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MAX WEBER — L’etica protestante e lo spirito del capitalismo.

NOTA PRELIMINARE + IL CAPITALISMO.

Le scienze e gli studi empirici ci sono state in tutto il mondo, ma nella maggior parte vi è stata una

mancanza di base. E’ diverso per l’Occidente, dove esiste una chimica razionale, un’arte importante,

un diritto canonico, una letteratura destinata unicamente alla stampa e un esercizio specialistico

scolastico.

L’Occidente stesso è racchiuso in una burocrazia specializzata e organizzata secondo Stati

(istituzione politica con una costituzione razionalmente creata, un diritto e un amministrazione formata

da impiegati che seguono le leggi), ordini e ceti, ma soprattutto parlamenti e ministri eletti dal popolo.

La vita moderna gira intorna al capitalismo. Capitalismo non significa però costante ricerca di

guadagno, in quanto innata in tutti gli uomini. Il capitalismo è la ricerca del guadagno nell’impresa

razionale e un atto capitalistico si basa sull’attesa di un guadagno dato dallo sfruttamento dello

scambio, quindi un profitto pacifico. I soldi che entrano all’impresa devono superare il capitale messo

in bilancio all’inizio, eseguendo un calcolo del capitale di denaro: bilancio iniziale, un calcolo

adeguato, un calcolo retrospettivo e un bilancio di chiusura per accertarsi del guadagno acquisito.

Per quanto il capitalismo esista ovunque, in Occidente assume un’importanza mai vista prima.

Commercianti e imprenditori - come l’avventuriero capitalistico - esistevano ovunque e le prospettive

di tali imprenditori avevano un carattere speculativo-irrazionale o uno scopo di guadagnare con la

violenza (attività predatoria); scopo, tutt’oggi, del capitalismo moderno e orientato alla guerra.

In Occidente nasce anche l’organizzazione razionale del lavoro libero, l’organizzazione dell’impresa

orientata in base alle prospettive e alle risorse del mercato, non possibili senza: la separazione

dell’amministrazione domestica dall’azienda (separazione giuridica del capitale d’esercizio dal

patrimonio personale) e la contabilità, anche se questi strumenti sono poco sviluppati per poter

ottenere tale autonomia.

Il capitalismo occidentale è diventato importante anche grazie all’organizzazione capitalistica del

lavoro, senza la quale la commercializzazione, lo sviluppo della carta valore, la razionalizzazione

della speculazione e la borsa non avrebbero la stessa importanza che hanno ora. Il resto del mondo

ha conosciuto diverse economie (comuniste e socialistiche), anche senza aver conosciuto un

socialismo razionale e per questo è mancato loro il concetto di borghesia e classi sociali.

E’ mancata quindi l’idea di imprenditore come grande industriale e di libero lavoratore salariato.

Oggi la razionalità del capitalismo occidentale è condizionata dalla calcolabilità dalla natura della

scienza, che riceve impulsi dalle prospettive capitalistiche (certo, la scienza non è determinata dal

capitalismo - la matematica e la meccanica non nascono da interessi capitalistici -, ma la loro

applicazione tecnica è condizionata - in Occidente - da promesse economiche).

Solo l’Occidente capì che il capitalismo aziendale razionale ha bisogno di un diritto calcolabile,

dell’amministrazione basata su regole formali, senza le quali non ci sarebbe un capitale fisso e un

calcolo dei costi.

I giuristi specializzati in diritto razionale, nella giustizia e l’amministrazione non hanno dato origine al

diritto, anche se questo ha aperto loro la strada.

Così come il diritto, tutte le sfere (scientifica, artistica, statale, economica) hanno avuto una

razionalizzazione occidentale, semplicemente i punti di vista sono diversi, quindi ciò che è razionale

da un punto può essere irrazionale da un altro.

Il razionalismo economico dipende sia dalla tecnica razionale, sia dal diritto razionale che

dall’attitudine degli uomini verso certi tipi di pratica razionale (lo sviluppo della condotta economica

razionale deve anch’essa andare incontro a resistenze interne). L’ethos di una forma economica è

condizionato dai contenuti della fede religiosa.

Per avere un’esposizione completa della religiosità serve un’indagine etnografica, che non è però

stata utilizzata in sufficiente misura. Dobbiamo quindi accontentarci di trovare i punti di paragone solo

con le religioni della nostra civiltà occidentale (della quale abbiamo grandi conoscenze).

STUDIO ANTROPOLOGICO: incontrando ripetutamente lo sviluppo di alcune specie di

razionalizzazione, supponiamo naturalmente che vi sia una base ereditaria (anche se in realtà sono

sociologi e storici a scoprire le influenze causali, in quanto non si sa quanto esattamente l’antropologo

aiuti lo studio).

ETICA PROTESTANTE E SPIRITO DEL CAPITALISMO.

In un paese di confessioni miste si nota che i protestanti hanno più proprietà capitalistica e lavorano

più negli strati superiori del ceto operaio. Il fatto che i protestanti avevano possesso di capitali

maggiori e partecipassero all’amministrazione del lavoro nelle grandi imprese industriali moderne, era

dovuto a ragioni storiche.

Una gran parte (se non tutte) delle ricche regioni del Reich si erano infatti convertite al

protestantesimo, portando gran vantaggio ai protestanti presenti.

Il motivo per il quale queste regioni si convertirono fu anche la voglia di abolire il tradizionalismo

economico, infatti la Riforma avrebbe dovuto sostituire il dominio della Chiesa - che era ormai

diventato solo formale - con una nuova regolamentazione “pesante e presa molto sul serio”

Il dominio della Chiesa calvinista sarebbe però stato troppo insopportabile.

E se un motivo era l’abolizione del tradizionalismo, un altro è l’insegnamento superiore.

CATTOLICI → percentuale bassa di studenti che si preparano ad un lavoro borghese; i giovani

artigiani rimangono tali o diventano padroni di bottega. In quanto esclusi spontaneamente dalle

posizioni più influenti, i giovani si spingono verso l’attività lucrativa, in quanto cercano di soddisfare la

loro ambizione. I cattolici criticano i protestanti di materialismo.

PROTESTANTI → percentuale alta di studenti che si preparano ad un lavoro borghese; i giovani

entrano nelle fabbriche e occupano posizioni superiori e/o specializzate. Ceto dominante, ma anche

dominato, i giovani protestanti hanno mostrato una tendenza al razionalismo economico. I protestanti

criticano gli ideali ascetici ai cattolici.

CALVINISMO.

Ma davvero ascesi e pietà religiosa e la partecipazione all’attività capitalistica sono un’antitesi o

hanno in realtà un’affinità?

Esponenti del pietismo provenivano dai ceti mercantili, così come pastori diventavano imprenditori

capitalisti.

Il calvinismo - al tempo della Riforma - non era legato a nessuna classe sociale precisa (da monaci ad

industriali).

Il calvinismo nei Paesi Bassi e in Germania promuoveva il senso del commercio, era infatti caforevole

allo sviluppo dello spirito capitalistico.

LO SPIRITO DEL LAVORO → lo spirito che si attribuisce al risveglio del protestantesimo, ma non

inteso come gusto alla vita (Lutero e Calvino erano contro il progresso). Infatti, per trovare un’affinità

di espressioni dello spirito del vecchio protestantesimo con la civiltà capitalistica moderna,

bisognerebbe cercarlo nei suoi tratti religiosi.

II. LO SPIRITO DEL CAPITALISMO.

Lo spirito può spesso differire dall’organizzazione di un’impresa. Quando si parla di “spirito del

capitalismo”, le definizioni possono essere diverse in base ai diversi punti di vista. Lo spirito del

capitalismo ha senso se l’oggetto è un individuo storico.

“Il tempo è denaro; il credito è denaro; il denaro ha una natura feconda e fruttuosa;

chi paga puntualmente è il padrone della borsa di tutti; un uomo deve tenere conto

delle azioni più irrilevanti che pure influenzano il suo credito. Tu ricordi i tuoi debiti, ti

fa apparire come un uomo sia preciso che onesto, aumenta quindi il tuo credito.” —

Benjamin Franklin, predica la filosofia dell’avarizia dicendo che l’uomo è

moralmente tenuto ad aumentare il suo capitale.

B. FRANKLIN → il suo testo diventa il carattere di una massima etica a cui uniformare la vita. la cui

sua negazione è una negligenza del dovere. Qui, lo spirito del capitalismo è usato/visto come

capitalismo moderno.

Le morali di Franklin hanno uno scopo utilitario (onestà utile perché porta credito). Franklin sostenne

di aver scoperto l’utilità da una rivelazione di Dio. Nonostante ciò, quello che questa etica propone -

ovvero il guadagnare sempre più denaro, evitando ogni piacere spontaneo - è privo di un fine, tanto

da apparire totalmente irrazionale. Il guadagno diventa lo scopo della vita dell’uomo e lui è solo in sua

funzione.

B. Franklin cita però un versetto della Bibbia (“Hai tu veduto un uomo spedito nelle sue faccende?

Egli starà al servizio dei re”) per spiegare il perché gli uomini debbano fare denaro, in quanto il

guadagno nell’organizzazione economica moderna è l’espressione di abilità nella professione.

Quell’idea peculiare del “dovere professionale” è caratteristica dell'etica sociale della civiltà

capitalistica.

JACK FUGGER → egli ha intenzione di guadagnare finché gli sarà possibile, anche nel momento in

cui potrebbe “ritirarsi e riposare”.

L’economia capitalistica di oggi impone all’individuo le norme dell’agire nel complesso del mercato e il

fabbricante che agisce contro di esse viene economicamente eliminato, così come l’operaio che non

si adatta ad esse. Il capitalismo moderno si crea per via della selezione economica, per quanto

questo concetto sia limitato.

Negli Stati Uniti d’America, lo spirito capitalistico esisteva ancor prima dello sviluppo capitalistico. Le

colonie sviluppate da grandi capitalisti svilupparono meno spirito capitalistico, mentre le colonie della

Nuova Inghilterra che erano state fondate per motivi religiosi, di più

Lo spirito capitalistico nel senso finora acquisito si è dovuto affermare con una dura lotta, incontrando

l’approvazione di un popolo intero.

LAVORATORI E IMPRENDITORI.

Il capitalismo non può usare l’operaio (immagine del libero arbitrio) e neanche dell’uomo d'affari. Sia

l’operaio che l’uomo d’affari avevano “fame di denaro”,a lo spirito capitalistico moderno non si generò

da esso.

Il commercio che avveniva con gli stranieri, permetteva di fare ciò che era proibito fare con i

conterranei (mentalità dell’avventuriero non interessato all’etica) — con la rottura dalla tradizione,

questi atteggiamenti erano diventati spiacevoli, ma inevitabili.

TRADIZIONALISMO E SPIRITO DEL CAPITALISMO.

Lo spirito del capitalismo si scontrò per primo con il tradizionalismo.

L’imprenditore moderno usava il cottimo (alzo la paga, cos

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/06 Storia delle religioni

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