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Mappe concettuali dinamiche

L'utilizzo delle mappe concettuali nella didattica è subordinato a molti parametri. Ma in tutte le configurazioni possibili le mappe conservano quattro forme di utilizzo:

  • L'uso della mappa come documento di studio.
  • La sua funzione di strutturazione e repository dei documenti di contenuto.
  • L'azione di filtro e organizzazione delle attività di interazione in rete (forum, test valutativi).
  • La costruzione del sapere in forma di ontologia disciplinate, attività condotta generalmente in modo collaborativo.

In tutte queste forme di utilizzo, riscontriamo una problematica: la rappresentazione della conoscenza e la fruibilità stessa delle mappe, iniziano a perdere di efficacia al superamento di una certa soglia di complessità. Al fine di superare i problemi è opportuno introdurre la potenzialità del loro sviluppo dinamico: per sviluppo dinamico si intende la ricostruzione automatica delle mappe, prelevando i dati da un database e applicando un algoritmo che le ridisegni a ogni richiesta di rappresentazione.

Polimorfismo e animazione delle mappe

Il polimorfismo è la possibilità di ricostruire le mappe in funzione di scelte diverse, come ad esempio il nodo da cui partire e il livello di espansione. L'animazione è la possibilità di spostare, nello spazio documentale, non solo il singolo nodo ma l'intera mappa attraverso azioni quali la rotazione o la traslazione, cambiando radicalmente l'angolo di visione.

Conclusioni sull'utilizzo dinamico

Le conclusioni tratte da questo lavoro sono la necessità di realizzare algoritmi di ricostruzione dinamica delle mappe concettuali quando la complessità delle ontologie disciplinari diviene un fattore limitante per la fruibilità del documento, e l'ampio ventaglio di potenzialità e di percorsi di sviluppo della ricerca che apre l'applicazione di automatismi di ricostruzione alle mappe negli ambiti educativi.

Introduzione: l'uso delle mappe concettuali nella didattica

Il termine "didattica" integra un complesso insieme di attività, quali la veicolazione dei contenuti disciplinari, l'interazione tra gli interlocutori del processo, la valutazione dell'apprendimento, contesti formali, non formali e informali.

Le mappe concettuali come documento di studio

La prima e più evidente modalità è la sua fruizione come documento "in sé". La caratteristica della mappa sta nel disegnare ed etichettare le relazioni. Infatti, anche la navigazione ipertestuale si fonda sulle relazioni e sulla loro percorribilità. Nell'ipertesto, la parte visibile della relazione si limita alla "porta d'entrata" (il link) che conduce al documento, o alla parte di documento collegata. Nella mappa concettuale la relazione è invece interamente visibile, come arco che collega due nodi-concetti, consente anche di rappresentare il tessuto relazionale della disciplina nel suo complesso.

L'utente della mappa concettuale vede quindi un disegno, composto di nodi e archi, che mostra in modo efficace la struttura del contesto disciplinare. Al valore della mappa come documento in sé si associa anche la sua potenzialità di strumento di verifica dell'apprendimento. Tali prove possono prevedere:

  • Il controllo della correttezza di mappe concettuali fornite dal docente, e la segnalazione di eventuali errori.
  • La compilazione di mappe in cui sono espressi i concetti e sono disegnate graficamente, ma non etichettate, le relazioni: la prova consiste nel collocare al posto giusto le etichette delle relazioni, fornite in una lista a parte.
  • La ricostruzione di mappe partendo da una lista di concetti e una lista di relazioni.

Le mappe concettuali come modalità di contestualizzazione dei Learning Objects

La seconda modalità di utilizzo della mappa concettuale è il supporto all'archiviazione e alla ricerca dei documenti didattici. Il collegamento tra il contenuto del Learning Object e il contesto non è più un problema che va affrontato apportando modifiche al documento didattico, ma attraverso la sua corretta collocazione nel tessuto relazionale della mappa. Sulla mappa gravano sia la funzione di contestualizzazione dei Learning Objects, sia la funzione di organizzazione strutturale della repository documentale.

La possibilità di collegare alla mappa documenti digitali multimediali, presenti in rete, contestualizzandoli con una breve introduzione che ne spieghi e giustifichi la loro scelta. Questa modalità di uso della mappa la fa rientrare nel modello strutturale di Learning Object denominato "Field Trip". Questo modello consiste nell'aggregare contenuti presenti in rete contestualizzandoli attraverso una sintetica presentazione.

Le mappe concettuali come modalità di contestualizzazione dell'interazione didattica in rete

La terza modalità di utilizzo della mappa concettuale nella didattica deriva dalla sua capacità di rappresentare il tessuto relazionale della disciplina e di proporlo all'utente come strumento di interazione. In questo caso, non si collocano nella mappa i documenti di contenuto, ma gli strumenti di dialogo tra gli interlocutori del processo formativo. I concetti e le relazioni possono divenire quindi "topics" di ambienti di interazione asincrona, quali i forum, o "rooms" di ambienti di interazione sincrona, quali le chat i sistemi di audiovideoconferenza.

In questo contesto sono importanti i forum strutturati. La loro peculiarità, che li differenzia dai normali web-forum, è la necessità, per l'interlocutore, di scegliere e definire l'argomento del suo intervento all'interno della mappa. La collocazione dell'intervento nella mappa ne consente una più semplice reperibilità, evitando quindi la ripetizione di quesiti e risposte. Il difetto dei forum è la ripetizione di domande e risposte, risolvibile attraverso un "filtro" della mappa. A questo evidente vantaggio se ne aggiungono altri, quali:

  • La possibilità di approfondire le problematiche su ciascun argomento trattato nella disciplina, attraverso la lettura del forum connesso al relativo nodo della mappa.
  • La possibilità di comporre automaticamente un documento di raccolta ordinata di tutti gli interventi, secondo un indice derivante dalla mappa stessa.

La collocazione di test, di problemi e di ogni altro strumento di verifica sui nodi della mappa la rende strutturalmente simile al modello di Learning Object denominato Drill&Practic.

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