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vendere ogni anno, magari questo discorso fatto per i prossimi 5 o 10 anni,oltre i 10 anni

ovviamente il discorso diventa aleatorio ,quindi facciamo l’attualizzazione dei benefici differenziali

legati al possesso del premium price e attualizzando questi benefici differenziali a

oggi ,individuiamo i valori dell’intangible,ok?

Oppure insomma quale sarebbe ,però più o meno il ragionamento è lo stesso, quale sarebbe il

danno che subiremmo in termini appunto di perdita ,di margini, di ricavi, sulla vendita dei prodotti

futuri, se non avessimo quell’intangible,però alla fine il concetto è sempre lo stesso.

Quali sono i redditi aggiuntivi che pensiamo di poter spuntare sulla vendita dei nostri prodotti

grazie al possesso di quel determinato intangibiles. Poi c'è ancora un altro approccio che è

l'approccio della cosiddetta stima delle royalties, allora che cos'è il discorso della stima delle

Royalties ? Sapete benissimo che in tanti casi si può concedere un marchio in utilizzo ad altri

produttori affinché quel produttore a cui hai dato l'utilizzo del marchio possa vendere i suoi

prodotti contrassegnati dal tuo marchio, è una cosa che si fa spessissimo è l'esempio più banale

che mi viene da fare è il settore dei profumi, dove chiaramente tutti i giorni ci capita di comprare

dei profumi contrassegnati da un certo marchio ma non pensate che il produttore del profumo in

questione sia l'azienda di quel marchio; è ovviamente un soggetto che produce profumi che però

ha ricevuto il diritto di utilizzare quel marchio sul proprio prodotto. Allora in questo caso la stima

delle royalties sarebbe stimare ,e allora quale sarebbe la remunerazione per chi ha concesso

l'utilizzo del marchio in questione? Ovviamente la remunerazione è una certa percentuale sul

fatturato che il soggetto al quale hai concesso in uso il tuo marchio riesce ad ricavare dalla vendita

dei suoi prodotti contrassegnati dal tuo marchio . Quindi stiamo utilizzando cose che succedono

frequentemente che un soggetto che ha un marchio forte lo concede in utilizzo a terzi che

fabbricano determinati prodotti e che potranno contrassegnarli con il marchio forte che stiamo

adesso valutando, a quel punto diciamo tendenzialmente il valore del marchio,quale sarà il

beneficio del marchio? il beneficio del marchio è tra le altre cose a questo punto il fatto che chi

vende I suoi prodotti col tuo marchio, ovviamente lì ci sono degli accordi commerciali , e ti devi

riconoscere una certa percentuale sul suo fatturato , sul fatturato dei suoi prodotti venduti col tuo

marchio, e si chiama tecnicamente Royalties. Poi i tassi di royalties quant'è questa percentuale

varia un po' nei settori, per esempio nei profumi è alta perché lì il marchio pesa tantissimo , in altri

settori magari il tasso di royalties può essere più basso ,e quindi il valore del marchio in questo

caso diciamo deriva dall'attualizzazione delle royalties che io potrei ottenere concedendo a terzi

l'utilizzo del marchio in questione. E poi c'è ancora quest'altro possibile approccio, l'approccio dei

parametri dei moltiplicatori, cioè in cui tendenzialmente il valore degli intangibiles viene ricavato

attraverso l'utilizzo di un determinato moltiplicatore su una certa grandezza che adesso vi dico, e

spesso questo approccio dei moltiplicatori per la determinazione nella valutazione degli intangibili

nel metodo patrimoniale complesso viene utilizzato nel caso delle banche e delle assicurazioni, su

che cosa si applica questo moltiplicatore? facciamo un attimo il caso delle banche, nel caso

specifico delle banche questo moltiplicatore viene applicato al valore della raccolta bancaria, ora se

voi ci pensate bene quando io sto valutando una banca, il valore dei depositi dei clienti della banca,

da un punto di vi sta strettamente contabile nel bilancio della banca è un debito, perché lei ha

€100 ,e li ha depositati sul conto corrente, e diciamo la banca li può utilizzare però sono un credito

per lei e un debito per la banca perché lei si ritrova in qualche modo ad essere prestato del denaro,

però è ovvio che chi si occupa del tema della valutazione delle banche dice tanto più sono i

depositi dei clienti, tanto più abbiamo una banca che ha una clientela che poi può affidare al suo

cliente una serie di servizi aggiuntivi, quindi ,servizi titoli ,investimenti di varia natura, consulenze,

quindi in qualche modo il portafoglio cliente della banca è tanto più alto tanto più numerosi sono i

depositi raccolti che però vi ripeto, se uno partisse da una stima contabile del bilancio della banca,

i depositi dei clienti sono passività, quindi dal punto di vista strettamente contabile, se non

andassimo a fare questa correzione per aggiungere un valore positivo che è il valore del portafoglio

clienti dalla banca dei depositanti, se non andassimo a fare questa correzione noi arriveremo

all'assurdo che più sono i depositi più basso è il valore della banca perché più ci sono i debiti

presso i depositanti ai quali devono essere restituite tali somme, ovviamente se si vuole utilizzare

l'approccio patrimoniale è vero che parto da un bilancio dove al passivo abbiamo i debiti verso i

depositanti però è anche vero che tanti depositanti significa che noi abbiamo una clientela che si

fida della banca, che ci ha portato i soldi, ai quali noi possiamo vendere dei servizi aggiuntivi e

quindi fare reddito più elevato quanto più sono i nostri clienti, quindi persone con cui abbiamo una

relazione di carattere commerciale, quindi nel caso della banca che si fa? Se si vuole fare una

valutazione col metodo patrimoniale ,si valutano le singole attività, le singole passività però poi ad

un certo punto si aggiunge un intangibles che è il valore della clientela delle relazioni con la

clientela, che si ricava moltiplicando per un certo coefficiente che il mercato delle banche in

qualche modo suggerisce, moltiplicando per un certo coefficiente il valore dei depositi bancari,

quindi vi ripeto qual è il passaggio? stiamo parlando di banche, hai al passivo dello stato

patrimoniale il debito della banca nei confronti dei suoi Depositanti però alla fine chi sta valutando

quell’ azienda dice comunque più depositi ha raccolto più ha una clientela affezionata alla quale

noi possiamo vendere una serie di servizi aggiuntivi e quindi produrre del reddito grazie alla

relazione che si è attivata grazie al deposito del cliente, allora a quel punto andiamo ad aggiungere

nell'attivo una risorsa immateriale che sarebbe il valore della relazione clientela della banca che

spesso nella prassi viene valorizzata in questo modo, moltiplicando per un certo coefficiente il

valore dei depositi che troviamo al passivo nello SP quindi quelli sono sempre debiti però con la

valutazione col metodo patrimoniale vai ad iscrivere all'attivo una somma più o meno elevata che

è il valore della relazione con la clientela ,lo stesso più o meno funziona per le compagnie di

assicurazione, anche per le compagnie di assicurazione, magari molti di voi non è che sono

specialisti del bilancio delle compagnie di assicurazione, però potete comprendere che a livello di

ragionamento i premi che una compagnia di assicurazione incamera dai suoi clienti nel caso più

banale della polizza auto, nel bilancio della compagnia di assicurazione il premio incassato,

fondamentalmente, rappresenta una passività di bilancio, perché io compagnia incasso oggi una

somma, e ti devo offrire un servizio di copertura rischi per un certo periodo di tempo, quindi lo

vogliamo chiamare risconto passivo, ricavo anticipato, ma comunque i risconti passivi vi ricordo

che stanno al passivo dello stato patrimoniale, quindi io ho assunto un impegno a darti una

copertura assicurativa per i prossimi 12 mesi e l'incasso l'ho avuto prima, si chiude la data di

bilancio, ovviamente, il premio incassato anticipatamente, pensate anche alle polizze vita o alle

polizze morte, io ti devo una somma di denaro quando si realizza un certo evento però ho

incassato anticipatamente il premio, e tutti questi premi incassati vanno nel passivo del bilancio

della compagnia di assicurazione, è ovvio però che chi valuta una compagnia di assicurazione dal

punto di vista contabile si trova di fronte a delle passività, però tanto più sono i premi raccolti tanto

più la compagnia di assicurazione c’ha un nome , ‘un immagine, una clientela riconosciuta,e quindi

anche in quel caso similmente alla banca si va ad individuare un intangibiles, il cui valore viene

determinato moltiplicando per un certo importo il valore dei premi assicurativi che trovi iscritto in

bilancio nella compagnia di assicurazione, quindi ricapitolando, il metodo patrimoniale complesso

significa che oltre a valutare i valori correnti le risorse tangibili della società andiamo a valutare

anche le risorse immateriali ;primo problema delle risorse immateriali,quali risorse

immateriali?dico io non troppe se no sì valutano le stesse cose sotto etichette diverse, quindi

solitamente uno massimo due intangibiles legati all'area del marketing ed eventualmente se ci

sono particolari competenze tecnologiche si aggiunge una intangibiles legato alla tecnologia, come

faccio a stimare il valore di un intangibiles? è un bel problema, esistono una serie di approcci

concettuali diversi , che potrebbero essere usati anche entrambi, più di uno, in maniera tale che

poi il valore di quell’ intangibiles è stato riscontrato con l'applicazione di due approcci diversi, e

ognuno di questi approcci, diciamo, ha una sua logica, poi sul piano operativo se un domani lo

farete vi troverete tanti problemi, però ci sono delle prassi che si sono diffuse, quindi, quando tu

stai valutando una banca, faccio per dire, e hai visto che nelle ultime dieci acquisizioni di una banca

si è moltiplicato per 1,3 il valore dei depositi ,sei abbastanza tranquillo che è una prassi che si è

diffusa, oppure quando sai che nel settore dei profumi, il tasso di royalties e dell' X% tutto

sommato hai dei riferimenti che ti possono aiutare a risolvere il problema pratico di valorizzare

certe ipotesi che ti trovi a dover fare. Avremmo anche delle diapositive dove per ciascuno di questi

metodi viene attraverso dei numeri un certo risultato, però vi dico la verità ci porterebbero

abbastanza lontano e abbastanza tempo, però se abbiamo come spero la possibilità una volta

vediamo una perizia dove si utilizzano un paio di metodi e a quel punto anche magari un

patrimoniale complesso, vediamo praticamente come si è fatto, ecco per esempio un caso in cui mi

viene fuori in mente che il metodo patrimoniale complesso può andare bene è il caso delle società

calcistiche, le squadre di calcio che sono fallite cosa che è successa abbastanza spesso; allora ci

sono delle squadre di calcio che, una come il Napoli, anche il Bari, l'Ascoli sono fallite, allora in quel

caso là, solitamente, quando una squadra fallisce cosa succede? Succede che tutti i calciatori si

liberano, si svincolano, quindi non hai più un patrimonio calciatori, hai poche attività tangibili però

forse hai un marchio, perché chiaramente il marchio del Napoli, il marchio del Bari, il marchio

dell'Ascoli, allora a quel punto là fondamentalmente il patrimonio tangibile è pochissimo perché i

calciatori sotto contratto non li hai più, perché la squadra è fallita e tutti i contratti con i calciatori si

sono risolti; attività tangibili una squadra di calcio non ne ha molte, se non ha uno stadio di

proprietà,che può avere, qualche palestra, dice De Laurentiis i palloni da calcio,ecc.. poi a quel

punto l'unica risorsa importante è il marchio, perché ovviamente ognuna di queste squadre c’ha

un marchio importante, riconosciuto, un simbolo eccetera... quindi se non ricordo male, in alcuni

dei casi che ho fatto da ultimo, quando si è dovuto valutare quell’ azienda il grosso del valore era

quello del marchio della squadra per cui in buona sostanza si era utilizzato un metodo patrimoniale

complesso. Poi come valuto il marchio? ci saranno stati uno o più di questi approcci messi insieme

tra di loro,però alla fine il problema fondamentale era valorizzare un intangibiles, nel caso specifico

il marchio

Ora , diciamo, torniamo indietro rispetto all'ordine del testo,ma andiamo avati rispetto ai nostri

argomenti e passiamo al metodo reddituale. perchè poi, parleremo del nesso patrimoniale

reddituale.

Allora, concettualmente che cosa, che cosa significa valutare un' azienda con medoto reddituale,

significa che il valore dell' azienda è in funzione dei flussi di reddito che quella determinata azienda

è in grado di produrre, quindi se vogliamo un approccio completamente diverso dal patrimoniale ,

dove il valore dell'azienda era la somma del valore delle singole attività al netto delle passività,

quindi valutare bene uno a uno tolto il valore delle singole passività che mi trovavo nel patrimonio

della società, qui invece dico , il valore dell'azienda, estremizzando, non mi interessa cosa c'è nel

suo patrimonio , io guardo ai flussi di reddito che quella azienda è in grado di produrre e il valore

dell'azienda è l'attualizzazione dei flussi di redditi futuri che l azienda è in grado di produrre, cosi

come vi anticipo , il metodo finanziario , sempre a livello così di ragionamento , poi vediamo le

formule , i calcoli , però metodo finanziario il valore dell'azienda sarà attualizzazione dei flussi di

cassa che quell'azienda è in grado di produrre e poi ci soffermeremo sulla differenza tra flussi di

reddito tra ricavi e costi di competenza , e flussi di cassa tra incassi e pagamenti , che sono due

concetti diversi, però una piccola parentesi per aprirvi la mente sarà il metodo finanziario o sarà

attualizzazione dei flussi di cassa che l'azienda è in grado di produrre, sarà il metodo reddituale ,

sarà l' attualizzazione dei flussi di reddito che l' azienda è in grado di produrre e quindi il valore

dell'azienda, ripeto è in funzione al suo patrimonio , ma delle prospettive reddituali che

quell'azienda ha.

Sempre per rifarci alla simbologia più comune, in questo caso il valore dell'azienda solitamente

viene indicato così W= R/I formula metodo patrimoniale semplice è una domanda facile. R è il

cosiddetto REDDITO MEDIO NORMALE prospettico dell'azienda, I è il tasso di attualizzazione, che

vedremo dopo nel caso specifico si identifica nel costo opportunità del capitale proprio , quindi R

reddito normale prospettico, I costo opportunità del capitale proprio. quindi R in pratica è il

reddito netto, ultima riga del conto economico del nostro conto economico a scalare , diciamo è il

risultato netto totale finale dell'azienda, ovviamente questa formula, voi che siete bravi in

matematica finanziaria capite che è il valore attuale di una rendita perpetua quindi l'ipotesi che c'è

se utilizziamo questa formula è che questa azienda produca tendenzialmente all'infinito un flusso

di reddito che noi poi dobbiamo stimare , eventualmente se si rinuncia all'ipotesi del tempo

indefinito, il metodo sempre individuale sarebbe W = R per A temporanea NI, uindi questa volta il

valore di questa azienda è in funzione di questo reddito normale prospettico che, però si ipotizza

che si possa produrre per un certo numero di anni e la prima ipotesi che un reddito si produce

all'infinito, reddito perpetuo, in questo caso abbiamo una rendita limitata di un certo numero di

anni. Dico , mi sbilancio e dico , quella di sopra è un pò più diffusa di quella di sotto perchè , quella

di sotto innanzitutto si pone il problema di stabilire un orizzonte temporale per cui l'azienda

produce un certo reddito e quindi , siccome non è facile stimare la vita utile di un ' azienda ,

diciamo la durata di un'azienda , a meno che diciamo la durata di quell'azienda non è legata a un

fatto giuridico , tipo c'è una concessione che ha una certa scadenza , diventa ovviamente una

variabile in più quella di stimare la durata dell'azienda seconda cosa, sempre voi che siete bravi in

matematica finanziaria , vi hanno detto che per N che supera dieci , quindi anni , il valore dell'una e

dell'altra , tendenzialmente si approssimano , ve l'hanno detto? o no? Comunque ve lo dico io ,

tendenzialmente diciamo per un N che supera dieci , quindici anni , poi tutto sommato il valore

dell'una e dell'altra formula non si discosta troppo , quindi se non hai un motivo che ti porta a

rivedere che quell'azienda ha una durata definita e quindi , come dire il problema di quant'è l'N

della seconda formula lo puoi risolvere, usi la formula di sopra. Quindi W= R/ I , ora dobbiamo

capire che cos'è R e che cos'è I e che si perviene all'individuazione di queste due grandezze,

ovviamente ragionando in termini pratici , poichè le grandezze sono solo due , piccole variazioni sia

del numeratore che del denominatore ti cambia completamente il valore dell'azienda , quindi ci

vuole molta attenzione perchè , facciamo un esempio banale no? Se poniamo R , se si da, quest'

azienda produce un flusso di reddito di 500.000 euro all'anno e poniamo un costo opportunità del

capitale proprio del 10% ,la tua azienda vale 5 milioni di euro , se però il costo opportunità del

capitale proprio viene fissato del 5% anziché del 10 la tua azienda vale esattamente il doppio , cosi

come se ti cambia l 'R vi rendete conto che se il reddito non viene stimato con 500.000 euro , ma

viene stimato con 600.000 euro l'azienda non vale 5 milioni di euro , ma vale 6 milioni di euro ,

quindi giusta considerazione banali di buon senso , però essendo solo due le grandezze , piccole

variazioni sia del numeratore denominatore portano a variazione poi significativa del risultato ,

quindi R che cos'è? Abbiamo detto reddito medio normale prospettico dell'azienda.

All’individuazione di queste due grandezze,ovviamente ragionando in termini pratici capire che,

poiché le grandezze sono solo due, per piccole variazioni sia del numeratore che del

denominatore, ti cambia completamente il valore dell’azienda, quindi ci vuole molta attenzione

perché ,facciamo un esempio banale, se poniamo r ,se stimiamo che quest’azienda produce un

flusso di reddito di 500mila euro all’anno e poniamo un costo opportunità del capitale proprio del

10%, la tua azienda vale 5milioni di euro. Se però il costo opportunità del capitale proprio viene

fissato del 5% anziché del 10, la tua azienda vale esattamente il doppio; così come se ti cambia r ,

vi rendete conto che se il reddito non viene stimato in 500mila euro,ma viene stimato in 600mila

euro, la tua azienda non vale 5milioni di euro, ma vale 6milioni di euro,quindi ,giusto

considerazioni banali di buon senso però essendo solo 2 le grandezze, piccole variazioni sia del

numeratore che del denominatore portano a variazione poi significativa del risultato . Quindi r che

cos’è? Abbiamo detto è il reddito medio normale prospettico dell’azienda , che ovviamente in linea

di principio, quindi sarebbe il reddito che mi posso attendere dall’azienda in questione considerate

le sue prospettive, nel settore in cui opera. Ora, se domani vi domandano, come fai a stimare il

reddito futuro di un’azienda ? Ovviamente la prima cosa che giustamente viene in mente di fare, è

andare a vedere il passato, quindi andiamo a vedere i redditi degli ultimi anni ,tendenzialmente

cerchiamo di capire qual è il reddito che mediamente questa azienda è in grado di produrre.

Ovviamente questo approccio è corretto, sarà più corretto se quest’azienda opera diciamo in un

mercato stabile, non ci sono stati grossi cambiamenti del settore in cui opera , non ci sono state

delle grosse ristrutturazioni aziendali ,quindi questo discorso sarà ovviamente più facilmente

attuabile. Quindi, facciamo un’ipotesi, supponiamo che il reddito dell’anno ,andiamo a vedere i

bilanci degli ultimi anni e c’abbiamo, reddito dell’anno -1 per esempio 500mila euro, reddito

dell’anno -2 400mila euro, reddito dell’anno -3 600mila euro,ovviamente tutti e 3

positivi ,potremmo, diciamo siamo in presenza di risultati abbastanza stabili e possiamo per

esempio fare la media degli ultimi 3 anni e pensare che quello sarà il reddito d’azienda che noi

poniamo al numeratore della nostra formula. Ovviamente non è sempre così facile, perché

facciamo l’ipotesi che quest’azienda poi nell’anno 4aveva un reddito di 100mila euro e nell’anno -5

aveva addirittura una perdita di 60mila euro, capite che in questo caso prendere in esame i redditi

degli ultimi 3 anni o i redditi degli ultimi 5 anni, ti cambia completamente il risultato. Quindi ,vi

facevo un esempio di cose che noi per ora spieghiamo ,ma diciamo ‘’ sembra tutto facile’’ ,diciamo

prendi i redditi degli ultimi anni ,però poi alla fine vai a prendere i redditi degli ultimi anni e ti vai a

rendere conto che se fai la media degli ultimi 3 ti viene un valore,se fai la media degli ultimi 5 ti

viene un altro valore sensibilmente diverso,allora lì si può dire ,negli anni -4 e -5 l’azienda era in

fase di ristrutturazione ,c’era un mercato diverso e oggi le prospettive sono molto più in linea con

quelli dei redditi degli ultimi anni 3 anni e quindi escludo il quartultimo e quintultimo anno perché

erano condizioni di operatività interne ed esterne di mercato diverse, rispetto a quelle in cui ci

troviamo oggi nel momento della valutazione, però ovviamente hai un problema che devi cercare

di difendere la tua scelta nell’ambito della valutazione per dimostrare perché poi ti sei fermato al

terzultimo anno e non sei andato per esempio avanti. Altri problemi che si potrebbero porre

eventualmente la normalizzazione del reddito degli ultimi anni ,che cosa intendo dire? Che poiché

bisogna determinare il reddito medio normale, che quest’azienda è in grado di

produrre ,dobbiamo individuare il reddito che l’azienda produce in condizioni di normale

operatività. Se il reddito di uno di questi anni ,è stato influenzato da fatti anomali, o nel caso di

prima vi avevo detto, escludiamo il quartultimo e quintultimo anno perché erano situazioni

anomale interne ed esterne di mercato e le avevamo escluse e abbiamo preso gli ultimi 3. Un’altra

situazione che si potrebbe presentare è che i redditi di uno di questi anni sono stati influenzati da

un componente straordinario di reddito inusuale, che ovviamente ,in qualche modo vi ha escluso

nello stimare il reddito medio normale dell’azienda. Facciamo un esempio semplice, quindi

lasciamo questi dati e facciamone altri, supponiamo di ragionare sugli ultimi 3 anni : reddito anno-

1 1milione di euro; reddito anno-2 500mila euro; reddito anno-3 500mila euro; però andiamo a

vedere,voi sapete che disponiamo di un conto economico a scalare seguendo un bilancio fatto

secondo il codice civile italiano,andiamo a vedere come si è formato il reddito dell’ultimo anno, e

troviamo che c’è un componente straordinario di reddito ,la plusvalenza sulla vendita di un

immobile che ha ovviamente gonfiato il reddito di quell’ anno in questione, e io ovviamente

dovrei essere in grado a quel punto nel processo di normalizzazione del reddito, poiché io devo

vedere il reddito medio normale di questa azienda, devo eliminare quel componente di reddito

anomalo,altrimenti diciamo non abbiamo messo nel numeratore della nostra formula il reddito che


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sabry9411 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnica professionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Maglio Roberto.

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