Che materia stai cercando?

Malattie infettive – Esantemi infettivi Appunti scolastici Premium

Appunti di Malattie infettiveEsantemi infettivi. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Esantemi maculopatosi, Esantemi vescicolosi, Esantemi emorragici, Febbre bottonosa, Herpes simplex, Herpes zoster, Morbillo, Rosolia, Scarlattina, ecc.

Esame di Malattie infettive docente Prof. B. Ferlazzo

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

per via orale (200mg/5-die per 5 giorni) ha una discreta efficacia nel ridurre la durata dei sintomi

soltanto se la cura viene iniziata molto precocemente.

§ Profilassi: recentemente sono stati preparati alcuni vaccini uccisi costituiti da subunità e vaccini a

DNA che nelle sperimentazioni cliniche preliminari hanno dimostrato efficacia e innocuità. I

preparati a base di virus viventi attenuati sono invece stati abbandonati per la loro potenziale

pericolosità.

--------------------------------------------------------------------------------

HERPES ZOSTER

§ Epidemiologia e patogenesi: l'herpes zoster colpisce prevalentemente l'adulto. Non determina

epidemie ed in genere è sporadico. Quasi sempre la malattia dipende dall'attivazione endogena di

virus presenti allo stato latente. Durante l'infezione primaria il virus risale lungo le vie nervose

periferiche giungendo ai gangli spinali e cranici dove mantiene la propria infettività. Quando i

poteri di resistenza organica diminuiscono il virus può moltiplicarsi rapidamente, fino a determinare

flogosi dei gangli sensitivi e raggiungere per via nervosa la cute dove provoca la caratteristica

eruzione limitata al dermatomero innervato dal ganglio infetto.

§ Sintomatologia: l'esantema è a volte preceduto da febbre e malessere, evolve da una serie iniziale

di piccole chiazze eritematose che presto si trasformano in maculo-papule e nei 2-3 giorni

successivi in vescicole raggruppate e quindi in croste. L'evoluzione delle lesioni è rapida ma le

vescicole possono permanere da 2 a 4 settimane a causa delle nuove gettate eruttive in ognuna delle

quali tutti gli elementi hanno sviluppo sincrono. L'eruzione si accompagna ad intenso dolore, di tipo

urente e a topografia radicolare, talora con parestesie e ipoestesie, che persiste fino alla caduta delle

croste: la sintomatologia dolorosa può presentarsi anche in fase preesantematica.

§ Complicanze: le più frequenti sono la nevralgia posterpetica, paralisi motorie di vario grado di

tipo generalmente flaccido dei nervi spinali o cranici, neurite retrobulare e la sovrinfezione batterica

delle vescicole.

§ Diagnosi: la diagnosi clinica risulta facile. Le lesioni cutanee da Herpes simplex non hanno la

tipica distribuzione zosteriana.

§ Prognosi: è generalmente buona eccetto che per lo zoster generalizzato nei soggetti con affezioni

sistemiche e per la nevrassite.

§ Terapia: nei soggetti immunocompetenti l'herpes zoster si risolve spontaneamente. La

somministrazione di aciclovir (800mg/5 die per 7-10 giorni per os) riduce la durata dell'eruzione e

l'intensità della sintomatologia dolorosa

§ Profilassi: non esiste una profilassi specifica. I soggetti immunocompromessi devono comunque

essere isolati dai soggetti affetti da patologia zosteriana.

--------------------------------------------------------------------------------

MORBILLO

È una malattia infettiva acuta altamente contagiosa e diffusiva causata da un virus appartenente alla

famiglia dei Paramyxoviridae, genere Morbillivirus.

§ Etiologia: il virione contiene RNA, ha simmetria elicoidale e possiede un involucro

glicolipoproteico. Il virus contiene 6 proteine strutturali e tutti tali antigeni sono responsabili di

attività emoagglutinanti, emolitiche e di fusione cellulare. Il virus del morbillo è patogeno solo per

l'uomo e per le scimmie antropomorfe.

§ Epidemiologia e patogenesi: la malattia è endemica senza predilezioni di sesso o di razza.

L'incidenza stagionale dei casi risulta maggiore tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera,

con manifestazioni epidemiche ogni 2-3 anni, quando la popolazione infantile non immune

raggiunge il 35-40%. Nella maggior parte dei casi il morbillo lascia un'immunità di tipo

permanente. La morbosità appare massima entro i primi 2 anni di vita. Nelle zone urbane il morbillo

viene contratto in genere entro il 3' anno di vita, mentre nelle zone rurali la sua manifestazione è più

tardiva, intorno all'età scolare. In tutti i paesi il 90-95% dei bambini tra i 10 e i 15 anni ha già

acquisito gli anticorpi specifici. Il morbillo si trasmette per contatto diretto da malato a individuo

suscettibile, e non esistono portatori sani. Il virus viene eliminato per via orofaringea con starnuti e

tosse e penetra attraverso le mucose delle vie respiratorie o della congiuntiva. La contagiosità ha

inizio durante la fase prodromica e continua fino a 4-5 giorni dopo l'inizio dell'esantema. Penetrato

nell'organismo il virus staziona nei linfonodi regionali dove si moltiplica. Dopo un primo episodio

di viremia, che dura in genere 1-2 giorni, durante il quale il virus viene veicolato a tutte le stazioni

della linea monocitomacrofagica, si moltiplica ulteriormente in un secondo periodo di viremia, a

circa 5-6 giorni dall’inizio durante il quale giunge a tutti gli organi. All’11° giorno si manifestano i

segni prodromici e al 14° giorno inizia l’esantema. Nelle successive 24-48 ore la viremia cessa e

compaiono in circolo gli anticorpi specifici.

§ Sintomatologia: il morbillo ha un decorso che può essere suddiviso in 4 stadi:

1. incubazione, che dura 9-12 giorni durante la quale non si presentano variazioni rilevanti delle

condizioni generali

2. invasione, caratterizzato da febbre ed interessamento delle mucose. Tipico segno del morbillo

sono le chiazze di Köplik (chiazze color rosso vivo con macule bianche al centro all'interno delle

guance e all'altezza dei molari, che scompaiono quando l’esantema raggiunge l’acme).

3. periodo esantematico, al 14° giorno dal contagio compare la classica eruzione cutanea. Le macule

compaiono dapprima nella regione retroauricolare e alla fronte e poi si diffondono al volto, al collo

e agli arti nei successivi 2-3 giorni.

4. risoluzione, che si verifica 5-6 giorni dopo la comparsa dell'esantema con risoluzione della febbre

per lisi, miglioramento dello stato generale, riduzione dell'eruzione cutanea progressiva in direzione

cranio-caudale e spesso una desquamazione che in genere risparmia mani e piedi.

§ Complicanze: le complicanze respiratorie sono le più comuni e diffuse nella prima infanzia:

laringite stenosante (afonia, stridore, dispnea con crisi di soffocamento fino alla insufficienza

respiratoria), bronchiolite e polmonite interstiziale.

Encefalomielite: si verifica nello 0.1-0.2% dei casi di morbillo. È una forma demielinizzante

analoga ad altre nevrassiti postinfettive e postvaccinali con cui ha probabilmente in comune la

patogenesi immunoallergica. I sintomi compaiono tra il 1' ed il 7' giorno dell'esantema: sopore

profondo, che può esordire in coma, convulsioni, deficit motori e sensitivi e segni di interessamento

meningeo, talora sidrome cerebellare e polineuropatie. La complicanza è mortale nel 10-15% dei

casi.

§ Diagnosi: nel periodo di invasione l'unico segno di morbillo è dato dalle chiazze del Köplik.

Durante il periodo esantematico la diagnosi è molto facile: facies tipica (esantema, congiuntivite,

scolo nasale) e modalità di diffusione dell'eruzione cutanea sono tipiche.

§ Prognosi: è generalmente buona. Il morbillo può avere tuttavia un andamento assai grave nei

bambini defedati, immunodepressi e leucemici. Gli esiti infausti da morbillo sono dovuti per lo più

alle complicanze (encefaliti e polmoniti).

§ Terapia: dispone soltanto di sintomatici: riposo a letto con antipiretici, espettoranti. Le

complicanze da sovrainfezione devono essere trattate con antibiotici, mirati se guidati da prove di

sensibilità in vitro oppure ad ampio spettro (ampicillina e cefalosporine). Nella bronchiolite e nella

laringite stenosante trovano largo impiego anche i corticosteroidi.

§ Profilassi: si divide in due tronconi:

#1 PROFILASSI PASSIVA, che mira alla prevenzione o all'attenuazione della malattia. Per la

prevenzione si usano entro i primi 5-6 giorni dal contagio 0.2-0.3 ml/Kg p.c. di Ig normali o da 250

a 750 UI di Ig specifiche a seconda del peso. L'efficacia di tale trattamento è limitata a sole 3

settimane dall'inoculo e viene quindi riservata a casi particolari. Per l'attenuazione, che permette lo

sviluppo di un'immunità attenuata si consigliano 0.04 ml/Kg p.c. fino a 0.2 ml/Kg p.c. oppure 125-

250 UI di immunoglobuline specifiche.

#2 PROFILASSI ATTIVA, si basa sull'impiego dei vaccini viventi e attenuati, rivelatisi efficaci e

sostanzialmente innocui. L'età consigliata per la prima vaccinazione antimorbillosa è intorno al 15'

mese di vita. Generalmente il vaccino contro il morbillo viene associato a quello contro il virus

della rosolia e della parotite epidemica. Onde ottenere una immunità duratura è bene effettuare un

richiamo del vaccino tra il 10' ed il 14' anno di età. La vaccinazione antimorbillosa è controindicata

per gli individui con deficit dell'immunità cellulo-mediata e le donne gravide. È però raccomandata

per i bambini con infezione asintomatica da HIV ed anche per i bambini HIV+ sintomatici qualora

fossero esposti a situazioni epidemiche particolarmente rischiose.s

--------------------------------------------------------------------------------

ROSOLIA

La rosolia è una malattia infettiva moderatamente contagiosa che colpisce prevalentemente i

bambini. È caratterizzata da un'esantema maculopatoso e da tumefazioni linfoghiandolari

retronucali e cervicali posteriori, ha abitualmente decorso benigno. Contratta durante la gravidanza

può invece determinare la morte del feto o la comparsa di gravi malformazioni.

§ Etiologia: il virus della rosolia viene classificato nella famiglia Togaviridae, genere Rubivirus. Il

virione contiene RNA e possiede un involucro lipoproteico. Il virus, termolabile, è inattivato dai

solventi dei lipidi, dalla tripsina, dalla formalina, dalla luce ultravioletta e dai pH estremi.

§ Epidemiologia: la rosolia non ha preferenze di razza o sesso, è endemica ed appare per lo più nei

mesi invernali e primaverili. Ogni 5-10 anni, con cronologia irregolare, può scatenarsi in forme

epidemiche, mentre sono molto più frequenti episodi epidemici in collettività chiuse. Il 50-60% dei

casi di rosolia decorre senza l'insorgenza dell'esantema. Il virus viene eliminato dal malato con le

secrezioni rinofaringee e penetra nell'organismo attraverso le mucose delle vie respiratorie superiori

o la congiuntiva, come per il virus del morbillo. Per contrarre la rosolia sembrano necessari contatti

abbastanza stretti e prolungati col malato. La contagiosità è massima nei 5 giorni che precedono

l'eruzione e nei 5 giorni che seguono l'inizio dell'eruzione cutanea. Il 90% circa dei bambini la cui

madre contrae il virus rubeolico entro l'11' settimana di gravidanza andrà incontro a gravi

malformazioni congenite. La percentuale di rischio si riduce al 33% per infezioni contratte tra la 11'

e la 12' settimana di gravidanza fino a divenire gradualmente nulle dopo la 15-16' settimana.

§ Patogenesi: dopo essere penetrato nell'organismo il virus si moltiplica a livello della mucosa delle

vie aeree superiori e nei linfonodi cervicali: seguono una fase viremica che inizia al 6-7' giorno

prima dell'esantema e successivamente la localizzazione alla cute e alle altre stazioni del sistema

linfoghiandolare. La viremia cessa contemporaneamente alla comparsa dell'eruzione cutanea, e

dopo 24-48 ore sono già presenti nel sangue gli anticorpi specifici.

§ Sintomatologia: i sintomi della rosolia acquisita sono modesti. Dopo il periodo di incubazione il

periodo di invasione è generalmente asintomatico nel bambino, ma nell'adulto si presenta con la

comparsa di cefalee, anoressia, febbricola e lievi mucositi. L'eruzione cutanea è costituita da piccole

macule rosee che si diffondono dal volto al tronco e agli arti. Gli elementi scompaiono alla

pressione, sono abbastanza distanziati gli uni dagli altri ma spesso sul tronco, dove sono più

abbondanti possono assumere un aspetto scarlattiniforme. L'esantema insieme con i suoi sintomi

generali scompare dopo 3-4 giorni, sempre in senso cranio-caudale.

§ Complicanze: l'artrite, la nevrassite e le manifestazioni emorragiche costituiscono le complicanze

più frequenti.

L'interessamento articolare si verifica nel 30% delle donne adulte, con sintomatologia che varia da

modeste artralgie alle dita, ai polsi e alle ginocchia fino ad artriti con tumefazioni, arrossamento e

intenso dolore assai simile a quello provocato dalla malattia reumatica.

I sintomi della nevrassite sono analoghi a quelli di consimili forme virali, si presentano raramente,

ma con una letalità abbastanza elevata (20%)


PAGINE

11

PESO

45.27 KB

AUTORE

Sara F

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - 6 anni)
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Malattie infettive e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Ferlazzo Benito.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Malattie infettive

Malattie infettive – Sifilide
Appunto
Malattie infettive – AIDS
Appunto
Malattie infettive – Manuale completo
Appunto
Scienze pediatriche mediche e chirurgiche - Pubertà
Appunto