Mktg I parte, Lia Dal Cappello CORSO DI MARKETING 2020/2021
28/09
DOMANDE “DISRUPTIVE”
Diversi settori/brand/ASA hanno bisogni di mktg diversi?
− No ovviamente, ma dobbiamo avere conoscenze di base per poi personalizzare per tutte le
imprese.
ASA= area strategica d’affari (// SBU= strategic business united)
Fare mktg nel food o nel fashion non è la stessa cosa
− Zara o Decathlon hanno qualcosa in comune?
− Strategia di leadership di costo -> prezzo competitivo (“basso”) MA innovazione?! Sì sono
innovativi per l’aggiornamento del catalogo prodotti => linee e profondità per articolo molto
ampio media innovazione perché non sono i + innovatori però entrambi hanno un focus
➔
molto forte sulla varietà di gamma. Marca propria e non di propria marca => Decathlon ha
una ricerca e sviluppo alta rispetto ai propri prodotti (pricing basso, stile nuovo non materiali
innovativi). Un aspetto comune è sicuramente è l’online, la multicanalità di entrambi porta a
compare il prodotto online ma fare tutto il resto offline (cambi, resi ecc.) -> online//offline.
Come cambiano le strategie nel tempo?
− nel tempo possono cambiare per mille motivi.
COS’È IL MARKETING?
DEF. Il marketing è una funzione organizzativa e un insieme di processi volti a creare, comunicare
e trasferire valore ai clienti in modo che ciò vada a vantaggio dell’organizzazione e dei suoi
stakeholder (clienti, dipendenti, fornitori, azionisti, etc.).
=> il mktg crea di individuare i bisogni e le esigenze dei clienti potenziali e di soddisfarli ➔
capacità di un’azienda di attrarre i clienti. Funzione organizzativa->
BOARD organigramma
funzionale dove
abbiamo al top il top
VENDITE (FUNZIONE
PRODUZIONE FINANZA LOGISTICA MARKETING manager (board) In
COMMERFCIALE) posizione verticale tutte
le altre funzioni (funzione
INBOUND
Q risponde a qualcuno =>
forte gerarchia).
OUTBOUND
RICERCA E
SVILUPPO
In tutto ciò si può avere il marketing in diversi momenti o assimilato (come nell’esempio) a diverse
funzioni: mktg // vendite, alla finanza o alla logistica se si pensa all’e-commerce.
Il marketing cerca quindi di (1) individuare i bisogni dei potenziali clienti, (2) soddisfare quei
bisogni e (3) capire il mercato dove agire. I clienti potenziali possono essere sia individui che
imprese. Ciò che consente di raggiungere questi obiettivi è un atto di scambio tra un acquirente
e un venditore.
Esistono due fasi:
A) marketing operativo (ovvero attrarre i clienti, caratterizzato dalle 4P)
B) marketing strategico (analisi dei bisogni, consente di sviluppare strategie prodotto/mercato)
La domanda è costituita dai desideri per specifici prodotti, fondati sulla capacità e sulla
volontà di acquistarli. Può essere potenziale (soggetti che al momento non hanno valore
sul fatturato ma lo avranno in seguito) o reale (il cliente che oggi compra il prodotto)
EFFICACIA ≠ EFFICIENZA
1
Mktg I parte, Lia Dal Cappello
Efficacia (“produttività”): saper conseguire il proprio obiettivo nei tempi prefissati (in tempi brevi).
Corrisponde al grado di raggiungimento degli obiettivi prefissati. Richiede la capacità di scegliere
gli obiettivi giusti.
Efficienza: essere razionali nei processi economici; massimizzare il risultato in minor costi possibili.
Corrisponde al grado di raggiungimento degli obiettivi prefissati con il minor sforzo in un
determinato lasso di tempo.
Produzione= input/output
Efficienza “tecnica” o produttività= Output/materie prime impiegate
KPI
=key performance indicators -> indicatori di servizio che ci permettono di misurare se stiamo
raggiungendo gli obiettivi prefissati. Anche personalmente e li dobbiamo usare come modo di
vita perché dobbiamo sempre dimostrare di aver fatto il nostro dovere.
Es. soddisfazione del cliente // kpi del venditore => customer satisfaction possono
essere legato al servizio (es. di consegna) => puntualità (è data dal rapporto tra
numero ordini puntali e tot ordini evasi); comunicazione per una campagna delle
vendite (modello delle 3 A che vedremo più avanti). 30/09
Ci sono diversi fattori che determinano le attività di marketing. All'interno di una organizzazione, la
funzione marketing individua e soddisfa i bisogni dei consumatori, supportato da altri settori che
ne definiscono le attività: management, finanza, produzione, risorse umane, sistemi informativi,
ricerca e sviluppo. Condizioni che devono sussistere per poter parlare di marketing
2 o + parti con bisogni da soddisfare
•
Scoprire i bisogni dei consuamtori Da una parte c’è un individuo con il suo bisogno e dall’altra
(cosa un consumatore desidera comprare) parte c’è un altro soggetto che ha bisogno di soddisfare
quel bisogno.
Desiderio e capacità di soddisfare tali bisogni
•
Soddisfare i bisogni // alla disponibilità che si ha per farlo
Informazioni sui bisogni Una modalità attraverso la quale le parti possano
•
comunicare.
Per potere soddisfare il bisogno bisogna sapere che si ha il
bisogno e che esiste un modo per soddisfarlo.
Potenziali consuamtori: il mercato Qualcosa da scambiare (sussistere un bene di scambio)
•
Il mktg entra in gioco quando, per esempio, avviene una transazione tra acquirente e venditore
che scambiano qualcosa di valore => entrambe le parti cedendo qualcosa all’altro traggono
vantaggio dallo scambio che ha permesso loro di soddisfare il loro bisogno. Questo processo di
scambio e i suoi fondamenti etici e giuridici stanno alla base del mktg.
se sussistono queste condizioni esiste una azione di marketing che può essere marketing
➔
B2B (business to business) -> impresa è il cliente NO passaggio finale o B2C (business to
consumer o customer) -> cliente/utente finale
Identificare i potenziali consumatori e i loro bisogni
La domanda che ci poniamo ora è “il mktg deve soddisfare i desideri o i bisogni?”
La risposta è che dovrebbe soddisfare entrambi.
Infatti, desiderio ≠ bisogno
Desiderio= bisogno determinato dall’apprendimento dell’individuo, dalla sua cultura e
personalità -> è un bisogno determinato dall'apprendimento, dalla cultura e dalla personalità
del soggetto, che lo porterà a scegliere quale cibo, quale riparo e quali vestiti acquistare.
Bisogno= individuo si sente privato di necessità primarie quali possono essere cibo, vestiti, riapro,
etc. -> si verifica quando l’individuo si vede privato di necessità primarie.
I bisogni possono essere espressi (so qual è il mio bisogno), ma esistono anche bisogni “nascosti”
per così dire cioè percepiti ma non esiste la consapevolezza sui prodotti che aiutano a soddisfare
2
Mktg I parte, Lia Dal Cappello
tale bisogno. Quindi il prodotto può essere adattivo o innovativo (far scoprire di aver bisogni che
non si pensava di avere).
Una volta raccolti i bisogni, ci rivolgiamo ai potenziali consumatori che fanno parte del mercato
il marketing si rivolge a un mercato (=è dato dai potenziali consumatori ai quali l’impresa si
➔
rivolge), ma ci sono diverse tipologie di mercato a seconda del tipo marketing che usiamo
[mercato=target/audience se usiamo un mktg pubblicitario; mercato potenziale= numero dei
potenziali consumatori che noi vorremmo raggiungere; mercato attuale= numero dei profili di
consumatore che già attualmente ci rivolgiamo]
Mercato= insieme di soggetti che hanno il desiderio e la capacità di acquistare un dato
prodotto. Identificare il mercato obiettivo
Se parliamo di mercato obiettivo dobbiamo profilare all’interno della popolazione dei mercati
specifici ai quali ci possiamo rivolgere.
Un’organizzazione non può soddisfare tutti i bisogni dei consumatori => gli sforzi
dell’organizzazione si concentrano su alcuni bisogni con riferimento ad uno specifico
gruppo di potenziali consumatori.
Es. settore abbigliamento e ha un posizionamento tipicamente verso un mercato
obiettivo giovane e alla moda e con capacità di spesa elevata, stiamo descrivendo
il brand e implicitamente il mercato obiettivo -> marchio Diesel
Nb. Ovviamente oggi giorno esiste il consumatore così detto Post-moderno in quanto il
consumatore può comprare sia capi di alta moda sia capi low price a seconda delle occasioni di
vita => oggi quindi è difficile la profilazione del cliente in quanto appunto lo stesso cliente può
avere comportamenti diversi a seconda dei brand. Esistono quindi meeting point molto diversi
dove all’interno troviamo i consumatori che a seconda dell’occasione d’uso comprano prodotti
di diversi brand dobbiamo tenere a mente che oggigiorno inserire i consumatori in un cluster
➔
ben definito è pressoché impossibile.
=>DEF: MERCATO OBIETTIVO= gruppo di potenziali consumatori rispetto ai quali un’impresa
orienta il suo programma di mktg.
Se andiamo a vedere le tendenze che oggi “guidano” il ripensamento delle funzioni mktg:
MA quindi la domanda qual è?
DEF: La domanda è costituita dai desideri per specifici prodotti, fondati sulla capacità e sulla
volontà di acquistarli.
Bisogni ≠ desiderio -> mktg dice che nessuno può toccare i bisogni, il mktg crea desideri =>
il mktg traduce il bisogno per la vita in desiderio per un prodotto.
MA attenzione, ci sono bisogni che talvolta il mktg crea siccome talvolta io ho bisogni (es.
comprare qualcosa), ma non so che li posso soddisfare in altri modi (spedizione a casa) =>
il mktg mi soddisfa il bisogno di compare con la spedizione a casa. In conclusione, è labile
la differenza tra desiderio e bisogno. 3
Mktg I parte, Lia Dal Cappello
Quindi qual è lo scopo del marketing? soddisfare i bisogni dei
sviluppo nuovi
scoprire i bisogni dei consumatori consumatori attraverso le
prodotti 4P
Non esiste una campagna di mktg che vada
bene per tutte le realtà=> “no-one-size-fits-all”
Ogni azienda, comparto, target, etc. sono
diverse quindi non si può creare un mktg
standardizzato adattarci al locale e al
➔
particolare del territorio, mercato etc.
Secondo una ricerca di HubSpot di febbraio 2020 si
dice che la parte più rilevante è creare brand
awareness (33%) e poi sales (24%) => prima
fidelizzazione poi vendere.
Parlando di marketing manager parliamo anche di strategie che possono essere Push e pull
pull
push Direzione della
Direzione della stimolazione della
stimolazione della domanda
domanda impresa
impresa trade
trade
consumatore consumatore
Strategia di tipo push= approccio al mktg orientato alle vendite, consiste nello spingere il prodotto
da uno stadio del canale a quello successivo, definendo ogni volta gli incentivi che consentono
di farlo con la > efficacia.
Strategia di tipo pull= processo mediante il quale si concentrano tutte le risorse sull’acquirente
finale e si cerca di convincerlo del lavoro della propria offerta, lasciando che sia lui a domandala
alla distribuzione. 4
Mktg I parte, Lia Dal Cappello I fattori controllabili dall’impresa le quattro P del marketing mix
Prodotto (Product)
•
= un bene, un servizio o un’idea che soddisfi i bisogni del consumatore;
Prezzo (Price)
• Il loro ruolo è
= ciò che si deve cedere in cambio del prodotto; fondamentale per
Promozione (promotion // comunicazione) (Promotion)
• gestire le relazioni
= un mezzo di comunicazione fra venditore e acquirente; con il mercato
Punto vendita (Place)
• obiettivo
= luogo in cui il consumatore può entrare in contatto con il prodotto.
Nb. Promozione è più adatto collocarlo in comunication mix che vedremo più avanti.
Marketing mix= insieme delle leve di mktg (le 4 P) che l’impresa definisce e impiega
per soddisfare il consumatore e raggiungere i propri obiettivi.
MA quindi quali sono le aziende che fanno marketing?
Le 4P sono i fattori controllabili del marketing ed hanno un ruolo fondamentale nel gestire le
relazioni con il mercato obiettivo.
Tutte: per capire come dobbiamo chiederci:
Chi fa mktg in azienda
− Qual è l’oggetto/servizio venduto
− Chi sono i clienti
− Vantaggi sociali
− I fattori non del tutto controllabili: l’ambiente
NB. Da EGI sappiamo che:
Esiste il rapporto tra impresa e ambiente il quale è il contesto genarle all’interno del quale
l’impresa è chiamata a svolgere le sue funzioni.
I fattori ambientali sono quei fattori variabili che possono influenzare in modo diretto o indiretto
lo scenario competitivo in cui opera un’impresa, di cui essa non ha il diretto controllo; sono
distinte in variabili macro-ambientali e variabili micro-ambientali.
Forze sociali
− Forze economiche
− Forze tecnologiche (// aspetti IT)
− Forze concorrenziali forze politico-istituzionali
−
Tutte le forze costituiscono fattori incontrollabili perché trascendono dalla singola impresa.
I fattori ambientali sono invece incontrollabili dal marketing e dall'organizzazione. Comprendono
le forze sociali, economiche, tecnologiche, concorrenziali e regolatorie. Esse non possono essere
controllate dalla singola impresa perché non dipendono dalla sua volontà, e possono costituire
un freno o un acceleratore per le iniziative di marketing.
L’evoluzione dell’orientamento al mercato
Orientamento alla produzione
−
= idea è che i prodotti si vendano da soli e => la principale preoccupazione delle imprese è il
miglioramento dell’efficienza produttiva e non la migliore soddisfazione del cliente.
Orientamento Alle vendite
−
= Aumento dell'efficienza produttiva e della competizione in un mercato può portare un eccesso
di offerta e quindi le imprese producono più di quello che consumatori acquistano. Succede che
le imprese invece che impegnarsi a produrre ciò che si vende, cercano di vendere ciò che
producono.
Orientamento Al marketing
−
= L'obiettivo è soddisfare i bisogni e i desideri dei consumatori. Ciò costituisce il marketing
concept, un approccio al mercato in cui le idee di marketing vengono inserite nel ciclo
produttivo prima che il prodotto venga progettato, e non dopo la sua realizzazione.
L'orientamento al marketing è incentrato sul consumatore.
5
Mktg I parte, Lia Dal Cappello
Orientamento Al cliente (o al mercato)
−
= Visione del marketing tipica di quelle imprese che concentrano i loro sforzi su una costante
raccolta di informazioni relative ai bisogni dei consumatori, per analizzarle e utilizzarle al fine di
creare valore per il cliente.
Il mktg serve all’impresa NON per vendere, ma per orientare e direzionare le vendite. 5/10
IL PROCESSO DI MARKETING MANAGEMENT
=è un processo che permette all’azienda di strutturare
un’analisi delle decisioni di marketing sulla base di 3
Analisi delle oppurtunità di mercato momenti fondamentali: analisi delle opportunità di mercato
che permette poi di attuare la pianificazione strategica e
operativa delle azioni di marketing (marketing analitico ->
Ricerca e soluzione dei mercati
obiettivo (segmenti target ai quali dare marketing strategico e marketing operativo).
attenzioni) nb. Quota di mercato= fatturato azienda /tot. Fatturato
del settore dove opera l’azienda
Sviluppo delle strategie di marketing Questo processo lo possiamo applicare in tutta la vita
(identificare taget e Aree dell'imrpesa dell’impresa e in tutte le imprese che possono essere di 2 tipi:
dove si è + competitivi) sia quelle dove creano profitto sia in quelle organizzazioni
no-profit.
Pianificzione delle azioni di marketing Imprese (profit oriented): organizzazione privata che serve i
suoi clienti per trarne profitto, indispensabile alla sua
(=realizzazione degli obiettivi) // 4P sopravvivenza
Organizzazione non-profit: entità non governativa che
Organizzazione realizzazione e serve i suoi clienti senza che il profitto figuri tra i suoi
controllo dell'azione di marketing obiettivi.
(usando KPI) I “livelli” delle organizzazioni
Prima di procedere nella discussione sulla pianificazione strategica, è opportuno soffermarsi su
alcuni concetti relativi:
Profitto: compenso che un’impresa riceve per essersi assunta il rischio di offrire un prodotto
▪ mettendolo in vendita; corrisponde alla differenza fra ricavi ottenuti e i costi sostenuti;
Livello corporate: livello organizzativo e decisionale che coincide con la gestione centrale
▪ dell’impresa; a questo livello il top management sviluppa la strategia complessiva
dell’organizzazione che verrà poi declinata in modo più specifico dalle singole ASA (o SBU)
ASA o SBU= livello organizzativo e decisionale relativo alle ASA. Dove le strategie definite in
▪ modo specifico per cogliere tutte le opportunità che possono creare valore nel mercato di
riferimento => si riferisce a una porzione dell’organizzazione che commercializza un insieme
di prodotti affini destinati a un gruppo di clienti ben individuato.
Deve essere costituita da un singolo insieme di attività o da insiemi collegati;
o Deve avere un sistema competitivo di riferimento specifico.
o Il marketing appartiene a ogni ASA (è una funzione)
o
In ogni ASA è presente un livello funzionale, composto da diverse funzioni: marketing, sistemi
informativi, finanza, ricerca e sviluppo, produzione, risorse umane. In genere, nelle imprese più
piccole o monoprodotto il livello corporate e il livello ASA coincidono; è solo nelle imprese di
maggiori dimensioni e con un ampio portafoglio di attività
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.