Metodologia e informatica giuridica
La topica
La topica giuridica è l'arte di cercare i giusti argomenti in termini di legislazione, dottrina, giurisprudenza e non solo cercarli e trovarli ma saperli anche organizzare e comunicare (si trovano, si organizzano e si comunicano; queste sono le tre fasi della topica).
Ci sono diversi modelli di topica, i principali sono tre:
- Modello di topica che fa capo al pensiero di Aristotele (periodo classico, 384-322 d.C.); si collega al giurista telematico (telematica=informatica delle reti).
- Modello di topica che fa capo al pensiero di Raimondo Lullo (lui è un medievale ma il suo pensiero è moderno, 1233-1315); si collega al giurista informatico.
- Modello di topica che fa capo al pensiero di Viehweg (pensiero dell’epoca contemporanea, XX secolo, 1907-1988); si collega al giurista cibernetico (la cibernetica è l'informatica dell’intelligenza artificiale).
Tema della secolarizzazione
Si tratta di un percorso che punta a far capire a ciascuno di noi perché e dove ci troviamo dal punto di vista culturale; come si è arrivati all’avvento della tecnologia. A partire dal medioevo, ci presenterà quali dinamiche hanno comportato l’esplodere della tecnologia e della tecnologia informatica dei nostri giorni e con quali luci e ombre.
Il lavoro digitale
Il tema del lavoro digitale ci permette di capire come si lavora nell’era digitale. Il diritto del lavoro è principalmente una materia del diritto privato ed è maggiormente interessato ad un rapporto di lavoro di tipo dipendente. Il lavoratore dipendente deve rispondere al suo superiore ovvero il proprio datore di lavoro al contrario del lavoratore autonomo.
Il datore di lavoro ha molti poteri, il principale è quello direttivo (avere il potere di dare istruzioni, dove c’è il potere c’è una soggezione, il lavoratore ha il dovere di uniformarsi alle istruzioni che ha ricevuto; il lavoratore dipendente è sottoposto al potere direttivo e disciplinare del suo datore di lavoro). Questo contesto nell’epoca del lavoro digitale si sta grandemente trasformando, in quanto noi entriamo in un’epoca di potentissima trasformazione.
Il consulente del lavoro è a contatto con un mondo, quello del lavoro, che è sottoposto doppiamente all’accelerazione dei tempi, il consulente del lavoro è una figura ibrida, è un po' giurista e un po' economista. La fase di ricerca precede la costituzione del rapporto di lavoro; come si cerca lavoro nell’epoca digitale?
Bisogna considerare l’avvento di un concetto del tutto nuovo, mentre una volta erano i candidati che cercavano i datori di lavoro, nell’era digitale succede il contrario. Sono le aziende che cercano i candidati ideali; cercano attraverso i loro uffici interni, quelli addetti alle risorse umane oppure pagano le società che fanno ricerca e reclutamento attraverso la rete.
Il reclutamento: esistono portali dove si incontrano domanda e offerta di lavoro oppure esistono piattaforme che funzionano come bacheca di curricula (es: social). Quando navighiamo nel web o nei social lasciamo tracce e ciò ci profila (foto, età, ciò che ci interessa maggiormente, vedere che tipo di consumatore siamo). Chi ha la competenza di farlo può estrapolare più informazioni possibili.
Nell’era digitale si evolve lo smart working, una forma che permette ai dipendenti di svolgere il lavoro da casa. Si tratta di una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati. È una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività.
Il lavoratore smart difatti, lavora per obiettivi e non in base al tempo, quest’ultimo è lavoratore dipendente ma si avvicinerà ad essere sempre di più lavoratore autonomo. Lo smart working promette tanta felicità e libertà, ma allo stesso tempo ci sono già molti studi che dimostrano che il lavoratore è sottoposto ad un elevato grado di stress, tanto da essere definiti stacanovista.
Con Stacanovista, dunque, si indica una persona che si impegna molto nel proprio lavoro, spesso anche eccessivamente, facendo più di quanto gli viene richiesto o di quanto dovrebbe fare e, in alcuni casi, senza mai prendersi una pausa dallo stesso (24 ore su 24). Spesso i lavoratori smart sono colpiti da pregiudizi e invidie da parte dei colleghi che lavorano 8 ore al giorno in ufficio, questo aumenta la tensione relazionale fra colleghi.
Vengono diffusi, inoltre, gli working spaces: spazi aperti al pubblico in cui ci sono stampanti, scanner, fibra ecc, spazi messi a disposizione per lavoratori dipendenti e autonomi (non lavorano né a casa né all’interno dell’azienda).
Il rapporto di lavoro può finire
- Fisiologicamente: quando un rapporto di lavoro si conclude naturalmente (contratto a termine).
- Patologicamente: quando entra in gioco la malattia nel rapporto di lavoro (licenziamento), dimissioni forzate, ecc., quando i rapporti di lavoro si estinguono patologicamente entra in campo quel ramo del diritto che si occupa di dare una soluzione alla controversia. Per il consulente del lavoro si aprono due strade una è quella che dice ci vediamo in tribunale, l’altra è la conciliazione.
La secolarizzazione
La secolarizzazione ci spiega perché viviamo nell’era della tecnologia digitale. Definizione: è il processo di graduale espulsione del trascendente dall’orizzonte del pensiero. La parola secolarizzazione deriva dal latino “saeculum” ed indicava il mondo fenomenico (mondo dei fenomeni, ovvero l’insieme di tutto ciò che cade sotto i nostri sensi; insieme di tutto ciò che possiamo vedere, toccare, ecc.).
È un termine che ha dei significati specifici:
- Significato tecnico giuridico: per secolarizzazione si intende lo spossessamento dei beni ecclesiastici in favore delle autorità laiche. Indica il passaggio di proprietà di un immobile dalla chiesa alle autorità laiche (stato). Questo è un fenomeno che accadde in epoca napoleonica. La parola secolarizzazione indica la riduzione al secolo cioè al mondo temporale, laico; quindi laicizzazione. Questo significato inerisce al patrimonio immobiliare.
- Significato di diritto canonico: la secolarizzazione indica il fenomeno di spretizzazione, cioè quando un religioso dimette le vesti di religioso e passa allo stato laico. Questo significato inerisce l’individuo (soggetto che da religioso diventa laico).
Il processo di secolarizzazione è il processo per cui gradualmente la cultura si laicizza (ovvero che progressivamente perde quei connotati religiosi che la caratterizzano e si fa sempre più laica. Per quanto riguarda la definizione:
- Processo: ovvero fenomeno che avviene per gradi, attraversa tappe successive. Vedremo come la secolarizzazione, intesa come fenomeno culturale attraversa una serie di tappe.
- Trascendente: termine filosofico; è tutto ciò che va di là del mondo dei fenomeni. Trascendere significa elevarsi, superare. Sinonimo = metafisico (termine che deriva dal greco, vuol dire al di là delle cose reali, fisiche, ovvero tutto ciò che non si vede, tocca ecc. es. Dio che era il principio supremo dell’intelligenza universale). C’è stata un’epoca in cui ad essere considerata trascendente era la natura.
- Pensiero: la secolarizzazione tende ad espellere progressivamente dal pensiero ogni riferimento trascendente attraverso il campo del diritto (pensiero sulla gestione giuridica dei rapporti intersoggettivi) della politica (pensiero sulla gestione della società) e del sapere (pensiero sulla conoscenza).
La secolarizzazione è un processo culturale che inizia nel medioevo e termina nell’epoca contemporanea; passa per 4 epoche: medioevo (inizia nel 476 d.C. caduta dell’impero romano d’occidente; secoli bui), l’epoca moderna (inizia nel 1492, scoperta dell’America), epoca di transazione, ovvero un’epoca di passaggio fra modernità e post modernità (dalla rivoluzione francese all’800) e epoca contemporanea (inizia nel 1989, caduta del muro di Berlino).
La secolarizzazione può essere interpretata anche come un progressivo passaggio dalla mentalità modernità alla mentalità post moderna.
Effetti della secolarizzazione
- Progressiva antropomorfizzazione di dio (dal greco “antropomorf”=uomo; “morfe”=forma): significa rendere in forma umana un’entità metafisica; trasformare in uomo; dio viene trasformato in un uomo. Es. affresco “creazione di Adamo ad opera di dio” di Michelangelo.
- Lungo la secolarizzazione (cioè dal medioevo fino ai nostri giorni) il pensiero che si fa su Dio è un pensiero che lo traduce in termini di super uomo le cui facoltà sono portate all’ennesima potenza (forte, saggio, ecc.).
- Progressiva divinizzazione dell’uomo: se dio diventa uomo, l’uomo si pensa sempre di più come dio. Se si pensa a Dio come un super uomo, l’uomo comincia a pensarsi come un essere onnipotente e onnisciente (elemento che caratterizza la secolarizzazione) e quindi privo di limiti nell’intervenire sul mondo e sulla realtà. I futuristi (900) spingevano sul potenziamento dell’essere umano e addirittura erano arrivati a pensare alla possibile ibridazione dell’uomo come macchina (uomo in costante movimento, capace di intervenire sul mondo).
- L’uomo potenziato che non ha paura di ibridarsi come una macchina è l’idea di un uomo che caratterizza il risultato finale della secolarizzazione.
Come la secolarizzazione opera nei 3 campi
In riferimento alle quattro epoche fondamentali: Medioevo, Modernità, Transazione, Contemporaneità.
| Campo | Medioevo | Modernità | Transazione | Contemporaneità |
|---|---|---|---|---|
| Politica | Impero | Stato | Partito | Lobby |
| Diritto | Lex aeterna | Diritto naturale | Diritto positivo | Legge provvedimento |
| Sapere | Tassanomia | Scienza del sapere convenzionale (descrittivismo) | Scienza del sapere convenzionale (costruttivismo) | Tecnica |
Come il pensiero sulla politica, diritto e sapere si modificano a partire dal medioevo sino alla contemporaneità:
1. Politica
- Medioevo: si è caratterizzato dall’esistenza di un impero, ovvero struttura politica ad aspirazione universale (l’imperatore aspira a governare tutto il mondo conosciuto).
- Modernità: si ha a che fare con lo stato che diventa poi lo stato nazionale ed è un soggetto politico che ha una aspirazione particolare (lo stato nazionale si costituisce e si delimita all’interno di un territorio ben definito).
- Transazione: emerge l’idea del partito ovvero il soggetto politico destinato a governare la società e interagisce all’interno delle strutture statali.
- Contemporaneità: a comandare sono le lobbys (dal latino “laudia”, ovvero loggia); lobby è una parola che individua gruppi di potere non necessariamente politici ma anche economici e culturali.
In questo percorso c’è un restringimento dell’idea di chi comanda: l’impero, dal punto di vista politico è il soggetto più esteso che si può pensare mentre la lobby è il soggetto più ristretto che si possa pensare.
2. Diritto (ovvero le norme che regolano la vita sociale)
- Medioevo: era la Lex aeterna, prodotta da dio creatore.
- Modernità: si pensa che la norma prima della società sia dettata dalla natura; la modernità è l’epoca del diritto naturale ovvero l’insieme di leggi che la natura stessa ha scritto nel cuore dell’uomo (uomo portatore di diritto).
- Transazione: si concentra sul diritto positivo, emanato da autorità umane preposte alla produzione di diritto; non è più la natura che produce diritto ma l’uomo, il legislatore.
- Contemporaneità: è l’epoca del proliferare le leggi e prende piede la legge provvedimento cioè una legge non più generale, ovvero rivolta alla generalità dei cittadini e astratta, ovvero rivolta a regolare una serie indefinita di casi, ma una legge specifica che regolamenta casi specifici.
C’è un restringimento anche in questo campo: dal massimo di fonte ordinatrice, cioè la lex aeterna nel medioevo, al minimo di fonte ordinatrice, cioè alla legge provvedimento nell’epoca contemporale.
3. Sapere (idea della conoscenza)
- Medioevo: il sapere era pensato come una tassomania (dal greco “taxis” che vuol dire ordine) ed è un pensiero classificatorio (che classifica).
- Modernità: si sviluppa l’idea della scienza e nasce il sapere scientifico; la scienza veniva concepita come un sapere descrittivo, ovvero in grado di descrivere (si presume che la mente possa funzionare come una macchina fotografica e quindi che lo scientifico sia in grado di riprodurre descrittivamente ciò che accade nella realtà).
- Transazione: si scopre che la scienza non è tanto un sapere descrittivo, ma è per sua natura un sapere convenzionale; la scienza in realtà è una rappresentazione della realtà, ovvero uno dei molti linguaggi con cui si può rappresentare il reale, ma non è l’unica e soprattutto non è affatto detto che sia un sapere descrittivo.
- Contemporaneità: è l’epoca della tecnica; la differenza con la scienza è che quest’ultima è il sapere per il sapere mentre la tecnica è il sapere per il fare.
Noi viviamo in un’epoca in cui la scienza e la tecnica sono confuse, non c’è più la distinzione fra sapere per il sapere e sapere per il fare. In realtà la ricerca scientifica è sempre rivolta al fare cioè sempre rivolta a fornire risultati. Molti teorici pensano che stiamo vivendo l’epoca della scienza trattinotermica, oppure l’epoca dell’onnipotenza della tecnica; la scienza è talmente passata alla tecnica e la tecnica alla conoscenza che non si riescono più a distinguere. Noi viviamo in un’epoca in cui siamo posti a un imperativo, una sorta di comando: “si deve fare tutto ciò che si può fare”; quando la scienza va di tecnica e ci dimostra possibile un certo tipo di manipolazione la si fa ed è molto difficile trovare limiti che tengano dal punto di vista giuridico etico e morale.
Cambiamenti lungo il percorso della secolarizzazione: in ogni campo si passa progressivamente da realtà universali a realtà sempre più particolari; si passa dall’orizzonte dell’universo (dal greco “Korsmos”), ovvero ciò che si vede e ciò che non si vede (aldilà) al mondo fenomenico (mondo dei fenomeni sottoposto sotto i nostri sensi), che i latini chiamavano “seaculum” (mondo degli oggetti). L’uomo medievale guardava il Kosmo, l’uomo moderno guarda al mondo naturale e l’uomo contemporaneo guarda a sé stesso.
Nel medioevo era pensato dio colui che dava ordine al mondo, poi progressivamente si restringe l’idea di fonte ordinatrice che non è più dio ma l’uomo. Nell’epoca moderna è un uomo umanità perché si pensava che gli uomini fossero tutti uguali fra loro (stessi diritti, stessi doveri); questa idea nella contemporaneità si frantuma e si pensa al singolo uomo (non siamo tutti uguali).
Pensiero dell’uomo mutante (pensiero delle filosofie più avanzate della nostra contemporaneità): ovvero l’uomo che si ibrida alle macchine, pieno di potenzialità. Ciò che non cambia nella secolarizzazione è l’idea per cui il concetto di ordine viene fatto coincidere con il concetto di verità, cioè l’idea per cui laddove trovo un sistema ordinato significa che si è trovato un sistema vero.
Questa idea si traduce nei tre campi:
- Nella politica, nel concetto di stabilità sociale: cioè trovo il vero nella politica laddove trovo una società ordinata e quindi una società stabile (stabilità sociale).
- Nel diritto, nella tacitazione dei conflitti: cioè trovo il vero nel diritto laddove trovo un sistema ordinato di norme che servono a tacitare i conflitti (spegnere il litigio).
- Nel sapere, nella ricerca dei moduli costanti: la scienza crede di aver trovato il vero laddove ci espone moduli costanti.
Il medioevo
In questo periodo la secolarizzazione opera molto nel campo del pensiero politico, giuridico e sapere.
Pensiero politico
Il soggetto politico per eccellenza era l’impero, ovvero un soggetto politico che ha un’aspirazione universalistica con a capo l’imperatore (l’imperatore aspira a governare l’intero mondo allora conosciuto). Incoronazione di Carlo Magno ad opera del papa: la legittimazione politica viene vista calare dall’alto e il papa è “pontifex” (pontefice), ovvero colui che getta un ponte tra la terra e cielo; il papa riceve da dio l’autorizzazione a incoronare Carlo Magno in quanto quest’ultimo rappresenta in terra...
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