L'origine dello shogunato: lo stato guerriero
Il significato di Shogun
Shogun (将軍, "comandante dell'esercito") è un titolo militare che veniva attribuito ai comandanti a capo dell'esercito che ressero sia militarmente sia politicamente il Giappone tra il 1192 e il 1868. Rappresenta il generale supremo e il titolo originale era sei-i taishōgun (征夷大将軍, "grande generale dell'esercito che sottomette i barbari").
Il ruolo dell'Imperatore
In passato i comandanti giapponesi che si distinsero nelle guerre con grande onore venivano premiati con questo titolo onorifico che veniva conferito direttamente dall'Imperatore. L'Imperatore, pur non avendo in Giappone un potere diretto, rappresentava a livello ideologico e religioso la più alta carica del Paese e l’unica che legittimasse tutte le altre.
La corte imperiale e le province
A corte, l'Imperatore, che risiedeva a Heian, l'odierna Kyoto, non si preoccupava minimamente delle province lontane dalla capitale, che venivano così controllate effettivamente, anche se non nominalmente, dai signori della guerra locali. In pratica chi ne aveva la forza faceva rispettare le sue regole, all'insaputa del potere centrale che viveva una vita parallela al di fuori di queste lotte intestine tra i vari signori locali che rivaleggiavano tra loro per la supremazia.
Amministrazione dei territori
Da un punto di vista legale i territori venivano affidati dall'Imperatore ai nobili della corte, che dovevano amministrare la giustizia in sua vece, ma questo non accadeva, in quanto i nobili erano perpetuamente a corte e spesso neanche conoscevano il territorio che gli era stato affidato. Esso rimaneva in mano di loro funzionari, perlopiù guerrieri o signori militari, che effettivamente amministravano la giustizia in nome del nobile che risiedeva a Kyoto.
Il mondo parallelo della corte
Il mondo formato dalla corte rappresentava un universo parallelo a quello reale. Davanti all'Imperatore c'erano letterati, intellettuali, filosofi, cantori e musicisti, forse le menti più eccelse dell'Estremo Oriente, ma la realtà del Giappone non era quella della capitale imperiale, bensì quella rappresentata dalle campagne e dai poveri contadini che venivano sfruttati nelle terre dai signorotti locali.
Le famiglie nobiliari
Le famiglie nobiliari principali, che erano rappresentate dai Fujiwara, dagli Hojo e dai Minamoto, non ambivano al titolo imperiale, troppo legato ai protocolli e all'etichetta di corte, ma preferivano gettare le basi per esercitare una forte influenza sul sovrano, magari offrendo le proprie figlie a nozze. I Fujiwara furono i più abili in questo, detenendo il maggior numero di componenti della loro famiglia che sono diventate mogli di imperatori. In questo modo si controllava l'Impero, anche se solo nominalmente.
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