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Pag 260 Scognamiglio

- Sulla particolare relazione del responsabile con il soggetto o la cosa che abbiano causato il danno

- Sulla particolare natura dell’attività esercitata

In questi casi si parla di responsabilità oggettiva.

Dolo e colpa

Un evento si dice colposo non è stato intenzionalmente determinato, ma è stato dovuto a negligenza o imprudenza o

imperizia oppre per inosservanza di leggi, regolamenti, discipline. La colpa può consistere anche in un comportamento

omissivo.

La colpa è esclusa se si verifica in caso di forza maggiore, caso fortuito oppure per cause non a lui imputabili.

Il dolo invece è un comportamento pregiudizievole intenzionale del soggetto.

Imputabilità

Perché il fatto dannoso sia imputabile(cioè sia riconducibile alla condotta umana), deve sussistere la capacità di

intendere e di volere del soggetto danneggiante.

Capacità di intendere e di volere = capacità del soggetto di capire la portata delle sue azioni e di autodeterminarsi.

Anche la condotta dell’incapace può essere giudicata intesa come colpa oggettiva

La responsabilità del danno cagionato dall’incapace ricade infatti su chi era preposto alla sua sorveglianza qualora non possa

dimostrare che abbia potuto impedire il fatto.

Se il danneggiato non ha potuto ottenere il risarcimento del danno da parte del sorvegliante, oppure il sorvegliante abbia dato

prova di aver fatto il possibile per impedirlo, il giudice tenuto conto delle condizioni patrimoniali delle parti può stabilire

un’indennità( parziale ristoro del danno) a favore del danneggiato a carico dell’incapace.

Il principio di equivalenza tra dolo e colpa

Ai fini del risarcimento il dolo e la colpa si equivalgono.

Questa regola vale tranne nei casi in cui l’ordinamento sancisce la responsabilità solo in caso di :

- Illeciti di dolo cioè quei fatti che possono essere qualificati come dolo solo se sorretti dall’elemento soggettivo

configurabile come dolo se non come dolo specifico o qualificato

- colpa grave che è ravvisabile nella condotta di colui che agisce con straordinaria ed inescusabile imprudenza, e che

omette di osservare non solo la diligenza del buon padre di famiglia, ma anche quel grado minimo ed elementare di

diligenza che tutti osservano

Responsabilità per fatti altrui o indiretta

Di regola la responsabilità spetta a colui che ha cagionato il danno, ma in alcune ipotesi di legge, la responsabilità può essere

attribuita ad altro soggetto per fornire maggior tutela al danneggiato.

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In tali casi l’onere della prova è invertito cioè coloro che sono ritenuti responsabili devono provare non aver potuto impedire il

fatto nonostante la loro diligenza.

Ipotesi di responsabilità indiretta:

- Responsabilità dei genitori riguardo ai minori che vivono in casa.

Si parla di: culpa in vigilando e di culpa in educando

L’onere della prova per la colpa in vigilando è molto gravoso perché i genitori dovrebbero dimostrare di non aver mai

creato situazioni di pericolo nelle quali l’incapace avrebbe potuto provocare i danni

La colpa in educando invece si desume dal comportamento lesivo del minore.

- Responsabilità dei precettori, che hanno la stessa dei genitori fintanto che l’allievo rimane sotto la loro

sorveglianza

- Responsabilità dei padroni e dei committenti. I datori di lavoro hanno la responsabilità del danno commesso dai

dipendenti nello svolgere l’attività a cui erano adibiti infatti il lavoratore subordinato esegue delle direttive puntuali del

datore di lavoro.

Deve esserci nesso tra il danno e le incombenze esercitate.

Il fondamento sta nel criterio che se un soggetto trae vantaggio da una certa attività deve sopportare anche i costi.

Serve a dare maggiore garanzia al danneggiato.

L’onere della prova spetta al danneggiato, ma qualora il danno fosse provato il datore di lavoro non potrà liberarsi

anche se prova di aver adottato tutte le possibili cautele.

Rientra nella responsabilità oggettiva.

Il danno da cose

Quando esiste un rapporto tra la cosa da cui scaturisce il danno e il responsabile.

1. Danni provocati da cose in custodia

E’ responsabile del danno cagionato colui che aveva custodia della cosa. In fatti la custodia coincide con situazioni di

potere esercitato sulla cosa nell’interesse proprio

Es: In caso di fuga di gas siccome è difficile stabilire come si sia verificato l’incidente sarà responsabile chi ne aveva la

custodia ed avrebbe dovuto controllare

Il responsabile dovrà dimostrare che il danno derivi da caso fortuito cioè :

- Dalla vittima o da terzi

- Per causa di forza maggiore

2. Danni cagionati da animali. Sono responsabili i padroni anche se il cane è fuggito

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3. Danno cagionato dall’edificio. Il proprietario di un edificio è responsabile dei danni cagionati dalla sua rovina

( distacco di manufatti accessori) .Quindi vi è un profilo di rilevanza nella condotta del proprietario.

Per liberarsi deve provare che il danno non dipende da vizi di costruzione o difetto di manutenzione. Infatti non

importa se non ha avuto la possibilità di fare la manutenzione oppure non sapeva non ne conosceva i vizi.

Dovrà dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare i danni.

4. Danni provocati da veicoli. Il proprietario è ritenuto responsabile del danno. Assume rilevanza la condotta, infatti il

proprietario dovrà dimostrare di aver fatto tutto il possibile per impedirlo cioè dare la dimostrazione di aver osservato

scrupolosamente le norme del codice stradale

Obbligo di assicurazione in quanto ai fini del risarcimento non si può confidare solo sui patrimoni dei

soggetti.

Il danno da attività pericolose

Chi esercita un’attività pericolosa è tenuto ad adottare ogni precauzione idonea ad evitare danni ai terzi

Esempio trasporto di esplosivi

Ratio

Indurre il responsabile ad adottare tutte le precauzioni e la cautela possibile

L’attività per essere qualificata come pericolosa deve essere intrinsecamente pericolosa. Infatti un’attività normalmente

innocua potrebbe diventare pericolosa per l’imperizia di chi la svolge ( si applicano i criteri generali dell’art 2043)

Il responsabile per scagionarsi deve di mostrare di aver preso tutte le misure idonee a prevenire il danno cioè dimostrare che

ildanno è dovuto al caso fortuito.

Rilevanza della condotta dell’agente preclude la responsabilità oggettiva.

Danno non patrimoniale art 2059

Mentre l’art 2043 risarcisce i danni patrimoniali, l’art 2059 risarcisce quelli non patrimoniali.

Il danno non patrimoniale è ogni perdita di utilità non suscettibile ad un’immediata valutazione economica.

Dal danno non patrimoniale può scaturire un danno patrimoniale e viceversa.

Tale danno viene liquidato in via equitativa dal giudice essendo difficile quantificare il suo esatto ammontare.

Sono risarcibili solo i danni non patrimoniali specificati dalla legge per evitare speculazioni.

Ed in particolare il più rilevante è il danno non patrimoniale derivante da un fatto illecito considerato reato penale( cp 185).

Il reato è ritenuto sussistente anche in astratto, cioè anche nel caso in cui non sia stata emessa una sentenza penale.

Recentemente è stato ritenuta possibile la presunzione di legge della colpa.

Con l’introduzione della figura di danno biologico, si è ampliato l’ambito di applicazione del danno non patrimoniale, essa è

una figura autonoma frutto di un’elaborazione dottrinale ed è configurato come rimedio a fatti lesivi dell’integrità

psicofisica di una persona, quindi come danno riconnesso al valore dell’uomo .

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Moses

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Tor Vergata - Uniroma2 o del prof Scognamiglio Claudio.

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