Estratto del documento

Teorie e tecniche dei test

Programma

Caratteristiche psicometriche dei test

Vantaggi e limiti dell'uso dei test in psicologia clinica

Il processo di somministrazione, scoring e restituzione

Le scale CBA

Questionari di personalità e MMPI-2

Le scale Wechsler e la WAIS-R

Gli indicatori di disagio lavorativo

Bibliografia

  • Pedrabissi L., Santiello M., I test psicologici. Il Mulino, 1997.
  • Sanavio E., Le Scale CBA. Raffello Cortina ed., 2002.
  • Argentero P. I Test nelle organizzazioni, Il Mulino, 2006. (facoltativo).

Esercitazioni

  • Costruzione di un test
  • Analisi di protocolli CBA 2.0
  • Analisi di protocolli WAIS R
  • Analisi di protocolli MMPI-2

Modalità di esame

Esame scritto:

  • 3 domande aperte di teoria generale
  • Interpretazione punteggi di un test
  • Date esami:
    • 07.06.07 ore 10
    • 21.06.07 ore 15
    • 12.07.07 ore 10

Psicometria

Misurare: procedura per identificare elementi del mondo reale con elementi o costrutti di un sistema logico astratto (un modello), attraverso precise definizioni degli elementi basilari di esso.

"Sta piovigginando": affermazioni con una dimensione "sta piovendo" misurativa all'interno di un modello "è in corso un temporale" (meteorologia).

Misurare

Per misura si intende il prodotto dell'applicazione di regole per classificare o assegnare numeri a degli oggetti, in modo tale che il numero rappresenti la quantità degli attributi o il grado in cui una qualità è presente. Misura oggettiva: misura standardizzata replicabile riferita a un sistema di misura.

La misura in psicologia

In psicologia gli oggetti sono generalmente costrutti. "Un costrutto psicologico è un'idea teoretica elaborata per spiegare e organizzare alcuni aspetti delle conoscenze esistenti".

Il tipo e la scala di misura

Il tipo di misura può cambiare in funzione dell'area psicologica o della caratteristica psicologica che interessa. Possiamo infatti misurare:

  • Latenza: intervallo di tempo che intercorre fra lo stimolo ed il verificarsi di un evento.
  • Frequenza: numero delle volte che si presenta un determinato evento.
  • Durata: quantità di tempo in cui un singolo comportamento viene mantenuto.
  • Intensità: in molti test psicologici la frequenza del comportamento viene assunta come indicatore di intensità. Es: test di intelligenza (chi risponde più correttamente alle domande, avrà un'intelligenza maggiore).

La misura in psicologia

Nominale: permette di classificare o categorizzare i soggetti in base a una o più caratteristiche comuni (es. DSM IV).

Ordinale: consente di classificare e ordinare. Es. campionato di calcio (Stat. non param.).

Intervallare: prevedono una unità di misura e uno 0 relativo. Es. temperature (Stat. param.).

Razionale: lo 0 non è arbitrario, ma indica una assenza reale delle proprietà (Es. velocità, peso).

La misura in psicologia

I tempi di reazione si distribuiscono su una scala:

  • Nominale
  • Ordinale
  • Intervallare
  • Razionale

La misura in psicologia

In una determinata popolazione si stabilisce di assegnare 1 alle persone sane, 2 alle persone con malattia acuta e 3 alle persone con malattia cronica. Che tipo di scala utilizziamo:

  • Nominale
  • Ordinale
  • Intervallare
  • Razionale

La misura in psicologia

Se classifico i colori in base alle mie preferenze e assegno 1 al blu, 2 al verde e 3 al rosso, i valori numerici si distribuiscono secondo una scala:

  • Nominale
  • Ordinale
  • Intervallare
  • Razionale

La misura in psicologia

I Q.I. (Weschsler) si distribuiscono secondo una scala:

  • Nominale
  • Ordinale
  • Intervallare
  • Razionale

Storia dei test

Impero cinese (2200 a. C.): prime forme di "testing" che avevano lo scopo di selezionare persone adatte ad esercitare la funzione di "mandarino" nell'impero.

Ipocrate (460-470 a. C.): interesse per le differenze individuali e per la classificazione tipologica (quattro fluidi o umori).

Galton (1880-1890): fu il primo a sistematizzare gli studi sulle differenze individuali analizzando sia gli aspetti fisici che quelli comportamentali (altezza, larghezza della testa, lunghezza del dito medio).

XX secolo

Si cercano di valutare in modo più specifico le abilità cognitive. Aumentano le iscrizioni scolastiche e la frequenza di scolari provenienti da livelli socio-culturali bassi; si incrementano le cattive prestazioni scolastiche. Negli Stati Uniti vennero utilizzati per gli immigrati e le reclute due tipi di test:

  • Army Alfa: test verbale destinato a selezionare reclute per compiti medi o difficili.
  • Army Beta: di tipo non verbale destinato agli illetterati o agli stranieri.

Thurstone (1938) mise a punto un procedimento statistico, l'analisi fattoriale: batterie multiple o multifattoriali che permettono di valutare la posizione di un soggetto in rapporto a diversi tratti specifici: come la comprensione verbale, l'abilità spaziale e la memoria associativa per rendere più complesso il costrutto teorico dell'intelligenza.

Test di personalità

Indicano tutti quegli strumenti che si propongono di misurare aspetti della personalità, distinti dalle abilità intellettive quali la motivazione, i sentimenti, i rapporti interpersonali ecc.

Galton (1883) e Kraepelin (1895) misurarono la personalità attraverso il metodo delle libere associazioni: ai soggetti venivano presentate delle parole stimolo alle quali dovevano rispondere liberamente con la parola evocata dallo stimolo stesso; i tempi di risposta e di reazione servivano per tracciare un quadro di personalità dell'individuo.

Woodworth (1919) mise a punto il primo vero test di personalità: il Personal Data Sheet per identificare i soggetti con disturbi nevrotici dell'esercito statunitense.

Test di personalità

Rorschach (1921) fu il primo ad utilizzare uno stimolo neutro "le macchie di inchiostro"; attraverso l'interpretazione di tali macchie i pazienti rivelavano conflitti e problemi inconsci di tipo affettivo-emotivo. Hathaway e Mckinley (1940) istituirono il Minnesota Multiphasic Personality Inventory per rilevare la tendenza all'ipocondria, alla depressione, alla paranoia, alla schizofrenia, all'introversione ecc.

Fonti di errore eliminate dai test

  • Effetto alone: valuta un tratto di un individuo generalizzando il carattere positivo o negativo di un altro tratto emergente (Thorndike, 1920).
  • Teorie implicite di personalità: a partire da alcune informazioni su tratti fisici o di personalità di un soggetto, se ne riferiscono anche altri.
  • Caratteristiche del valutatore: favoriscono l'organizzazione selettiva e l'interpretazione personale di ciò che viene rilevato.
  • Stereotipi culturali e sociali: opinioni precostituite su una classe di individui (giudizi condivisi da grandi masse di persone) Tajfel, 1981.
  • Equazione personale: errori di osservazione e valutazione dovuti ad una interazione significativa fra le caratteristiche personali dell'esaminatore e dell'esaminato.
  • Fenomeni proiettivi: tendenza più o meno consapevole ad attribuire ad un'altra persona disposizioni, sentimenti e pensieri propri.

La misurazione in psicologia

Storicamente si è affermata attraverso i contributi provenienti dalla psicologia sperimentale che ha favorito la costruzione e l'uso dei test come strumenti di misura delle differenze individuali. Es. un dato empirico come il calore, viene trasformato nel costrutto “temperatura”, ovvero in una misura di calore (gradi).

Le caratteristiche psicologiche non possono essere tutte osservate direttamente, per questo la misurazione si articola attraverso diverse fasi:

  • Definizione teorica di un costrutto
  • Scelta di indicatori comportamentali in grado di rilevare la presenza di una caratteristica o la classificazione psicologica
  • Messa a punto di uno strumento che consenta di ottenere delle misure

Classificazione degli strumenti di misura

Situazione Controllata Non controllata
Test cognitivi Osservazione libera
Test di personalità Osservazione sistematica
Scale di atteggiamento Intervista
Scale di qualità di vita Intervista semi-strutturata

Il test psicologico

"Un test è una situazione standardizzata in cui il comportamento di una persona viene campionato, osservato e descritto, producendo una misura oggettiva e standardizzata" Anastasi, 1976.

Stimolo: domanda, richiesta di eseguire un compito

Reazione o valutazione: risposta

Costante tra i soggetti: secondo gli stessi metodi.

Il test come strumento di misura

Nell'ambito delle numerose "tecniche d'indagine" per la conoscenza interpersonale i test si caratterizzano come vero e proprio strumento di misura. Questo comporta:

  • L'individuazione del tipo di variabile oggetto della misura (costrutto)
  • L'elaborazione di regole per la quantificazione dei risultati: standardizzazione delle misure

Psicologia e statistica

I test producono misure e queste sono espresse in numeri. La statistica offre un metodo per interpretare ed dare un senso ai numeri.

La psicometria

È la disciplina che si occupa sistematicamente dei requisiti di scientificità degli strumenti di misurazione di aspetti soggettivi. Attribuisce correttamente i numeri alle categorie qualitative della psicologia e produce quantificazioni corrette delle stesse. Le dimensioni stimolo e risposta vengono privilegiate azzerando la dimensione "persone" come repliche una dell'altra e facendo riferimento a un "individuo medio" che a certi stimoli dà le risposte corrispondenti a quelle più frequentemente prodotte da un gruppo.

La teoria dell'errore casuale

L'operazione di misurazione implica necessariamente un errore: X = V + E

E = Errore sistematico + Errore casuale

Condizioni dei soggetti sottoposti al test: tentativi di indovinare, scarse istruzioni al test, forma non chiara per rispondere al test.

La teoria dell'errore casuale

Errore casuale: l'errore casuale agisce in modo diverso per soggetti diversi, anche se sottoposti ad uno stesso test.

Errore sistematico: l'errore è sistematico quando influenza nella stessa direzione e con la stessa intensità tutti i punteggi raccolti ad un test; è come aggiungere una costante ad una variabile.

La teoria dell'errore casuale

X = V + E

Il punteggio osservato è una variabile che assume valori secondo una distribuzione di probabilità che contiene il punteggio vero. Data una serie infinita di misurazioni, l'errore scompare ed il punteggio derivante dalla media di tutti i punteggi osservati, è il punteggio vero.

Analisi degli item

Per item si intende ciascuna voce o domanda o prova che costituisce un test. Gli item devono possedere il requisito dell'adeguatezza, devono essere coerenti con gli scopi del test di cui fanno parte. Non devono essere né troppo facili, né troppo difficili.

Indice di difficoltà (P): divido il numero dei soggetti che hanno risposto correttamente all'item per il numero dei soggetti al quale è stato applicato.

Caratteristiche di un buon test

  • Bisogna che misuri una variabile psicologica nota: validità
  • Che dia sempre gli stessi risultati quando viene applicato ad una stessa realtà psichica: attendibilità
  • Che sia utile per formulare una diagnosi che consenta di quantificare i risultati in modo corretto

Caratteristiche di un buon test: attendibilità

  • Reliability: coerenza interna, stabilità nel tempo
  • α di Cronbach: test-retest, per forme parallele

Caratteristiche di un buon test: attendibilità

  • α di Cronbach: ottimo se maggiore di .90
  • Non accettabile se inferiore a .60
  • Accettabile tra .60 e .90

Caratteristiche di un buon test: validità

Esprime la capacità di misurare effettivamente l'attributo che si vuole misurare.

  • Aspetto misurativo: validità concorrente, validità predittiva
  • Aspetto contenutistico: validità di contenuto, validità di costrutto

La validità

Validità di facciata: "Quanto convincenti appaiono le prove che il soggetto deve affrontare; essa viene anche definita validità d'immagine e rappresenta il concetto che un test dovrebbe avere l'apparenza, per ogni persona, di quello che si suppone sia un test" McBurney 1994.

Validità di contenuto

"Un test è una situazione standardizzata, in cui il comportamento di una persona viene campionato, osservato e descritto, producendo una misura oggettiva e standardizzata" Anastasi, 1976. La validità di contenuto consiste in un giudizio riguardante quanto adeguatamente un test costituisce un campione rappresentativo all'interno di un'area comportamentale, che il test è destinato a misurare.

Quantificazione della validità di contenuto attraverso il grado di consenso: Lawshe, 1975.

Ogni giudice deve valutare se l'item è:

  • Essenziale
  • Utile, ma non essenziale
  • Non necessario

(NE-N/2) VC = ________ N/2

VC = validità di contenuto NE = numero di giudici esprimenti il giudizio “essenziale” N = numero totale dei giudici

Validità di costrutto

Gli studi per la verifica della validità di costrutto cercano di chiarire qual è la variabile psicologica che il test misura. "Per validità di costrutto si intende se il test è strettamente connesso con la struttura teorica e concettuale delle funzioni da esso misurate" (Pedrabissi e Santinello 1997).

Allo scopo vengono utilizzate una grande varietà di metodologie statistiche fra cui:

  • Metodi correlazionali
  • Analisi fattoriale

Validità convergente

Si verifica la correlazione del test con altri strumenti o misure già validati per misurare lo stesso costrutto o un costrutto simile. L'indice di correlazione che ci si aspetta di trovare è pari a 0.80.

Validità discriminante

Si verifica la correlazione del test con altri strumenti già validati per misurare costrutti opposti o per i quali teoricamente ci si aspetta che il nuovo test non correli.

Analisi fattoriale

Procedimento matematico-statistico che, partendo dalle risposte date da un gruppo di soggetti ad una serie di item, permette di identificare alcune caratteristiche psicologiche (FATTORI) che non emergono a prima vista e che, presumibilmente, sono in grado di spiegare le risposte a tale test. È un metodo di sintesi dei dati, per mezzo del quale vengono analizzate matematicamente le correlazioni all'interno di un ampio insieme di punteggi e che permette di individuare quali item si raggruppano insieme (FATTORI).

Analisi fattoriale

L'analisi fattoriale può essere utilizzata nell'ambito di disegni di ricerca orientati a:

  • Cercare la conferma di un'ipotesi teorica precedentemente definita (ANALISI FATTORIALE CONFERMATIVA)
  • A scopo esplorativo per formulare ipotesi (ANALISI FATTORIALE ESPLORATIVA)

Definizioni

  • Matrice dei dati: insieme dei punteggi che un campione di soggetti ottiene su un insieme di variabili.
  • Matrice di correlazione: matrice composta dalle correlazioni di ciascuna variabile con tutte le altre.
  • Componenti e fattori: chiamiamo componenti i fattori che sono reali perché si possono derivare direttamente dai dati di uno studio; i fattori sono ipotetici perché vengono stimati dai dati.
  • Saturazione fattoriale: correlazioni delle variabili con i fattori.

Analisi fattoriale

Problema: dato un insieme di misure verificare se tutte misurano la stessa variabile psicologica o se ne misurano aspetti diversi, identificabili come sottogruppi di misure.

Dimensionalità del test: percentuale di varianza spiegata.

  • X = V + E
  • Numero di fattori
  • Forza di appartenenza al fattore (saturazione)
  • Numero di items appartenenti al fattore

Analisi fattoriale

I fattori ottenuti dall'analisi fattoriale sono indipendenti fra di loro e riproducono la maggior parte della varianza dei dati. L'autovalore relativo al primo fattore rappresenta la quota maggiore di varianza, l'autovalore relativo al secondo fattore spiega la seconda quota di varianza e così via. Generalmente vengono considerati i fattori con autovalore maggiore di 1.

Analisi fattoriale

Problema: identificata la/le variabili psicologiche misurate cercare una rappresentazione per facilitare la lettura e l'interpretazione dei dati.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/03 Psicometria

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Cuzzocrea Francesca.
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