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Appunti di farmacologia: lezione frontale integrata con studio autonomo dal libro di testo di riferimento, dell’Harrison e con articoli di PUB MED.

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Esame di Farmacologia generale e farmacoterapia docente Prof. G. Minotti

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METODOLOGIA

Come si disegna uno studio clinico.

Abbiamo fatto spesso riferimento, parlando delle varie categorie di farmaci, a studi clinici fatti per confermare l'azione e l'efficacia di

un farmaco. A volte le cose confermano, altre volte confermano ma svelano effetti collaterali e poi impediscono l'uso clinico del

farmaco, poi abbiamo visto studi che non mostrano una maggiore efficacia del farmaco rispetto allo standard che già esisteva.

A volte l'interpretazione dell'andamento clinico di un farmaco non è di chiara interpretazione. Per esempio gli anticoagulanti orali: ci

sono tutti gli effetti positivi e poi ci sono casi di infarto superiori alle aspettative. Se valuto l'incidenza di quegli eventi emorragici con

quelli dei pz che prendevano il Warfarin, un po' le preoccupazioni scendevano.

Il come si disegna uno studio clinico è importante per la vita del farmaco. Se lo studio è stato strutturato bene ok, sennò può significare

la morte del farmaco, oppure il farmaco poi si comporta diversamente. È importante che gli studi clinici siano disegnati il meglio

possibile.

Quale studio clinico vogliamo fare?

Esistono vari tipi.

Osservazionale.

È uno studio relativamente semplice. Si intende che semplicemente osservo quello che succede a un pz all'andamento della malattia e

non ci metto nulla di mio: non metto un nuovo farmaco, una valutazione diagnostica della malattia diversa dal solito. Osservo

l'andamento della malattia in un contesto clinico approvato. Oppure mi limito a osservare l'insorgenza di una malattia o di una

complicanza. L'osservazionale è proprio diretto.

Mi dicono che se prendo il Warfarin, perché sono un fibrillante atriale, avrò una minore incidenza di complicanze trombo-emboliche,

ma ho un aumento di emorragie intracraniche. Le cose che leggo non mi convincono, per cui ridefinisco le varie cifre. Non cambio il

dosaggio del Warfarin, non cambio i pz, non cambio nulla. Sto lì a guardare che succede.

Se voglio mettere a fuoco un rapporto causa effetto tra un qualcosa e una malattia fumo-cancro del polmone; oppure estroprogestinici

e cancro della mammella; uso di statine e rabdomiolisi ecc. Gli studi osservazionali possono essere fatti son 2 approcci:

studio coorte → prendo un gruppo di pz e li seguo nel tempo. Conosco il soggetto fumatore, lo trascrivo su un registro e lo seguo nel

tempo e poi vedo se e quando dopo x anni avrà una neoplasia del polmone. Se è un pz che prende una categoria di farmaci avrà una

malattia o un beneficio legato a quei farmaci. È uno studio prospettico che guarda in avanti su soggetti che scelgo all'inizio e seguo nel

tempo.

studio caso-controllo → guarda indietro e segue un approccio a scremare un'informazione. L'informazione me la costruisco. Vado a

cercare 2000-3000 diagnosi di tumore del polmone di rabdomiolisi e all'interno di questi vado a cercare quanti anamnesticamente erano

fumatori, sotto statine ecc. è un approccio opposto.

Se studio 2000-3000 pz ho bisogno di tanti centri. All'inizio stabilisco i criteri di esposizione: i criteri per definire un fumatore (chi

fuma 1 sigarette, un pacchetto ecc.). Nello studio di coorte ci sono delle persone che all'inizio stabiliscono dei criteri. La popolazione

risponde a questi criteri. È uno studio più impegnativo. Anche qui avrò dei criteri di inclusione o esclusione dallo studio.

Se cambia il criterio è il limite di tutti gli studi. Dobbiamo distinguere il cambiamento della valutazione della malattia, oppure l'azione

del farmaco.

L'esempio del fumo è particolare. Se decido di non prendere i fumatori, oggi il criterio è che non ha mai fumato. Se io ho un signore

di 50 che fino a 10 anni prima fumava, è cmq un fumatore, perché si riconosce alla patogenesi delle complicanze del fumo di sigarette

una progressione nel tempo. Per il farmaco è diverso: se c'è una indicazione a una statina questa mi accompagna tutta la vita. La stessa

cosa vale per un antipertensivo.

Lo studio coorte proprio perché è impegnativo, quando disegna lo studio deve porre questi criteri e poi deve dire quanti per esempio

avranno diagnosi di tumore cmq diagnosticata.

Questo tipo di studio fornisce risultati migliori.

Lo studio caso controllo è più semplice. Vado agli archivi e mi trovo tutti quelli a cui è stato diagnosticato il tumore. Se si ha accesso

a banche dati e si lavora con i computer, il lavoro è più rapido. Il dato si sporca nel capire bene il livello di esposizione. Il pz è finito

nel registro per via della malattia, ma non riporta se era fumatore o non fumatore, se prendeva statine, piuttosto che fibrati. Il problema

è identificare con certezza se c'è stata esposizione o no.

Lo studio prospettico è per definizione uno studio di serie A: uno si è posto una domanda, sì è posto dei criteri e poi al loro interno

formula una ipotesi.

Nello studio retrospettivo la qualità dei dati è inferiore.

Studio interventista.

Ai pz viene dato o fatto qualcosa che io decido per arrivare a una conclusione. Lo studio interventista è che io do u farmaco per vedere

se si modifica il corso della malattia. Oppure do un farmaco che ha una certa indicazione e voglio vedere di svelare, chiarire meglio il

suo meccanismo d'azione facendo un prelievo di sangue e dosando una certa sostanza. È cambiato il prelievo di sangue, che è una cosa

che nella pratica clinica di tutti i giorni non farei. È interventista anche uno studio che inserisce un accertamento che esula dalle

operazioni di tutti i giorni. Questo ovviamente richiede un consenso informato. Ammettiamo di avere una statina e una PET/RM,

nessuno dice al pz di farsi la PET/RM. Se dico al pz di farlo, ci vuole il consenso informato. Per un prelievo di sangue alla vena del

gomito, del tutto innocente, ma che esula dalla pratica clinica, devo chiedere il consenso.

Prendiamo un pz iperteso. Se pensiamo che l'ormone natriuretico ci dia informazioni in più sull'efficacia della terapia, allora devo

chiedere il consenso.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gabriel_strife di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Farmacologia generale e farmacoterapia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Campus biomedico - Unicampus o del prof Minotti Giorgio.

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