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Lo sviluppo della Francia

Appunti di storia economica basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Marcelli dell’università degli Studi Ecampus - Uniecampus, facoltà di economia, corso di Laurea in Economia e Commercio. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia economica docente Prof. A. Marcelli

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La misura più significativa fu il maximun dei prezzi, ovvero dei provvedimenti legislativi che obbligarono i

proprietari e i produttori a dichiarare le merci e le derrate di prima necessità e sottoporle ad una tariffazione

fissa.

Il risultato fu la paralisi del commercio interno, che portò, alla decisione di abolire tutte le leggi relative al

maximum.

Napoleone Buonaparte

Da un punto di vista storico­economico, possono essere diverse le misure intraprese da Napoleone a suscitare

interesse.

La più rilevante è la guerra commerciale intrapresa con l’Inghilterra, o Blocco Continentale.

Bonaparte sottopose l'intero territorio francese al controllo del governocentrale tramite l'azione dei prefetti e dei

sindaci che erano di nomina governativa.

In ambito giuridico realizzò un'imponente opera di omogeneizzazione degli ordinamenti legislativi, ponendo

fine alla molteplicità delle fonti del diritto che aveva caratterizzato la Francia di antico regime.

In particolare fu di grande importanza il Codice civile che, esteso a tutti gli stati annessi o vassalli, sancì i

principi della libertà individuale, dell'uguaglianza giuridica e della proprietà privata.

Il Codice napoleonico legittimò le conquiste della rivoluzione francese, fu esportato in tutti i paesi dove

giunsero le armate di Napoleone, fu preso a modello da tutti gli Stati dell'Europa continentale e ancora oggi è

la base del diritto italiano.

Esso eliminava definitivamente i retaggi dell'ancién régime, del feudalesimo, dell'assolutismo, e creava una

società prevalentemente borghese e liberale, di ispirazione laica, nella quale venivano consacrati i diritti di

eguaglianza, sicurezza e proprietà. Di eguale valore e importanza sono anche gli altri codici: quello di

procedura civile, emanato nel 1806, quello del commercio (1807), quello di procedura penale (1808) e il codice

penale del 1810. Napoleone si sforzò di riorganizzare le finanze pubbliche e istituì la Banca di Francia,

liberando lo stato dalla dipendenza dai banchieri privati. all’Inghilterra non piacevano le mire espansionistiche

di Napoleone e alla Francia non piaceva l’egemonia economica dell’Inghilterra. Per invertire la posizione delle

due nazioni, Napoleone pensò di arrestare il processo di forte crescita economica inglese attraverso delle

particolari misure che andassero ad intaccare quello che sembrava il principale punto di forza dell’industria

britannica: il commercio senza di esso non avrebbe avuto sufficienti approvvigionamenti così come sufficienti

sbocchi.

Napoleone ritenne che la Francia avrebbe potuto avere occasioni di sviluppo a danno dell’Inghilterra proprio

interferendo nel commercio. Se l’Inghilterra fosse stata esclusa dai commerci europei ne sarebbe stata

sicuramente danneggiata e al contempo la Francia, al riparo della concorrenza, avrebbe potuto sviluppare

industrie interne.

Per realizzare queste aspettative, Napoleone decretò nel 1806 il Blocco Continentale, confidando soprattutto

sulla sua potenza politica.

Con il Blocco Continentale, in pratica veniva vietato alle navi provenienti dalla Gran Bretagna e dalle sue

colonie l'accesso ai porti dei territori sottoposti al controllo dell'impero francese.

Gli effetti del Blocco sull’economia inglese furono inizialmente negativi: all’Inghilterra furono impediti gli

sbocchi in Europa (che consumava 1/3 della produzione manifatturiera inglese) e contemporaneamente negli

USA (che per motivi indipendenti dal Blocco dichiararono l’embargo).

Tuttavia, di fronte a questi impedimenti l’Inghilterra reagì da una parte ricorrendo al contrabbando e dall’altro

cercando nuovi mercati di sbocco, che trovò in Centro e Sud America.

In sintesi, quindi, il Blocco danneggiò l’Inghilterra solo inizialmente, ma poi l’economia britannica riprese a

crescere grazie ai nuovi sbocchi.

L'apparato industriale francese, ancora debole, non fu in grado di soddisfare la domanda europea,

tradizionalmente soddisfatta dall’Inghilterra, così come l'agricoltura perse i suoi tradizionali sbocchi inglesi

senza trovare compensazioni adeguate in Europa.

Infine l'economia dei porti francesi, soprattutto della costa atlantica, fu rovinata dall'inattività.

Nel periodo in cui rimase in vigore il Blocco, le industrie francesi, al riparo della concorrenza inglese poterono

svilupparsi.

la situazione di guerra contribuì ad aumentare la domanda, che per essere soddisfatta si dovette ricorrere alla

produzione di beni alternativi.

Restaurazione

I regnanti europei, vedendosi costantemente minacciati dalle mire espansionistiche di Napoleone, riunirono i

loro eserciti nel 1815 a Waterloo, dove sconfissero definitivamente l’esercito imperiale.

Terminate le guerre napoleoniche iniziò il Congresso di Vienna (1814­1815). I rappresentanti di tutti gli stati

europei si riunirono nella capitale austriaca con lo scopo di ripristinare l’assetto territoriale e restaurare la

legittimità delle case regnanti di prima.

Per la Francia, la Restaurazione significò il ritorno della monarchia può essere scomposta in due fasi: la

Monarchia Costituzionale e, a partire dal 1830, la cosiddetta Monarchia di Luglio.

La crescita economica francese nel periodo della Restaurazione è caratterizzata prevalentemente dalla

produzione di ghisa, dalla filatura del cotone e dalla costruzione ferroviaria.

Fu soprattutto durante la Monarchia di Luglio che fu data una notevole spinta alla costruzione ferroviaria,

anche se la rete si presentava alquanto disarticolata.

Dopo il Congresso di Vienna la dinastia dei Borbone ritornò a regnare in Francia con Luigi XVIII. Questi, già

nel 1814, per assecondare la volontà popolare concesse una carta costituzionale, che istituiva una monarchia

parlamentare e riaffermava le riforme sociali contenute nei codici napoleonici.

I Borbone cercarono di creare stabilità e ordine nel Paese, seguendo prevalentemente la volontà dei grandi

proprietari terrieri, che appunto erano gli unici ad avere diritto di voto. In economia l’intervento statale fu

alquanto ambiguo. Da una parte si professava il credo liberista, eredità rivoluzionaria, ma dall’altra si

caratterizzava per un forte interventismo statale e per una politica economica di tipo protezionista. La

protezione doganale può essere considerata come la causa per cui gli imprenditori francesi mostrarono scarsa

dinamicità. si può ritenere che la presenza di alti dazi abbia garantito una situazione di continuità per

l’industrializzazione. Giornalisti e deputati denunciarono la violazione della Costituzione e così iniziò la

cosiddetta Rivoluzione di Luglio a seguito della quale il re Carlo X fu costretto ad abdicare. proclamarono re

Luigi Filippo, duca d’Orléans, capostipite del ramo più giovane della famiglia dei Borbone. con Luigi Filippo fu

consacrata la vittoria della borghesia finanziaria.

La Monarchia di Luglio, per motivazioni politiche, fu più sensibile alle pressioni dei banchieri, finanzieri e

industriali e perseguì politiche economiche più confacenti ai loro desideri.

Il Governo usò la leva della spesa pubblica soprattutto per favorire la costruzione di infrastrutture.

L’espansione economica francese durante la Monarchia di Luglio fu spinta soprattutto dal sistema bancario

privato. Si venne a creare così il capitalismo finanziario: le banche raccoglievano capitali anche all’estero e

finanziavano le imprese che costruivano le ferrovie. I capitalisti deviarono i loro investimenti nell’acquisto di

azioni ferroviarie.


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Crikia95

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8 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: corso di Laurea in Economia e Commercio
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Crikia95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ecampus - Uniecampus o del prof Marcelli Angelina.

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