Metodologia e fasi della ricerca
Coggi e Ricchiardi
1. Prima di tutto si deve individuare quello che è il tema della ricerca.
2. Devo spostarmi sugli scopi, cioè quali sono gli obiettivi della ricerca.
3. Una ricerca nasce da un problema, ci si pone una domanda.
4. Si va a fare una chiarificazione concettuale, cioè chiarire concetti, capire qual è il panorama teorico di riferimento rispetto a quel problema e si va a vedere la letteratura.
5. Decido qual è l'ipotesi che voglio andare a verificare o falsificare e anche le variabili.
6. Pianifico la ricerca, vado a valutare quella che è la validità del costrutto.
7. Il campionamento.
8. Definisco quali sono gli strumenti con cui raccolgo i dati.
9. Attualizza la ricerca, quindi faccio la rilevazione dei dati attraverso quegli strumenti.
10. La fase di socializzazione dei risultati e quindi di comunicazione della ricerca di diffusione della ricerca, vado a pubblicarla e contestualmente faccio la valutazione della ricerca, cioè vedo che cosa è successo rispetto agli obiettivi che mi ero prefissata inizialmente e a quello a cui sono arrivata eventualmente.
Luciano e Salerni
1. La scelta del problema e la definizione delle ipotesi; stanno mettendo insieme quelle che invece Coggi e Ricchiardi avevano esploso in più fasi.
2. Formulazione del disegno della ricerca.
3. Scelgo e costruisco e metto appunto gli strumenti: questionario, intervista, osservazione, quello che mi serve per raccogliere i dati.
4. Vado a raccogliere i dati: scendo in campo e intervisto le persone, che va dall'osservare, vado a prendere appunti, vado a vedere che cosa succede nel contesto in cui voglio andare a fare la mia ricerca ecc.
5. Dopodiché questi dati li devo codificare, li devo analizzare.
6. Devo interpretare, comunicare i risultati.
Trinchero
1. Definizione del problema conoscitivo, tema di ricerca ed obiettivo di ricerca.
2. Costruzione del quadro teorico.
3. Scelta della strategia di ricerca.
4. Formulazione delle ipotesi di lavoro ed identificazione di fattori dipendenti, indipendenti, moderatori, intervenienti.
5. Definizione operativa dei fattori.
6. Definizione della popolazione di riferimento, numerosità del campione e tipologia del campionato.
7. Definizione delle tecniche di rilevazione dei dati e costruzioni dei relativi strumenti. Se un questionario intervista la sto costruendo io, devo fare un pre-test cioè vedere se funziona, se è una sonda corretta che mi permette di ottenere i dati che io sto cercando di ottenere.
8. Definizione del piano di raccolta dei dati, raccolta dati e costruzione della base empirica della ricerca.
9. Analisi dei dati, controllo delle ipotesi ed interpretazione dei risultati.
10. Riflessione sull'esperienza compiuta: cosa si è appreso, cosa si rifarebbe allo stesso modo, cosa si rifarebbe in modo diverso.
Benvenuto
Prima fase è la fase di orientamento epistemologico della ricerca.
In questa prima area di orientamento epistemologico ricerca lui mette 7 passaggi:
- Definire in maniera chiara qual è il problema, cioè il bisogno da cui nasce la ricerca.
- Riflettere sulla natura del fenomeno da indagare per poter chiarire dimensioni ontologiche ed epistemologiche. Comprende al suo interno delle sottofasi:
- Definire la metodologia, il tipo di ricerca.
- Articolare, ordinare le priorità della ricerca descrivendo il disegno di ricerca in generale.
- Esplicitare le problematiche etiche e le questioni proprietari dei risultati dei dati, cioè come tratto i dati.
- Dichiarare i principi e le posizioni politiche della ricerca.
- Identifico il pubblico di destinazione della ricerca.
- Definisco gli strumenti.
- Disegno e scelgo il piano di campionamento.
- Vado ad effettuare una prova sul campo o un pilotaggio.
- Articolo il disegno della ricerca pianifico i tempi e le sequenze, che cosa succederà quando e con chi.
- Prevedo il piano delle risorse richieste.
- Controllo l'attendibilità e la validità. In questa fase si tratta di andare ad identificare lo stile o approccio metodologico complessivo, quindi si tratta di andare a dettagliare le singole fasi, di compiere una serie di scelte sulla strumentazione e di andare a controllare quali sono gli strumenti e l'attendibilità nella rilevazione dei dati.
- Possedere una buona letteratura sul tema per garantire la validità di costrutto e di contenuto.
La terza fase prevede 3 passaggi:
- Predisporre un piano di analisi dei dati quantitativi e qualitativi.
- Verificare e validare e interpretare i dati.
- Preparare la documentazione e i rapporti di ricerca per la diffusione.
4. Dichiarare i limiti delle condizioni, quindi della ricerca, ad esempio la disponibilità, tempo, persone, politica ecc.
5. Specificare le finalità e gli scopi della ricerca.
6. Generare le domande o le ipotesi di ricerca.
7. Identificare i risultati attesi dalla ricerca, cioè che cosa ci aspettiamo di avere al termine di questa ricerca.
Che cos'è il campionamento
Il campione è un sottoinsieme della popolazione. Nelle parole viene definito "campionamento" il procedimento attraverso il quale si estrae da un insieme di unità detto "popolazione", che costituiscono l'oggetto dello studio, un numero ridotto di casi che viene detto "campione" che sono scelti con criteri tali da consentire una generalizzazione all'intera popolazione dei risultati ottenuti.
Per poter realizzare delle inferenze del campione alla popolazione di riferimento, la scelta del campione deve tenere in considerazione:
- L'ampiezza della popolazione della sua complessità.
- Il tipo di osservazione che vogliamo compiere.
- Caratteri che vogliamo investigare.
- Una modalità dei caratteri che vogliamo investigare.
Perché prendiamo un campione?
Perché in alcuni casi non è possibile prendere in esame l'intera popolazione, riducono il tempo ed il lavoro necessario per la raccolta e l'elaborazione dei dati e riducono i costi.
Tipologie di campionamento
- Probabilistico, ovvero ciascuna delle unità statistiche che costituiscono la popolazione ha una probabilità nota e una probabilità minore di zero di essere inclusa nel campione;
- Non probabilistico, cioè per ciascuna unità statistica la probabilità di essere inclusa nel campione non è nota. Non consente inferenza dal campione alla popolazione di riferimento.
Definizione di Corbetta (1999)
Corbetta dice che chiamiamo con campionamento un procedimento attraverso il quale si estrae, da un insieme di unità costituenti l'oggetto dello studio, un numero ridotto di casi scelti con criteri tali da consentire la generalizzazione all'intera popolazione dei risultati ottenuti studiando campione.
Fasi del campionamento
- Individuazione della popolazione di riferimento.
- Specificazione dell'unità di campionamento.
- Definizione della lista di campionamento.
- Determinazione della numerosità del campione.
- Scelta del metodo di campionamento.
- Selezione del campione.
- Stima dei parametri della popolazione a partire dai dati del campione.
Tipologie di campione
Campione probabilistico: quando ciascuno dei soggetti che compongono la popolazione ha una probabilità nota di essere incluso nel campione.
Il campione probabilistico può essere anche "casuale semplice": estrazione casuale delle unità di analisi senza remissione. Ogni unità di analisi compresa nella definizione della popolazione deve avere la stessa probabilità di essere inclusa nel campione. È un'estrazione casuale delle unità di analisi. Il campione è casuale semplice quando tutte le attività di analisi hanno la stessa probabilità di essere incluse nel campione. I soggetti sono estratti mediante un generatore di numeri casuali appartenenti alla popolazione.
Campione probabilistico sistematico: Stabilito che l'intervallo N si sceglie un elemento della lista ogni N è un'estrazione a intervalli regolari. Il vantaggio è che una procedura semplice, mentre lo svantaggio è che sensibile agli errori eventuali nella lista di campionamento e ai criteri con in cui questa è stata creata.