Il concetto di segno secondo Luis Prieto
Luis Prieto si rifà a Saussure per due motivi:
- Stessa concezione del segno: unione inscindibile di significante e significato;
- L'impostazione metodologica della ricerca: partire dai fatti linguistici concreti per poi definire le entità linguistiche astratte (fonemi, parole, frasi,...).
La reinterpretazione di Prieto del segno
Possiamo dire che Prieto riprende l'idea di segno di Saussure, ma cambia i termini della definizione: non più significante e significato, ma fonia e senso.
- Fonia: suono o successione di suoni usati per stabilire un rapporto sociale;
- Senso: è il rapporto sociale (primo cambiamento fondamentale da Saussure), che si instaura tra Emittente e Ricevente mediante l'uso di una fonia.
Per esempio, la frase "Dammi il tagliacarte" rappresenta un rapporto sociale poiché esprime un comando, un ordine (di x a y).
Rapporto tra fonia e senso
Non esiste nessun rapporto biunivoco tra fonia e senso. Infatti, la fonia è necessaria ma non sufficiente per individuare il senso. Il dire, il parlare non è sufficiente ad instaurare una comunicazione, perché non ha UN senso (ciò non significa che ne è privo, ma che ne possiede INFINITI). Quest'ultimo non si costituisce in base a un processo di codifica e decodifica, ma si precisa ogni volta che viene usato in base alle circostanze nelle quali una frase viene pronunciata (non dipende, non è legato inscindibilmente alle parole). In conclusione, quindi, il senso non dipende solo dalla fonia, ma viene determinato anche dalle circostanze.
Il dire, il parlare non è sufficiente ad instaurare una comunicazione, perché non ha UN senso (ciò non significa che ne è privo).
I risultati di un atto linguistico
I risultati di un atto linguistico possono essere concretamente 4:
<< Dammi il tagliacarte >>
- X = senso inteso dal mittente
- A = senso favorito dalle circostanze
- A’ = eventuale secondo senso favorito dalle circostanze
- ELLISSE = insieme dei sensi ammessi dalla fonia (tutti i tagliacarte e tutte le persone del mondo, infiniti)
Possibili casi di comunicazione
1) Il senso inteso dal mittente è anche quello favorito dalle circostanze (UNICO CHE VA A BUON FINE) X. Se X è un senso ammesso dalla fonia e A coincide con X.
2) Caso del lapsus: Si vuole il tagliacarte, ma si dice "Dammi il quaderno" oppure c’è un’imperfetta ricezione del destinatario, che capisce una parola per un’altra: “lana” per “rana”. X non figura tra i sensi ammessi dalla fonia e pertanto è diverso da A.
3) Caso del fraintendimento: Il senso inteso dal mittente non è quello favorito dalle circostanze. Si vuole una cosa ma ce ne danno un’altra...