Il concetto tradizionale di
marketing
Definizione del concetto di marketing
La definizione più coincisa di marketing è l’orientamento a soddisfare i bisogni dei
clienti in modo redditizio, portando ovviamente ad un profitto. Il concetto di marketing
implementa anche un approccio dualistico da parte dell’impresa (win-win). Il
marketing si divide in:
- Strategico: centrato sull’individuazione dei bisogni degli individui e delle
organizzazioni (analisi)
- Operativo: processo orientato al raggiungimento di un obiettivo di quota di
mercato (azione)
Il marketing strategico analizza i vari bisogni del mercato e fornisce soluzioni ad esse,
creando prodotti-mercato. Il ruolo del marketing strategico quindi riguarda la risposta
ad opportunità esistenti o la creazione di nuove opportunità interessanti per l’azienda.
Le innovazioni posso essere estratte dal mercato (market-pull) o dall’impresa
(technology-pull), ad esempio tramite il laboratorio di ricerca: nel secondo caso il
ruolo del marketing operativo si fa più vivo, perché bisogna far abituare i clienti ad un
altro stile, cambiando le loro abitudini. Le innovazioni sono alla base del marketing
strategico, le quali lo differenziano in marketing strategico reattivo o di risposta e
marketing strategico proattivo o guidato dall’offerta.
Il compito principale del marketing operativo è quello di raggiungere l’obiettivo di
fatturato preimposto, e lo si deve raggiungere tramite strategie di vendita e
programmi di stoccaggio: è la branca principale del marketing che si vede (ad esempio
pubblicità)
Il marketing operativo si divide in transazionale e relazionale; il primo è il marketing
nel quale si individua un venditore “rude e selvaggio”, al quale interessa solo vendere
il prodotto e trarne il profitto più alto; mentre, il secondo vede la vendita proprio come
un atto di comunicazione, il quale orienta la vendita alla costruzione di una relazione
forte e duratura, creando così una base di clienti. L’attenzione si è così spostata dalla
chiusura della vendita alla creazione di condizioni per instaurare una relazione con il
cliente.
Marketing strategico e marketing operativo cooperano sempre, per attuare sul
mercato così un prodotto ottimo.
Il paradigma del marketing mix
Product, price, place, promotion tecniche specifiche con cui si cercano di
soddisfare i bisogni del consumatore.
Questo paradigma fu modificato e criticato negli anni, soprattutto perché
presumeva che si conoscesse già il lato del marketing strategico, mentre questo si
riferiva solamente al marketing operativo, quindi una strategia meno efficace per i
mercati di servizi e B2B (business to business).
Gli stadi di implementazione del marketing strategico
Il ruolo del marketing strategico è quello di condurre l’impresa verso opportunità
esistenti o crearne di nuove adatte alle sue risorse; ciò avviene tramite 7 fasi:
- Qual è il nostro mercato di riferimento? Capire quale sia il mercato di
riferimento è la prima cosa da fare poiché ci consente di analizzare i
competitor, quali caratteristiche elogiare del prodotto, le tecnologie da
sfruttare, ecc.
- Qual è la diversità dei bisogni nel mercato di riferimento? La tecnica “un
prodotto per tutti” nel marketing moderno è ormai superata, e piuttosto ci si
preferisce focalizzare su dei sottogruppi di clienti con una migliore
comprensione delle loro esigenze
- L’opportunità di business nei segmenti individuati è veramente interessante?
Bisogna definire l’attività intrinseca di ogni segmento, poiché i fattori esterni
all’azienda sono al di fuori del controllo dell’azienda e descrivono il contesto
economico e competitivo di ogni segmento
- La nostra offerta rappresenta una proposta di valore sostenibile per ciascun
segmento? Un segmento può essere producente per una azienda, mentre per
un'altra no. L’azienda dovrebbe soffermarsi su dei segmenti dove detiene un
vantaggio competitivo, ovvero un qualche tipo di superiorità la quale crea un
vantaggio per il cliente
- Quali sono i segmenti target e a quali rivolgersi principalmente? Il compito
dopo aver delineato i segmenti è quello di creare una strategia di mercato
- Come competere nei segmenti target? Il passo successivo è decidere come
differenziare la propria marca da quelle dei concorrenti all’interno di ogni
segmento, a tal punto da occupare una posizione specifica nel mercato
- Come ottenere un portafoglio prodotti ben bilanciato? L’analisi del portafoglio
prodotti fa sì che si abbia una crescita e una redditività a lungo termine
piuttosto che a breve termine e propone strategie di sviluppo differenziate per
vari tipi di attività e prodotti
Queste 7 tappe costruiscono la base per il marketing operativo.
Anche lo stesso significato della parola marketing è ambiguo, poiché il termine
sottolinea il concetto di mettere sul mercato e si rifà al paradigma del marketing mix,
ovvero sottintende tutte le operazioni che stanno a monte delle altre. Anche nella
realtà delle aziende questa mancanza di una definizione chiara del concetto fa sì che
ci siano delle discrepanze tra esso. Infatti aziende con marketing intendono pubblicità
o la gestione della marca.
Il concetto di marketing nacque negli anni 50 quando il mercato europeo e
statunitense si cimentarono in una rapida crescita. Il concetto di marketing ha fatto sì
che si sviluppasse così un circolo virtuoso di sviluppo economico. Nacque anche il
marketing manipolatorio o selvaggio, ovvero un tipo di marketing il quale ingannava il
consumatore, e nacquero così le organizzazioni che proteggevano i consumatori. Nei
tempi odierni la parola marketing è spesso confusa come una parola “spaventosa”,
sempre per il marketing manipolatorio, anche perché il compito principale del
marketing è studiare o condizionare i comportamenti degli individui al fine di creare un
prodotto perfetto. Il concetto di marketing quindi non si esprime chiaramente, ma è
necessaria una nuova definizione che si adatti ai nuovi cambiamenti tecnologici.
Il concetto di orientamento al
mercato
Il concetto di orientamento al mercato può essere sostituito al concetto di marketing
poiché si adatta meglio alla forma dei mercati odierni. Esso si sostituì al concetto di
marketing verso gli anni 90 per due motivi: la cattiva applicazione del concetto di
marketing e la carenza concettuale sempre di esso; si creò così una definizione
riveduta ed aggiornata.
I primi a dare una definizione di mercato sono stati Kohli e Jaworski, affermando che:
l’orientamento al mercato è la generazione in tutta l’organizzazione d’impresa di
market intelligence e la responsabilizzazione di tutta l’organizzazione nei suoi riguardi.
Riguardo alla definizione di OM ci sono diverse discrepanze:
- Esso è limitato a clienti e consumatori, tralasciando tutti gli altri tipi di attori
presenti nei mercati moderni
- Esso è considerato come cultura organizzativa, ma non vengono creati legami
con la funzione di marketing
Da ciò possiamo ricavare una definizione quanto meno precisa di OM:
l’orientamento al mercato è una cultura di business che ha come obiettivo
quello di progettare e promuovere soluzioni con un valore superiore ai
clienti diretti e indiretti e anche agli altri stakeholder coinvolti nel mercato
Il concetto di OM quindi risulta più efficace per 3 motivi rispetto al concetto di MT:
cliente,
- Il concetto di MT è orientato solo al mentre il concetto di OM è orientato
verso tutti gli stakeholder presenti sul mercato
market pull,
- Il concetto di MT si basa su una strategia di mentre il concetto di
technology push
OM si basa su una strategia di funzione di marketing,
- Il concetto di MT è orientato alla mentre il concetto di OM
cultura organizzativa
è orientato verso una
È così anche necessario un cambiamento della terminologia, poiché il concetto
semplice di marketing risulta altamente superato.
Nuovi tipi di mercato
Con l’innovazione della tecnologia si sono creati anche nuovi mercati, come quello
MGE (mercato globale elettronico). Esso lavora da solo fornendo servizi digitali,
oppure coopera con il MGT (mercato globale tradizionale) per riuscire a formare
strategie di marketing migliori.
Con l’MGE i consumatori hanno iniziato a detenere molto più potere rispetto ai mercati
tradizionali, poiché hanno molte più informazioni a portata di mano e molti più mezzi a
loro vantaggio (comprare all’estero, avere un servizio personalizzato, ecc)
potenziale,
Un tipo di mercato il quale si sta sempre di più espandendo è quello ovvero
quel mercato che è spesso dato dalla coalizione di due imprese il quale loro prodotto
unito può fornire una soluzione perfetta per un determinato cliente: perciò, la difficoltà
di questo mercato è quella di trovare un partner il quale sia il connubio perfetto per
affrontare una strategia del genere.
Il tradizionale concetto di marketing guarda solamente al bisogno del cliente, e non
analizza per esempio i concorrenti che ha sul campo. Occorre quindi creare una
strategia la quale si basa sull’analisi delle forze in gioco in quel determinato mercato,
e che eviti di sbilanciarsi su dei lati come il marketing guerriero, facendo sì che ci si
soffermi solo su una parte della strategia.
Un ruolo molto importante che si sta affermando negli ultimi anni è il ruolo di
influenzatore, come ad esempio un medio in relazione con una casa farmaceutica.
Con la creazione del mercato MGE si sono creati anche nuovi attori, come gli e-tailer,
ovvero coloro che vendono al dettaglio utilizzando Internet come uno dei principali
mercati (Amazon, eBay, ecc.). I marketplace uniscono venditori e acquirenti, facendo
sì che tutte le operazioni si riducano di tempistiche poiché tutto è agevolato dalla
tecnologia.
Le informazioni comunque su alcuni prodotti sono tante, ed è così che è nato
l’infomediario, ovvero colui che raccoglie informazioni a coloro che le richiedono e le
forniscono.
La collaborazione tra i MGT e i MGE porterà a numerosi cambiamenti benefici per tutti
gli attori economici, poiché i consumatori potranno confrontare vari prezzi più
facilmente, i venditori potranno aumentare il loro bacino d’utenza e ridurre le spese
generali e si crea un “nuovo lavoro”, ovvero quello dell’infomediario
L’approccio di soluzione
Una soluzione è una combinazione di prodotti e servizi che creano un valore
superiore alla somma delle sue parti
Molte aziende falliscono nella vendita di soluzioni poiché sono necessari aspetti molto
difficili da eseguire, come processi di vendita più lunghi, un prezzo comunque
competitivo, ecc.
Un esempio di soluzione sono i menù dei fast food; io gli stessi beni li posso comprare
separatamente, ma la soluzione di prendere il menù mi fa risparmiare denaro. Questo
sottolinea un aspetto caratteristico della soluzione, ovvero la sua influenza sul
risultato. Questa è anche la tipica visione del marketing operativo, ovvero quel
marketing che ha una visione “dall’esterno verso l’interno”
Grazie ad internet questo processo si può vedere nei mercati virtuali, ovvero quei
mercati che offrono delle “soluzioni” al posto di uno specifico prodotto. Da ciò si è
formato anche il metamercato, ovvero quel mercato che offre un pacchetto di
soluzioni, ovvero una soluzione a delle soluzioni. Il metamercato ha fatto sì che si
metamediario,
creasse un nuovo agente, il ovvero colui che ricerca le soluzioni
facendo risparmiare tempo, assicurando una garanzia di qualità ed altri fattori al
cliente.
Tramite il mercato virtuale si riesce anche a capire come i clienti si muovano sulle
procedure di acquisto; questo permette di studiare al meglio le soluzioni e di far sì che
si abbiano maggior profitti e una relazione stabile con il cliente (anche perché nei
mercati virtuali la comunicazione con il cliente è facilitata)
La globalizzazione dei mercati e i
valori emergenti
La globalizzazione è un processo storico mediante il quale le economie diventano
integrate attraverso un network globale di comunicazione, trasporto e scambio
Il termine qua spiegato viene connotato di una accezione economica; il libero
scambio ha giocato un ruolo fondamentale per la creazione dei mercati internazionali.
Il libero scambio rappresenta un sistema di politiche ti transizione che consente agli
operatori di agire senza limiti e senza alcun tipo di pagamento di imposte o sussidi. I
due pilastri del libero scambio sono la specializzazione di ogni continente e la scala di
produzione. I vantaggi del libero scambio sono molteplici, come la stipulazione di
contratti cross-culturali, l’arricchimento dei paesi poveri e l’aumento dell’economicità
e dei diritti lavorativi delle donne. I contratti cross-culturali portano anche alla
“villaggio globale”.
creazione di un Uno degli svantaggi della globalizzazione invece è
la delocalizzazione delle aziende, ovvero il trasferimento in un paese diverso da
quello di nascita principalmente per un fatto di risparmio di denaro su qualsiasi
transizione.
La globalizzazione ha portato anche ad una rivalutazione delle strategie di marketing
da adottare, in base all’ambiente e in base al bene di vendita; molte imprese
multinazionali hanno adottato la stessa tecnica di marketing (come Apple, Google,
Microsoft, ecc). forze locali
Per analizzare l’ambiente internazionale si fa riferimento a 2 dimensioni: le
forze globali.
e le
La globalizzazione ha creato dei driver, ovvero dei “limiti” ai quali le aziende si
devono adattare per evitare che le loro strategie di marketing finiscano nel peggiore
dei modi. In ogni paese cambia ogni driver il quale può far cambiare tutta la struttura.
I vantaggi della globalizzazione del marketing sono noti, e sono:
- Creazione di economie di scala: è il vantaggio più importante e permette di
abbattere i costi notevolmente
- Velocità di penetrazione del mercato: le aziende che sono esposte a livello
globale hanno una maggior facilità di penetrazione nel mercato, poiché sono già
conosciute (basti pensare ad Apple)
- Creazione di una unica identità di marca: questo vale soprattutto per i brand di
lusso
Sono presenti anche degli svantaggi però:
- Rallentamento delle decisioni di marketing
- Minore reattività e scarsa sensibilità dei mercati
- Sviluppo dei prodotti non in linea con le esigenze dei consumatori
- Minor gestione del rischio: una azienda globale avrà una reazione molto più
forte ad uno scandalo rispetto ad una azienda regionale o addirittura paesana
È vero che il marketing riduce la povertà?
A questa domanda spetta agli studiosi di marketing, come noi, rispondere. Ci sono
stati numerosi studiosi, come Prahalad, i quali hanno affermato che il mercato dei
poveri, ovvero coloro che guadagnano circa 1 dollaro al giorno, sia un mercato non
sfruttato e ricco di potenzialità. Sono state adottate anche numerose strategie, come
ad esempio la creazione di packaging monouso i quali avessero un costo minore, ma
risultarono un flop perché diminuiva la quantità, ma il prezzo al kg del bene era
identico e risultava ancora molto costoso. Quindi l’unico metodo per diminuire i costi
era di diminuirli proprio rinunciando o ad una parte di profitto o ad una parte di
quantità o qualità. La miglior strategia adottata è quella della riduzione della qualità,
la quale però prevede una totale revisione del prodotto.
Il problema principale quindi è rilevare il problema di business da attuare in questi
casi; nei paesi poveri sono presenti organizzazioni no profit, ibride o sociali, le quali
però aiutano in poco o non aiutano per diminuire la povertà
Lo sviluppo sostenibile
Lo sviluppo sostenibile è quello sviluppo il quale permette di soddisfare i
bisogni attuali senza vietare di far soddisfare i bisogni alle generazioni
future.
La consapevolezza che le risorse stanno finendo fa sì che si abbia un cambiamento nei
confronti del consumo; l’ecologista vuole oltretutto stipulare un prezzo per l’ambiente,
il quale fino ad ora è stato un bene di consumo gratuito.
L’inventario del ciclo di vita è un processo il quale quantifica l’utilizzo di
energia, di risorse e le emissioni nell’ambiente di un prodotto nel corso del
suo ciclo di vita. Esso comprende l’impatto ambientale, la produzione, il
confezionamento, l’utilizzo e lo smaltimento.
La diminuzione dell’impatto ambientale farebbe sì che così si stipulerebbe una
win-win,
situazione poiché si costruirebbero oggetti comunque tecnologici ma con un
impatto ambientale minore.
Nel caso in cui non si diminuiscano i rifiuti creati dalle aziende, si è stimato che per
vivere come un americano o un europeo è necessario un altro pianeta terra da
“distruggere”. Si è anche notato che all’aumento della crescita economica cresce allo
stesso livello anche il tasso di rifiuti.
Lo sviluppo ecosostenibile ha fatto sì che i cittadini/clienti avessero un maggior
impatto sull’economia: si è notato come nel proseguire degli anni molti più
cittadini/clienti stiano attenti a questo tipo di pericolo e come molti di loro fossero
pronti e decisi a boicottare un prodotto il quale avesse danneggi notevolmente
l’ambiente. I cittadini/clienti ora detengono un grande potere sull’economia, e per
ascoltati,
questo devono essere per capire
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