Il periodo neonatale (da 0 a 2 mesi)
Le 3 forme di motricità presenti alla nascita
Alla nascita il neonato presenta una motricità di tipo sub-corticale. Qualsiasi attività del neonato non è volontaria.
I 3 riflessi
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Riflessi posturali: stimoli propriocettivi alla nascita. Propriocezione (saper percepire il nostro corpo nello spazio)
- Riflesso tonico asimmetrico del collo: assunto in relazione alla forza di gravità, gli arti sono flessi, e la testa è distesa (sono stimoli enterocettivi e esterocettivi).
- L’attività di massa: interessa tutta la muscolatura, è esplosiva come risposta a stimoli enterocettivi come la fame, i bisogni fisiologici, gesti esplosivi non orientati.
- L’attività segmentaria: i movimenti più frequenti sono: estensione e flessione degli arti.
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Riflessi arcaici: risposte automatiche a stimoli esterocettivi.
- Marcia automatica: se inclino il bambino in avanti lui con il sostegno dell’adulto effettuerà una camminata lenta e regolare.
- Riflesso di prensione: dalla stimolazione palmare della mano avviene: chiusura della mano.
- Riflesso di Moro: se si posiziona il bambino seduto lui drizzerà la testa.
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Automatismi vitali:
- Automatismo respiratorio: è quello più importante perché consentirà al bambino di sopravvivere una volta nato. Inizia dalla vita fetale con contrazioni del torace.
- Automatismo di suzione: molto importante perché consentirà al bambino di alimentarsi una volta nato.
Esperienze sensoriali
L’arrivo nell’ambiente moltiplica la quantità delle stimolazioni sensoriali, esse svolgono un’azione importante nella maturazione dei centri nervosi.
Evoluzione della funzione visiva
Il sistema visivo è doppio:
- Visione ambientale (visione generale)
- Visione focale (visione dei dettagli)
La visione ambientale è già funzionante prima della nascita, ma quella focale è inesistente. Il bambino vede in generale cosa gli sta intorno ma non riesce a focalizzarsi su un punto preciso.
Stadi oculari
- Fissazione monoculare
- Dominanza monoculare
- Alternanza di dominanza
- Fissazione binoculare
Alla nascita il neonato è attratto di più dai colori, rispetto ai grigi. Contrasti forti tipo bianco-nero sono più stimolanti rispetto ai colori sfumati.
Funzione uditiva
Il neonato risponde di più agli stimoli di bassa frequenza piuttosto che da quelli ad alta frequenza. Si orienta verso un suono, se quello è molto intenso.
I comportamenti fondamentali
Riguardano la soddisfazione dei bisogni primari: alimentazione e sonno.
L’alimentazione
- 1° fase: Risveglio comportamentale (quando ha fame il bambino mentre dorme si agita)
- 2° fase: Cambia la sensibilità della zona della bocca (reagisce se viene toccato)
- 3° fase: Arriva l’automatismo di suzione
Il sonno
Il sonno rappresenta la conseguenza di un’esperienza soddisfacente. (Fame = Disagio) Dopo aver mangiato si sente in uno stato di soddisfazione e dorme.
Nel neonato il sonno leggero rappresenta la metà del sonno totale. Questo è dovuto alla funzione della ripetizione dei numerosi meccanismi utilizzati nei movimenti. (questa è la fase in cui il bambino è più agitato e si sveglia più frequentemente) Il ruolo di questo sonno è preparare e organizzare le sequenze comportamentali. (infatti questo tipo di sonno porta ad una riprogrammazione dei comportamenti)
L’ambiente umano
Gli stimoli umani
Le prime manifestazioni di ciò che sarà l’affettività, sono la soddisfazione dei bisogni del piccolo. Con la madre si stabilizza una vera intimità fisica. (“simbiosi”) I momenti privilegiati sono l’allattamento e il vestire. L’allattamento al seno non soddisfa solo il bisogno di mangiare, ma anche quello corporeo con la madre. (ne sente il calore, l’odore e la voce)
Il contatto corporeo
L’abitudine del bagno, l’asciugare, il vestire, apportano una serie di sensazioni cutanee fondamentali. Il neonato è strettamente collegato all’istinto materno, e percepisce lo stato d’animo della madre. (lo stato mentale della madre condiziona anche quello del figlio)
La comunicazione
Il neonato è sensibile e si lascia attrarre dall’adulto che si interessa di lui. Un ruolo importante è quello del tono della voce e dell’espressione del viso.
Da 3 mesi a 12 mesi
Stadio dell’oggetto precursore (da 3 mesi a 7 mesi)
In questa fase i movimenti del bambino sono volontari, e inizia ad interagire con l’ambiente.
Maturazione corticale
Scompare il riflesso di prensione. (è il primo segnale che riceviamo che la corteccia cerebrale inizia a prendere il controllo della situazione) Arriva una prima forma di memoria.
Mondo spezzettato
Le informazioni che riceve non vengono messe insieme. Ogni percezione del neonato è scollegata dalle altre. (in macchina non sente il mal d’auto) Si sente a pezzi come se avesse le parti del corpo staccate.
Il periodo oggettuale (da 8 mesi a 12 mesi)
C’è un’integrazione dei comportamenti altrui nel proprio corpo. Il bambino imita il comportamento dell’adulto.
Sviluppo della memoria
Il bambino riconosce che l’oggetto è presente anche se coperto da un panno. Prima di questo periodo l’oggetto coperto dal panno non esisteva, adesso l’oggetto esiste anche se io non lo vedo. Sa che esiste la madre anche quando lei non c’è. L’immagine della madre è riconosciuta e il bambino provoca insoddisfazione se lei non si occupa di lui.
Dalla qualità degli scambi con la madre, dipenderà la sicurezza del bambino. Gli scambi avvengono con lo sguardo e il sorriso. In questa fase è importantissimo il contatto visivo. Il bambino cerca lo sguardo con la madre, e lei deve rispondere positivamente.
- Attaccamento alla madre (la mamma diventa insostituibile, non solo per i bisogni; è il punto di riferimento, la stabilità)
- Paura dell’estraneo (legato allo sviluppo cognitivo) (costruisce una categoria di persone riconosciute, chi non ci rientra è una persona sconosciuta)
- L’esperienza della frustrazione (quando la madre non c’è il bambino soffre; impara a conoscere la realtà delle cose, avvengono lo stesso anche se non mi piacciono)
- L’accesso alla comunicazione (il bambino inizia a produrre dei suoni e gesticola, in modo sempre più adatto alla situazione)
Area motoria
- 3° mese: controllo dei muscoli oculari, gli occhi si orientano verso i segnali in modo poco stabile. Il sorriso diventa una reazione adattata alla situazione. (legata al soddisfacimento del bisogno) Prima fase dello sviluppo dell’equilibrio, il tono dei muscoli migliora.
- 7° mese: Inizia la manipolazione degli oggetti con le mani. Mantiene l’equilibrio da seduto.
- 9° mese: Mantiene con l’utilizzo di un appoggio la posizione verticale. Inizia a strisciare in avanti e indietro, perché è più facile avanzare in questa posizione che da in piedi. (non deve mantenere l’equilibrio)
- 12° mese: si rinforzano gli arti inferiori, e riesce a mantenersi in piedi a lungo. Impara ad arrampicarsi prima ancora di imparare a camminare.
La prensione
- 1° tappa: Sparisce il riflesso di prensione. Guarda i movimenti delle mani.
- 2° tappa: Riesce ad afferrare l’oggetto. Migliora il movimento degli arti.
- 3° tappa: Con la mano sente gli oggetti morbidi e duri.
Il periodo da 1 a 3 anni
Da qui in poi tutta l’attività è di tipo intenzionale, non è più subita dal bambino, ma ora dipende dalla sua volontà. Con lo sviluppo della memoria, il bambino inizia l’attività progettuale, cioè può scegliere che movimenti utilizzare. Il bambino inizia a sentire il bisogno di esplorare il mondo, alla ricerca di nuovi stimoli.
La funzione di vigilanza
- Vigilanza diffusa: l’ambiente è sotto controllo del bambino.
- Vigilanza specifica: il bambino sceglie nel suo ambiente lo stimolo che corrisponde al suo momentaneo bisogno.
1 anno e mezzo
La curiosità ambientale stacca il bambino dalla madre. Gli oggetti vengono ricordati dal bambino (sviluppo della memoria). Quando gioca con un giocattolo il giorno dopo va a ricercare quel giocattolo con cui aveva giocato.
2 anni
- Area intellettuale:
- Il bambino parla in 3° persona.
- Sviluppo maggiore della memoria: cerca oggetti mancanti, ricorda persone conosciute.
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Teoria e metodologia del movimento umano
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