazioni che occorrono al ricercatore, in quanto già raccolte da altri. Sono costituite da documenti (scritti, orali, visivi), da banche dati statistiche e amministrative, da reperti già codificati di precedenti ricerche empiriche.

L’investigazione controllata di un problema viene progettata non solo riguardo a che cosa si intende investigare ma anche come si intende farlo.

Ad esempio se volessimo studiare le politiche per l’educazione interculturale potremmo avere interesse per l’analisi documentale dei POF (piani di offerta formativa) elaborati dalle scuole di una determinata area; oppure potremmo intervistare, in ogni scuola della medesima area, gli studenti destinatari di politiche di educazione all’interculturalità, o i docenti. La fonte dell’informazione sarebbe nei due casi diversa: indiretta nel primo caso, diretta nel secondo.

È evidente che l’unità di analisi è costituita dalla scuola e dunque l’universo di popolazione sarà costituito da tutti gli istituti scolastici presenti nell’area d’indagine. Nell’esempio proposto però, la rilevazione sarà effettuata su unità diverse dall’unità di analisi: i POF, o gli studenti, oppure gli insegnanti. Questa esemplificazione ci consente perciò di introdurre una distinzione tra unità di analisi (le scuole) e unità di rilevazione (i documenti da esse prodotti, gli studenti, gli insegnanti), le quali non sempre e non necessariamente coincidono.

Anche all’universo di rilevazione il ricercatore può applicare criteri di selezione, usando le strategie di campionamento. Esse consistono in un insieme di procedure che orientano il ricercatore nella selezione dei casi che deve studiare relativamente ad una più generale popolazione: i casi selezionati costituiscono una porzione detta campione.

Il ricercatore può ricorrere a tecniche di campionamento diverse, riconducibili a due famiglie:

  • Campioni probabilistici: assicurano ad ogni unità di una popolazione di consistente numerosità una probabilità nota di entrare a far parte del campione. Sono caratterizzati dal ricorso a specifiche formule per la determinazione della numerosità che rispondono alla domanda: quanti casi di una determina popolazione devo osservare per avere un campione che sia “sufficiente”? I campioni probabilistici sono inoltre caratterizzati dal ricorso a procedure che assicurano che l’estrazione dei casi campionari sia casuale. Le procedure di estrazione rispondono alla domanda: quali casi devo osservare per avere un campione capace di rappresentare la popolazione di cui esso costituisce una porzione?
  • Campioni non probabilistici: vengono utilizzati quando non si può ricorrere ad un campionamento probabilistico. Le situazioni di ricerca in cui vi si ricorre possono essere caratterizzate da:
    • Assenza di una lista di campionamento della popolazione universo d’indagine, e dunque, impossibilità di rintracciare le unità di analisi in base ad un elenco di esse e di applicarvi le procedure di estrazione casuale;
    • Necessità od opportunità di condurre la rilevazione su un numero ridotto di casi, di cui il ricercatore può, o no, predeterminare alcune caratteristiche di base.

La varietà degli elementi che entrano in gioco nella progettazione di un campione fa sì che si possa parlare di disegni campionari o disegni di campionamento.

1.2.4 Costruzione della base empirica

Il ricercatore deve materialmente costruire una base empirica, mediante la raccolta di informazioni funzionali ai propri interessi e obiettivi cognitivi. La rilevazione sarà effettuata mediante le procedure, le tecniche e gli strumenti scelti in sede di progettazione.

Nel campo della ricerca sociale empirica, si è solito distinguere tra:

  • Tecniche quantitative: sono caratterizzate dall’intento di rilevare molte informazioni su numerosi casi e di produrre informazioni adeguate ad un trattamento quantitativo.
  • Tecniche qualitative: sono caratterizzate dall’intento di acquisire informazioni adeguate ad analizzare ambiti problematici interessanti, in ragione degli approfondimenti specifici cui possono dar luogo nella loro peculiarità. Alcuni esempi sono l’intervista in profondità e l’osservazione diretta della realtà studiata.

Le differenze salienti fra le due tecniche saranno meglio chiarite considerando la tecnica dell’intervista:

Intervista quantitativa: è realizzata tramite questionario. Facendo ricorso a questa tecnica, si assume come fonte di informazioni il comportamento verbale di individui; per la relativa raccolta ci si avvale di uno strumento costituito da una serie di domande, precisamente formulate e disposte secondo una sequenza ragionata. L’intervista con questionario si caratterizza per il fatto che sono già predisposte dal ricercatore le diverse possibilità di risposta. Le alternative precodificate sono volte a registrare in modo uniforme le varie risposte fornite ad una medesima domanda da numerosi intervistati. Tale tecnica di rilevazione viene detta strutturata o standardizzata.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Dariozzolo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia della ricerca sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Fasanella Antonio.
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