Metodologie e tecniche della ricerca sociale
Inchiesta campionaria
Nelle inchieste campionarie (survey) le informazioni vengono rilevate interrogando direttamente i soggetti inclusi nel campione. L'inchiesta campionaria è una strategia per raccogliere informazioni interrogando direttamente i soggetti coinvolti nei fenomeni sociali studiati:
- Interrogando individui oggetto della ricerca
- Appartenenti ad un campione rappresentativo
- Mediante una procedura standardizzata di interrogazione
- Scopo di studiare le relazioni esistenti tra le variabili
Il campione scelto deve essere 'rappresentativo', cioè deve essere in grado di riprodurre su scala ridotta le caratteristiche dell'intera popolazione oggetto dello studio. Nell'inchiesta campionaria, il ricercatore non si limita a rilevare l'esistenza e la consistenza di un determinato fatto sociale, ma va oltre, interrogandosi sulle sue origini, sulle relazioni con altri fenomeni sociali e sui meccanismi causali ad esso connessi.
In genere le indagini campionarie puramente descrittive vengono denominate sondaggi, dato che lo scopo dell'inchiesta campionaria è quello di controllare empiricamente delle ipotesi specifiche attraverso lo studio delle relazioni tra variabili. Il sondaggio è un'indagine puramente esplorativa volta ad accertare l'esistenza e la consistenza di un fenomeno.
L'interrogazione diretta si avvale di uno strumento specifico, l'intervista, che può caratterizzarsi diversamente a seconda delle necessità e degli obiettivi del ricercatore:
- Può essere più o meno standardizzata;
- Può prevedere domande e risposte più o meno strutturate;
- Può prevedere o meno il contatto diretto con l'intervistato.
Quindi l'inchiesta campionaria si distingue dal sondaggio per:
- L'esistenza di un'ampia problematica teorica che struttura l'impostazione della rilevazione dei dati;
- L'ampiezza dei temi toccati, dove nel sondaggio non sono trattati in profondità mentre l'inchiesta campionaria consiste sempre in una lunga ed articolata intervista;
- Il tipo di analisi che viene condotta successivamente sui dati rilevati, nel sondaggio l'analisi è descrittiva mentre nell'inchiesta campionaria includerà correlazioni tra variabili, modelli causali...
Standardizzazione delle interviste e struttura delle domande
L'interrogazione di un individuo si compone di due elementi, la domanda e la risposta. Entrambe possono essere formulate in maniera standardizzata oppure la loro formulazione può essere lasciata libera. Per questo si suddividono in:
- Questionario quando sia la domanda che la risposta sono standardizzate. In questo caso l'intervistatore dispone di un testo scritto che riporta l'esatta formulazione delle domande e per ognuna di esse l'elenco delle possibili risposte.
- Intervista strutturata, quando la domanda è standardizzata, e la risposta libera. In questo caso si dispone di testi delle domande ai quali si è vincolati nella formulazione e nella sequenza.
- Intervista libera, quando né la domanda né la risposta sono standardizzate. Si dispone di una traccia, elenco di punti o di temi che l'intervistatore è tenuto a toccare, in una sequenza e secondo una formulazione decisa dall'intervistatore stesso.
Nelle inchieste campionarie si utilizza l'intervista con questionario, anche se non sempre con il massimo grado di standardizzazione, a volte infatti si prevede di modificare l'ordine delle domande o la loro formulazione in casi specifici, ad esempio nei casi in cui gli intervistati si trovino in difficoltà o siano in imbarazzo.
Gli altri tipi di intervista ricadono invece tra le tecniche di rilevazione qualitativa, proprio in ragione della scarsa standardizzazione che le caratterizza. I problemi fondamentali dell'inchiesta campionaria sono riconducibili alla distinzione dei due paradigmi basilari della ricerca sociale: l'approccio positivista e l'approccio interpretativo. Vi sono vari dilemmi che seguono queste due visioni.
Problematiche dell'approccio campionario
Secondo l'approccio oggettivista (positivista) nell'inchiesta campionaria, ad esempio, il rapporto tra intervistato-intervistatore deve essere del tutto spersonalizzato. L'intervistatore non deve alterare lo stato dell'oggetto studiato. Sono stati elaborati codici di comportamento ai quali il ricercatore deve attenersi. Ciò non vuol dire che debba essere freddo e distaccato ma allo stesso tempo non deve eccedere nell'amicizia. Gilli tuttavia critica questa osservazione in quanto la ritiene priva di fondamento perché il rapporto conoscitivo inevitabilmente diventa di interazione.
Sul polo opposto si trova la visione costruttivista per la quale il dato sociale è costruito e generato nell'interazione fra i due soggetti: studiante e studiato. Un altro dilemma è quello che mette a confronto le posizioni uniformità e individualiste. La prima posizione ritiene che ci siano delle uniformità empiriche nei fenomeni sociali e nei comportamenti umani per cui si possono operare generalizzazioni e standardizzazioni. La prospettiva individualista invece sottolinea il fatto che ogni soggetto umano è differente dall'altro per cui effettuare generalizzazioni è sbagliato.
Queste visioni sollevano il problema del questionario, ovvero quello di ignorare il fatto che la società è diseguale e che l'oggetto perde la sua individualità cioè non può testimoniare della sua realtà in cui vive. Il dilemma dell'inchiesta campionaria dunque affonda le radici nella contrapposizione fra i due paradigmi fondamentali della ricerca sociale: uno massimizza la standardizzazione e la ricerca di uniformità e l'altro massimizza l'individualità del soggetto studiato e del suo rapporto con il soggetto studiante.
Contatto con gli intervistati e formulazione delle domande
Questa distinzione corrisponde alla scelta del questionario nel primo caso e intervista non strutturata nel secondo. Nel momento in cui il ricercatore opera la scelta per lo strumento del questionario egli sceglie di privilegiare la ricerca di uniformità che accomuna gli individui piuttosto che quella di distinguerli. La limitazione a un minimo comune denominatore è sicuramente riduttiva e limitativa per raggiungere una piena comprensione del comportamento umano, tuttavia è questo il grande limite della ricerca quantitativa che sceglie di lavorare in superficie sui grandi numeri piuttosto che in profondità sui piccoli numeri.
Un altro problema riguarda l'attendibilità del comportamento verbale degli individui. Questo problema si può analizzare da due punti di vista: quello della desiderabilità sociale e quello della mancanza di opinioni. La desiderabilità sociale è la valutazione, socialmente condivisa, che viene data a una determinata cultura rispetto a un certo atteggiamento o comportamento. Nelle domande di questionario questa può influenzare la risposta degli individui. Le risposte quindi risultano distorte perché il soggetto, davanti a uno sconosciuto, cerca di dare di sé la migliore immagine possibile anche se non è quella veritiera.
Anche la mancanza di opinioni potrebbe generare risposte distorte. È molto frequente che i soggetti vengano interrogati su tematiche complesse a cui non hanno mai riflettuto e che quindi non abbiano un'opinione a riguardo. Si crea quindi una sorta di pressione a rispondere per la quale poi gli intervistati scelgono a caso una delle risposte.
Un altro problema del questionario è che non è in grado di rilevare l'intensità delle risposte degli individui.
La struttura delle domande
Una domanda è tanto più strutturata quanto più nella sua formulazione è determinato non solo l'interrogativo ma anche le alternative di risposta tra cui l'intervistato può scegliere.
Il contatto con gli intervistati
Il contatto con gli intervistati durante l'interrogazione può essere diretto, indiretto o del tutto assente. Le scelte circa la formulazione delle domande e la struttura del questionario devono essere fatte alla luce di questa caratteristica.
Formulazione delle domande
Le domande relative ad atteggiamenti comprendono un'area che fa capo ad opinioni, motivazioni, orientamenti, sentimenti, valutazioni, giudizi e valori. Si tratta delle proprietà degli individui rilevabili tramite l'inchiesta campionaria. Le domande sugli atteggiamenti sono fra le più difficili da formulare e le risposte sono facilmente influenzate dal modo in cui la domanda è espressa.
Le domande relative a comportamenti rilevano quello che l'intervistato dice di fare o di aver fatto. Ci troviamo quindi nel campo delle azioni dove i comportamenti, diversamente dagli atteggiamenti, sono inequivoci: un'azione o c'è stata o non c'è stata, e quindi per queste domande esiste una risposta esatta, a differenza degli atteggiamenti che sono spesso non chiari allo stesso soggetto che li detiene. I comportamenti sono empiricamente osservabili, infatti un'azione può essere osservata da una terza persona e può lasciare una traccia oggettiva. Quindi i comportamenti sono empiricamente controllabili.
Altro modo di classificare le domande è la distinzione tra domande fattuali e domande motivazionali. Le prime riguardano i fatti, e cioè tutto ciò che è osservabile dall'esterno includendo domande su variabili socio-demografiche, caratteristiche contestuali e sul comportamento dell'intervistato. Le seconde riguardano opinioni, atteggiamenti e motivazioni.
La domanda risposta aperta (domanda aperta) è quella nella quale l'intervistatore pone la domanda lasciando piena libertà all'intervistato nella formulazione della risposta. La domanda a risposta chiusa (domanda chiusa) è quella nella quale l'intervistato, oltre alla domanda, viene anche presentato una molteplicità di possibili risposte entro le quali è invitato a scegliere quella più appropriata secondo lui. La scelta fra le due sta nel decidere se, oltre a standardizzare la domanda, vogliamo a priori standardizzare anche le risposte.
Per la domanda aperta si dice che si ha il vantaggio della libertà di espressione. L'elemento di fondo che differenzia i due modelli sta nella spontaneità della risposta. Nella domanda aperta, una volta trascritta la risposta dell'intervistato, bisogna ancora arrivare poi alla matrice dei dati. È infatti necessario utilizzare la codifica delle risposte, ovvero la loro classificazione in un numero finito e limitato di categorie. Questo processo di codifica a posteriori comporta un elevato livello di arbitrarietà da parte del codificatore, che può condurre ad una forzatura della risposta originale. Per questo le risposte aperte sono frequentemente contraddittorie, confuse e generiche.
La domanda chiusa presenta dei vantaggi come ad esempio il fatto che offre a tutti lo stesso quadro di riferimento, facilita il ricordo, infatti ogni alternativa proposta è l'equivalente di un promemoria per l'intervistato e inoltre stimola l'analisi e la riflessione, costringe ad uscire dalla vaghezza e dall'ambiguità. Ci sono però tre limiti, il fatto che lascia fuori tutte le alternative di risposta che il ricercatore non ha previsto (limite generale della ricerca quantitativa); le alternative proposte dalla domanda chiusa influenzano le risposte, infatti le categorie prestabilite corrono il rischio di suggerire la risposta a chi non ha un'opinione sull'argomento; le risposte offerte non hanno uguale significato per tutti, i singoli individui attribuiscono loro un diverso significato. L'interpretazione differente fra i soggetti è quindi maggiore. La domanda chiusa esige un accuratissimo studio esplorativo condotto con le stesse domande ma in forma aperta e su un campione di soggetti tratto dalla stessa popolazione, al fine di individuare l'arco completo delle possibili alternative.
La formulazione delle domande è cruciale nella realizzazione di un'indagine campionaria, se infatti la domanda è formulata male può dare luogo a specifiche distorsioni che riducono l'affidabilità e la validità dei dati rilevati:
- Domande sovra-determinate: Condivide l'opinione di molti scienziati secondo gli antibiotici dovrebbero essere utilizzati più responsabilmente? - desiderabilità sociale e acquiescenza; - mancanza di opinione;
- Domande sotto-determinate: Qual è la sua opinione sul rapporto tra giovani e lavoro?
- Domande curvilinee: Il problema dell'immigrazione richiede un intervento volto a migliorare le condizioni della popolazione nei Paesi di origine?
- Domande doppie: L'ultimo libro che ha letto era avvincente e ben scritto?
- Domande intrusive: A quanto ammonta il suo stipendio?
- Domande obtrusive: Lei fa uso di droghe?
Modalità di risposta
La predisposizione delle modalità di risposta richiede la stessa cura della formulazione delle domande, anche in questo caso eventuali errori o distorsioni possono dare luogo a specifiche distorsioni, dunque ridurre l'affidabilità e la validità dei dati rilevati, in particolare:
- Desiderabilità sociale e acquiescenza;
- Effetto primacy ed effetto recency;
- Response set.
Sequenza delle domande
L'ordine in cui le domande vengono sottoposte all'intervistato ha una sua importanza, infatti bisogna tenere conto:
- Della dinamica relazionale tra intervistatore e intervistato, le prime domande devono mettere a suo agio l'intervistato, essere semplici e fattuali;
- Del livello di interesse e di stanchezza dell'intervistato, è consigliabile lasciare alla fine le domande più noiose ma anche più semplici (genere, età, ecc..);
- Della sequenzialità dell'intervista, dunque le domande dovrebbero seguire un filo logico, evitando i salti di soggetto o di tempo;
- Dell'effetto di contaminazione che fa sì che la risposta sia influenzata dalle risposte (per una questione di coerenza) e/o dalle domande (per una questione di interpretazione) che l'hanno preceduta.
Organizzazione della rilevazione
Ci sono delle fasi che precedono la rilevazione vera e propria. Queste sono:
- Studio esplorativo; il ricercatore deve conoscere perfettamente il problema oggetto che intende studiare. La fase esplorativa preliminare viene condotta con una molteplicità di tecniche che si evolveranno da strumenti iniziali destrutturazione a strumenti sempre più strutturati.
- Pre-test; dopo la fase esplorativa preliminare si procede alla stesura del questionario. Quando è pronto in una versione quasi definitiva si apre la fase di collaudo con quello che viene chiamato pre-test. È molto importante perché fare delle modifiche al questionario comporta una grande quantità di soldi. Fra gli scopi del pre-test c'è anche quello di determinare la durata dell'intervista; spesso il pre-test è più lungo della versione finale e ci si accorge che ci sono alcune domande che sono destinate ed essere eliminate. Se alla fine del pre-test il questionario è cambiato molto deve essere collaudato nuovamente. Il costo del pre-test è minimo, la sua resa in termini di qualità è massima.
- Preparazione e supervisione degli intervistati; la fase di preparazione (briefing) consiste in un primo incontro fra equipe di ricerca e intervistatori che ha lo scopo di presentare la ricerca, descrivere il suo disegno, illustrare nel dettaglio lo strumento di rilevazione - questionario. Si cercherà di individuare tutti i problemi che possono sorgere durante la somministrazione.
- Contatto iniziale; il momento più delicato dell'intervista è rappresentato dall'approccio iniziale del soggetto che deve scegliere se partecipare o meno alla ricerca. Risultano determinanti le modalità con le quali si presenta il ricercatore. Nella sua presentazione il ricercatore dovrà chiarire al soggetto chi è il committente della ricerca, quali ne sono gli obiettivi, perché si rivolge proprio a lui, poi dovrà sottolineare l'importanza della sua collaborazione e rassicurare sull'anonimato delle risposte.
- Forma grafica del questionario; il formato grafico costituisce un problema minuto di carattere pratico che interessa i questionari cartacei. Bisogna adottare una convenzione che distingue il testone leggere dell'intervistato dalle indicazioni riservate all'intervistatore. Poi vanno indicati con chiarezza i passaggi da una domanda alla successiva, le domande da saltare ecc. Inoltre, il questionario deve essere compatto senza estendersi su troppe pagine.
Esempio: Personal Influence
Katz e Lazarsfeld negli anni '50 condussero una ricerca, in seguito pubblicata con il titolo Personal Influence, mirata a studiare le intersezioni tra la comunicazione impersonale e la comunicazione di massa. In uno studio precedente (The People’s Choice, 1944) Lazarsfeld aveva individuato l'effetto dell'opinion leadership sul comportamento di voto, e in questo nuovo studio l'ipotesi centrale era che il flusso di comunicazione dai mass media agli individui non fosse immediato, ma stabilito indirettamente tramite l'influenza personale di opinion leaders.
La ricerca è stata condotta a Decatur, una cittadina di medie dimensioni nel middle-west, su un campione di 800 donne. Il campione fu intervistato due volte, in giugno e agosto, e nella seconda rilevazione furono intervistate anche alcune delle persone designate dalle donne campionate come influenzate o influenti in riferimento alle aree interessate dall'indagine (furono realizzate all'incirca altre 650 interviste).
Le principali aree di indagine riguardavano:
- L'acquisto degli oggetti d'uso domestico
- La moda (vestiti e cosmetici)
- La scelta e l'opinione sugli spettacoli cinematografici
- La formazione delle opinioni su questioni di interesse pubblico
L'intervista prevedeva una serie di domande per rilevare:
- Se le avessero preso o cambiato una decisione rispetto a ciascuna delle quattro aree individuate;
- Quali mass media e/o quali individui le avessero influenzate.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Metodologia
-
Metodologia della ricerca sociale
-
Metodologia Ricerca I
-
Metodologia e tecniche della ricerca sociale