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UNIVERSITA' DI MESSINA

CdL in Medicina e Chirurgia

Medicina del Lavoro

Il rischio chimico

Dott. Chiara Costa

D. Lgs. 626/94. Testo vigente dopo le modifiche introdotte da:

  • D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 66: Agenti cancerogeni
  • D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 25: Agenti chimici
  • D.M. 26 febbraio 2004: Valori limite ag. chimici
  • Decreto Legislativo 25 luglio 2006, n. 257: Amianto

D. Lgs. 81/08

Testo unico della sicurezza sul lavoro

Titolo IX – Sostanze pericolose

D. Lgs. 81/08

Art. 221 – Campo di applicazione

  • Determina i requisiti minimi per la protezione contro i rischi per la salute e la sicurezza che possono derivare dagli effetti di agenti chimici presenti sul luogo di lavoro.
  • Tali requisiti si applicano a tutti gli agenti chimici pericolosi che sono presenti sul luogo di lavoro, eccetto gli agenti chimici per i quali valgono provvedimenti di protezione radiologica e l'amianto, altrimenti regolamentati.
  • Le disposizioni del presente titolo si applicano altresì al trasporto di agenti chimici pericolosi, fatte salve altre disposizioni specifiche.

D. Lgs. 81/08

Art. 222 – Definizioni

Per agenti chimici si intendono...

...tutti gli elementi o composti chimici, da soli o in miscuglio, allo stato naturale o ottenuti, utilizzati o smaltiti (anche come rifiuti), mediante qualsiasi attività lavorativa, siano essi prodotti intenzionalmente o no e siano immessi o no sul mercato.

Sono agenti chimici pericolosi...

  1. Quelli classificati come sostanze pericolose ai sensi del D. Lgs. 52/1997. Sono escluse le sostanze pericolose solo per l'ambiente.
  2. Quelli classificati come preparati pericolosi ai sensi del D. Lgs. 65/2003. Sono esclusi i preparati pericolosi solo per l'ambiente.
  3. Quelli che, pur non essendo classificabili come pericolosi (punti 1 e 2), possono comportare un rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori a causa delle loro proprietà, e delle modalità di utilizzo o conservazione.

D. Lgs. 81/08

Art. 222 – Definizioni

Sono attività che comportano la presenza di agenti chimici...

...tutte le attività lavorative in cui si utilizzano agenti chimici o se ne prevede l'utilizzo, in ogni tipo di procedimento, compresi la produzione, la manipolazione, l'immagazzinamento, il trasporto o l'eliminazione ed il trattamento dei rifiuti, o che risultino da tale attività lavorativa.

Il rischio chimico

Dott. Chiara Costa

D. Lgs. 81/08

Testo unico della sicurezza sul lavoro

Titolo IX – Sostanze pericolose

D. Lgs. 81/08

Art. 221 – Campo di applicazione

  • Determina i requisiti minimi per la protezione contro i rischi per la salute e la sicurezza che possono derivare dagli effetti di agenti chimici presenti sul luogo di lavoro
  • Tali requisiti si applicano a tutti gli agenti chimici pericolosi che sono presenti sul luogo di lavoro, eccetto gli agenti chimici per i quali valgono provvedimenti di protezione radiologica e l’amianto, altrimenti regolamentati
  • Le disposizioni del presente titolo si applicano altresì al trasporto di agenti chimici pericolosi, fatte salve altre disposizioni specifiche

D. Lgs. 81/08

Art. 222 – Definizioni

Per agenti chimici si intendono…

…tutti gli elementi o composti chimici, da soli o in miscuglio, allo stato naturale o ottenuti, utilizzati o smaltiti (anche come rifiuti), mediante qualsiasi attività lavorativa, siano essi prodotti intenzionalmente o no e siano immessi o no sul mercato.

D. Lgs. 81/08

Art. 222 – Definizioni

Sono attività che comportano la presenza di agenti chimici…

…tutte le attività lavorative in cui si utilizzano agenti chimici o se ne prevede l’utilizzo, in ogni tipo di procedimento, compresi la produzione, la manipolazione, l’immagazzinamento, il trasporto o l’eliminazione ed il trattamento dei rifiuti, o che risultino da tale attività lavorativa.

Sono agenti chimici pericolosi…

  1. Quelli classificati come sostanze pericolose ai sensi del D. Lgs. 52/1997. Sono escluse le sostanze pericolose solo per l’ambiente.
  2. Quelli classificati come preparati pericolosi ai sensi del D. Lgs. 65/2003. Sono esclusi i preparati pericolosi solo per l’ambiente.
  3. Quelli che, pur non essendo classificabili come pericolosi (punti 1 e 2), possono comportare un rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori a causa delle loro proprietà, e delle modalità di utilizzo o conservazione.

Agenti chimici pericolosi

Molto tossici: possono essere letali o determinare danno acuto o cronico anche in piccolissime quantità.

Tossici: possono essere letali e determinare danno acuto o cronico anche in piccole quantità.

Nocivi: possono essere letali o determinare danno acuto o cronico.

Corrosivi: a contatto con i tessuti vivi, possono esercitare su di essi azione distruttiva.

Irritanti: non corrosivi, ma il contatto diretto prolungato o ripetuto con cute e mucose determina reazione infiammatoria.

Agenti chimici pericolosi

Sensibilizzanti: possono determinare una ipersensibilizzazione con reazioni caratteristiche alle successive esposizioni.

Cancerogeni: possono provocare il cancro od aumentarne la frequenza.

Mutageni: possono produrre difetti genetici ereditari o aumentarne la frequenza.

Tossici per il ciclo riproduttivo: possono provocare o rendere più frequenti effetti nocivi non ereditari nella prole o danni a carico della funzione o delle capacità riproduttive.

Pericolosità Connessa all'Uso dei Prodotti Chimici

La pericolosità di un prodotto è già desumibile dall'etichetta, che deve contenere:

  • Nome e parametri fisici e chimici
  • Simbolo di pericolosità
  • Frasi di rischio (Frasi R): lettera R seguita da un numero, a cui corrisponde una certa valutazione di pericolosità
  • Consigli di prudenza (Frasi S): lettera S seguita da un numero, a cui corrispondono norme e precauzioni da usare nel maneggiare il prodotto

Pericolosità Connessa all'Uso dei Prodotti Chimici

La pericolosità si deduce dalla Scheda di Sicurezza, che è fornita dal venditore e deve accompagnare il prodotto. È divisa in 16 punti:

  1. Identificazione del prodotto e fornitore
  2. Composizione (eventuali impurenze), numero di CAS e numeri identificativi di altri enti
  3. Pericolosità
  4. Misure di primo soccorso
  5. Misure antincendio
  6. Misure in caso di dispersione accidentale
  7. Manipolazione e stoccaggio
  8. Protezione personale
  9. Proprietà chimiche e fisiche
  10. Stabilità e reattività
  11. Informazioni tossicologiche
  12. Informazioni ecologiche
  13. Trattamento reflui
  14. Informazioni relative al trasporto
  15. Informazioni generali (normative)
  16. Altre Informazioni

D. Lgs. 81/08

Art. 223 - Valutazione dei rischi

Il datore di lavoro determina l'eventuale presenza di agenti chimici pericolosi sul luogo di lavoro e valuta i rischi derivanti dalla loro presenza, considerando:

  • Le loro proprietà pericolose
  • Le informazioni riportate sulla scheda di sicurezza
  • il livello, il tipo e la durata dell'esposizione
  • Entità e modalità dell'esposizione
  • i valori limite di esposizione professionale o i valori limite biologici
  • Gli effetti delle misure preventive e protettive adottate o da adottare
  • Le conclusioni di azioni di sorveglianza sanitaria già intraprese.

Tossicità acuta/Infortunio

Tossicità cronica/Malattia professionale

Misure di prevenzione e protezione per la riduzione del rischio chimico

  • Eliminazione/sostituzione del composto tossico.
  • Contenimento dello sviluppo di gas/vapori.
  • Captazione dei gas/vapori.
  • Utilizzo di specifici DPI.
  • Monitoraggio ambientale.

Sorveglianza sanitaria, informazione, formazione.

Principali rischi associati agli agenti chimici

Proprietà fisico-chimiche

  • Instabilità
  • Infiamabilità
  • Volatilità
  • Solubilità
  • Esplosione
  • Incendio
  • Tossicità
  • Reattività chimica

Caratteristiche chimico-fisiche

Significato

Xilene Fenolo

  • Stato fisico a 20°C Liquido Solido
  • Soglia dell'odore, TOC (ppm) Sicurezza 0.1 0.5
  • Peso molecolare Assorbimento 106 94
  • Temp. ebollizione a 760 mmHg (°C) Volatilità 137-144 182
  • Temperatura di fusione (°C) -48/+13 41
  • Tensione di vapore a 30°C (mmHg) 10 0.4
  • Coefficiente ottanolo/acqua Lipofilia 2.8 1.5
  • Solubilità in acqua a 20°C (g/l) 0.2 85
  • Densità relativa (acqua=1) Fasi 0.87 1.07
  • Densità relativa dei vapori (aria=1) Sicurezza 3.7 3.2

Fattori che modificano la tossicità di un composto

  • Proprietà fisico-chimiche
  • Modalità dell'interazione
  • Fattori biologici
  • Fattori ambientali

Numero di molecole legate al sito bersaglio

Risposta dell’organismo

Agenti di rischio chimico

  • Gas, vapori
  • Fumi
  • Nebbie, aerosol
  • Polveri, fibre
  • Metalli
  • Acidi, basi

Agenti di rischio chimico

Gas Aeriformi a temperatura e pressione ambientali

Vapori Liquidi volatili a temperatura e pressione ambientali

Fumi Particelle solide (aerosol) o liquide (nebbie o vapori condensati).

GAS

  • Idrogeno, ossigeno, azoto
  • CO, CO2
  • Elio
  • Metano, propano, butano
  • SO2, H2S...

Utilizzo di bombole di gas compressi

  • Scoppio della bombola
  • Fuga di gas tossici e/o infiammabili
  • Caduta della bombola
  • Depositi esterni recintati per bombole
  • Armad per bombole di gas esplosivi e/o infiammabili
  • Serbatoi esterni con impianto di conduzione
  • Osservanza delle norme di buona tecnica per trasporto, uso e manutenzione

TOSSICITA' DEI GAS

  • Penetrano attraverso le vie aeree autonomamente o veicolati dal pulvoscilo.
  • Assorbimento passivo.
  • L'esposizione massiva è sempre lesiva per l'app. respir.

Solubilità

L'inalazione dei gas più solubili nelle prime vie aeree (Cl, ammoniaca) spesso determina solo irritazione della mucosa. Viceversa, i meno solubili (NO, O2) possono penetrare fino al polmone ed esercitare una tossicità sistemica.

Reattività

Alcuni gas (es. ossidi di zolfo e di azoto, ozono, fosgene) sono altamente reattivi. Produzione di composti ossidanti.

TOSSICITA' DEI GAS

Gas Irritanti

Effetti locali. Fidgosi vie aeree, Broncospasmo, Edema polm.

  • HCl, HF, Cl2, NO, NO2, SO2
  • Formaldeide, fosgene, ammoniaca, ozono, acroleine...

Gas asfissianti

Azione sistemica. Asfissia per mancanza di O2 nei tessuti. Inerti (O2 Solventi organici

  • Alcoli
  • Aldeidi, chetoni
  • Eteri, esteri, ammine, ammidi
  • Idrocarburi aromatici e alifatici
  • ...

Solventi =

Per l'utilizzatore...

  • Carburanti, sgrassanti, diluenti, vernici, collanti, smacchiatori...

Per il medico del lavoro...

  • Idrocarburi alifatici, ciclici ed aromatici; saturi ed insaturi; alogenati, nitroderivati, chetoni, aldeidi, alcoli, eteri...

SOLVENTI TOSSICOCINETICA

Assorbimento

  • Inalazione
  • Passaggio transcutaneo
  • Ingestione
  • Diffusione passiva
  • Concentrazione ambientale
  • Esposizione mista
  • Patologie Attività fisica

SOLVENTI TOSSICOCINETICA

Distribuzione

  • Sistema nervoso centrale
  • Sistema nervoso periferico
  • Adipe sottocutaneo
  • ...
  • Esposizione: entità, durata
  • Patologie Attività fisica
  • Gradienti di concentrazione
  • Massa corporea grassa/magra

SOLVENTI TOSSICOCINETICA

Biotrasformazione

  • Fegato (REL, CYP450)
  • Epitelo Intestinale
  • Membrana alveolare
  • Mucosa nasale
  • Rene
  • Dismetabolismi
  • Epatopatie
  • Sesso
  • Razza
  • Età
  • Stato nutrizionale
  • Coniugazione
  • Idrolisi
  • Ossidazione

SOLVENTI: TOSSICODINAMICA

  • SNC Ebrezza, narcosi
  • CUTE E MUCOSE Irritazione
  • SISTEMA NERVOSO (encefalo e psico-sensoriale) e periferico (polineurite)
  • FEGATO Steato-cirrosi, insufficienza epatica
  • RENE Necrosi tubulare, insufficienza renale
  • CANCEROGENESI Leucemie, seni paranasali, fegato...

Effetti acuti ➔ SNC

Eclatanti Exitus, perdita di coscienza, paralisi, convulsioni, disorientamento, euforia, capogiri

Insidiosi Riduzione della performance, depressione, apatia, astenia

Effetti cronici ➔ SISTEMA NERVOSO Centrale e periferico Altri organi e apparati

Eclatanti Cancerogenesi, effetti riproduttivi e sullo sviluppo, danno epatico e renale, danno visivo, polineuropatie

Insidiosi Riduzione della performance, depressione, riduzione della memoria

ALDEIDI

  • Formica, glutarica
  • Disinfettanti, sterilizzanti, fissativi
  • Molto reattive ➔ proteine
  • Irritanti e sensibilizzanti per cute e mucose

ACIDI e BASI

  • Organici ed inorganici
  • Ac. cloridrico, nitrico, tricloroacetico...
  • Idrossido di Na, di K...

ACIDI e BASI

  • Infiammabili, esplosivi, reattivi, corrosivi...
  • Irritanti per cute e mucose. Denaturazione delle proteine
  • Causticazioni, lesioni della mucosa, esofagite, flogosi delle alte e basse vie aeree

FARMACI

  • Mutageni: antineoplastici (ciclofosfamide)
  • Allergizzanti: FANS, antibiotici...
  • Radioattivi: radiofarmaci (I, Tc)
  • Ormoni: ipofisari, tiroidei, corticostureni, sessuali

MONITORAGGIO AMBIENTALE

Esposizione

  • Verifica dell'inquinamento dei luoghi di lavoro
  • Misura quantitativa del rischio chimico, fisico, biologico

Esempi...

  • Laboratorio istopatologia — formaldeide, xilene, agenti biologici
  • Falegnameria — polvere di legno, solventi per vernici, rumore
  • Industria — materie prime e scarti della lavorazione
  • Deposito ag. chimici — prodotti in magazzino

MONITORAGGIO BIOLOGICO

Assorbimento

  • Misurazione di agenti tossici e loro metaboliti
  • Su sangue, urine, aria espirata
  • Scopo: valutare l'esposizione, e quindi il rischio
  • Solo per il rischio di tipo chimico
  • Esempio: Monitoraggio biologico del Benzene
    • benzene nel sangue
    • acido muconico (metabolita) nelle urine

Valore limite di esposizione professionale

Se non diversamente specificato, il limite della concentrazione media ponderata nel tempo di un agente chimico nell'aria all'interno della zona di respirazione di un lavoratore in relazione ad un determinato periodo di riferimento.

Valore limite biologico

Il limite della concentrazione del relativo agente o di un suo metabolita, o di un indicatore di effetto, nell'appropriato mezzo biologico.

Limiti di riferimento

Definizione (BIT 1977)

Concentrazione nell'aria di una sostanza nociva che, se le norme vengono rispettate, non ha generalmente effetti dannosi anche a lungo termine e nelle generazioni successive sulla salute dei lavoratori esposti da 8 a 10 ore al giorno, 40 ore la settimana...

...tuttavia è possibile che questa esposizione non garantisca completamente la tutela della salute di tutti i lavoratori; non costituisce dunque una linea di separazione assoluta tra concentrazioni nocive e non nocive, ma soltanto una guida alla prevenzione.

LIMITI DI RIFERIMENTO

FONTI

  • Dati sperimentali: su animali o in vitro
  • Studi su volontari
  • Indagini epidemiologiche, centri di sorveglianza sanitaria

LIMITI DI RIFERIMENTO

Valutazione tossicologica sperimentale

  • Identificazione chimico-fisica
  • Tossicocinetica
  • Tossicodinamica
  • Studi di biochimica
  • Studi di tossicità acuta e cronica
  • Studi a breve e lungo termine
  • Studi di genotossicità
  • Studi di fertilità e teratogenesi
  • Studi di cancerogenesi
  • Studi di tossicologia organospecifici
  • Studi di ecotossicologia

LIMITI DI RIFERIMENTO

Limiti di esposizione professionale in uso

  • Agenzie governative: American Conference of Governmental Industrial Hygienists (ACGIH), Environmental Protection Agency (EPA)...
  • Leggi, decreti, circolari...

LIMITI DI RIFERIMENTO

Limiti di esposizione professionale in uso

  • TLV (Threshold Limit Value)
  • TLV-TWA (TLV-Time Weighed Average)
  • TLV-C (TLV-Ceiling)
  • STEL (Short Term Exposure Limit)

LIMITI DI RIFERIMENTO

NOEL: No Adverse Effect Level

LOEL: Lowest Observed Effect Level

TOSSICODINAMICA

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Scienze mediche MED/44 Medicina del lavoro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Medicina del lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Costa Chiara.
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