Che materia stai cercando?

Medicina materno-infantile - Pediatria generale e specialistica Appunti scolastici Premium

Appunti di Medicina materno-infantile per l'esame del professor Miniero sulla pediatria generale e specialistica e sulla ragione per cui il bambino viene a contatto con la struttura sanitaria, ovvero quella di star bene o di guarire.
È definito bambino ogni essere umano avente età inferiore a 18 anni. Per comprendere il bambino è necessario... Vedi di più

Esame di Medicina materno-infantile docente Prof. R. Miniero

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Subito dopo il parto il neonato va immediatamente valutato e si considera a basso

rischio il neonato a termine, che piange o respira, co un buon tono muscolare, roseo e

non sporco di meconio.

Il neonato verrà asciugato con panni asciutti e caldi, verrà aspirato e posto sotto una

fonte di calore o dato in braccio alla madre.

Al 1° e al 5° minuto verrà attribuito l’indice di Apgar (indice che valuta FC, attività

respiratoria, tono muscolare, reattività e colorito, e assegna un punteggio per ogni

voce da 2 a 0, con un massimo di 10).

Vanno immediatamente valutate respirazione, colorito e FC, se non respira si ventila

per 30 secondi con pressione positiva, se la FC è < 60 si esegue il massaggio cardiaco,

se dopo non aumenta ancora si somministra adrenalina e si continuano le manovre di

rianimazione, trasferendolo in un centro di terapia intensiva.

2.4– CLASSIFICAZIONE DEL NEONATO

I neonati vengono classificati in base all’età gestazionale (calcolata dal primo giorno

dell’ultima mestruazione ed indicata in settimane e in giorni, ad esempio 39,5) e in

base al peso.

Con l’età gestazionale possiamo distinguere i neonati in 3 gruppi: pretermine (<37

settimane), a termine (dalla 37° alla 41,6° settimane) e post termine (oltre la 42°

settimana).

In base al peso invece il bambino viene classificato in relazione alla settimana di

gestazione e alla popolazione di riferimento, grazie a varie griglie (griglia di Denver),

in questo modo ogni neonato risulterà di basso peso, normale peso ed elevato peso.

Il ritardo di crescita intrauterino (IUGR) consiste in un accrescimento ridotto del peso,

o persino un calo.

Il neonato piccolo per l’età gestazionale deve il basso peso ad un ritardo precoce

(danni embrionali) o un ritardo tardivo (insufficienza placentare, malattie materne,

ecc.).

Alcune patologie che possono determinare danni al bambino sono:

• Ipotermia: ridotta termogenesi per la scarsità di glicogeno e grasso bruno, e

aumentata termodispersione per la scarsità di tessuto sottocutaneo

• Ipoglicemia: valori <35 mg/dl, è sempre temibile perché il cervello soffre di

carenze di glucosio e può portare a danni permanenti.

Va curata subito con glucosata per via orale o endovenosa.

• Ipocalcemia: valori <8 mg/dl, è legata all’interruzione dell’apporto di calcio per

via placentare

• Policitemia: è conseguenza dell’ipossia cronica, soprattutto nei feti con IUGR

• Malattie delle membrane ialine o MMI: è tipica del neonato pretermine ed è

legata all’impossibilità di mantenere la tensione superficiale alveolare per

carenza di surfactante 7

• Infezioni: possono essere prenatali, intraparto e postnatali, portano cute

pallida-giallastra, apnea e bradicardia, pianto flebile, vomito, instabilità termica,

ecc.

Le indagini sono colturali e la terapia è a base di antibiotici ad ampio spettro.

• Ittero: il colorito itterico appare se la bilirubina è >8, al parto devono essere noti

il gruppo e l’RH della madre e sul cordone devono essere eseguiti la

determinazione del gruppo sanguigno e il test di Coombs diretto.

Nel neonato l’ittero scompare dopo 4-5 giorni, ma a volte se non curato può

portare a danni neurologici da iperbilirubinemia.

L’ittero può comparire inoltre a causa del latte materno, se questo viene

pastorizzato, l’ittero scompare.

La terapia può essere la fototerapia, reidratazione o trasfusione.

In casi estremi la causa di ittero può essere la malattia emolitica neonatale o

MEN, dovuta al passaggio nella placenta di anticorpi materni contro antigeni del

feto del sistema RH o AB0.

Questo compare solo in donne RH negative con figli RH positivi, oggi la profilassi

ha ridotto questo fenomeno.

2.5– ALIMENTAZIONE DEL NEONATO

L’allattamento al seno è il metodo ottimale per alimentare un neonato, il latte

corrisponde in maniera completa alle esigenze e ai fabbisogni nutrizionali del bambino

sino all’epoca del divezzamento (6-8 mesi).

Le 10 regole emanate dall’OMS-UNICEF per l’allattamento al seno sono regole che

vanno applicate al fine di garantire il successo nell’allattamento.

La fisiologia della lattazione comprende varie fasi, gli estrogeni determinano lo

sviluppo dei dotti galattofori, mentre l’azione combinata di estrogeni e progesterone

favorisce lo sviluppo degli acini ghiandolari che determinano l’aumento volumetrico

della mammella.

La lattogenesi è preceduta dalla colostrogenesi (che termina 4-5 giorni dopo il parto)

caratterizzata dalla secrezione del colostro, solo dopo circa 5 giorni avviene la

produzione del latte.

La prolattina ipofisaria è l’ormone lattogeno più importante, insieme ad altri ormoni

ipofisari.

La galattopoiesi è il mantenimento della secrezione lattea per tutta la durata

dell’allattamento, stimolata soprattutto dal riflesso mammillo-ipotalamo-preipofisario

attivato dalla suzione.

La stimolazione dei capezzoli è quindi di fondamentale importanza, anche perché

quando cessa, cessa anche la galattopoiesi, inoltre con la stimolazione si mette in

circolo l’ossitocina che determina la contrazione delle cellule della mammella

determinando la fuoriuscita del latte.

Un riflesso neonatale importante è il Rooting o dei punti cardinali, infatti toccando gli

angoli della bocca del neonato esso si girerà da quella parte per cercare il capezzolo,

mentre se si tocca il labbro superiore o inferiore, il neonato aprirà la bocca.

8

Il latte contiene carboidrati, lipidi, proteine, acqua, minerali, oligoelementi, vitamine,

cellule immunocompetenti, ecc.

Il colostro è il primo latte, ricco di vitamine e di fattori di difesa, gradualmente si passa

al latte di transizione e più o meno dopo 15 giorni si passa al latte maturo, più ricco di

lipidi e carboidrati.

Ogni madre deve sostenere un’alimentazione il più varia possibile perché il latte

prende il gusto anche da quello che la madre mangia.

2.6– ADOLESCENTIOLOGIA – RIFLESSIONI SULL’ADOLESCENZA

Per adolescente si intende il periodo di crescita fisica e psicosociale che segna la

transazione dall’infanzia all’età adulta.

Il soggetto passa dalla prima apparizione dei caratteri sessuali secondari alla

maturazione sessuale completa e i processi psicologici cessano di essere quelli di un

bambino e diventano adulti.

Bisogna ricordare comunque che i problemi che si hanno durante l’adolescenza sono

largamente influenzati dai problemi psichici, affettivi, sociali e somatici dell’infanzia.

2.7– ACCRESCIMENTO E SVILUPPO

L’inizio dello sviluppo puberale comporta modificazioni funzionali e strutturali, alle

quali l’adolescente è tutt’altro che preparato.

L’evento più significativo per le ragazze è il menarca che compare intorno ai 12 anni

che si correla ad un bisogno di privacy.

Analogamente l’inizio della adolescenza corrisponde con il periodo in cui i rapporti

familiari sono molto scarsi e in cui si cerca l’indipendenza dai genitori.

Per quanto riguarda l’aspetto cognitivo, l’adolescenza è caratterizzata dal saper

formulare ipotesi, dal pensare astrattamente, dal gestire molteplici attività

contemporaneamente, ecc.

La scuola e il gruppo dei pari aumentano di importanza e cominciano i rapporti tra le

coppie, questa sincronia con il gruppo può influenzare addirittura il rendimento

scolastico.

Quindi per tutti questi fattori è molto importante rivolgere un’attenzione particolare

all’adolescenza.

2.8– L’ASSISTENZA AGLI ADOLESCENTI 9

L’assistenza sanitaria degli adolescenti è ancora uno degli aspetti meno programmati

nell’area pediatrica, ed è rappresentata dall’educazione del benessere fisico e

psicologico.

Il corpo che i ragazzi espongono o nascondono, non è un oggetto ma l’essenza della

persona stessa, e proprio per questo che la maggior parte dei ragazzi mostra una

notevole preoccupazione riguardo a dei disturbi relativi alla propria immagine

corporea.

L’adolescente quindi potrebbe avere delle problematiche quali non sentirsi accettato,

temere di deludere i genitori, non riuscire ad instaurare rapporti con coetanei, ecc.

È sempre più frequente incontrare il cosiddetto adolescente psicosomatico, cioè che ci

rappresenta dei problemi di salute che a volte sopravvaluta, con conseguente rinuncia

e chiusura in se stessi, oppure sottovaluta, con conseguente rifiuto della terapia.

Gli adolescenti convinti di essere ammalati, spesso raggiungono livelli patologici e

spesso le modificazioni del loro corpo vengono avvertite come deformanti o come un

disagio.

A volte può aggiungersi alle incertezze fisiologiche già presenti, anche l’ansia per la

comparsa di un aspetto fisico ritenuto del sesso opposto come ad esempio la

ginecomastia (aumento delle ghiandole mammarie) nel maschio e l’acne o l’irsutismo

nelle femmine.

Un segno di disagio verso il proprio corpo può essere anche la comparsa di una

patologia del comportamento alimentare che richiedono una grande attenzione.

2.9– GLI ADOLESCENTI SESSUALMENTE ATTIVI

Le MTS rappresentano oggi una grande problematica adolescenziale a causa della

promiscuità sessuale, la diminuzione dell’età del primo rapporto e il non uso del

preservativo.

Nei colloqui con gli adolescenti, le MTS e i contraccettivi, andrebbero affrontati in ogni

incontro, proprio perché gli effetti a lungo termine delle MTS (infertilità gravidanze

extrauterine, malattie croniche, morte) possono essere molto gravi all’inizio della vita

riproduttiva.

Le motivazioni che predominano per spiegare la scarsa contraccezione sono ad

esempio il desiderio di conservare la spontaneità del rapporto, la convinzione che i

guai capitino sempre agli altri, inesperienza o timidezza, rapporti non programmati,

ecc.

– PATOLOGIA NEUROLOGICA E PSICHIATRICA

3

3.1– TAPPE DELLO SVILUPPO PSICOMOTORIO

Le abilità che il bambino sviluppa nel corso della sua crescita sono solo su base

statistica, vanno quindi interpretate con equilibrio e buon senso da soggetto a

soggetto. 10

Qualora si accertasse la presenza di disabilità, è opportuno che questa venga

considerata non come un handicap ma come una diversa abilità, ed è necessario che il

bambino debba essere inviato in consulenza per l’attuazione di un programma

educativo, facendo in modo che anche i genitori lo aiutino.

3.2– VALUTAZIONE PSICOSOCIALE DEL BAMBINO E DELLA FAMIGLIA

Per trattare i problemi del bambino occorre un modello della capacità emotiva e

comportamentale dello stesso ed essere inoltre in grado di analizzare la dinamica della

famiglia per definire il trattamento.

La famiglia incoraggia lo sviluppo di tutti i membri ed è l’area principale dove si

esprimono affetto e rabbia, inoltre le risposte ai cambiamenti e allo stress si

sviluppano all’interno della famiglia, si risolvono i problemi al fine di mantenere

l’integrità della famiglia.

La famiglia stabilisce anche i meccanismi per il controllo del comportamento, aspetto

fondamentale per lo sviluppo emotivo e comportamentale del bambino.

Se i genitori riconoscono le capacità e le competenze del bambino, esso acquisirà un

senso di autostima, al contrario lo sviluppo del bambino serve ai genitori per sentirsi

adeguati.

L’interazione tra genitori e figli deve cambiare di pari passo con la crescita e lo

sviluppo del bambino, infatti i genitori devono fornire al bambino cresciuto maggiori

opportunità di scelta e di risolvere i problemi, quindi di assumersi maggiori

responsabilità.

Quindi la valutazione sia della famiglia che del bambino porta a riconoscere la forza

della famiglia ei suoi successi nella crescita del bambino, ed aiuterà ad individuare

aree di eventuale debolezza e difficoltà.

In un famiglia ad esempio in cui il bambino dimostri problemi comportamentali spesso

possono esserci importanti conflitti irrisolti tra i genitori, fino ad arrivare al punto che

le regole imposte dai genitori diventano inefficaci.

3.3– RITARDO PSICOMOTORIO

Consiste in un’acquisizione lenta delle normali tappe dello sviluppo, può essere

globale (motorio e del linguaggio insieme) o parziale (limitato apprendimento o

motorio o del linguaggio).

Negli errori congeniti del metabolismo il decorso può essere subacuto o cronico e il

ritardo psicomotorio può presentarsi sin dalla nascita o dopo alcuni mesi.

Altre forme possono avere un andamento a plateau che esita nella morte, mentre per

regressione si intende la perdita di abilità acquisite in precedenza ed è sintomo di una

malattia progressiva.

La classificazione del ritardo mentale è basato sul quoziente intellettivo, bambini con

QI di 70-80 vengono definiti borderline e classificati come ritardati.

11

Molto importante è la definizione della causa per definire una eventuale cura del

ritardo mentale, inoltre l’esame fisico (circonferenza della testa nel primo anno di vita)

e lo studio dei parametri di crescita possono aiutare nell’individuazione di tali ritardi.

Un bambino con ritardo mentale va molto più spesso incontro a complicanze mediche

(epilessia, paralisi cerebrale, disturbi del sonno e della nutrizione, ecc.) e questo

comporta ulteriore stress sulla famiglia.

3.4– PATOLOGIE NEUROLOGICHE

L’espressione di un sintomo neurologico può essere determinata da varie cause e

l’infermiere dovrebbe essere in grado di individuare segni e sintomi che potrebbero far

sospettare di una patologia neurologica.

• Il tono muscolare è la capacità del muscolo di resistere allo stiramento e viene

valutato in base alla consistenza della massa muscolare, alla capacità di opporsi

ai movimenti passivi, alla postura e all’attività motoria spontanea.

L’ipertonia (aumento della resistenza alla mobilitazione passiva per iperattività

del secondo motoneurone) e l’ipotonia (ridotta resistenza alla mobilitazione

passiva, il bambino presenta caduta della testa e ritardo dell’acquisizione della

posizione seduta autonoma) sono esempi di disturbi del tono muscolare.

• I disturbi della sensibilità sono caratterizzati da sintomatologia dolorosa, perdita

di sensibilità o disestesie (bruciore, formicolio, ecc.).

• Sordità, ipoacusia e cecità sono danni invece a carico degli organi di senso che

devono essere individuati al più presto e a volte possono essere conseguenze a

patologie presenti alla nascita.

• Il deficit motorio può avere come fattori eziologici una patologia periferica o

centrale.

A seconda dell’interessamento neurologico possiamo avere: emiparesi (arto

paretico con andatura falciante), paraparesi (andatura a forbice e incrociamento

degli arti inferiori), atassia (deambulazione sbandante con caduta dal lato

interessato), tetraparesi e displegia.

• I disordini parossistici sono episodi improvvisi, generalmente transitori, dovuti a

cause extracerebrali (ipocalcemia, ipoglicemia, ecc.) oppure ad alterazioni del

SNC e possono essere suddivisi in convulsioni e crisi emicraniche.

Le convulsioni possono risolversi spontaneamente o in seguito a terapia, si parla

di convulsioni febbrili se la crisi insorge in caso di febbre elevata, si parla di crisi

convulsiva complessa quando c’è una durata di almeno 15 minuti e che si ripete

entro 24 ore. 12

Altri tipi di convulsioni sono ad esempio le crisi fotosensibili (insorgono in

seguito a stimolazioni luminose intermittenti).

Le crisi emicraniche sono caratterizzate da dolore pulsante che peggiora con

l’attività fisica, vomito, nausea, ecc.

• La sincope è una perdita di coscienza transitoria caratterizzata da pallore,

perdita delle forze e caduta, la risoluzione è spontanea.

Le cause possono essere cardiopatie, aritmie o asistolia transitoria.

Nel caso del coma invece c’è la perdita di coscienza prolungata che può essere

causata da trauma, infezioni del SNC, malattie metaboliche, neoplasie,

intossicazione da farmaci, ecc.

• L’ipertensione endocranica è un incremento della pressione all’interno della

scatola cranica per un aumento del liquido cefalo-rachidiano, il quale può essere

dovuto a aumento della sua produzione, diminuzione del suo riassorbimento o

ostacolo alla sua circolazione.

L’idrocefalo è una patologia conseguente a qualsiasi processo che determina un

accumulo di liquido cefalo-rachidiano, infatti nel bambino piccolo con suture

craniche non chiuse avremo un aumento della circonferenza cranica, in altre età

invece determina ipertensione endocranica.

I sintomi di ipertensione endocranica sono cefalea, vomito, strabismo, rigidità

nucale, sopore ed alterazioni dello stato di coscienza fino al coma.

3.5– PATOLOGIE PSICHIATRICHE

• L’autismo si tratta di una sindrome con eziologia sconosciuta nella quale alcuni

bambini presentano un ritardo mentale, altri invece sono dotati di alcune abilità

(precocità nel leggere, ecc.) ma che non indicano maggiori potenzialità

intellettive in quanto frammentarie.

Per quanto riguarda l’interazione sociale il soggetto autistico evita lo sguardo,

non sorride, non crea legami con i genitori o con i coetanei, ecc.

Quanto alla comunicazione, nei primi anni ha un vocabolario limitato con

attenzione scarsa, successivamente ripete domande o frasi sentite in TV, ha

difficoltà a sostenere un discorso, non sa porre domande e si esprime con frasi

sgrammaticate.

Contemporaneamente esprimono rabbia o panico in presenza di persone nuove,

ciondolano e utilizzano oggetti in maniera non funzionale.

• I soggetti affetti invece da Sindrome Asperger, presentano difficoltà

nell’interazione sociale ma non presentano ritardo nello sviluppo del linguaggio,

anche se è presente una grande goffaggine motoria.

• La depressione è caratterizzata da umore triste e disperato, disturbi somatici

ricorrenti, tentativi di suicidio, disturbi dell’attenzione, abuso di droga e alcool,

problemi scolastici, ecc. 13

Il bambino o l’adolescente possono cercare di nascondere il loro malessere,

oppure è talmente evidente che un medico lo riconosce facilmente e il paziente

conferma.

I bambini in cui si nota un improvviso peggioramento scolastico possono avere

una depressione di base che ha interferito con la capacità di concentrazione.

• L’iperattività motoria e il deficit di attenzione (ADHD) è una patologia

abbastanza comune caratterizzata: il bambino si distrae facilmente, non sembra

prestare ascolto, ha difficoltà ad eseguire un compito assegnato, spesso è

sbadato, si muove con irrequietezza, ha difficoltà a rimanere seduto, parla

eccessivamente, è impulsivo, ecc.

• I disturbi d’ansia rappresentano il disturbo più frequente in età evolutiva, anche

in condizioni di tranquillità i soggetti sono dominati dalla paura di eventi

pericolosi o dolorosi.

Gli stati d’ansia si presentano con dispnea, tachicardia, pianto, pavor notturno,

ecc., mentre l’ansia cronica non è tangibile, ma si esprime con manifestazione

di tensione, disorganizzazione motoria, disturbi del sonno, dell’alimentazione,

ecc.

• I disturbi psicosomatici comprendono un insieme di sintomi fisici che

nascondono un disturbo psicologico (somatizzazione).

Le caratteristiche del disturbo psicosomatico sono: interessamento solo di alcuni

organi, ricadute frequenti e resistenti a trattamenti, tendenza ad enfatizzare il

sintomo o a sottovalutarlo, ecc.

Inoltre queste caratteristiche deve essere preso inconsiderazione in presenza di

eczemi o alopecia, disturbi dell’alimentazione, asma, spasmi, insonnia,

sonnambulismo, ecc.

• La psicosi è uno stato caratterizzato da perdita di contatto con la realtà, povere

relazioni interpersonali e disturbi del pensiero, e il comportamento può essere

aggressivo o chiuso.

I bambini più piccoli esprimono psicosi con un totale allontanamento dalla

realtà, mentre gli adolescenti con attacchi di schizofrenia o episodi maniacali.

Le psicosi si dividono in organiche (presenza di una patologia che causa la

psicosi) ed endogene (non esiste alcuna patologia somatica di riferimento).

Fra le psicosi organiche abbiamo quelle causate da condizioni mediche (tumori,

infezioni, ecc.), da traumi o da farmaci.

Comunque l’uso di alcool e farmaci è la causa più comune di psicosi

nell’adolescenza, e molto spesso queste psicosi organiche portano il soggetto al

suicidio.

Fra le psicosi endogene troviamo invece le psicosi affettive (disturbo

dell’affettività in senso depressivo o euforico) e psicosi schizofreniche (con turbe

14

del pensiero e alterazioni della personalità accompagnate da allucinazioni e

deliri).

• I disturbi del comportamento alimentare sono le voglie (grande sensazione di

fame soddisfatta con l’assunzione del cibo desiderato), le crisi di bulimia

(impulso improvviso a mangiare qualsiasi cosa che viene consumato in modo

caotico e frequentemente e non risulta nemmeno gratificante) e il piluccamento

(mangiare poco di qualsiasi cosa, assaggiare, i soggetti sono di solito pigri, non

praticano attività fisica e si sentono soli).

Questi comportamenti se sono saltuari possono essere considerati fisiologici,

sono preoccupanti invece se accompagnati ad una modificazione del peso

corporeo.

L’anoressia mentale è caratterizzata dalla paura di ingrassare, con

comportamenti preoccupanti quali il vomito autoprovocato, abuso di diuretici o

di lassativi, iperattività, rifiuto della sessualità, isolamento, ecc.

Inoltre le anoressiche si sottopongono ad una dieta molto rigida che comprende

l’eliminazione ad esempio di grassi e zuccheri, tagliano il cibo in pezzetti

sempre più piccoli, ecc., inoltre negano di stare male.

La prevenzione si basa sull’attenta osservazione dei soggetti, ma soprattutto su

un eventuale calo ponderale e sulla presenza di amenorrea nelle donne.

La bulimia è caratterizzata da turbe dell’immagine corporea, sovrastima del

peso, depressione, alternanza di eccessi alimentari e digiuni, ecc.

Presenta gli stessi comportamenti dell’anoressia è la terapia è di tipo

psicoterapeutico.

– PRINCIPALI PATOLOGIE D’ORGANO O APPARATO

4

4.1 – PATOLOGIE RESPIRATORIE: CAUSE DI DIFFICOLTA’ NEL NEONATO E NEL LATTANTE,

ANOMALIE CONGENITE

Tali anomalie possono:

• Riguardare le strutture respiratorie (atresia coane nasali, atresia laringea,

tracheomalacia, ecc.)

• Essere disfunzioni indirette, ma che compromettono, per la pressione che

esercitano, la funzione delle vie respiratorie (cisti broncogene, doppio arco

aortico, ecc.)

• Essere patologie del diaframma che comportano una grave limitazione

respiratoria

4.2 – PRINCIPALI SINTOMI RESPIRATORI 15

La tosse è un riflesso fisiologico complesso consistente in un’inspirazione profonda con

occlusione della glottide, seguita da un’espirazione brusca a scosse, destinata ad

espellere dalle vie respiratorie una sostanza che irrita o che ostacola la respirazione.

È principalmente un sintomo delle basse vie respiratorie ma può essere presente nella

sinusite o nella laringite.

Può essere produttiva o non produttiva.

Una tosse non produttiva, insistente, dal timbro aspro e prevalentemente notturna può

essere di natura allergica, mentre una tosse dalle stesse caratteristiche ma diurna è

una tosse nervosa.

Una tosse durante il paso può indicare disturbi della deglutizione, di compressione

tracheale o di malformazioni esofago-tracheale.

Nella pertosse si ha una tosse notturna caratterizzata da una serie di colpi di tosse

secca, senza riprendere fiato, accompagnati da un’inspirazione rapida, forzata e

rumorosa a cui spesso segue un escreato mucoso e vomito.

La tosse viene definita cronica quando perdura da 8 settimane, nel lattante da 3

settimane.

La dispnea è una difficoltà nella respirazione sia soggettiva che obiettivale, nel

bambino, la soggettività può non essere espressa, pertanto ci si deve affidare ai segni

obiettivi (frequenza respiratoria).

La dispnea può essere dovuta ad un aumentato fabbisogno di ossigeno con respiro

frequente e profondo (polipnea ed iperpnea), altre cause possono essere

un’insufficienza dei muscoli respiratori o una riduzione della superficie

alveolare(polmonite), in tal caso si verifica polipnea spesso associata a cianosi.

4.3 – PRINCIPALI PATOLOGIE RESPIRATORIE NEL LATTANTE

• La rinite o rinofaringite è un’infiammazione della mucosa nasale che interessa

spesso anche la faringe e le orecchie.

I sintomi possono essere irritazione nasale, rinorrea, respirazione difficoltosa,

otalgia e febbre, spesso provoca inappetenza e difficoltà nella suzione.

La terapia, se non c’è febbre, si basa sulla detersione nasale con fisiologica.

• Lo stridore laringeo congenito è un insieme di alterazioni congenite della laringe

tra le quali spicca la laringomalacia, cioè l’eccessiva flaccidità della porzione

sopraglottica del laringe che collassa nell’inspirazione.

Provoca rumore e difficoltà respiratorie, i sintomi si aggravano durante il pianto

e cessano durante il sonno.

• La laringite è l’infiammazione della laringe e può presentarsi con sintomi di

restringimento.

La terapia dipende dalla gravità del quadro clinico, si va dalla semplice

umidificazione ambientale sino all’intubazione nei casi gravi.

16

La sindrome di Croup comprende ogni affezione laringea acuta stenosante e può

essere infettiva, allergica, da corpo estraneo, edemi, ipertrofia tonsillare, ecc.

Si hanno difficoltà respiratorie a esordio improvviso, spesso notturno

caratterizzato da tosse abbaiante, stridore inspiratorio e dispnea.

La laringite acuta invece può provocare ostruzioni di vario grado ed è causata

soprattutto dai virus influenzali.

Questo tipo di patologia è autolimitantesi, ovvero guarisce da sola.

• La bronchiolite è la patologia più importante che colpisce i lattanti, è

un’infezione acuta dei bronchioli ad eziologia virale che determina edema,

formazione di muco e danno a carico dell’epitelio bronchiale.

I sintomi sono tosse, rinorrea, febbre, inappetenza, polipnea, tachicardia,

cianosi, pallore, ecc.

Sono frequenti anche compromissione circolatoria e convulsioni, che

necessitano di ospedalizzazione.

La terapia si basa sull’ossigenoterapia e la reidratazione per via parenterale,

broncodilatatori, cortisonici e a volte antibiotici.

4.4 – PRINCIPALI PATOLOGIE RESPIRATORIE NEL BAMBINO

• La dispnea inspiratoria può essere causata da laringiti, corpo estraneo laringeo

o tracheale e laringospasmo (stenosi laringea di breve durata a causa virale o

batterica).

I sintomi sono tosse, stridore, dispnea, irrequietezza, tachicardia, ecc.

La terapia si basa sull’umidificazione dell’ambiente o sull’ospedalizzazione se

persiste.

L’epiglottite è una patologia rara che può essere di ostacolo alla respirazione.

Si presenta con andamento fulminante, febbre dispnea, difficoltà alla

deglutizione, scialorrea, mal di gola, afonia, disfagia, cianosi, ecc.

L’evoluzione può essere grave con necessità di ricorrere alla tracheotomia.

• La dispnea espiratoria invece è la conseguenza della variabile combinazione di

tre elementi: il broncospasmo, l’edema della mucosa e l’ipersecrezione

bronchiale.

Comporta un prolungamento della fase espiratoria che supera in durata quella

inspiratoria e durante l’espirazione si percepiscono fischi e sibili.

Le malattie che possono determinare dispnea espiratoria sono principalmente la

bronchiolite e l’asma.

L’asma è un’iperattività bronchiale a vari stimoli (antigenici) che determina

broncostruzione reversibile delle vie aeree e può essere di natura allergica o

non allergica.

Nell’asma allergica c’è una predisposizione genetica a produrre un’eccessiva

quantità di IgE dirette contro determinanti antigenici espressi dai più comuni

allergeni (acari, muffe, pollini, ecc.).

I sintomi sono edema della mucosa, iperproduzione di muco, tosse, dispnea,

sibili, cianosi, ecc.

L’asma non allergica è causata da infezioni respiratorie, inquinamento

ambientale, fumo passivo, reflusso gastroesofageo, ecc.

• Le polmoniti infettive sono infezioni con formazione di essudato e vengono

divise o in base all’agente eziologico (virus, batteri, funghi) o in base alla

localizzazione anatomica (polmonite alveolare, interstiziale, da aspirazione).

17

La polmonite alveolare è caratterizzata dalla presenza di essudato (con ricca

componente di neutrofili e granulociti) con frequente interessamento bronchiale

ad eziologia batterica.

La polmonite interstiziale è dovuta all’interessamento dell’interstizio polmonare,

ha eziologia prevalentemente virale o batterica.

Il quadro clinico presenta rinite, faringite, malessere, tosse secca, febbre,

tachipnea, cianosi, ecc.

La polmonite da aspirazione è causata da alterazioni anatomiche (fistole,

reflusso, ecc.) oppure da alterazioni dello stato di coscienza (convulsioni,

anestesia, coma), tali condizioni favoriscono l’infezione da parte di batteri

provenienti dal cavo orale.

• La sindrome da morte improvvisa del lattante (SIDS) consiste nella morte

improvvisa generalmente notturna, di cui non è possibile dimostrare una causa

neanche con l’autopsia.

I fattori di rischio sono i nati pretermine, figli di tossicodipendenti, fratello

deceduto per SIDS, età fra i 3 e i 6 mesi, ecc.

• L’apnea è una condizione quasi sempre notturna che raggruppa una serie di

affezioni caratterizzate dall’associazione di ipersonnia e insufficienza

respiratoria.

Il più caratteristico esempio è la sindrome di Ondine nella quale la respirazione

durante il sonno va incontro ad una marcata depressione fino all’apnea, con

possibile perdita di coscienza e talora convulsioni.

Questa patologia è causata da un difetto centrale della respirazione.

L’apnea del sonno può essere conseguenza di una grave ipertrofia adenoidea in

cui la respirazione nasale è ostruita e il bambino è costretto a respirare con la

bocca, russando.

Caratteristica è la facies adenoide (labbro superiore innalzato e rilassamento del

labbro inferiore).

Molto frequente è la sindrome da apnea del sonno con periodi di apnea per più

di 10 secondi e che si ripetono fino a 30 volte in una notte.

4.5 – PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI: FREQUENZA CARDIACA NEL BAMBINO E

NELL’ADOLESCENTE

Il neonato ed il bambino presentano valori di FC differenti, nel neonato è molto più

elevata ed è facilmente soggetta a modificazioni (durante il sonno o il pianto).

Tachicardie o bradicardie possono essere sintomo di cardiopatie congenite.

4.6 – VALUTAZIONE CLINICA

Le seguenti condizioni possono essere spia di patologie cardiache:

• Nel lattante, alimentazione difficoltosa con frequenti interruzioni, sudorazione e

pallore che possono evolvere verso una sincope

• Un ritmo di crescita ridotto si può notare nei portatori di un sovraccarico del

piccolo circolo, mentre un brusco aumento di peso può far sospettare uno

scompenso cardiaco

• Attività fisica ridotta oppure interrotta per riposarsi e recuperare fiato

• Frequenti infezioni broncopolmonari, indice di sovraccarico del piccolo circolo

18

Importante è il monitoraggio della frequenza respiratoria e cardiaca e riconoscere

dispnea, cianosi, ecc.

4.7 – CARDIOPATIE CONGENITE

Si distinguono forme con shunt (destro-sinistro o sinistro-destro) e senza shunt.

Le principali cardiopatie congenite sono:

• Difetto interventricolare (DIV) con shunt sinistro-destro non cianogena

• Difetto interatriale (DIA) con shunt sinistro-destro non cianogena

• Pervietà del dotto di Botallo (PDA) con shunt sinistro-destro non cianogena

• Tetralogia di Fallot: stenosi polmonare, ipertrofia del ventricolo destro, aorta a

cavaliere, DIV, con shunt destro-sinistro cianogena

• Trasposizione dei grossi vasi: aorta che nasce dal ventricolo destro e arteria

polmonare che origina dal ventricolo sinistro, shunt destro-sinistro cianogena

• Stenosi aortica, senza shunt

• Coartazione aortica, senza shunt

• Stenosi polmonare, senza shunt

La terapia di questi difetti è prevalentemente chirurgica da effettuare tra i 6 mesi e i 2

anni.

4.8 – LO SCOMPENSO CARDIACO

È una sindrome caratterizzata da insufficienza contrattile del cuore che comporta una

ridotta perfusione dei tessuti periferici e un ostacolo al ritorno venoso con ristagno di

liquidi ed epatomegalia.

La sintomatologia comprende tachicardia, tachipnea, ipotermia periferica, ipotensione

e cianosi periferica.

Lo scompenso può essere causato da diverse condizioni:

• Sovraccarico di volume (precarico) come conseguenza di uno shunt o

un’insufficienza valvolare

• Aumento delle resistenze (postcarico) come conseguenza di una stenosi

valvolare, ipertensione arteriosa o coartazione aortica

• Riduzione della contrattilità del miocardio

La terapia si basa su ossigenoterapia, riduzione della ritenzione idrica con diuretici,

riduzione del lavoro cardiaco con vasodilatatori, aumento della forza di contrazione

con farmaci inotropi, ecc.

4.9 – SHOCK

Sindrome acuta caratterizzata da inadeguata perfusione dei tessuti e degli organi, che

consiste in una insufficienza circolatoria grave con ipossia tissutale e acidosi.

Esistono vari tipi di shock: ipovolemico (grave riduzione della volemia), cardiogeno

(scompenso, infarto, aritmie), vasomotorio (alterazioni della circolazione), ostruttivo

(ostruzione al ritorno venoso). 19

4.10 – SINCOPE

Perdita di coscienza acuta che ha come causa una ipoperfusione cerebrale, le cause di

sincope possono essere riflessi vagali, aritmie, cardiopatie congenite o infarto.

I sintomi sono sudorazione, improvvisa perdita di coscienza con incapacità a

mantenere il tono muscolare, con conseguente caduta a terra.

4.11 – ARITMIE

Vengono classificate a seconda della frequenza cardiaca in tre gruppi: ipercinetiche,

ipocinetiche e disturbi della conduzione.

Le ipercinetiche sono soprattutto le tachicardie ventricolari e può esservi una relazione

con la sincope.

Le ipocinetiche rappresentano una disfunzione del nodo seno-atriale, spesso

secondarie alla presenza di una cardiopatia.

Le extrasistole quasi sempre non necessitano di terapia, raramente sono secondarie

ad una cardiopatia o a ipertiroidismo e consistono in un battito anticipato seguito da

una pausa più lunga.

I disturbi della conduzione sono caratterizzati da un blocco atrioventricolare, questo

può essere congenito o secondario ad interventi o infiammazioni.

I sintomi più frequenti nei disturbi del ritmo sono cardiopalmo, presincope e sincope.

4.12 – PRINCIPALI PATOLOGIE CARDIACHE DEL BAMBINO

• L’endocardite è un’infezione dell’endocardio e/o dei grossi vasi.

i batteri aderiscono alla lesione endoteliale e formano una vegetazione che

tende ad invadere i tessuti adiacenti.

Le stesse vegetazioni possono staccarsi formando un embolo.

I sintomi sono febbre, splenomegalia, soffio cardiaco, manifestazioni cutanee,

ecc., mentre la terapia si basa su antibiotici per endovena.

• La miocardite acuta è un processo infiammatorio del miocardio causata spesso

da virus.

I sintomi sono tachicardia, tachipnea, dispnea, febbre, cianosi, pallore, polso

debole, ipotensione, ecc.

Nelle forme acute è possibile la morte improvvisa per aritmia maligna o per

scompenso cardiaco.

• La pericardite è un’infiammazione che colpisce il pericardio e che forma una

versamento tra i due foglietti pericardici.

Può essere causata da virus, batteri, neoplasie, radioterapia, tubercolosi, ecc.

Il segno caratteristico è lo sfregamento pericardico (rumore simile allo

sfregamento della carta-vetro), con febbre e dolore.

• Il tamponamento cardiaco è una complicanza del versamento pericardico,

quando questo è importante per quantità, che determina un aumento della

pressione sul cuore con conseguente difficolta di quest’ultimo a riempirsi, con

aumento delle pressioni del circolo venoso.

20

I sintomi sono tachipnea, tachicardia, ipotensione, estremità fredde,

epatomegalia, edema, ecc.

La terapia è la pericardiocentesi per decomprimere la cavità pericardica.

4.13 – CARDIOPATIE ACQUISITE

Sono rappresentate dalle valvulopatie causate generalmente da una pregressa

endocardite reumatica.

• L’insufficienza mitralica è caratterizzata da una fibrosi e un accorciamento dei

lembi della valvola mitrale, per cui si avrà un rigurgito di sangue in atrio sinistro

e quindi un sovraccarico di volume.

I sintomi sono affaticabilità, dispnea e palpitazioni e la terapia è antibiotica nei

casi meno gravi, chirurgica nei casi estremi.

• L’insufficienza aortica è uguale all’insufficienza mitralica, solo che colpisce la

valvola aortica e provoca rigurgito di sangue nel ventricolo sinistro.

• Il prolasso della valvola mitralica può essere conseguenza di alcune malattie e

può essere associato ad aritmie, rottura delle corde tendinee ed endocarditi,

fino ad arrivare allo scompenso cardiaco.

4.14 – PATOLOGIE GASTROINTESTINALI, IL VOMITO

Il vomito è una violenta espulsione di sostanza dallo stomaco attraverso la bocca.

Se il vomito persiste possono essere persi molti liquidi ed è necessario valutare lo

stato di disidratazione.

Le comuni cause di vomito possono essere infettive, gastrointestinali, endocrine,

tossiche, psicosociali, a carico del SNC, ecc.

Il vomito dopo un pasto è sintomo di un’infezione, mentre il vomito ricorrente che si

manifesta 1-4 ore dopo il pasto è compatibile con una lesione gastro-duodenale.

Anche la cefalea può portare il vomito, mentre il vomito al mattino è generalmente

osservato nell’ipertensione endocranica.

La presenza di sangue o bile può essere in relazione con un’ostruzione, vomito con

stipsi e dolore addominale si presenta in caso di ostruzione intestinale, mentre il

vomito psicogeno è in relazione allo stress o alla paura.

4.15 – STENOSI IPERTROFICA DEL PILORO

È un eccessivo sviluppo della muscolatura pilorica che riduce il calibro tra stomaco e

duodeno, il vomito che compare 2-3 ore dopo il pasto, si definisce “a getto” e può

superare la quantità dell’ultimo pasto ingerito.

Se perdura nel tempo può comparire disidratazione, la conferma diagnostica è fornita

dall’ecografia e la terapia è chirurgica.

4.16 – REFLUSSO GASTROESOFAGEO (RGE)

È una risalita involontaria di contenuto gastrico nell’esofago, ed è sintomo di una non

perfetta continenza dello sfintere esofageo inferiore (cardias).

21

Il RGE può rappresentare un evento fisiologico, oppure è espressione di una patologia.

Il RGE semplice o funzionale è una condizione tipica del neonato, mentre si parla di

malattia da RGE (MRGE) quando i sintomi interferiscono con lo stato di salute del

bambino.

I sintomi caratteristici sono rifiuto ad alimentarsi, irritabilità, raucedine, singhiozzo,

rigurgito, dolore retrosternale, melena, ecc.

La diagnosi si basa sull’ecografia dell’esofago e sulla PH metria delle 24 ore.

La RGE è curabile con terapia posturale e aumento nella frequenza dei pasti, la MRGE

si tratta con terapia farmacologica.

4.17 – STIPSI

La stipsi cronica si basa su una ridotta frequenza evacuativa (< di due volte a

settimana), defecazione dolorosa, ingombro rettale, perdita involontaria di feci, ecc.

Viene diagnosticata con l’anamnesi e l’esame obiettivo.

4.18 – MALATTIA DI HIRSCHSPRUNG O MEGACOLON CONGENITO AGANGLIARE

È caratterizzata dall’assenza delle cellule gangliari dei plessi intramurali e il tratto

agangliare è stenotico.

Tale stenosi è responsabile del colon dilatato a monte, di solito interessa il retto e il

sigma, ma può interessare tutto il colon.

La diagnosi si effettua tramite biopsia rettale e il trattamento è chirurgico.

4.19 – DIARREA

La diarrea può essere acuta, protratta o cronica.

La diarrea acuta è l’emissione con frequenza elevata di feci liquide (per meno di 2

settimane).

In alcuni casi è causata da intolleranze alimentari, infezioni o infiammazioni.

Fanno parte della diarrea acuta, la diarrea osmotica (riduzione della superficie

assorbente, con conseguente richiamo d’acqua e aumento del volume fecale) e la

diarrea secretiva (riduzione del riassorbimento di sodio e cloro e di conseguenza di

acqua, con aumento della secrezione di fluidi).

La diarrea protratta complica il 5% delle diarree acute infettive, mentre la diarrea

cronica si manifesta con almeno 3 scariche al giorno e con la diminuzione della

consistenza fecale di durata superiore a 14 giorni.

Cause frequenti possono essere intolleranze alimentari o celiachia.

4.20 – MALATTIE INFIAMMATORIE CRONICHE (MIC)

22

Questo termine descrive generalmente due patologie, la rettocolite ulcerosa e il morbo

di Crohn.

• Il morbo di Crohn è caratterizzato da un processo infiammatorio che interessa la

parete intestinale a tutto spessore e può presentarsi in qualsiasi tratto

dell’apparato digerente.

Il quadro clinico dipende dalla localizzazione, ma la triade di sintomi sempre

presente sono diarrea, dolori addominali e calo ponderale, mentre nel bambino

è presente anche il ritardo della crescita.

Spesso l’esordio è presentato da casi di febbre, anoressia e artrite.

• La rettocolite ulcerosa è un’infiammazione limitata alla mucosa e alla

sottomucosa del colon a partenza dal retto.

Quasi sempre è presente diarrea con muco e sangue, dolori addominali, artrite,

manifestazioni cutanee, ecc.

4.21 – PATOLOGIE RENALI E DELLE VIE URINARIE, MALFORMAZIONI RENALI

Il rene policistico è caratterizzato da alterazioni renali bilaterali (aumento di volume

renale e disseminazione di piccole cisti) ed epatiche (dilatazione dei dotti biliari e

fibrosi epatica) causate dalla trasmissione AR (gene localizzato sul cromosoma 6).

Può portare ad insufficienza renale o epatica ed è causa di ipertensione arteriosa.

Nel rene multicistico invece si ha un’affezione unilaterale caratterizzata da un insieme

di cisti e assenza dell’uretere.

4.22 – MALFORMAZIONI DELLE VIE URINARIE

Le malformazioni congenite sono molto più frequenti di quelle acquisite e nella

maggior parte dei casi c’è una stasi come conseguenza ad un’ostruzione che

comporta una dilatazione delle vie urinarie e monte del tratto stenotico.

• Le alterazioni sopravescicali possono essere mono o bilaterali e possono essere

malformazioni congenite o calcoli.

L’ureterocele è una dilatazione a forma di sacco dell’uretere, mentre il

megauretere è una dilatazione totale dell’uretere.

La sintomatologia è rappresentata da dolori lombari e insufficienza renale e

persiste finchè non viene rimosso l’ostacolo al deflusso urinario.

• Le alterazioni delle vie urinarie inferiori comprendono tutte quelle alterazioni

anatomiche o neurologiche che comportano un difettoso svuotamento della

vescica e le forme più frequenti sono il reflusso vescico-ureterale, la vescica

neurologica le valvole dell’uretra posteriore.

Il reflusso vescico-ureterale è una condizione in cui l’urina risale nell’uretere fino

al rene (quindi vengono a mancare i meccanismi antireflusso).

23

Si distinguono reflussi primitivi (causati da anomalie dell’uretere o da alterazioni

neurologiche) e reflussi secondari (ad un processo infettivo o ad una stenosi

uretrale).

La vescica neurologica comprende quelle alterazioni della funzionalità vescicale

conseguenti a lesioni del SNC e possono essere causate da malformazioni

congenite della colonna vertebrale o del midollo, oppure da traumi.

Può manifestarsi con ritenzione o incontinenza spesso associati a reflusso, ma la

ritenzione è molto più grave perché si possono instaurare lesioni a carico del

rene, quindi in questi casi è necessario effettuare un cateterismo intermittente.

Le valvole dell’uretra posteriore rappresentano la causa più comune di stenosi

delle vie urinarie inferiori, queste valvole sono delle pliche mucose che

determinano un grave ostacolo al deflusso urinario.

La sintomatologia si associa spesso ad infezioni e la diagnosi viene confermata

dalla cistografia.

4.23 – INFEZIONI DELLE VIE URINRIE (IVU)

Si parla di infezione quando la conta delle colonie batteriche all’esame colturale

supera 100.000/ml.

Quando l’infezione si ripresenta a breve distanza dal trattamento si distinguono:

recidive (se è presente lo stesso germe) e reinfezione (con germe diverso).

L’infezione è persistente quando il germe si evidenzia anche durante il trattamento.

La sintomatologia comprende perdita di peso, sintomi gastrointestinali, febbre, pallore,

malessere generale, disuria, nicturia, pollachiuria, incontinenza, dolore, ecc.

La diagnosi si effettua con l’urinocoltura e antibiogramma, ecografia, cistografia e

scintigrafia, mentre la terapia è antibiotica.

4.24 – SINTOMI E SEGNI GENERALI DI INTERESSAMENTO RENALE

• L’edema è il segno tipico della malattia renale, si manifesta come un particolare

gonfiore soprattutto al volto e agli arti inferiori, dove si può mettere in evidenza

con la pressione del dito, una depressione che persiste per qualche secondo

(fovea).

L’edema è dovuto alla ritenzione idrica che è causata dalla ridotta filtrazione

dell’acqua attraverso il glomerulo e il maggior riassorbimento attraverso il

tubulo, e dal passaggio d’acqua dal distretto vascolare ai tessuti (per una

riduzione delle proteine del siero).

• L’astenia (o facile stancabilità) è spesso associata ad inappetenza

• Il pallore è spesso associato ad anemia (per la ridotta produzione di

eritropoietina e quindi una riduzione dell’emoglobina), ed è dovuto alla

presenza di liquidi dei tessuti

• L’ipertensione è uno dei segni che possono accompagnare le malattie renali e

può essere causata da malattie renali, nefrovascolari, vascolari, endocrine o

neoplastiche.

• La poliuria è la produzione di una quantità di urine superiore alla norma che può

essere accompagnata o no da un aumento della frequenza della minzione.

24

• La pollachiuria è l’aumento della frequenza della minzione (anche 20 volte al

giorno) e di solito è causata da infezioni delle vie urinarie

• L’ematuria è la presenza di sangue nelle urine e può dividersi in microematuria

(presenza di sangue visibile solo tramite microscopio) o macroematuria

(presenza di sangue visibile ad occhio nudo).

• La proteinuria è l’escrezione urinaria di proteine (>150 mg/24 ore) che può

essere determinata da condizioni patologiche (glomerulopatie) oppure da

condizioni diverse (febbre, esercizio fisico, postura eretta per lunghi periodi,

ecc.).

La proteinuria può essere transitoria o persistente, quest’ultima è spesso

sintomo di una malattia renale, accompagnata da edema, ematuria,

ipertensione, ecc.

4.25 – AFFEZIONI RENALI CON EDEMI

Le nefropatie edemigene sono malattie glomerulari e vengono divise in glomerulopatie

primitive e secondarie a malattie sistemiche.

• La sindrome nefritica è caratterizzata da edema lieve, ematuria e proteinuria e

si osserva nella glomerulonefrite acuta e in quelle secondarie a malattie

sistemiche (lupus eritematoso sistemico e la porpora).

Tra le sindromi nefritiche più importanti in età pediatrica esiste la

glomerulonefrite acuta post streptococcica (insorge dopo un’infezione alle alte

vie aeree causate da streptococco B).

I sintomi sono pallore, astenia, anoressia, febbre, edemi, macroematuria,

proteinuria e riduzione delle urine, ecc.

La terapia si basa sul riposo, sulla somministrazione di antibiotici e su una dieta

iposodica.

• La sindrome nefrosica è caratterizzata edema diffuso, proteinuria,

ipoalbuminemia e iperlipidemia.

Con l’inizio della malattia il peso aumenta di molto e gli edemi sono sparsi sul

volto, sul collo, agli arti inferiori, scroto e grandi labbra e può esserci

versamento pleurico o peritoneale.

La diuresi si riduce spesso in modo estremo.

4.26 – PORPORA DI SCHONLEIN-HENOCH (PORPORA ANAFILATTOIDE, PORPORA

REUMATOIDE)

Rappresenta una malattia acuta che esordisce con febbre, eruzioni cutanee, dolori

addominali, artrite, ematuria e proteinuria.

È causata da una lesione vasculitica immunomediata di vari vasi che interessa la cute,

l’addome, le articolazioni e i reni.

L’interessamento renale è evidenziato dall’ematuria isolata o con proteinuria, nella

maggior parte dei pazienti ha un andamento transitorio, ma può essere responsabile

di una sindrome nefritica con insufficienza renale o di una sindrome nefrosica.

4.27 – INSUFFICIENZA RENALE 25

In età pediatrica è causata soprattutto a malformazioni urinarie ostruttive,

disidratazione, infezioni gravi, glomerulopatie acute, ecc.

• L’insufficienza renale acuta (IRA) è caratterizzata da anuria o oliguria o

riduzione del filtrato glomerulare (normale nei 3 mesi precedenti), aumento

della creatininemia giornaliera, ecc.

La terapia cercherà di trattare le conseguenze ed in particolare la ritenzione

idrica, iperpotassemia, ipertensione, ipocalcemia, acidosi, anemia, ecc.

• L’insufficienza renale cronica (IRC) è la riduzione del filtrato glomerulare da oltre

3 mesi, la sintomatologia comprende anoressia, polidipsia, poliuria, anemia,

ipertensione, ecc. e si accompagna a lieve riduzione della crescita.

La terapia è prettamente dietetica, in seguito può essere necessaria la dialisi o il

trapianto renale.

– MALATTIE CRONICHE (IDDM, ACG, CELIACHIA, FIBROSI CISTICA,

5 RAA)

5.1– MALATTIE CRONICHE

Con questo termine si intende una malattia o un handicap che richiede almeno 6 mesi

di cure mediche oppure una continuità di cure per almeno 12 mesi dal momento che la

diagnosi può essere confermata nel tempo.

Una malattia cronica richiede terapie spesso quotidiane, dietoterapia, esercizio fisico,

controlli periodici e influenza la vita relazionale.

La malattia cronica può interferire nella formazione dell’immagine del bambino se

percepisce il proprio corpo come ammalato e può sviluppare una tendenza alla

depressione e all’isolamento.

5.2– INTERFERENZA DELLA MALATTIA CRONICA

Favoriscono la vita affettiva e l’inserimento sociale una famiglia equilibrata con un

buon livello di comunicazione intra-familiare, una buona comunicazione con il team di

cura, una partecipazione attiva alla vita di gruppo dei coetanei e la disponibilità di un

supporto psicosociale, mentre interferiscono con la vita affettiva e l’inserimento

sociale la mancanza delle indicazioni sovraesposte e le malattie che causano

alterazioni morfologiche.

La malattia cronica a causa delle implicazioni economiche, sociali ed emotive, influisce

su tutta la famiglia, in particolare in questi casi i genitori sono iperprotettivi, col rischio

di avere un effetto negativo sullo sviluppo psicosociale del bambino.

5.3– LA GESTIONE DEL PAZIENTE CON MALATTIA CRONICA

La differenza tra malattia cronica e acuta è che nel primo caso si può guarire e la

scoperta della malattia cronica può portare uno shock iniziale che verrà superato ma

che sconvolgerà la vita familiare.

Il rifiuto della malattia e delle cure da parte del paziente soprattutto adolescente, può

essere causa di un peggioramento della malattia.

26

5.4– DIABETE INSULINO DIPENDENTE, CLASSIFICAZIONE DEL DIABETE MELLITO

Esistono varie forme di diabete mellito e le più frequenti sono:

• Diabete insulino dipendente o di tipo 1 (IDDM)

• Diabete non insulino dipendente (NIDDM) o di tipo 2

• Diabete correlato a malnutrizione (MRDM)

• Diabete associato a malattie pancreatiche

• Anomalie dell’insulina, sindromi genetiche

• Ridotta tolleranza glucidica (IGT)

• Diabete mellito gestazionale

5.5– DIABETE MELLITO INSULINO DIPENDENTE (IDDM)

È un disturbo metabolico caratterizzato da iperglicemia cronica dovuta a difettosa

secrezione di insulina.

L’eziologia comprende la predisposizione genetica a sviluppare un processo

autoimmune contro le cellule beta del pancreas, ne deriva una lenta distruzione delle

cellule beta fino alla comparsa del diabete.

Dopo un pasto i carboidrati complessi vengono trasformati in carboidrati semplice e

assorbiti nell’intestino, quindi il glucosio entra in circolo e stimola la produzione di

insulina, ne consegue che la mancanza di insulina determina una mancata

utilizzazione del glucosio che rimane in circolo, mentre i tessuti in assenza di zuccheri

usano lipidi come riserve energetiche con conseguente iperglicemia e chetoacidosi.

5.6– CHETOACIDOSI

Identifica una condizione caratterizzata da diminuzione del PH ematico (acidosi)

dovuta all’accumulo di prodotti di degradazione dei lipidi (chetoni).

Si riconosce la chetoacidosi diabetica lieve (poliuria, polidipsia, perdita di peso,

astenia, glicosuria, acidosi, ecc., che richiede una lieve terapia insulinica e la

somministrazione di liquidi per bocca) e la chetoacidosi diabetica grave (oltre ai

sintomi sopracitati compare disidratazione, vomito, polipnea, dolori addominali,

sopore, fino addirittura al coma).

La terapia si basa sulla correzione della disidratazione e sulla somministrazione di

insulina che interrompe la produzione di corpi chetonici.

5.7– GESTIONE DEL DIABETE A LUNGO TERMINE

Lo scopo della gestione del diabete è ottimizzare il controllo metabolico per ridurre le

complicanze vascolari e permette un normale accrescimento dello sviluppo del

soggetto.

I cardini della terapia diabetica sono l’insulina, la nutrizione e l’attività fisica.

La terapia insulinica usa insulina simile a quella umana (ultrarapida, rapida,

intermedia, lenta, ecc.) con iniezioni sottocute (2-4 iniezioni al giorno).

L’uso dell’insulina diminuisce il rischio di retinopatie, nefropatie e neuropatie.

27

La terapia nutrizionale si basa sull’utilizzo di carboidrati complessi e fibre (>50%),

lipidi e proteine, mentre gli zuccheri non dovrebbero superare il 10% dell’apporto di

carboidrati.

Una regolare attività fisica riduce il fabbisogno insulinico, riduce la glicemia, migliora

la stabilità cardiovascolare, aumenta il senso di benessere e la qualità della vita, ecc.

Il monitoraggio del controllo metabolico comprende la valutazione della glicemia,

valutazione di glicosuria e chetonuria e valutazione dell’emoglobina glicosilata (forma

di emoglobina che si forma al contatto prolungato con glucosio plasmatico).

5.8– MALATTIA CELIACA

È un enteropatia autoimmune che si sviluppa in individui predisposti ed è legata ad

un’inappropriata attivazione della risposta immune T-cellulare nei confronti del glutine.

5.9– ASPETTI CLINICI

La celiachia si può presentare in maniera lieve (dolori addominali ,meteorismo,

dispepsia, ecc.) o in maniera più grave (malassorbimento, arresto della crescita,

diarrea cronica, distensione addominale, ecc.).

Le forme conclamate della malattia si associano alla presenza di una mucosa

intestinale atrofica.

Esistono inoltre alcune forme di celiachia che si associano a condizioni morbose della

cute, come ad esempio la dermatite herpetiforme di Durhing caratterizzata da lesioni

cutanee pruriginose e papule.

5.10 – DIAGNOSI

La presenza in circolo di anticorpi viene utilizzata di solito per la diagnosi di celiachia,

tali anticorpi sono anticorpi diretti contro la gliadina (AGA), anticorpi antiendomisio

(EMA) e anticorpi antitransglutaminasi (TGA).

5.11 – TERAPIA

Una volta posta la diagnosi di celiachia è necessario che il paziente segua una dieta

assolutamente senza glutine, escludendo frumento, orzo, segala, farro, avena, ecc.

Il SSN partecipa alla spesa degli alimenti senza glutine (riconoscibili dal simbolo di una

spiga barrata) previo certificato di diagnosi.

5.12 – ARTRITE CRONIA GIOVANILE (ACG)

Questo termine comprende tutte le artriti croniche di causa sconosciuta, caratterizzata

da un interessamento distruttivo delle articolazioni.

L’artrite viene definita come tumefazione da versamento intrarticolare o presenza di

limitazione funzionale associata a dolorabilità (l’artralgia, ovvero il solo dolore, non è

sufficiente per poter sospettare un’artrite cronica).

28

Sulla base delle manifestazioni cliniche si può dividere l’artrite in una forma sistemica

(artralgie, febbre alta, rush, epatosplenomegalia, linfoadenomegalia, versamento

pericardico, ecc.), una forma pauciarticolare (colpisce da 2 a 5 articolazioni, se ne

colpisce una sola si chiama monoarticolare) ed una forma poliarticolare (sono

interessate 5 o più articolazioni).

L’evoluzione di tutte le forme è caratterizzata da riaccensioni e remissioni, i casi più

gravi possono portare un andamento progressivo che porta ad importanti handicap

funzionali.

La terapia si basa sulla fisioterapia e sulla terapia occupazionale, sulla terapia

farmacologica e in casi gravi si ricorre alla chirurgia ortopedica.

5.13 – FIBROSI CISTICA

È una malattia genetica autosomica recessiva, causata da una mutazione del gene CF

che codifica una proteina chiamata CFTR.

La diagnosi si basa sui caratteri ereditari, BPCO, insufficienza pancreatica e test del

sudore positivo (presenza di cloro nel sudore > 60 mEq/l).

Per poter diagnosticare la fibrosi cistica deve sussistere una delle caratteristiche

seguenti:

• Malattia polmonare cronica caratterizzata da persistenti infezioni di patogeni,

tosse cronica e produttiva, anomalie nelle RX del torace, ostruzione delle vie

aeree, polipi nasali, ippocratismo digitale, ecc.

• Anomalie gastroenteriche o nutrizionali come ostruzione intestinale ,prolasso

rettale, insufficienza pancreatica, pancreatite, cirrosi epatica, edemi, ecc.

• Sindromi da perdita di Sali come la deplezione salina acuta, alcalosi metabolica,

ecc.

5.14 – BRONCOPNEUMOPATIA CRONICA OSTRUTTIVA (BPCO)

Compare in tutti i pazienti affetti da fibrosi cistica e rappresenta un’alterazione del

parenchima e delle strutture delle vie aeree, dovuta all’intasamento dei bronchioli da

parte del muco denso e all’infezioni croniche.

La terapia farmacologica si basa su mucolitici, broncodilatatori, cortisonici e antibiotici.

5.15 – INSUFFICIENZA PANCREATICA

Si determina per l’ostruzione dei dotti da parte di secrezioni dense che ha come

conseguenze da un lato il ristagno di enzimi pancreatici, con autodigestione del

tessuto pancreatico, e dall’altro una ridotta secrezione degli enzimi con conseguente

mal digestione e malnutrizione.

La terapia si basa sulla somministrazione degli enzimi mancanti (lipasi, proteasi,

amilasi) e di vitamine.

5.16 – REUMATISMO ARTICOLARE ACUTO (RAA)

29

Malattia infiammatoria acuta che fa seguito ad una faringite streptococcica e che

colpisce le articolazioni, ma può interessare anche cuore, cute ed encefalo.

I sintomi sono febbre, malessere, pallore, poliartrite migrante (scompare da

un’articolazione e compare ad un’altra), cardite, noduli sottocutanei, eritemi, corea

(movimenti involontari, rapidi e continui degli arti superiori e del tronco), ecc.

La diagnosi si effettua con i criteri di Jones ed è necessaria la presenza di due criteri

maggiori o di un criterio maggiore e di due minori:

• Criteri maggiori: poliartrite, cardite, eritema, noduli sottocutanei, corea

• Criteri minori: infezione da streptococco, artralgie, febbre, VES elevata,

alterazione ECG

La terapia rimuove l’infezione mediante antibiotici e blocca il processo infiammatorio

mediante FANS e cortisone.

La profilassi delle recidive consiste nella somministrazione di penicillina ogni 28 giorni

per 5-10 anni.

– PRINCIPALI PATOLOGIE ENDOCRINOLOGICHE ED

6 EMATO-ONCOLOGICHE

6.1– PATOLOGIE ENDOCRINE, DISFUNZIONE IPOFISARIA

L’adenoipofisi secerne vari ormoni (GH, TSH, ACTH, PRL, LH e PSH) che regolano la

crescita e la funzione delle ghiandole bersaglio, come tiroide, surrene e gonadi.

L’ADH invece è secreto a livello ipotalamico e trasportato nella neuroipofisi.

Una disfunzione ipofisaria può dipendere dalla presenza di processi tumorali,

infiammatori, infettivi, autoimmunitari, malformativi, ecc.

Quando sono presenti vari deficit associati si definisce panipopituarismo.

6.2– DEFICIT DI CRESCITA

I problemi di crescita, lo scarso aumento di peso e la bassa statura richiedono una

valutazione diagnostica con esami radiologici e di laboratorio.

Una nutrizione insufficiente molto spesso è alla base di uno scarso accrescimento

corporeo.

6.3– BASSA STATURA

Si considera bassa statura un’altezza che è al di sotto del 3° percentile per l’età.

Attraverso anamnesi ed esame obiettivo è possibile identificare problemi medici che

possono portare ad un accrescimento rallentato.

Una bassa statura può derivare in molti casi dalla presenza di bassa statura di uno o di

entrambi i genitori. 30

A volte può essere causato invece da un deficit del GH (ormone della crescita o

somatotropina) o GHD.

6.4– IPOGONADISMI

Viene definito anche pubertà ritardata ed è caratterizzato dall’assenza dei caratteri

sessuali oltre i 13 anni nella femmina e oltre i 14 anni nel maschio.

Può essere una questione transitoria o permanente che può riconoscere una causa

primitiva (gonadica) o secondaria (ipofisaria o ipotalamica).

In questi due casi devono essere somministrati ormoni sessuali per indurre i

cambiamenti puberali.

L’ipogonadismo ipergonadotropo è l’insufficienza ovarica o testicolare che comporta

l’aumento di LH (ormone luteinizzante) e FSH (ormone follicolo stimolante).

La sindrome di Turner è la causa più comune e si sospetta in base alla presenza di

bassa statura, torace a corazza, anomalie ossee, cardiopatie congenite, disgenesia

gonadica, ecc.

L’ipogonadismo ipogonadotropo è caratterizzato da ovaie e testicoli normali ma non

stimolati da LH e FSH per cause ipofisarie o ipotalamiche, la fertilità è possibile dopo

una cura con gonadotropine.

6.5– DISFUNZIONI TIROIDEE

Gli ormoni tiroidei oltre ad esercitare un’azione stimolante su cuore e metabolismo,

sono essenziali per il normale sviluppo del SNC.

• L’ipotiroidismo congenito è la causa più frequente di ritardo mentale prevenibile

ed è dovuto da un disturbo della morfogenesi tiroidea, da patologie ereditarie

della sintesi ormonale o da un deficit ipofisario-ipotalamico.

Può essere transitorio o permanente e viene diagnosticato con dosaggi degli

ormoni tiroidei (TSH, FT4 e T4).

La terapia consiste nella somministrazione di tiroxina sintetica.

• L’ipotiroidismo acquisito è una patologia da ipofunzione tiroidea dovuta

principalmente a cause autoimmuni.

La causa più frequente di gozzo nei bambini è la tiroidite di Hashimoto.

• L’ipertiroidismo è una malattia autoimmune e la terapia si basa sul controllo dei

sintomi e al blocco della sintesi ormonale.

6.6– DISFUNZIONI SURRENALI

L’iperfunzione della corteccia del surrene prevede forme primitive (adenoma,

carcinoma, ecc.) e forme secondarie da eccessiva stimolazione da parte dell’ACTH

(ormone adrenocorticotropo) come la malattia di Cushing, tumori, ecc.

• La sindrome adrenogenitale (SAG) è caratterizzata dall’attività ridotta di uno

degli enzimi necessari alla trasformazione degli ormoni surrenalici, ciò porta ad

un deficit di cortisolo che provoca l’aumento di ACTH determinando a sua volta

un’iperplasia cortico-surrenale. 31

I sintomi sono ipertrofia clitoridea, fusione delle grandi labbra, disidratazione,

vomito, diarrea, ingrossamento del pene, irsutismo, ecc.

La terapia si basa su glucocorticoidi.

• La sindrome di Cushing è caratterizzata dall’eccessiva produzione di

glucocorticoidi causate da ipersecrezione ipofisaria di ACTH (malattia di

Cushing) o da assunzione di corticosteroidi antinfiammatori.

I sintomi sono un rallentamento della crescita, obesità, ritardo puberale,

ipertensione, astenia, acne, depressione, ecchimosi, ecc.

• L’iposurrenalismo è l’insufficiente produzione di steroidi corticosurrenalici e può

derivare da un processo patologico a carico del surrene (forme primarie), essere

conseguenza di una diminuita secrezione di ACTH (forme secondarie) o del suo

releasing factor (forme terziarie).

I sintomi possono essere emorragie surrenaliche shock ipovolemico, aumento

della pigmentazione cutanea, ecc.

6.7– DIABETE INSIPIDO

È una sindrome caratterizzata dall’escrezione di grandi quantità di urina diluita (a

basso peso specifico) che è causata da inadeguata risposta renale al ADH (ormone

antidiuretico).

Si può manifestare con scarso appetito, ritardo di crescita, irritabilità, poliuria,

polidipsia e nicturia.

La maggior parte dei casi di diabete insipido è causato da un interessamento della

regione pituitarica, come ad esempio nel caso di tumori, comunque è sempre utile fare

un RMN dell’encefalo.

Molto utile per la diagnosi è la risposta alla vasopressina che permette di riconoscere

forme neurogeniche.

6.8– PATOLOGIE EMATOLOGICHE

L’anemia fisiologica del lattante è una condizione non patologica dovuta

all’adattamento fisiologico alla vita extrauterina, non necessita di terapia ma di un

corretto apporto alimentare (divezzamento).

6.9– ANEMIA

Sarà osservata in caso di ridotta produzione di eritrociti e/o emoglobina, oppure di

un’aumentata distruzione o perdita di eritrociti.

I segni clinici possono essere irrequietezza, anoressia, pallore, astenia, tachicardia,

dispnea, ecc.

Le anemia di dividono in:

• Anemie da ridotta produzione di eritrociti o emoglobina: sono l’anemia

sideropenica (insufficienza di ferro), anemia aplastica congenita (caratterizzata

da un difetto dell’eritropoiesi midollare) e anemie aplastiche (sostanze tossiche

o infezioni che determinano un danno midollare con conseguente riduzione

delle cellule ematiche a livello del midollo).

32

• Anemie da eccesso di distruzione di eritrociti: sono la talassemia (è una

patologia caratterizzata dall’assenza di sintesi di una o più catene

polipeptidiche dell’emoglobina, e viene chiamata anche microcitemia, a causa

della riduzione del volume degli eritrociti), la talassemia major (condizione

caratterizzata da due geni beta alterati, e se maltratta porta alla morte, la

terapia si basa su trasfusioni) e anemie emolitiche autoimmuni (caratterizzata

dalla presenza di autoanticorpi diretti contro gli eritrociti, qualora la distruzione

si rapida si avrà anemia e ittero).

• Anemie da perdita ematica: le anemie post-emorragiche sono causate da

traumi, malattie emorragiche, malformazioni, ecc.

Nelle forme acute il quadro clinico dipende dalla quantità di sangue perso e si

osservano pallore, sudorazione fredda, perdita di coscienza, bradicardia, coma e

morte, mentre nelle forme croniche (sanguinamento occulto o perdite

periodiche) il quadro appare più lieve.

6.10 – DISORDINI DELL’EMOSTASI

L’emostasi è un complesso di eventi fisiologici deputato all’arresto delle emorragie

mediante la formazione del trombo emostatico.

• La piastrinopenia è la riduzione del numero delle piastrine circolanti e possono

essere dovute ad un difetto di produzione del midollo osseo o ad una

splenomegalia (sequestra grandi quantità di piastrine).

• La porpora trombocitopenica idiopatica (PTI) è caratterizzata dall’aumento della

distruzione piastrinica, causata nella maggior parte dei casi da una causa

immunologica.

Può avere tre forme: A (asintomatica o con solo qualche ecchimosi), B (con

sintomatologia intermedia comprendenti ecchimosi, ematomi ed emorragie

delle mucose) o C (con sintomatologia grave che comprende numerose

emorragie e quindi il pericolo per la vita).

• Le sindromi emofiliche sono malattie emorragiche caratterizzate dall’assenza di

uno o più fattori della coagulazione (emofilia A ed emofilia B).

Nell’emofilia grave si manifestano emorragie spontanee, nell’emofilia moderata

le emorragie spontanee sono rare e il sanguinamento avviene per traumi o

interventi, mentre nell’emofilia lieve il sanguinamento avviene solo per traumi o

interventi.

La terapia prevede la somministrazione del fattore mancante.

6.11 – PATOLOGIA ONCOLOGICA

Le leucemie acute sono i tumori più frequenti alle quali seguono i tumori cerebrali, i

linfomi maligni, il sarcoma, il nefroblastoma, ecc.

Il sospetto diagnostico può essere posto se ci si trova difronte ad alcuni sintomi come

ad esempio pallore, ematomi ed ecchimosi, leucocitosi, cefalea, vomito, febbre, dolore

a carico delle ossa, ecc.

6.12 – LEUCEMIE

Sono neoplasie da proliferazione incontrollata a livello del midollo di cloni cellulari

della linea linfoide e mieloide.

Possono essere classificate in: 33

• Leucemia linfoblastica acuta (LLA): caratterizzata da infezioni respiratorie

ricorrenti, anoressia, astenia, febbre, anemia, cefalea, letargia, ecchimosi, dolori

muscolari e ossei, linfoadenomegalia, ecc.

La diagnosi si basa su emocromo, sintomatologia e ago aspirato midollare,

mentre al terapia e polichemioterapica.

• Leucemia mieloblastica acuta (LMA): presenta un quadro clinico simile alla LLA

ma meno grave e accentuato con splenomegalia notevole.

Anche la diagnosi e la terapia sono pressoché uguali.

6.13 – TUMORI SOLIDI

• Il neuroblastoma è un tumore maligno embrionario che prende origine dal

tessuto simpatico, da cui originano la midollare del surrene e i gangli del

sistema nervoso simpatico.

Si riscontra a livello addominale con anoressia, vomito, dolori, ecc., con la

presenza di una massa palpabile, e a livello toracico che causa tosse,

insufficienza respiratoria e disfagia.

La metastatizzazione avviene per via linfatica e per via ematica.

• Il nefroblastoma o tumore di Wilms è un tumore renale che si presenta con una

massa addominale asintomatica, altri segni e sintomi includono malessere,

dolori addominali, ematuria ed ipertensione (dovuta alla compressione

dell’arteria renale).

6.14 – CONSEGUENZE DELLA TERAPIA ANTIBLASTICA

Gli effetti collaterali più comuni sono nausea e vomito, depressione midollare,

mucositi, cistiti emorragiche e alopecia.

– ELEMENTI DI FARMACOTERAPIA

7

7.1– IL COMPORTAMENTO DEL FARMACO NELL’ORGANISMO

Il percorso di una sostanza nell’organismo può essere descritto in 4 fasi:

• Assorbimento

• Distruzione

• Biotrasformazione

• Escrezione

Per ottenere una risposta terapeutica è necessario che un farmaco raggiunga delle

concentrazioni adeguate nel sito dove deve agire.

Una variabile che influenza la distribuzione di un farmaco nell’organismo è il contenuto

d’acqua che è nettamente maggiore nei neonati, quindi questo spiega il perché i

dosaggi in età neonatale siano maggiori rispetto all’età adulta.

La distribuzione del farmaco può essere limitata dal legame con le proteine

plasmatiche, in particolare con l’albumina, poiché tale legame è reversibile, il farmaco

viene rilasciato nel momento in cui la sua concentrazione plasmatica si riduce.

Il fegato è un organo fondamentale nella biotrasformazione dei farmaci.

34

Gli enzimi coinvolti in questi processi sono presenti anche in altri organi (rene,

polmoni, intestino, ecc.) anche se in dosi più basse.

Dopo l’assorbimento i farmaci raggiungono le cellule epatiche dove subiscono l’azione

di numerosi enzimi.

Esistono variazioni individuali del metabolismo dovute alla diversità genetica, ciò si

traduce in una diversa risposta ai medicamenti nei vari pazienti.

L’escrezione dei farmaci avviene attraverso la bile, le feci, le urine, la saliva, il sudore

e le lacrime.

La velocità di assorbimento influisce sulla durata e sull’intensità dell’azione del

farmaco.

7.2– VIE DI SOMMINISTRAZIONE, INGESTIONE ORALE

Offre il vantaggio di essere il metodo più sicuro, comodo ed economico.

I suoi svantaggi sono vomito, interferenza da parte di enzimi digestivi, irregolarità

nell’assorbimento, metabolizzazione da parte della mucosa epatica, ecc.

La somministrazione sub-linguale protegge dall’inattivazione epatica, in quanto il

farmaco viene assorbito, passa nella vena cava ed entra in circolo.

7.3– SOMMINISTRAZIONE PER VIA RETTALE

È un metodo comunemente usato soprattutto in presenza di vomito e perdita di

coscienza.

Il suo vantaggio è che il farmaco non passa per la vena porta e quindi evita

l’inattivazione epatica.

Gli svantaggi sono un assorbimento irregolare, irritazione della mucosa rettale,

possibilità che il farmaco venga espulso con le feci, ecc.

7.4– SOMMINISTRAZIONE PER VIA PARENTERALE

Può essere:

• Endovenosa

• Sottocutanea

• Intramuscolo

• Altre vie meno comuni: intrarteriosa, intratecale, intraperitoneale e

intrarticolare.

I vantaggi della via endovenosa sono assorbimento sicuro e completo, iniezioni

ripetute (agocannula), concentrazione del farmaco immediata, ecc., mentre gli

svantaggi sono reazioni tossiche e impossibilità per farmaci oleosi o emolizzanti.

Il vantaggio della via sottocutanea è l’assorbimento lento e costante con effetto

prolungato, mentre gli svantaggi sono dolore e necrosi dei tessuti (se i farmaci sono

irritanti). 35


PAGINE

66

PESO

109.70 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Medicina materno-infantile per l'esame del professor Miniero sulla pediatria generale e specialistica e sulla ragione per cui il bambino viene a contatto con la struttura sanitaria, ovvero quella di star bene o di guarire.
È definito bambino ogni essere umano avente età inferiore a 18 anni. Per comprendere il bambino è necessario saper comprendere i messaggi che già nei primi mesi ci comunica, quindi l’assistenza infermieristica pediatrica dovrà adattarsi alle varie fasi evolutive del bambino, perché sono differenti le modalità di espressione e di soddisfazione dei bisogni.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in infermieristica
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher wallacekr di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Medicina materno-infantile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Magna Graecia - Unicz o del prof Miniero Roberto.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Medicina materno-infantile

Medicina materno-infantile - Ginecologia ed ostetricia
Appunto
Medicina materno-infantile - scienze infermieristiche e ostetrico ginecologiche
Appunto
Esame di tirocinio
Appunto
Malattie dell'apparato locomotore - Medicina fisica e riabilitativa
Appunto