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Lezione 1

Settori economici

Ci sono 4 settori:

  • Famiglie: operatore che fornisce la maggior parte delle risorse che alimentano il mercato finanziario; registrano un avanzo finanziario che si traduce in un aumento delle attività finanziarie nette possedute, detenute nei confronti di altri settori.
  • Imprese: necessitano annualmente di mezzi finanziari di entità superiore a quelli generati dalla loro gestione ordinaria, utilizzati per lo svolgimento dell'attività corrente e per effettuare investimenti; fanno segnare un disavanzo finanziario che si traduce in un incremento delle passività finanziarie nei confronti degli altri settori.
  • Pubblica amministrazione: presenta un disavanzo finanziario molto accentuato a motivo dell'enorme divario tra le entrate, di natura fiscale, e le uscite; il disavanzo si traduce in un incremento delle passività finanziarie nette nei confronti di altri settori e degli intermediari finanziari.
  • Estero: presenta un avanzo finanziario, afflusso di risparmio dall’estero, quando il saldo delle partite correnti della bilancia dei pagamenti è negativo; si assiste a un deflusso di risparmio verso l'estero quando il settore presenta un disavanzo generato da un saldo di segno positivo delle partite correnti della bilancia dei pagamenti.

Modalità di trasferimento dei mezzi finanziari

Il trasferimento di mezzi finanziari da un settore all'altro può avvenire in due modi:

  • Intermediazione diretta: offerenti e richiedenti fondi si incontrano grazie all'intervento di un intermediario che ne agevola il contatto, l'intermediario percepisce delle commissioni per il lavoro svolto e non eroga alcun finanziamento al soggetto in deficit finanziario (l'emittente di strumenti finanziari) bensì si cura di agevolargli l'ottenimento delle risorse dal soggetto in surplus finanziario (il sottoscrittore degli strumenti finanziari). Si realizza quando vi è coincidenza di interessi tra offerente e richiedente fondi, l'offerente trasferisce i mezzi finanziari alla richiedente contro cessione di uno strumento finanziario che rappresenta il rapporto instauratosi tra le parti, nel quale sono riportate le condizioni pattuite. Tale rapporto tra le parti si realizza quando si è in presenza di strumenti finanziari che presentano una elevata standardizzazione nelle caratteristiche tecniche e una elevata propensione a circolare. Si tratta di strumenti come i titoli di debito e i titoli azionari.
  • Intermediazione indiretta: l’intermediario utilizza risorse proprie decidendo a chi destinarle tra i soggetti in deficit finanziario; l'intermediario ha natura creditizia e supporta un rischio più elevato, infatti deve raccogliere i mezzi finanziari da erogare e poi decidere a chi prestare tali risorse.

Tipologie di mercato

Ci sono due tipologie di mercato:

  • Mercato primario: luogo in cui avvengono le emissioni di strumenti finanziari che possono realizzarsi attraverso la tecnica dell’asta, del consorzio di collocamento, dell'aumento di capitale. Individua quel complesso di operazioni attraverso le quali il pubblico dei risparmiatori sottoscrive strumenti finanziari di nuova emissione contro il versamento, a favore dell’emittente, di mezzi finanziari. Il mercato primario svolge la funzione di finanziamento, a titolo di debito o di capitale, degli emittenti di strumenti finanziari. Le operazioni nel mercato primario alimentano il mercato degli strumenti finanziari in quanto determinano l'immissione di nuovi strumenti finanziari.
  • Mercato secondario: luogo in cui avviene la negoziazione degli strumenti finanziari già in circolazione che può assumere varie configurazioni in base ai livelli di organizzazione. Individua il complesso di negoziazioni su strumenti finanziari già in circolazione e collocati presso il pubblico dei risparmiatori. Il mercato secondario svolge la funzione di facilitare gli investimenti e i disinvestimenti di strumenti finanziari da parte dei risparmiatori, favorendone la liquidabilità. Le operazioni del mercato secondario incrementano il grado di liquidabilità degli strumenti finanziari.

Tecniche di emissione

Tra le principali tecniche di emissione le più note e utilizzate sono:

  • Le aste per l'emissione di titoli di stato
  • Il collocamento di titoli di debito mediante l'intervento di consorzi di intermediari finanziari appositamente costituiti
  • Le operazioni di aumento del capitale sociale per l’emissione di azioni

Configurazioni del mercato secondario

Il mercato secondario può assumere differenti configurazioni:

  • Mercati regolamentati: esistono modalità di negoziazione standard e strutture organizzative assoggettate a specifiche discipline.
  • Mercati non regolamentati
  • Mercati dotati di differenti livelli di supporto tecnologico all'effettuazione delle negoziazioni

Mercato perfetto e asimmetria delle informazioni

Mercato perfetto: la teoria economica tende a valutare un mercato sulla base del suo grado di perfezione e di efficienza; un mercato è considerato perfetto quando tutti i soggetti che vi operano dispongono di assoluta omogeneità di informazioni, tutti gli investitori devono avere le stesse informazioni sugli strumenti finanziari oggetto di scambio, devono essere in grado di conoscere con certezza le intenzioni operative di ciascuno degli altri investitori e non devono influenzare con il proprio intervento l'intero andamento del mercato. Nella realtà è impossibile che si verifichi la contemporanea manifestazione delle condizioni di mercato perfetto.

Asimmetria delle informazioni: si manifesta quando in un mercato le informazioni non sono distribuite in modo omogeneo tra gli investitori, avvantaggiando così coloro che sono in grado di disporre di più informazioni.

Concetto di efficienza del mercato

Il concetto di efficienza del mercato viene osservato sotto due profili diversi:

  • Efficienza valutativa: si ha quando i prezzi di uno strumento finanziario riflettono nel suo valore intrinseco dato dalla sua redditività nel lungo periodo.
  • Efficienza informativa: si ha quando i prezzi di uno strumento finanziario si formano sulla base delle informazioni su di essi disponibili, i prezzi non tengono più conto del valore intrinseco degli strumenti finanziari ma delle aspettative che gli operatori hanno sull’evoluzione futura degli strumenti finanziari stessi. Quando mutano le informazioni gli operatori cambiano le loro aspettative e agiscono sul prezzo dello strumento finanziario.

Il mercato risulta perfettamente efficiente dal punto di vista informativo quando per un investitore, a parità del livello di informazione, è impossibile conseguire dal proprio investimento performance superiori a quelle degli altri operatori. Si possono distinguere tre differenti forme di efficienza informativa:

  • Efficienza in forma debole: un mercato è efficiente in forma debole quando la sola conoscenza delle informazioni passate sui prezzi degli strumenti finanziari e sul volume degli scambi non consentono a un investitore di migliorare la propria capacità previsiva sull'evoluzione dei prezzi degli strumenti finanziari e ottenere performance migliori degli altri operatori. L'efficienza del mercato è assicurata da prezzi che riflettono completamente tutte le informazioni passate sui prezzi e sugli scambi degli strumenti finanziari.
  • Efficienza in forma semi-forte: un mercato è efficiente in forma semi-forte quando il livello di informazione in base al quale gli investitori formulano le proprie aspettative sui prezzi è dato dall'insieme di tutte le informazioni di dominio pubblico; i prezzi che si vengono a formare nel mercato tengono conto dell'evoluzione passata dei prezzi, degli scambi, di tutte le informazioni a disposizione del pubblico.
  • Efficienza in forma forte: un mercato è efficiente in forma forte quando gli investitori formulano le proprie aspettative sui prezzi tenuto conto di tutte le possibili informazioni, anche di quelle a disposizione degli insiders che meglio conoscono l’effettiva situazione economico-finanziaria dell’emittente, il set di informazioni a disposizione di ciascun operatore deve essere il più ampio possibile.

Efficienti assetti organizzativi dei mercati

I mercati necessitano di efficienti assetti organizzativi che richiedono due elementi:

  • È necessario che si possano riscontrare quei requisiti di efficiente funzionamento organizzativo di un mercato
  • Il mercato deve avere una struttura o una forma organizzativa tale da massimizzare il suo efficiente funzionamento.

I requisiti di efficiente funzionamento sono riscontrabili nei concetti:

  • Spessore: caratteristica riscontrabile in mercati in cui si hanno ordini di acquisto o vendita (proposte di negoziazione) a prezzi prossimi a quelli negoziati in un determinato istante. Il manifestarsi di uno sbilancio temporaneo tra tali ordini non provoca una variazione eccessiva del prezzo, in quanto mancano i presupposti per il verificarsi di un vuoto tra la domanda e l'offerta potenziale dello strumento. Un mercato dotato di spessore è quello in cui agli investitori è consentito di conoscere con immediatezza le condizioni di domanda e offerta degli altri investitori e operare altrettanto prontamente.
  • Ampiezza: gli ordini di acquisto e di vendita, oltre ad avere prezzi prossimi a quelli correnti, sono di importo consistente; questo aumenta la capacità del mercato di agire quale stabilizzatore dei prezzi al manifestarsi di variazioni degli stessi generate da temporali sbilanci tra domanda e offerta.
  • Elasticità: prerogativa in base alla quale al mercato è data la capacità di generare tempestivamente nuovi ordini al manifestarsi di fluttuazioni di prezzo. Un mercato è elastico se è in grado di attirare un consistente numero di nuovi ordini a seguito di temporanei squilibri tra domanda e offerta.

Strutture organizzative dei mercati

Le strutture organizzative assumibili da un mercato sono classificate in relazione alla qualità dei prezzi che si vengono a formare, alle modalità della loro diffusione, al livello di trasparenza delle negoziazioni, ai costi di formazione, transazione, alla tipologia di intermediari operanti. La teoria identifica quattro principali modalità di organizzazione:

  • Mercato a ricerca autonoma: forma organizzativa più elementare, sono i singoli investitori che vanno alla ricerca della controparte sopportando tutti i costi (di informazione e di transazione) relativi allo scambio degli strumenti. È molto probabile che qualora si realizzi uno scambio questo avvenga a condizioni di prezzo tutt'altro che ottimali, infatti l'incidenza degli oneri e del tempo per individuare la contropartita migliore possono indurre l'investitore a limitare la ricerca alla controparte che soddisfa la maggior parte delle sue richieste; tale controparte non è detto che possa offrire le migliori condizioni disponibili nel mercato. Il prezzo al quale avviene lo scambio potrebbe essere discosto dal prezzo perfetto, la ricerca in via autonoma della controparte incide negativamente sulla liquidità e negoziabilità dello strumento finanziario. Non essendoci intermediari vi è una ridotta entità del volume di scambi, questo rende non conveniente ad alcun intermediario fornire agli investitori qualunque forma di servizio.
  • Mercato di broker: è previsto l'intervento di broker (intermediario che ha il compito di trovare la contropartita agli ordini della propria clientela senza divenirne contropartita diretta), che dietro il pagamento di una commissione assolvono il compito di ricercare contropartite alla propria clientela. Sono intermediari puri, il loro lavoro consiste nel promuovere e agevolare l'incontro tra i soggetti intenzionati a scambiare strumenti finanziari; offrono un servizio di ricerca della contropartita per conto della clientela. La remunerazione per l'attività di intermediazione svolta matura solo all'effettiva conclusione dello scambio, i broker hanno quindi convenienza ad operare solo in mercati nei quali il volume delle negoziazioni realizzabili sia ritenuto adeguato; a questa condizione saranno in grado di ottenere un flusso di commissioni idoneo a garantire il proprio servizio di intermediazione. Solo al verificarsi di queste circostanze l'investitore a sua volta ha convenienza a rivolgersi al broker, infatti le somme corrisposte all'intermediario sotto forma di commissioni non potranno che essere di importo inferiore al costo che egli altrimenti dovrebbe sostenere per ricercare direttamente la controparte. Il broker non garantisce l'esecuzione dell'ordine ma solo la ricerca dell'eventuale controparte, l'investitore non è sollevato dal rischio di mancata esecuzione dell’ordine e il broker non ha la certezza di concludere l’affare; ne consegue che un mercato di broker ha convenienza ad essere attivato quando:
    • Gli intermediari sanno di poter contare su un flusso consistente di ordini di compravendita da parte della potenziale clientela
    • Risulta conveniente la predisposizione di strutture organizzative e modalità operative che consentono di contattare in tempi brevi il maggior numero possibile di potenziali controparti.
    Da questa tipologia di mercato aumenta la qualità dei prezzi che si vengono a formare, risulta superiore a quella dei prezzi che si formano in un mercato a ricerca autonoma; tuttavia non è possibile ritrovare prezzi di elevata qualità in quanto derivano da una trattativa bilaterale (broker dell’acquirente-broker del venditore) e non sono il risultato di un meccanismo di comparazione tra tutte le potenziali controparti presenti nel mercato. Maggiore è l'intervallo di tempo tra la trasmissione dell’ordine e il momento della sua esecuzione, maggiore è il rischio che in tale periodo i prezzi possono cambiare. Un mercato di broker rappresenta una forma organizzativa grazie alla quale chi intende acquistare o vendere strumenti sa di poter contare sull'aiuto di intermediari per la ricerca delle controparti, anche se non sono in grado di garantire l'esecuzione degli ordini e di indicare con certezza il prezzo al quale daranno luogo allo scambio dello strumento finanziario.
  • Mercato di dealer: il dealer è un intermediario che si pone quale contropartita diretta di chi intende acquistare o vendere strumenti finanziari, agevolando l'esecuzione degli ordini di compravendita. Il dealer è un operatore che acquista in proprio dei titoli per rivenderli alla sua clientela, negozia direttamente con il cliente senza cercare una contropartita, assumendo una posizione in titoli; per questo è tenuto:
    • A costituire un magazzino dal quale attingere titoli da consegnare al cliente che intende acquistarli
    • A dotarsi della liquidità necessaria per far fronte al ritiro dei titoli che il cliente intende vendere
    Opera indicando al cliente due differenti prezzi:
    • Uno più basso al quale il dealer è disposto ad acquistare gli strumenti finanziari dal cliente
    • Uno più alto al quale è disposto a vendere gli strumenti finanziari del cliente
    La differenza tra i due prezzi prende il nome di spread denaro-lettera: rappresenta la remunerazione per il rischio connesso al mantenimento della posizione in strumenti finanziari, costituisce il ricavo tipico del dealer con il quale far fronte ai costi per l'effettuazione della propria attività. Qualora il mantenimento della posizione su un titolo comporti un incremento del rischio ad esso associato, il dealer modifica i prezzi ampliando lo spread. Più ampio è lo spread maggiore appare l’incertezza del dealer sulla futura negoziabilità dello strumento. In questo tipo di mercato i prezzi relativi a un titolo sono proposti da più dealer, sta a colui che è intenzionato all'acquisto o alla vendita rivolgersi a quel dealer che rappresenta le condizioni di prezzo più convenienti. La caratteristica tipica di un mercato di dealer è l'opportunità per l'investitore di negoziare immediatamente lo strumento al prezzo proposto dal dealer; il prezzo al quale si conclude la transazione è il risultato di una trattativa condotta tra l’intermediario e il cliente. È opportuno che nel mercato sia possibile il confronto fra tutte le proposte formulate da ciascun dealer, la possibilità per l'investitore di avere informazioni sulle proposte contribuisce a realizzare un miglioramento della qualità dei prezzi. Accanto alla figura del dealer si accompagna quella di un altro intermediario, detto market maker, al quale viene affidato il compito di garantire in via continuativa la negoziabilità di determinati strumenti finanziari. Mentre al dealer è consentito sospendere l'esposizione delle proposte di acquisto e vendita, il market maker è sempre obbligato ad esporre in via continuativa le proprie proposte poiché è impegnato a garantire senza interruzioni la negoziabilità dei titoli.
  • Mercato ad asta: si caratterizza per la sua attitudine a concentrare gli ordini provenienti dagli investitori permettendo la fissazione di un prezzo espressione della domanda e dell'offerta presenti nel mercato. Tale concentrazione può avvenire:
    • Fisicamente: è necessario che gli operatori interessati allo scambio si incontrano in un unico luogo, nel quale sia possibile comunicare le proprie intenzioni operative ed essere informati di quelle degli altri operatori.
    • Attraverso l'ausilio di supporti telematici: è sufficiente che le intenzioni operative siano rese pubbliche attraverso procedure informatiche che non necessitano dell'incontro fisico degli operatori.
    Il mercato ad asta può essere visto come un'evoluzione del mercato dei broker, infatti per trovare le contropartite agli ordini della propria clientela e ottenere prezzi migliori i broker ritengono conveniente concentrare in un unico luogo gli ordini da eseguire. Si possono individuare due tecniche d’asta:
    • Asta a chiamata: tecnica che, attraverso la concentrazione degli ordini, consente la negoziazione di strumenti attraverso la fissazione di un unico prezzo che soddisfa buona parte della domanda e dell'offerta. La fissazione del prezzo avviene in un momento determinato e per un lotto di strumenti specifico.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Martina.Brunello di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Mercati e prodotti finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Banfi Alberto.
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